domenica 19 gennaio 2020

Le zuppe di George Bernard Shaw

Negli ultimi anni della vita del drammaturgo e scrittore irlandese George Bernard Shaw, il cibo divenne molto importante. Risale infatti a quel periodo della sua esistenza la massima che diceva che non c’è amore più sincero che l’amore per il buon cibo e tra questi cibi amorevoli c'erano le zuppe. Ecco cosa ha ispirato il post del mio spuntino letterario... 

Conosco bene il nome di George Bernard Shaw, vincitore di un Oscar e nel 1925 del Premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione: 


«per il suo lavoro intriso di idealismo ed umanità, la cui satira stimolante è spesso infusa di una poetica di singolare bellezza.»

ma ho letto poche cose della sua produzione. Non mi passa per la mente nessun suo titolo senza andare a cercare in rete. Non nego tuttavia che in varie occasioni la sua opera mi è comparsa davanti attraverso citazioni di altri personaggi e in altri contesti: oggi è colpevole di avermi suggerito questo articolo. 

Si racconta che negli ultimi anni della sua vita lo scrittore fosse bene attento alla sua dieta e alla sua alimentazione

Era quasi un maniaco. Dedicava alla prima colazione due ore e mezza. Lo stesso faceva con il pranzo, mentre la cena diventava una faccenda molto più leggera. 

Lo scrittore diventò vegetariano verso i trent’anni di età e lo rimase per il resto della vita. Stava molto attento a ciò che mangiava, anche se aveva dalla sua parte una forte passione per i dolci e per le zuppe. 

Be' ora con i dolci sono in totale disaccordo ma siamo in sintonia con le zuppe visto che anch'io le adoro. 

Non faccio distinzioni di sorta. Zuppe di verdure, zuppe di lenticchie, zuppe d’orzo, la classica zuppe fatte con il brodo di carne lessata. Insomma zuppe. Zuppe e complice il periodo invernale, con mio grande spasso, la stanno facendo da padrone anche nella mia cucina e sulla mia tavola. 

Insomma diciamo che con il grande scrittore irlandese ho dei gusti in comune, ma in realtà quello che più mi ha colpito in fase di preparazione di questo articolo è la citazione riportata nel paragrafo iniziale in corsivo. 


"Non c’è amore più sincero che l’amore per il buon cibo" 

Non l’avevo mai letta. Cosa significa una frase del genere? La discussione è aperta se volete condividere il vostro pensiero... 


“Grazie per la lettura” 

Fonti: 
- Ho passato tre giorni a Mosca mangiando come un oligarca 
- George Bernard Shaw

venerdì 17 gennaio 2020

Il primo libro aperto nel 2020

Non mi hanno regalato libri lo scorso Natale. Nessun romanzo nuovo e nessun saggio nuovo. Nessuna novità del mondo editoriale è entrato in mio possesso, ma non mi sono scoraggiato. Sono in un ventre di vacca sotto questo aspetto: ho una libreria ben fornita e dispongo di altri libri in scomparti secondari. Mi è facile trovare qualcosa da leggere e il primo libro aperto nel 2020 è stato... 

Quando sono in casa e non so che fare o non ho nulla da fare leggo un libro. Difficilmente mi perdo con i programmi del palinsesto televisivo. Non amo molto la televisione. Non uso neppure il telefono per socializzare e internet è delegato soltanto ai momenti in cui mi servo del computer, perciò nei tempi morti leggo. 

Ora di libri ne ho parecchi. Molti non li ho ancora letti, ma ammetto di essere una persona curiosa e prima o poi li leggerò, anche se certi non so neppure perché li ho in casa. 

Amo, però, rileggere i libri che per qualche motivo mi hanno colpito e che continuano a suscitare interesse e a emozionarmi. Al tempo stesso amo rileggere opere di autori che apprezzo per lo stile di scrittura, tutto per imparare qualcosa di nuovo e per migliorare la mia stessa scrittura. 

