martedì 20 novembre 2018

Chiamalo sogno e resterà un sogno

Il primo modo per non realizzare un sogno è quello di crederlo irrealizzabile. Sembra quasi banale, ma è così. Perciò chiamare sogno un qualcosa che vorremmo per la nostra vita vuol dire destinarlo a far sì che resti per sempre un sogno. Ma c'è una via di uscita. Anche questa, quasi banale. Basta cambiare le parole o meglio togliere la voce sogno per avere la spinta giusta e avere un altro risultato. A volte basta chiamarlo obiettivo. Facile, no? 

Il mio sogno è fare la ballerina, ma è un sogno. Il mio sogno è fare il calciatore, ma è un sogno. Il mio sogno è fare l'astronauta, ma è un sogno. Il mio sogno è fare questo e il mio sogno è fare quest'altro. 

Quante volte avete sentito persone parlare in questo modo. Quante volte avete sentito persone confidare un futuro fuori dalla norma. Sul treno. Origliando al bar. A cena con un'amica... 

Tutti abbiamo dei sogni. Tutti abbiamo desiderato fare qualcosa d'altro. Poi ti svegli alla mattina e la realtà da affrontare e con la quale fare i conti a tutta un'altra forma e un altro aspetto. Non si scappa. 

Alla vita vera, quella che così tanto ci mortifica e ci appare pesante e opprimente e che tanto subiamo i sogni non piacciono. Non si scappa. 

Alla vita vera, quella che ci chiede i soldi delle bollette, ciò che è chiamato sogno non può essere vissuto sotto lo sguardo della gente di tutti i giorni. 

La gente adora i sogni che si vedono nei film o che si leggono sui giornali. La gente adora i sogni che si fanno dormendo quelli che ti suggeriscono i numero da giocare al lotto, ma è terrorizzata dai sogni a occhi aperti e rifugge chi sogna a occhi aperti. 

Perciò se per qualcuno di noi uno di questi sogni vuole essere un obiettivo è meglio che gli cambi il nome. Dire a qualcuno che abbiamo un sogno è come dire che siamo pazzi. La nostra società non vuole sognatori. Non li vuole per niente. 

La nostra società vuole gente che si perda in pettegolezzi e sciocchezze che alla fine non ci toccano nemmeno. Ma è da pazzi anche a dirlo a sé stessi... 

Non ditevi che avete dei sogni. Insomma evitiamo di chiamare sogni le cose che desideriamo. 

E ricordiamoci di stare lontani da chi i sogni li vede come incubi

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"Grazie per la lettura"

lunedì 19 novembre 2018

Il Paese con il maggior numero di iscritti alle biblioteche ma...

Per il record Culturale di questa settimana torno in un paese europeo già presente tra i miei post del lunedì. Dopo Lo stato più alfabetizzato al mondo, ricompare ancora la Finlandia: Il Paese con il maggior numero di iscritti alle biblioteche ma... rispetto alla popolazione, andrebbe anche detto. Pare che circa la la metà della popolazione sia registrata come utente di biblioteca. Impressionante. 

In vita mia non sono mai stato iscritto a una biblioteca. Non so perché ma ho sentito di non avere obblighi con i libri. Ho sempre pensato di averli e leggerli come volevo senza che nessuno mi chiedesse di riportarli e cose del genere. Forse dipende dal fatto che in vita mia, specialmente da piccolo, di vere biblioteche non ne ho mai viste. Nel mio paese c'era quella della Parrocchia ma non so che libri trattasse. 

Confesso che più di una volta mi sarebbe piaciuto entrare in una biblioteca e prendermi un libro e sedermi a uno dei  tavoli nella penombra di quei locali e mettermi a leggere in silenzio e del tutto indifferente al tempo che passa. 

A volte mi vedo, tra qualche anno, seduto in una biblioteca a leggere qualche libro interessante dimentico di tutto il mondo fuori. 

Detto questo, non posso che fare un plauso ai finlandesi: un popolo che non finisce di stupirmi a dirla tutta. Mi domando quale tipo di educazione ci sia alla base. 

Ora non so quanto iscritti alle biblioteche ci sono in Italia. Mi piace pensare che se ci fosse lo stesso rapporto con la Finlandia dovrebbero essere almeno trenta milioni. 

Mi piace pensare che se ci fosse questo rapporto vorrebbe dire che la metà delle persone che incontro nella vita di tutti i giorni dovrebbe essere iscritta a una biblioteca. 

Mi piace pensare che se ci fosse questo rapporto la metà delle persone con cui entrerei in contatto ogni giorno avrebbe a che fare, in qualche modo, con i libri. Impressionante, ma forse chiedo troppo. 

