martedì 21 agosto 2018

Cosa fa un blogger

Se qualcuno dovesse chiedermi una definizione o meglio cosa fa un blogger, la mia risposta sarebbe quella di dire che fa divulgazione. Tutto qui! Che sia un blog che parli di libri, di sport, di scienza, di SEO o di qualsiasi altra cosa. Per conto mio in questo consiste il lavoro di un blogger: divulgare e cercare di far conoscere, in maniera personale, un determinato sapere attraverso le proprie passioni e il proprio stile. Almeno così è come lo vedo io. 

Sin da  bambino mi è sempre piaciuto raccontare e cercare di affabulare chi mi stava intorno. Appena mi accorgevo che qualcuno mi ascoltava davo il meglio di me stesso. Era questo il motivo per cui in determinate materie scolastiche eccellevo e andavo molto bene. 

Mi piaceva la geografia, mi piaceva la storia, mi piaceva la letteratura. Mi piacevano le scienze naturali. Mi piaceva la musica e mi piaceva il disegno. Solo con una materia non ero all'altezza delle altre: applicazioni tecniche. Naturalmente mi piaceva essere al centro dell'attenzione con le mie storie, anche se non era facile. Mi piaceva parlare di animali e di avventure. 

Mi piaceva sapere il più possibile dei posti e dei luoghi che andavo a visitare per poter essere utile agli altri quando mi chiedevano come fosse. Mi piaceva descrivere anche se per spiegarmi dovevo fare i conti con la mia terribile timidezza. 

Il bisogno di raccontare credo sia un qualcosa che non mi ha mai abbandonato. E ogni volta che raccontando suscitavo interesse mi sentivo soddisfatto. E forse quello che succede oggi sul mio blog, non è altro che la natura che avevo da ragazzino e che ancora mi porto appresso. 

Dopotutto nella mia scrittura è rimasto lo stesso pudore. Nella mia scrittura è restato lo stesso desiderio di raccontare senza eccessi. Ma rimane lo stesso piacere quando capisco di essere ascoltato e capito e compreso e magari anche stimolato ad andare avanti. 

Non immaginate il piacere che provo quando riprendendo un vecchio articolo lo scopro ancora attuale e non immaginate quando adori le interazioni, anche se sono ormai troppo intrappolate dai social

Forse sono solo degli esercizi per parlare delle cose che amo e più passa il tempo più mi accorgo di quanto mi faccia crescere tutto questo. Ma che ci volete fare il desiderio di trasmettere qualcosa è insito in ogni essere umano e quando che cerca di trasmettere è il primo a rendersi conto che sta imparando. 



"Grazie per lettura"

lunedì 20 agosto 2018

La scrittrice spagnola più letta al mondo

Ieri sul blog c'era un articolo che parlava di Madrid e oggi c'è un'autrice che arriva dalla Spagna. C'è María del Socorro Tellado López (25 aprile 1927 a El Franco, Asturie, Spagna - 11 aprile 2009), nota e conosciuta come Corín Tellado, una prolifica scrittrice spagnola, autrice di romanzi romantici e novelle che sono state best-seller in diversi paesi di lingua spagnola. La signora è la protagonista del Record culturale di questo lunedì: La scrittrice spagnola più letta al mondo

Non conosco in nessun modo Corín Tellado. Non ne avevo mai sentito palare prima della preparazione di questo articolo. Mai sentito il titolo di un suo romanzo o di un suo racconto. Non ho idea delle tematiche che tratta. 

Ma forse non è tutta colpa mia. 

A quanto pare - ma prendo questo particolare con le pinze - non è ancora tradotta in italiano ed è incredibile questo dettaglio se fosse vero. 

I numeri della sua produzione sono spaventosi... 

Corín Tellado nella sua carriera ha pubblicato oltre 5.000 titoli e venduto qualcosa come 400 milioni di libri: opere tradotte in più lingue. 