Adesso, per non uscire dal seminato e prendere in considerazione il titolo usato per questo post non faccio fatica a dire che il primo libro che ho aperto in questo duemila e venti è stato Isole nella corrente di Ernest Hemingway

Non so perché ho preso proprio quel libro. Forse soltanto perché in quella giornata del 2 gennaio, mentre preparavo il pranzo ho pensato al mare. Non ho avuto esitazioni. 

Il romanzo di Papa era a portato di mano e mentre l’acqua della pasta si preparava a bollire mi sono lasciato travolgere dalle avventure del pittore Thomas Hudson

Insomma un libro che amo molto e che acquistai dopo che un personaggio presente in un episodio di Miami Vice, che vidi alla fine degli anni novanta, menzionò l’incipit della terza parte del romanzo postumo del nobel americano. 

Ecco, in questo modo è iniziata la lettura di questo nuovo decennio. Nei giorni seguente ho preso in mano e ho letto altri libri ma per restare in tema cito solo questo. 

Ora ditemi voi, se lo desiderate, con quale libro avete iniziato il nuovo anno. In che occasione e per quale motivo avete preso in mano quel determinato libro. Ditemi che sensazioni vi ha lasciato addosso. Scrivetelo in un commento.

Il mio, ovviamente, lo sapete. 


"Grazie per la lettura"

mercoledì 15 gennaio 2020

Meno pubblico e più sono letto

Pensavo che con il blog fosse fondamentale pubblicare un articolo ogni giorno, d'altronde per molto tempo non ne ho mai saltato uno. Pensavo che l'assenza forzata dal web che ha caratterizzato le mie vacanze natalizie mi avrebbe penalizzato e mi avrebbe fatto sparire inesorabilmente dalla rete. Ammetto di averlo pensato. Invece: può darsi che mi sbagli ma sembra quasi che meno pubblico e più sono letto... 

Da quando ho ripreso in mano il blog in questi giorni ho controllato i dati statistici di Google Analyitics e di  Google Search Console con molta attenzione. Ero curioso di vedere il comportamento che hanno adottato i lettori durante la mia assenza. Temevo un crollo delle visite e dei posizionamenti e invece sembra quasi che non sia accaduto nulla. 

Ci sono variazioni minime e alcune addirittura in positivo. Sebbene siano mancati articoli e contributi per quasi tre settimane il blog non ne ha risentito per niente. 

Sono molto affezionato a questa mia creatura e mi spiacerebbe vederla patire e vi confesso che qualche timore in merito ha pervaso le mie giornate di Natale e delle feste successive. Stare lontano dalla rete è sempre un rischio e non mi è stato facile. Forse però lo stesso tipo di contenuti che propongo e l'impegno che mi ha sempre contraddistinto mi hanno premiato nonostante l'assenza. 

Premiato davvero. 

D'altra parte il giorno di Natale e anche nella giornata di Capodanno il blog ha avuto picchi di visite dovuti alle bizze di google. 

Bizze che, come potete vedere dall'immagine che ho inserito, hanno favorito il posizionamento dei miei post: un qualcosa che non accadeva da anni, come se google si fosse accorto della mia assenza e abbia cercato di aiutarmi. 

Insomma ho sempre pensato che una buona indicizzazione sia uno dei punti di forza di un blog e sopratutto del mio blog. 

Ho sempre pensato che contenuti di qualità e articoli sempreverdi diano molto di più di una presenza superficiale e le scorse settimane mi hanno dimostrato in pieno quanto siano veritieri questi aspetti. 

Certo, forse il merito di tutto questo è dovuto al fatto che il mio è un blog divulgativo che non si perde in fatti di cronaca e pettegolezzi dell'ultima ora

A dirla tutta i miei post sembrano quasi senza data e restano leggibili anche a distanza di anni. 

Forse è questo il vero motivo per cui il mio blog non muore anche se per qualche giorno non fa apparire sulle sue pagine qualcosa di nuovo. 


