venerdì 24 giugno 2016

Twitter summary card: la usate?

Il titolo di oggi, Twitter summary cards: la usate? sembra tanto, se letto male, lo slogan di una di quelle offerte che d'estate (ma perché no, anche d'inverno e durante le altre stagioni) impazzano negli spot pubblicitari. 

Magari un po' è vero ma voglio usare questo post per qualcosa di pratico e indagare un attimo sull'utilità vera o presunta nell'utilizzo di questi particolari codici legati a twitter da integrare nei siti e nei blog.

Le Twitter summary cards sono in uso da qualche anno e permettono, dopo aver inserito dei codici HTML nel modello usato (funziona con tutte le piattaforme) di avere in automatico contenuti maggiori ogni qualvolta tweettate un post del vostro blog o un articolo del vostro sito: anteprime delle immagini, testi introduttivi, cose del genere... 

Naturalmente l'arrivo della stagione estiva offre il fianco a cambiamenti e stavo pensando di adottare anche per il mio blog le twitter summary cards, ma alcuni contributi ricevuti in alcuni sondaggi di prova che ho postato sui social e altri riscontri non proprio entusiastici mi hanno convinto ad approfondire il discorso prima di fare un passo che non mi convince del tutto

Detto tra noi, nei miei primi anni di blogging, ero un convinto sperimentatore di tutte le opzioni che comparivano utili a diffondere i propri contenuti, ma sono anche dell'opinione che ora, servono più a chi offre quel determinato servizio  che a quelli che lo usano. 

Ma queste sono le mie impressioni, dettate più che altro dalle esperienze fatte, giuste o sbagliate che siano, e vorrei sentire qualche vostro parere in merito (sempre che siano di vostra conoscenza) prima di cimentarmi e installarle sulla mia piattaforma. 

Vi voglio bene. 

Grazie.

giovedì 23 giugno 2016

Il bicchiere mezzo pieno

Nelle ultime settimane mi stanno passando davanti agli occhi soltanto notizie e situazioni poco entusiasmanti

Non parlo solo di fatti di cronaca, ma da una qualsiasi situazione che capto ci vedo sempre qualcuno che ci coglie messaggi di carattere negativo. Insomma da quello che sento e che colgo dalla voce di molte persone le cose vanno di male in peggio. 

Come al solito l'arrivo dell'estate e il numero crescente di eventi  e tutto quello che volete sembra amplificare e dare man forte a questi aspetti, per conto mio deleteri. Siamo sempre scontenti. Non ci va mai bene nulla e siamo sempre in cerca  di  un colpevole per i nostri malumori. Dalla fotografia nello spogliatoio di una squadra di calcio ci cogliamo un messaggio negativo al fatto di poter gioire crudelmente delle disgrazie altrui... Dalla passerella in mezzo al lago fino al fatto di come vengono strumentalizzati certi fatti, per non citare la cattiveria gratuita in cui spesso ci capita di incappare. 

Ora il bisogno di vacanze e di stacco può essere una scusante, un qualcosa che auguro a tutti, ma credo che alla base di tutto ci sia un'insoddisfazione frutto della nostra stessa natura. Per questo dico che bisogna vedere sempre il bicchiere mezzo pieno

Una certa filosofia Hemingwayana mi dice che le cose vanno sempre nel migliore dei modi se uno le affronta con il piglio giusto. Dopotutto più di una volta ho potuto constatare che piccoli dispiaceri visti a posteriori sono invece risultati dei successi. Perciò evitiamo di guardare sempre il lato negativo delle cose

Accontentiamoci del bicchiere mezzo pieno... in fondo si può riempire anche con delle piccole  gocce di piccole soddisfazioni. 

Vi voglio bene. 

Grazie.

mercoledì 22 giugno 2016

Cento volte Top Ten

Questo post in realtà avrei dovuto pubblicarlo, visto le date, alla fine dell'anno scorso, ma solo in questi giorni mi sono accorto di aver superato il numero dei cento articoli dedicati alle top ten e quindi eccomi qui. 

Forse non è adatto chiamarla rubrica e non ha neppure senso, perché nelle top ten ci sono diverse tematiche affrontate. 

Si parla di tante cose: si parla di libri, si parla di musica, si parla di blogging... Si parla di serpenti velenosi, si cerca di dare qualche consiglio su cose che si hanno sperimentato e che si pensa di conoscere. 

Insomma le cose sono tante tuttavia si tratta di un buon sistema per sfornare articoli di successo. Ora evito di fare una raccolta con i post più letti della categoria. In fondo per poterli leggere non dovete fare altro che andare direttamente alla pagina statica Top Ten e farli scorrere. 

Mi preme però sottolineare il vantaggio e il successo che porta al blog, pubblicare articoli del genere. Certo, molti sono copia incollati in giro per il web senza nessun ritegno e quando lo scopro non mi esalto più di tanto, anzi spesso provo dispiacere. 

Ma vuol dire che girano e che sono letti e che sono presi a riferimento e che piacciono e che forse fanno il loro dovere. 

Ed è per questo che consiglio a tutti di prepararne alcuni. 

Mettete in piedi delle idee per delle top ten, fatele maturare poco alla volta e poi quando sono pronte pubblicatele: vi aiuteranno nei momenti di magra del vostro blog

Vi voglio bene. 