È stata inserita nel Guinness dei primati del mondo nel 1994 come la maggior autrice di libri scritti in spagnolo, e già nel 1962 l'UNESCO la dichiarò la scrittrice spagnola più letta al mondo dopo Miguel de Cervantes

Un record letterario, o un doppio record culturale, più che meritato il suo anche se a me e probabilmente a molti di voi non dice nulla o non dirà nulla. 

Ma un blog forse deve servire anche a questo. Deve essere utile nel segnalare voci che per un motivo o per l'altro non sono sulla bocca di tutti. E scoprire una scrittrice di questa portata quasi sconosciuta nel nostro paese la dice lunga sui meccanismi dell'editoria. 

Ecco, non so, se è solo una mia ignoranza presentare questa autrice sconosciuta. E mi spiace non aver trovato nulla di specifico da aggiungere. Qualcosa come un incipit tanto per capire chi fosse come scrittrice. Perciò se avete qualche contributo al riguardo che possa essere utile al post non abbiate timori a farvi avanti. 

Intanto la scrittrice è scomparsa l'undici aprile del 2009 nella sua casa di Gijón. Aveva ottantuno anni. 

Ha lasciato tre romanzi inediti. Le sue opere continuano ad essere presentate e rieditate in formato digitale, rendendo possibile trovare anche molti dei suoi lavori più vecchi. 



"Grazie per la lettura" 

Fonti - Corín Tellado

domenica 19 agosto 2018

L’insalata dannunziana e Madrid

Non a tutti piace questa rubrica letteraria dedicata al cibo degli scrittori, ma credo sarebbe piaciuta a Gabriele D'Annunzio. Il Vate si deliziava nell'inventare ricette e piatti, un po' come questa insalata dannunziana: carciofi marinatili per 2 ore con sugo di limone, olio, pepe, sale e scalogne trite, olive, code di gamberi e patate. Io la mangio con gli occhi ma sento lo stesso il sapore, anche perché un'insalata più o meno simile l'ho provata una volta a Madrid

Su Otium, nella rubrica domenicale - con l'aggiunta di questo post odierno - penso che potete fare un pasto completo con i fiocchi grazie ai suggerimenti di Gabriele D’Annunzio. Il Vate è comparso infatti più volte con le sue proposte. 

Dapprima con il delicato risotto alle rose, poi con il tramezzino e ora con questa delizia di insalata. Be' confesso che d'estate anch'io divento pazzo per le insalate e ne ho inventate anche qualcuna, spesso mischiando quello che l'orto e la verdura di stagione offrono e mi mettono a disposizione. 

Ricordo, tuttavia che un'insalata come quella di Gabriele D’Annunzio che trovate nel paragrafo iniziale di questo post, l'ho provata a Madrid, il mese di agosto di qualche anno fa a casa di un antiquario caro amico. 

Non proprio così, ma più o meno simile. Era un "ensalata campesina" (perdonatemi se non la scrivo in spagnolo con la dieresi sopra la n). 

Adesso mi sembra quasi di tornare nei vicoli intorno alla Puerta de Toledo e sentire sul viso l'aria calda del tramonto sull'altopiano, un caldo simile al getto caldo di un phon per capelli e io e Luis sul balcone del suo appartamento Madrileno a sorseggiare una birra e a palare di arte e di musica e di letteratura e di amori e di donne e di come Madrid sia una città che ti resta dentro una volta che l'hai vista e visitata... 

E Puerta del Sol e Plaza Mayor e una visita al Prado e le prime parole in spagnolo, e poi un giro a La Casa di Campo e poi a il Parque del Retiro

Il coniglio in umido a Casa Domingo davanti alla Puerta de Alcalà, un po' di "Pata Negra" al Museo del Jamon. Le notti "Al Andalus" con il tavolo prenotato nel palco del locale e gracias amigo, encantado senora y usted tiene una cara muy feliz y mañana por la mañana es un otro dias espera hombre siempre... 



