martedì 18 giugno 2019

I numeri farlocchi nelle visite

Visite in tempo reale (screenshot)
Ogni tanto qualche lettore mi chiede come mai non ho un contatore visite sul mio blog. Perché non mostro in tempo reale chi sta leggendo i miei post, il numero delle visualizzazioni e via di seguito. Be' la storia è vecchia. Mostrare certe cose mi ha portato più guai che vantaggi nel passato, ma sopratutto bisogna sapere che molti contatori, di quelli che noto in giro,  presentano numeri farlocchi nelle visite. Ma non temete so bene quali sono le statistiche che caratterizzano Otium e le mostro senza problemi a chi mi propone collaborazioni e cose serie. 

In seguito ad alcuni lavori nati sul web mi sono stati chiesti dati riguardo alla visite. Ma ahimè mai nessuno ha voluto vedere i dati delle visualizzazioni di blogger, men che meno quelle di altri contatori facili da usare e chi si trovano a disposizione sul web

Le richieste sono state bene precise: i dati giornalieri di analytics, con utenti unici e durata delle lettura. Oppure i dati settimanali di analitycs con la frequenza di rimbalzo. Addirittura alcuni mi hanno chiesto dei rapporti ben precisi e dettagliati di un determinato intervallo di tempo. 

Capite subito che simili richieste non possono essere mostrate on line così a caso

I primi anni usavo un contatore di quelli molto diffusi sui blog e sui siti. Mi serviva per far vedere che il blog cresceva giorno dopo giorno. Purtroppo mi ha creato diversi grattacapi con altri blogger che non facevano i miei numeri. 

Ma la cosa stupefacente è che non contavano nulla

Soltanto dopo aver creato un account e aver inserito un codice di monitoraggio Analytics ed essermi accorto delle notevoli discrepanze esistenti ho capito che mostrare certi dati non era sinonimo di trasparenza. Per questo io mi affido solo a Google analytics.     

Per avere la certezza del numero preciso degli utenti unici che mi visitano devo aspettare la mezzanotte do ogni giorno, oppure debbo attendere il report impostato per un determinato intervallo di tempo. Ma in questo modo non ci si fa ingannare... 

Purtroppo ho capito quasi subito che il contatore presente nell'interfaccia di blogger non è per nulla affidabile. I dati sono facilmente manipolabili visto che conta solo le visualizzazioni. Visualizzazioni per nulla veritiere, visto che sono viziate da bot, dallo stesso server su cui appoggia la piattaforma, specialmente se la usiamo gratuitamente. 

Visualizzazioni che sono viziate dalla nostre stesse visite e dai trucchetti che possiamo usare sui vari post (basta mettere un'interruzione di pagina per ottenere quasi il doppio delle visualizzazioni). 

Insomma, con gli anni ho scoperto che mostrando il numero delle visite non serve a nulla, la realtà è ben diversa. 


"Grazie per la lettura"

Quanti Nobel per la Letteratura avete letto?

L'immagine che accompagna questo articolo è uno screenshot preso da Wikipedia (trovate la fonte usata in fondo all'articolo) con scrittori che hanno vinto il Nobel per la letteratura durante la loro carriera. Ho scelto questo particolare riquadro perché ho in casa od ho letto, tranne in due casi - almeno un libro dei nomi presenti. Tanto mi è bastato questo per redigere un post inchiesta per chiedervi: Quanti Nobel per la letteratura avete letto? 

Sabato scorso ho fatto una verifica sugli autori che hanno vinto il Nobel della Letteratura

Li ho fatti passare uno per uno con particolare attenzione. 

Ero davvero curioso di verificare  quanti di loro ho avuto modo di conoscere dal punto di vista letterario. Ahimè, molti, purtroppo non li ho mai letti. Alcuni non li conoscevo neppure per nome. 

Ma diversi di questi Nobel sono ben presenti nella mia libreria personale: vi basta fare una semplice ricerca sul mio blog per scoprire che li ho trattati in maniera mirata con post specifici. 

Dirò di più: alcuni sono davvero una piacevole ossessione per il mio blog e saltuariamente compaiono con un post. Però per dare un'idea vi metto l'elenco preciso di tutti gli autori che ho avuto davvero modo di conoscere. 

Alcuni autori li ho trovati per caso, magari erano già in casa. Molti sono frutto dell'educazione scolastica, altri frutta di mera curiosità... 