"Grazie per la lettura"

lunedì 13 gennaio 2020

Il libro più venduto del 2019

Arte - Nino di Mei
Il primo Record Culturale di questo 2020 è molto semplicemente un libro pubblicato nel novembre del 2018. Un libro di memorie. A quanto pare ha già venduto qualcosa come undici milioni e mezzo di copie in poco più di un anno. Nessun libro, romanzo o saggio che sia, uscito nello stesso periodo ha toccato queste cifre. Insomma il primato letterario che segnalo oggi consiste ne' Il libro più venduto del 2019. Un libro probabilmente epocale visto i numeri... 

Becoming è il libro di memorie dell'ex first lady degli Stati Uniti Michelle Obama, penso non ci sia bisogno di dire e spiegare chi è. Suppongo sia conosciuta da tutti e sembra quasi banale dire che non poteva non uscirsene con un libro biografico dopo la sua esperienza. 

Un libro pubblicato nel novembre del 2018, descritto dall'autrice come un'esperienza profondamente personale. Un libro che racconta delle radici dell'autrice e di come ha trovato la sua voce, nonché il racconto del suo tempo trascorso alla Casa Bianca, la sua campagna di salute pubblica e il suo ruolo di madre. 

Il libro è stato pubblicato da Crown ed è uscito contemporaneamente in 24 lingue. Un milione di copie sono state donate a First Book, un'organizzazione americana senza scopo di lucro che fornisce libri ai bambini. 

Un libro, penso io, sul comodino di molte persone visto i numeri, in poco più di un anno ha superato gli undici milioni di copie vendute, ma il sottoscritto non lo ha mai neppure visto in copertina e dubito che lo leggerò. 

A dire il vero non sono mai stato affascinato da Michelle Obama come personalità e quindi capite subito che il post mi serve più che altro a fini statistici. A dirla tutta non so neppure se si tratta di un libro scritto di suo pugno o sia il lavoro realizzato da qualche scrittore fantasma pagato lautamente. 

Non lo so proprio e sinceramente non mi importa. 

Ovviamente, se lo desiderate, se siete tra i suoi fan, se avete letto il libro, potete raccontare qualcosa in merito. Potete aggiungere in un commento i punti di forza se ne avete colti. Oppure potete evidenziare i punti deboli. Per me è lo stesso. 

Insomma passo a voi il mazzo... Io mi limito a citarlo per i miei Record culturali. D'altra parte non ho trovato neppure l'incipit da inserire come ho fatto altre volte. 

"Grazie per la lettura" 

Fonti: 
- List Of Best Selling Books

sabato 11 gennaio 2020

La nuova rotta

Nino di Mei
Dopo un po' di tempo di lontananza dalla rete per motivi a metà tra il forzato e la scelta personale, ritorno a pubblicare anche per potervi parlare della nuova rotta che ho intenzione di intraprendere con il blog... 

Dopo tre settimane di stop riprendo a pubblicare un articolo. Vi dico subito che è stata una lontananza a metà tra il forzato visto che in un primo momento mi sono ritrovato in una zona completamente isolata e la scelta personale ma superato lo sconcerto iniziale (non avevo post programmati e niente altro) ho cercato di sfruttare questa carenza tecnologica per fare delle valutazioni resesi necessarie per il sopravvento di alcuni progetti che hanno inaspettatamente preso ulteriori impulsi proprio nel periodo delle vacanze natalizie. 

In realtà sapevo che erano nell'aria ma non mi aspettavo che prendessero vita proprio in quel periodo. 

Questi progetti, legati in parte al mondo della arte, della letteratura (ho un contratto per due romanzi) e in parte alla musica mi obbligano però a fare delle scelte anche riguardo al blogging e a tutto quello che c'è collegato. 