"Grazie per la lettura" 

Fonti - A tavola con Gabriele D’Annunzio

sabato 18 agosto 2018

Vetrine senza commenti

A dire il vero pensavo fossero di più gli articoli senza commenti passati, in questo 2018, nella vetrina settimanale: invece sono solo quattro, uno ogni due mesi circa. Sono tuttavia sorpreso nel notare quali sono e nel constatare come è strano il funzionamento dei lettori. Ma la modalità con la quale i post e gli articoli sono visti, letti e commentati ancora non l'ho capita. Perciò oggi, risposto quei famosi articoli, per vedere l'effetto che fa. 

In questo periodo, ho talmente tanto materiale che potrei andare avanti all'infinito con la vetrina settimanale dedicata all'arte. Confesso che all'inizio pensavo di fermarmi a qualche semplice post di riepilogo, invece gli spunti sembrano senza fine. Ho scritto tanti racconti artistici e non è escluso che possano tornare magari già in questo mese, ma non pensavo di avere da parte opere in grado di ricordami aneddoti utili a riempire la vetrina settimanale del sabato. Oggi è la volta delle chitarre e dei chitarristi... 
---> Chitarre e chitarristi in vetrina 

Posso anche sbagliarmi, ma suppongo che in Italia ben poche persone non conoscano I promessi sposi di Alessandro Manzoni. D'altra parte è visto e considerato come uno dei romanzi più letti della letteratura italiana. Un romanzo che ha ispirato fumetti (io ricordo molto bene un Topolino nei panni di Renzo Topolino) e sceneggiati televisivi. Ha ispirato anche la pittura di molti artisti. Oggi, per la vetrina settimanale vi presento un esempio legato al mondo dell'arte. Ma ormai lo sapete... 
---> I promessi sposi in vetrina 


Credo sia opportuno non postare nuovi racconti dedicati alle opere di Nino di Mei, oggi. Godetevi il sabato prefestivo e la settimana con qualche giorno di vacanza se potete. In vetrina, per questa settimana, metto i cinque racconti artistici più letti, anche se con le statistiche bisogna sempre andare con i piedi di piombo. Be' magari vi sono sfuggiti. Come al solito un feedback mi è gradito... 
---> La top five dei miei racconti artistici 

Accadde per caso, un martedì mattina. Lo vidi passare sulla piazza del sagrato con sua madre, mentre guardavo attraverso la finestra del bar. Non gli parlavo da mesi. Posai la tazzina del caffè sul banco, mi pulii la bocca con un tovagliolo di carta, lo gettai in basso nel cestino vicino alla cassa e uscii in strada per salutarlo. Lo chiamai prima che imboccasse il vicolo sulla destra della chiesa, quello che portava verso il centro vecchio del paese. 
---> Il campione 



"Grazie per la lettura" 

P.S. - Naturalmente, per non smentire la tipologia di contenuti che porto avanti da qualche anno nella vetrina settimanale, non ho dimenticato di inserire l'immagine di due lavori di Nino di Mei.

venerdì 17 agosto 2018

La freccia nera, L'isola del tesoro e altre storie

Tra gli sceneggiati televisivi che ricordo con piacere c'è la Freccia nera. Forse non era nulla di speciale ma in quel periodo mi colpì davvero tanto e per un po' pensai di essere "infatuato" di Loretta Goggi. Allo stesso modo devo confessare che pure il film L'isola del tesoro del 1972, con Orson Welles nei panni di Long John Silver, ha giocato mica male nel mio immaginario. E poi ci sono altre storie... 

Non ho mai letto un libro di Robert Louis Stevenson ed è una vera disdetta perché conosco a menadito le sue storie e con molte probabilità non rimarrei deluso. Conosco le sue storie perché sin da bambino me le sono viste passare davanti agli occhi. 

La prima è senza ombra di dubbio La freccia nera e vi confesso che risulta essere uno degli sceneggiati di maggior impatto. Ero molto piccolo ma non ho mai scordato la Loretta Goggi

Ora non posso dire che fossi innamorato, ero troppo piccolo per provare certi sentimenti, ma qualche emozione la provai, tanto è vero che mi porto ancora addosso il ricordo di quella ragazza, assolutamente improbabile come maschio. 