Per concludere il post, riporto una piccola nota legata alle biblioteche

Io sono cresciuta in biblioteca in un periodo in cui le biblioteche fuori e dentro facevano schifo, ma contenevano milioni di libri. Oggi quelle che sopravvivono sono tutte dipinte di rosa, hanno i computer e i cuscini, ma solo 20 libri e sono tutti Cinquanta sfumature di grigio. Un libro buono può insegnarti tanto. Leggere è come ingerire un'altra vita. 
- Caitlin Moran 


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"Grazie per la lettura" 

Fonti - Biblioteche

domenica 18 novembre 2018

La grande farsa della corsa estiva - PDF

Semplice segnalazione breve, breve. 

Ho visto che Tony Robbins usa distribuire e rilasciare i suoi ebook in una maniera molto semplice. 

Ho notato, inoltre, che, gli ebook di Tony Robbins, sono dei semplici testi PDF

Mi sono detto perché non fare lo stesso? 

Così se  desiderate leggere l'eBook in formato PDF di: "La grande farsa della corsa estiva!", con il disegno che trovate anche in questo articolo di segnalazione,  non dovete far altro che cliccare sul titolo del racconto. 

La grande farsa della corsa estiva non è altro che una semplice storia nata come un gioco una decina di anni fa!


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"Grazie e buona lettura" 


Le cento ostriche di Honoré de Balzac

Ta pochi giorni Honoré de Balzac tornerà sul mio blog con il suo genio letterario. Oggi intanto è sul blog con la sua tavola. Insomma, tavola per modo di dire, perché più che altro il buon Honoré consumava caffè quando se ne stava a casa. Caffè  che era per lui fondamentale quando scriveva, tanto che arrivava a berne anche cinquanta tazze al giorno. Ma quando terminava un romanzo o un lavoro importante il suo bisogno di lusso e di eccessi lo portava a ordinare al cameriere cento ostriche da divorare sul momento. 

Si dice che lo scrittore Honoré de Balzac, oltre a essere un grande letterato, fosse anche un personaggio assai particolare. Per conto mio, da quello che ho letto, si sarebbe trovato a meraviglia in certi programmi televisivi del giorno d'oggi. 

Me lo vedo. 

Era un grande lavoratore e si dice che scriveva ininterrottamente anche per quarantotto ore, spezzando questo lavoro con brevi pause e sorseggiando caffè senza remissione. Ma quando finiva un romanzo o un lavoro si dava alla pazza gioia, nel vero senso della parola. Si imbellettava con gioielli e abiti eleganti e si abbuffava a più non posso. 

Infatti la frase imperativa: "Cameriere, cento ostriche", frase che ha ispirato e che mi ha spinto a scrivere questo post dedicato alla cucina letteraria domenicale, sia stata pronunciata davvero. 

Non so, io sono molto lontano dalle ostriche. Come ben è al corrente che mi legge da sempre sono di altri gusti. 

Le ostriche le ho provate in un paio di occasioni e sempre all'estero. Una volta in Spagna, a Madrid, con degli amici e una volta in Germania, nel reparto gastronomico del Ka.De.We di Berlino. Apprezzate, nulla da dire ma non esaltate e sicuramente non sono il tipo di persona che passerebbe la vita a ostriche e champagne. 

Insomma sono lontano da Balzac anche per i gusti alimentari ma vi devo confessare che tra i miei desideri di carattere culinario c'è quello di andare nel nord della Francia e mangiare uno di quei piatti di ostriche o di cozze con le patatine fritte (il piatto preferito da Simenon). 

Magari non sarà un lusso come si prendeva il buon Balzac, ma sono molto attratto da questa combinazione alimentare. Vedrete che prima o poi lo farò davvero. Casomai se dovessi fare il viaggio in auto e dovessi pure guidare mi berrei un paio di termos di caffè per restare sveglio. 


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"Grazie per la lettura" 

Fonti - The Novelist Who Loved Food

sabato 17 novembre 2018

Una vetrina da trecento post

Quando il 23 settembre del 2012 ha preso il via la mia vetrina, non avrei mai immaginato di essere ancora qui, adesso, con più di trecento post all'attivo. Con il tempo ha cambiato forma e aspettative ma è ancora viva. Così ho pensato di riproporre i cinque articoli più letti della categoria a cominciare dal post che ha dato origine a tutto. 