Altri ancora di vere passioni e interessi. Provate anche voi a fare una lista come la mia in un commento. 

Oppure se avete un blog provate a rilanciare lo stesso tipo di articolo, sarò ben felice di segnalare la condivisione in seguito su questo stesso articolo... 

Ecco quelli che conosco io:

Giosuè Carducci, Rudyard Kipling, Knut Hamsun, Anatole France, William Butler Yeats, George Bernard Shaw,  Grazia Deledda, Thomas Mann, Sinclair Lewis,  Luigi Pirandello, Pearl Sydenstricker Buck, Hermann Hesse,  André Gide, Thomas Stearns Eliot,  William Faulkner, Bertrand Russell, François Mauriac, Ernest Hemingway, Albert Camus,  Boris Pasternak, Salvatore Quasimodo, John Steinbeck, Jean-Paul Sartre,  Samuel Beckett, Pablo Neruda,  Heinrich Böll, Eugenio Montale, Saul Bellow, Elias Canetti, Gabriel García Márquez, William Golding, Nagib Mahfuz, José Saramago, Harold Pinter e Doris Lessing...  

Devo ammettere che molti di questi autori appena citati, saranno presenti anche in post futuri, magari con Storie di libri o altre inchieste. 

Ma intanto proviamo a investigare in questo senso con questa piccola inchiesta. 

Avete capito: ora la penna passa a voi, nel vero senso della parola! 


"Grazie per la lettura" 

Fonti - Vincitori del premio Nobel per la letteratura

lunedì 17 giugno 2019

Il primo libro scritto con una macchina da scrivere

Credevo di aver già scritto un post servendomi delle fonti che trovate alla fine di questo articolo, invece - dopo aver fatto delle ricerche - mi sono reso conto di non ho mai registrato un Record Culturale come quello di oggi, Il primo libro scritto con una macchina da scrivere... 

Vita sul Mississippi è un'opera autobiografica di Mark Twain del 1883, più fonti la segnalano come la prima opera scritta con la macchina da scrivere

Il libro inizia con una breve storia del grande fiume americano, così come è tramandata da viaggiatori europei e dagli stessi americani, a partire dalle vicende dell'esploratore spagnolo Hernando de Soto nel 1542

Continua con gli aneddoti relativi all'addestramento che Twain ricevette come apprendista da parte di un esperto pilota di battelli su quel fiume, Horace E. Bixby

Twain, descrive, con grande affetto, la tecnica e tutto ciò che ruota attorno alla navigazione nel sempre mutevole corso del fiume Mississippi durante le stagioni. Twain aveva 21 anni quando iniziò la sua formazione come battelliere. 

Nella seconda metà, Twain narra del viaggio che fece molti anni più tardi su un battello a vapore. Un viaggio da St. Louis a New Orleans

Descrive la concorrenza causata dell'avvento delle ferrovie e parla delle nuove grandi città che sorgevano lungo il fiume uno dietro l'altra. 

Lo scrittore aggiunge quindi le sue osservazioni sull'avidità, sulla credulità, sulle tragedie che si susseguirono su quel fiume e sulla cattiva architettura che stava prendendo piede. Scrive anche alcune storie che sembrano essere dei veri e propri racconti. 

Ora, se devo essere sincero, pensavo di averne già parlato tra i miei Record culturali, anche perché avevo letto il post su Penna Blu molti anni fa. Invece facendo delle ricerche e incrociando le query sul mio blog non mi è risultato nulla, segno che non ne ho mai parlato. 

Un record affascinante per conto mio, associato a un autore molto presente su Otium. Non è neppure escluso che il grande scrittore americano possa comparire anche in un'altra veste più avanti, ma mi prenderò qualche giorno per verificare per bene le fonti in mio possesso. 

Intanto, per questo lunedì, eccovi Il primo libro scritto con una macchina da scrivere

«Al vero pilota non importa di niente al mondo se non del fiume, e l'orgoglio con cui si dedica alla sua occupazione supera l'orgoglio dei re.» 
Mark Twain - Vita sul Mississippi, cap.3

Fonti
- Il primo romanzo dattiloscritto 
- Vita sul Mississippi 
- The First Typewriter

Agg. 
- In realtà fu la segretaria di Mark Twain,  Isabel Lyon, a dattilografare il manoscritto di "Vita sul Mississippi".

domenica 16 giugno 2019

Spuntino letterario a Sanlúcar de Barrameda

Negli anni novanta ho trascorso più volte le mie vacanze estive a Sanlúcar de Barrameda. Un luogo che mi è entrato nel cuore e che mai dimenticherò. Spero di tornarci quanto prima. Ne ho parlato diverse volte su Otium, come anche del romanzo citato oggi, già accennato nel post Pata negra. Oggi lo spuntino letterario mi porta in questa cittadina andalusa... 