Un bel ricordo serbo pure della versione de L'sola del tesoro con il leggendario Orson Welles nei panni Long John Silver, il pirata senza una gamba. Una storia che ho visto anche come cartone animato e anche trasportata nella fantascienza, per dire le possibilità di interpretazioni che offre. 

Ovviamente ho visto qualche versione cinematografica de' Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde ma in questo caso l'alone che mi ha lasciato addosso non è impregnante come nei due precedenti titoli citati. 

Il guaio è che come ho già scritto non ho letto nessuno di questi libri e forse è giunto il momento di farlo. sono stato così stupido che a Edimburgo non mi sono neppure preoccupato di visitare i suoi luoghi natali. 

Ora sull'ultimo aspetto non potete farci nulla, ma se volete aiutarmi e dirmi da quale romanzo o racconto partire... 

Un pomeriggio di tarda primavera, a Tunstall si sentì suonare la campana del castello di Moat House ad un'ora insolita. Lontano e vicino, nella foresta e nei campi lungo il fiume, la gente cominciò a lasciare i lavori e ad affrettarsi verso la sorgente del suono; nel piccolo villaggio un gruppo di poveri contadini si era già riunito chiedendosi il motivo della convocazione. 
Robert Louis Stevenson - La freccia nera 



"Grazie per la lettura"

giovedì 16 agosto 2018

Addio alla moderazione dei commenti

Dall'altro ieri ho detto addio alla moderazione dei commenti. Non è più necessaria. Con le ultime normative, con il fatto di avere adottato per i commenti i soli profili di Blogger e di google +, è superfluo un controllo a monte dei commenti che giungono sui vari post. Naturalmente, vi invito, a moderarvi da soli... 

Credo sia stata una scelta improvvisa. Leggendo un commento su un blog, riguardo alla moderazione dei commenti stessi, mi sono reso conto di come sia diventata inutile e superflua anche nel mio caso. 

Non ho mai fatto della vera censura su Otium, negli anni mi sono limitato a non pubblicare quei troll e quegli anonimi che non avevano nulla a che vedere con i contenuti pubblicati che andavano a commentare, ma per per il resto ho sempre lasciato libere le voci che giungevano su Otium

Però ho usato la moderazione. L'ho usata per almeno quattro anni. Un po' per impedire a bot di lasciare il loro messaggio, un po' anche per impedire a certi personaggi di lasciare i loro improperi fuori luogo e cose del genere. 

Da qualche mese tuttavia, ovvero da quando la GDPR mi ha obbligato a fare alcune scelte, mi sono reso conto di quanto sia cambiato il comportamento di chi commenta sul mio blog. Sono spariti i bot. Sono spariti i commenti spam. Non ho più dato il permesso agli anonimi e di conseguenza... 

Insomma, ora chi vuole commentare su Otium lo deve fare con la sua faccia e quindi ho capito che non è più necessaria la moderazione e che può commentare senza il bisogno del mio permesso. 

Certo ci si può inventare dei profili fasulli e si può sempre trollare, ma considerando anche ciò che sta accadendo negli ultimi mesi sul mio blog escludo che tali soggetti possano trovarsi a mio agio sul blog. 

Perciò da ieri potrete vedere immediatamente il vostro commento on line

Non sarà più necessario che sia io a dare l'assenso. Forse è superfluo anche dirvi di moderarvi da soli, ma questo consiglio lo faccio a chi legge per la prima volta il mio blog o a chi si trova a commentare per la prima volta. 

In tutta sincerità ho sempre trovato dei lettori molto propositivi che in tutto questo tempo non hanno fatto altro che dare del valore aggiunto a ciò che io ho scritto. Ora si tratterà solo di essere puntuale nelle risposte. 

Con la moderazione era molto più semplice e immediato. Ma come al solito non si può volere la botte piena e la moglie ubriaca. 



"Grazie per la lettura"