Lo so che non tutti coloro che passano su questo blog hanno un profilo facebook e quindi non possono vedere il risultato sul social network, ma un post domenicale dedicato non glielo leverebbe lo stesso nessuno se intendono partecipare. Partecipare a cosa? Allora cosa si tratta di fare, sempre che lo desiderate. L’immagine che vedete in testa al blog non è altro che un brano del racconto di Ernest Hemingway Un posto pulito illuminato bene, dal mio punto di vista una delle vette della sua arte. 
---> Una settimana su facebook 

Settimana in vetrina dedicata alla segnalazione di Cupaima, spettacolo in programma dal 28 di agosto al 14 di settembre 2013 al Teatros del Canal di Madrid. Cecilia Gomez, artista tra le maggiori rappresentanti della nuova generazione di ballerine flamenco, omaggia Chavela Vargas - la mitica signora in poncho rosso della musica ranchera - attraverso la danza, in uno spettacolo che la stessa ballerina messicana ha autorizzato. 
---> Cupaima: omaggio di Cecilia Gomez a Chavela Vargas 

La vetrina settimanale è dedicato al romanzo fantasy di Raffaella Fenoglio, Gala Cox - Il mistero dei viaggi nel tempo, pubblicato dalla casa editrice Fanucci. La storia racconta le vicende di una quattordicenne: Gala Cox Gloucestershire. La ragazzina frequenta il liceo artistico, possiede un’intelligenza fuori dalla norma, una grande passione per le materie tecniche ma ha pure un carattere indeciso. 
---> Gala Cox- Il mistero dei viaggi nel tempo di Raffaella Fenoglio in vetrina 

Gianluca Arrighi è uno degli autori più amati in Italia per quanto riguarda il thriller, anzi il legal thriller per la precisione. Il suo romanzo "L'inganno della memoria" (ne ho parlato anche in un’intervista con lo stesso Gianluca) è stato uno dei maggiori successi degli anni scorsi, tanto che l'avvocato romano si trova in testa alle classifiche in compagnia di grossi nomi della narrativa mondiale. 
---> Il confine dell’ombra, il nuovo thriller di Gianluca Arrighi 

Devo essere molto sincero, ci credevo e i risultati mi stanno dando ragione. In questi giorni sono molto soddisfatto dei feedback che sto ricevendo con la pubblicazione sul blog dei racconti artistici, anche se molti commenti mi arrivano direttamente dai Social. Dei feedback positivi che mi spingono a lavorare maggiormente a questo progetto, anche perché voglio concluderlo. Quindi, aspettatevi, nella mia vetrina settimanale, ogni sabato, un racconto. 
---> I racconti artistici in vetrina 


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"Grazie per la lettura"

venerdì 16 novembre 2018

La socialità sul mio blog

Nell'ultimo anno ho studiato le dinamiche riguardanti La socialità sul mio blog. Ho cercato di capire insomma quali sono le fonti migliori di crescita per Otium. Naturalmente per verificare questi dati e redigere questo post mi sono servito dei dati forniti da Google Analytics e di Google Web Master, oltre a qualche piccola riflessione personale... 

1 - Google 
Il novanta per cento del traffico che giunge sul mio blog è frutto dei suggerimenti dei motori di ricerca, e gran parte di queste visite provenienti dai motori di ricerca arrivano da Google. Inutile dirvi che ho da sempre un occhio di riguardo per la società di Mountain View. Uso tutto quello che mi può dare un aiuto e supporto da Google Analytics a Google Web Master e molto altro. 

2 - Linkedin 
Linkedin è senza dubbio il social che più uso in questo ultimo anno. Sono molto soddisfatto delle interazioni. Certo difficilmente i lettori che incontro sul mio profilo commentano direttamente del blog, ma sono quasi contento sia così. Ho conosciuto professionisti proprio legati ai miei interessi. Un fattore che le altre voci "sociali" non mi hanno mai offerto. So che si tratta di una piattaforma di appoggio e quindi, oggi c'è e domani potrebbe sparire, ma vi confesso che "al momento è davvero un portento" (rima voluta).

3 - Facebook 
Le pagine facebook non funzionano più come qualche anno fa, ma non ho intenzione di smettere di servirmene. Facebook è la prima piattaforma che ha fatto conoscere un po' delle mie cose e quindi non posso sputare nel piatto dove ho mangiato. Anche perché, non sempre, ma mi diverte ancora. 

4 - Blogger 
Più o meno ogni settimana trovo tra chi commenta il mio blog un nuovo blogger o qualcuno che non ho mai visto prima. Il problema è che molti di essi capitano sul mio blog per avere un riscontro sul loro e non perché interessano i miei contenuti, visto che non mi leggono neppure.  Di solito vado sempre a visitare i blogger che mi arrivano, ma non commento se non trovo dall'altra parte contenuti in linea con i miei interessi. Mi spiace. Ho tolto da anni il blogroll perché è soltanto una forma di ipocrisia. D'altra parte il numero di puri blogger che mi visitano sono risicati rispetto alle visite totali e non ho intenzione di cambiare politica. 

5 - Twitter 
Lo uso ma non sono molto contento, anche perché i numeri non crescono più. Mi sembra una piattaforma dominata da bot e persone che non pensano altro che alla politica e alla polemica. Ci sono anche delle belle esperienze e a volte dei risultati strabilianti, ma come ho già scritto sembra molto più orientato al dare e all'avere. 


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"Grazie per la lettura"