Grazie.

martedì 21 giugno 2016

Il personaggio più amato di William Shakespeare

Per il sottoscritto, in teoria, è molto semplice dar vita a nuove rubriche per il blog

Mi basta trovare tra le mani un vecchio articolo, in questo caso I dieci migliori personaggi di Ernest Hemingway, per pensare subito al numero infinito di possibilità che questo offre. 

Naturalmente non è detto che lo faccia, che mi inventi una nuova rubrica insomma, ma un post con Il personaggio più amato di William Shakespeare non me lo impedisce di fare nessuno. 

Sarà che molti dei personaggi dello scrittore e drammaturgo inglese, per un motivo o per l'altro, sono nell'immaginario collettivo, sarà che wikipedia mi elenca una lista sterminata di nomi e personaggi... ed è facile trovare il modo di scriversi qualcosa. 

Ecco forse è per questo che oggi voglio fare una sondaggio con la speranza di capire quale sia il personaggio più amato di William Shakespeare. Con tutte le volte che ci sono comparsi davanti agli occhi sui libri, sulle antologie scolastiche, nei film, a volte anche nei fumetti e con tutte le volte che abbiamo visto qualche grande attore interpretarne qualcuno non deve essere difficile trovarne uno d'amare. 

Lo so che esiste e magari con qualche semplice condivisione sul web si trova qualche persona che vuole dire la sua. Amleto, Otello, Re Lear, Macbeth, Orazio, Alonso, Shylock, Calibano, Romeo, Giulietta, Desdemona, Don Juan, Mercuzio: ecco i nomi che ho inserito sono quelli che mi sono venuti in mente senza googlerare. Probabilmente quello che io amo si trova in questa lista, magari anche quello che amata voi. 

Non so perché ma sono curioso di saperlo. 

Vi voglio bene. 

Grazie.

lunedì 20 giugno 2016

Il primo autore paranormal romance della storia

La ricerca continua di sottogeneri letterari da inserire nella mia rubrica del lunedì, mi porta oggi a parlare del paranormal romance e a citare il Il primo autore paranormal romance della storia

Ora, per cominciare bisogna spiegare cosa sia il paranormal romance e benché tutti questi sottogeneri mi facciano un po' ridere non posso esimermi dal farlo. 

Il Paranormal romance è un sottogenere di narrativa romantica o rosa che ha nel suo insieme anche elementi fantastici, fantascientifici e horror. 

Per essere più precisi basta pensare alle saghe di Twilight. Avete capito no? 

Orbene l'autore che si fregia del titolo odierno per la mia rubrica è la scrittrice americana Jayne Ann Krentz, autrice di numerosi bestseller pubblicati con sette differenti pseudonimi. 

Ora il suo romanzo Sweet Starfire, pubblicato nel 1986 è considerato il primo del filone preso in esame. 

Un'autrice che non conosco e un sottogenere che non frequento, visto che non ho mai letto nulla in merito. Ora ho provato a cercare qualcosa del romanzo citato, ma credo non sia neppure tradotto in italiano. 

Naturalmente mi posso sbagliare e se avete lumi datemi una mano ad approfondire questo breve post

Vi voglio bene. 

Grazie. 

Fonti: Wikipedia

domenica 19 giugno 2016

I wurstel di Nietzsche

La ribalta dedicata alla cucina di questa domenica, dopo Socrate, prende in esame un altro filosofo. 

Questa volta ci avviciniamo di più ai tempi moderni e vediamo come si comportava con il cibo l'autore di Ecce Homo e di Così parlò Zarathustra, Friedrich Nietzsche

Considerato tra i massimi filosofi e prosatori di ogni tempo Friedrich Nietzsche, come risulta dalla sua biografia considerava la cucina piemontese la migliore del mondo in assoluto e apprezzava cibi come le uova, le noci, il riso, le patate, il pane, le mele, i biscotti e il latte. 

Tuttavia c'era un alimento o un cibo verso il quale non sapeva resistere. Erano i wurstel (nelle fonti menzionati come salsicce) che il filosofo si faceva rifornire dalla madre continuamente. 

Risulta infatti che la quasi totalità della posta che scambiava con sua madre, almeno nell'anno 1880, si basa quasi esclusivamente in tutta una serie di ordinazioni di questo alimento do origine bavarese, benché lo accompagnasse con l'acqua evitando il più possibile le bevande alcoliche. 

Incipit di Così parlò Zarathustra

Quando Zarathustra ebbe trent'anni, lasciò il suo paese e il lago del suo paese e andò sui monti. Qui gustò il suo spirito e la sua solitudine, per dieci anni, senza stancarsene. Ma alla fine il suo cuore si trasformò – e un mattino egli si alzò con l'aurora, andò dinnanzi al sole e gli parlò. 
"Grande astro! Cosa sarebbe la tua felicità se non avessi coloro ai quali risplendi! 
Per dieci anni sei venuto quassù alla mia caverna: saresti saturo della tua luce e di questo cammino senza di me, della mia aquila e del mio serpente. 
Noi però ti abbiamo atteso ogni mattino, ti abbiamo alleggerito della tua sovrabbondanza e di ciò ti abbiamo benedetto." 

Vi voglio bene. 

Grazie. 

Fonti: Il menù dei filosofi.