Vi ho già accennato in passato al fatto che Otium dovrebbe diventare lo snodo virtuale di tutta l'attività che ruota attorno ai progetti artistici, musicali e letterari che caratterizzano le mie attività e se questo comporta il passaggio a un'altra piattaforma più professionale mi obbliga anche a fare delle scelte riguardo alle pubblicazioni per dare spazio ad altre persone che si occuperanno di altri contenuti e altri aspetti tematici in fase di partenza. 

Una piattaforma che rimarrà off line ancora per parecchi mesi del 2020, ma che in ogni caso sembra ben avviata anche se comporta il fatto che mi succhia e mi succhierà nel prossimo periodo molto tempo.  

Motivo per cui il blog non posterà più articoli giornalieri ma pubblicherà, a partire da oggi, a giorni alternati. 

Ovviamente non scompariranno le mie rubriche, quelle rubriche che mi hanno dato una identità ben definita. 

Continuerà ad esserci, a domeniche alternate, il mio spuntino letterario

Ogni due lunedì ci saranno i Record culturali e non mancheranno contributi per le rubriche classiche, come la vetrina. 

Lo scopo è anche quello di dare maggior valore ai miei stessi contenuti, anche perché potrebbero diventare parte di una rivista cartacea. 

Insomma c'è molta carne al fuoco e il periodo di riflessione che mi sono preso, seppur forzato, mi ha aiutato a vedere in maniera lucida la possibile realizzazione di obiettivi che mi stanno a cuore e per me molto importanti. 


"Grazie per la lettura"

lunedì 23 dicembre 2019

Il "Natale" più famoso della letteratura

Ho cercato di redigere un articolo con Il "Natale" più famoso della letteratura. Be' credo ci siano ben pochi concorrenti per il racconto Canto di Natale di Charles Dickens. Qualsiasi ricerca faccio mi porta sempre al titolo del grande scrittore Britannico... 

Oggi volevo postare un Record Culturale che si legasse in qualche modo con il Natale, visto che è dopodomani. Mi sono accorto di non aver fatto mai nulla di simile in passato sul blog. Però vi confesso che non sapevo neppure da che parte cominciare a mettere insieme questo articolo. 

Fortuna vuole che mi siano capitati davanti gli innumerevoli adattamenti cinematografici e televisivi realizzati avendo come base il racconto. Ma anche le fonti che ho trovato me lo mettono al primo posto. Insomma sono ben contento di postare questo record culturale di carattere natalizio. 

Ora, conosco la storia. Ne ho sentito parlare. Ho ben presente una versione su Topolino della storia e ovviamente ho visto sia dei cartoni animati sia del veri e propri film, uno con protagonista Patrick Stewart (il conosciuto Picard di Star Trek). 

Purtroppo però il libro non l'ho mai letto, non lo possiedo neppure ed è un lacuna che devo colmare al più presto. Per diversi motivi. Il primo motivo naturalmente per il peso del racconto a livello culturale e critico. 

Ma inoltre mi sono accorto che uno dei miei romanzi che presto tornerà sul blog ha una fisionomia molto Dickensiana e ultimamente sono alla ricerca di tutta la sua narrativa, proprio per capire in che modo ha qualche assonanza (con rispetto parlando) con la mia. 

A voi chiedo però se conoscete questo racconto dal punto di vista letterario, nel vero senso della parola, così come lo racconta Dickens e non attraverso una delle numerose le versioni cinematografiche o a cartoni animati. Ovviamente per me è semplice aggiungere l'incipit, ma devo confessare che è la sola parte che ho letto di Canto di Natale. 

Marley era morto, tanto per cominciare. Non c'era dubbio su ciò: il suo atto di morte era firmato dal pastore, dal coadiutore, dall'uomo delle pompe funebri e dal capo dei piagnoni. L'aveva firmato anche Scrooge, ed il nome di Scrooge alla Borsa degli scambi valeva per qualunque cosa a cui egli decidesse di metter mano. Il vecchio Marley era morto come un chiodo di un uscio. 
Charles Dickens - Canto di Natale 

"Grazie per la lettura" 

Fonti: 
- Natale nell'arte e nei media