Alla foce del Guadalquivir, sulle rive dell'oceano Atlantico, più o meno al centro della Costa de la Luz, c'è Sanlúcar de Barrameda. Ci sono stato diverse volte negli anni novanta per la vacanza. Mi sono sempre trovato a meraviglia. Una cittadina molto importante anche dal punto di vista creativo visto che diversi capitoli di Pata negra sono ambientati in questa città. 

Non ci sono specialità particolari e descrizioni di pranzi luculliani nel racconto ma spero di trasmettere un poco l'atmosfera che respiravo quando andavo a pranzo o a cena aggiungendo dei brani presi da questo romanzo. 

Sanlúcar tuttavia è ricca di prelibatezze enogastronomiche... 

- Una volta in piazza del Gabildo, contemplammo la piazza e la gente sulla piazza e quindi la bella sera e poi riprendemmo a camminare andando avanti diritti sempre sul viale. Avevo intenzione di cenare all'Anfora. Proseguire diritto mi sembrava la strada più breve per giungere al ristorante. Avevo voglia di tornare all'Anfora a cena dopo due anni. D’altra parte ero convinto che pure a Claudia sarebbe piaciuto mangiare in quel locale. Due anni prima avevo cenato diverse volte in quel locale e mi ero sempre trovato a meraviglia. Si mangiava bene, si stava tranquilli e non si spendeva neppure troppo. 
Intanto, pensando a queste cose, eravamo giunti sul Sagrato della Cattedrale; svoltammo a sinistra inoltrandoci in uno stretto vicolo laterale e sul fondo imboccammo calle Cabo Noval. Adesso i viali erano lunghi e trafficati. Dal marciapiede cominciavi quasi a sentire l'odore salmastro dell'oceano. Oltrepassammo i lunghi viali costeggiando la passeggiata e proseguimmo sulla strada grigia e scura che conduceva alla spiaggia finché non scorsi l'insegna verde e luminosa del ristorante. L'Anfora esisteva ancora... 

- Sbucammo sulla piazza torrida al sole. I camerieri sistemavano i tavolini per il pranzo sulle piazzole fuori dai ristoranti. Andammo in una taverna sotto il portico. L'interno del locale era antico e fresco con una grossa ventola che girava lenta al soffitto. Ci sedemmo a un tavolo e guardammo sulla piazza attraverso gli archi di pietra del portico... 

- Restai in camera tutta la mattina seguente. Preparai i bagagli e li sistemai davanti allo specchio a fianco del letto. Verso le due uscii a pranzo. Andai con Elisa a piedi sul viale che portava verso il centro. Ci fermammo davanti ai tavoli all'aperto di un ristorante poco lontano da piazza del Gabildo. L’odore di fritto del locale giungeva fino sul marciapiede. Non era un posto attraente ma era tardi e avevamo poco tempo per mangiare. Alla fine decidemmo di sederci ai tavoli. Intuii subito che il cameriere non aveva fretta; dovetti chiamarlo un paio di volte per avere ascolto... 


"Grazie per la lettura"

sabato 15 giugno 2019

Due anni di vetrine d'arte

Da due anni ho iniziato a dare spazio sul mio blog all'arte di famiglia in maniera specifica. Forse prima ne avevo accennato in alcune occasioni ma dalla fine di maggio del 2017, con il primo vero racconto artistico con un quadro come riferimento, mi si sono aperte altre prospettive. Da allora non mi sono più fermato e almeno una volta alla settimana ho dato spazio a dei post con dei racconti artistici e delle vere vetrine d'arte

Due anni fa, più in meno in questo periodo, ero nel pieno di una delle situazioni più drammatiche della mia vita. Una situazione che purtroppo ha avuto un esito infausto nel settembre di quello stesso anno. 

Forse, proprio perché ne ho parlato tanto con mia madre in quei mesi in cui stava male, ho preso molto a cuore questi progetti. Parlandone con lei ho capito che non dovevo perdere questi spunti, spunti che hanno spinto a non desistere e a cercare motivazioni continue e soluzioni utili a portare avanti più di un progetto, anche se con il tema in comune. 

Ho iniziato, lo confesso, quasi per caso, con il post Racconti artistici dove ho cercato di mettere insieme delle brevi storie suggerite da un'opera d'arte di Nino di Mei

Avevo provato su un social la reazione dei lettori. Ne avevo tratto delle sensazioni positive e così nonostante il periodo che stavo attraversando andai avanti. 

Mi ricordo che spesso, quando ero in ospedale da mia madre, magari mentre dormiva e riposava tra una cura e un esame, pensavo anche ai quadri che avevo visto in casa e cercavo di imbastirci una storia sopra: un po' per estraniarmi dalla situazione che vivevo e dalle emozioni che provavo, se capite quello che voglio dire. 

Molti racconti artistici infatti sono nati così: in una stanza d'ospedale. Prendevo un'idea e quando tornavo a casa li mettevo in bozza e in sono andato avanti per quaranta settimane e vi devo confessare che non ben felice del lavoro realizzato (ora è in fase di fermentazione e sto solo attendendo il memento giusto per chiuderlo definitivamente).  

Nel frattempo però la scoperta di nuovi disegni e di nuovi lavori ha ampliato gli orizzonti della mia fantasia. Chi segue il mio blog assiduamente lo sa bene. 

Per chi invece è la prima volta che mi sente parlare di arte e di questi progetti, non dove fare altro che rivedere tutti i post etichettati come Nino di Nei nella pagina statica specifica e quelli che rispondono alla voce "Racconti artistici" nella pagina statica dedicata ai progetti di Otium

"Grazie per la lettura"

venerdì 14 giugno 2019

Il significato di ciò che scrivo

Un commento giunto a una condivisione di una puntata del romanzo Il gatto che sognava di essere un delfino, postata su LinkedIn, mi ha acceso una lampadina riguardo a un certo contenuto del romanzo, o più precisamente riguardo al personaggio che racconta la storia. Insomma mi ha messo davanti agli occhi e mi ha fatto capire il significato di ciò che scrivo o che cerco di scrivere con questa storia. Pensavo di averla scritta per un motivo e invece quella persona ne ha colti altri. 

Quando si scrive un racconto... quando si scrive un romanzo, si vuole sicuramente trasmettere un messaggio, ma non sempre l'autore se ne rende conto di quale sia il messaggio preciso. 

Spesso quello che lo scrittore vuol veicolare non viene compreso dai lettori che recepiscono tutta un'altra cosa (è un aspetto per cui vado molto cauto con le critiche e con le recensioni che leggo). 

Dopotutto, molte volte ho la sensazione che neppure lo scrittore sappia esattamente quale messaggio stia cercando di veicolare, magari pensa di aver scritto una storia d'amore solo per dimenticare un amore infelice e quello che invece trasmette è tutta un'altra faccenda. 

Un'analisi critica attorno a uno scritto non sempre coglie dove una storia vuole andare a parare. Se uno scrittore ce la mette tutta nello scrivere in maniera sincera può essere benissimo frainteso. 

Dal mio punto di vista sarebbe necessario conoscere a fondo la vita di quello scrittore per capire il racconto e per darne un giusto valore e non basarsi solo sugli aspetti più evidenti e captabili della storia. 

Ecco perché quel commento su Linkedin mi ha sorpreso. 

Non avevo mai visto la storia sotto quella luce. E mi fa capire quanto ancora non conosco di me stesso. Naturalmente questo aspetto è un grande pregio della scrittura. 

Ho sempre intuito che se fatta bene e con impegno ha un potere quasi "terapeutico" ed è in grado di rilevare il profondo che vive dentro di noi

La scrittura è in grado di farci comprendere e perché no anche gestire gli stati emotivi della vita. E ogni volta che i risultati mi mostrano questo lato della medaglia, capisco che non potevo fare nulla di meglio nella vita. 

Ovviamente credo che tutte le attività che hanno a che fare con qualche forma d'arte siano in grado di scavare profondamente nel nostro inconscio e quando si scoprono certe verità si rimane davvero sorpresi, poi uno può anche leggere la storia di un gatto e trovarla una sciocchezza. 


"Grazie per la lettura"