domenica 1 marzo 2015

I panini al prosciutto e formaggio di Michael Crichton

Si torna a parlare di Curiosità legate agli scrittori celebri, visto che mi è capitato sottomano una chicca legata al cibo

Di conseguenza siccome oggi è domenica e siccome sul blog in questa giornata sono sempre presente con un articolo tematico ne approfitto. In ogni caso nessuna top five con spezzoni di brani ripresi da romanzi o racconti, ma un divertente aneddoto legato allo scrittore californiano Michael Crichton.  

Lo scrittore, sceneggiatore, regista e produttore cinematografico statunitense di Los Angeles confessò in un intervista a 60 Minutes - programma televisivo statunitense di attualità, in onda sul network televisiva CBS - di mangiare ogni giorno e per tutto il tempo della stesura di un libro la stessa cosa per pranzo. 

Naturalmente la faccenda incuriosì l’intervistatore che volle vederci chiaro. 

La troupe seguì così lo scrittore in cucina e quando l’autore di Congo, Jurassik Park e molti altri best seller, aprì la porta del frigorifero davanti agli occhi dei presenti, questi videro - sistemati con cura negli scompartimenti dell’elettrodomestico - diverse lattine di Coca-Cola e un ripiano pieno di panini al prosciutto e formaggio preconfezionati. Un menù che avrebbe accompagnato come una diaria la realizzazione del libro.

Tanto per fare mente locale, Michael Crichton (come risulta dalla fonte che mi ha permesso di redigere questo post) stava lavorando a Punto critico, romanzo incentrato sulla sicurezza aerea, ma probabilmente si comportava in questo modo durante la stesura di tutti i suoi romanzi. 

La tal cosa mi spinge a investigare se c’è qualche scrittore che si comporta allo stesso modo

Oggi c’è solo un panino ma buon appetito lo stesso e grazie per la lettura.



sabato 28 febbraio 2015

I media nella tela del ragno di Piero Schiavo Campo in vetrina

I media nella tela del ragno – Come la rete ha cambiato il nostro modo di pensare, saggio di Piero Schiavo Campo, nuova pubblicazione per Edizione Imperium è l’opera scelta per la vetrina settimanale.

Il libro affronta il tema di Internet (e più in particolare del World Wide Web) dal punto di vista mediatico. 
Dopo una rapida esposizione della storia dei media, si passa al racconto della prima rivoluzione informatica (dalla fine degli anni ’70 del novecento) e della seconda rivoluzione informatica (l’esplosione di Internet e dei suoi servizi a partire dalla metà degli anni ’90). 

Il Web viene esaminato dal punto di vista del suo sviluppo storico (Web 1.0, Web 2.0, nuove prospettive), dei suoi contenuti, della sua tecnologia, della sua struttura topologica. 

Vengono passati in rassegna alcuni degli aspetti fondamentali legati alla rivoluzione del Web: il nuovo marketing, l’e-commerce, il digital divide, l’impatto della Rete sugli stessi media tradizionali (il nuovo giornalismo, il libro elettronico, lo streaming e i suoi effetti sul mercato del film e su quello musicale). Due capitoli sono dedicati in particolare al condizionamento dell’opinione operato dai media (come e quanto i nuovi media stanno modificando lo scenario), e a Internet come veicolo di diffusione della conoscenza. 


La specie umana di oggi sembra essere sotto l’effetto di un gigantesco movimento tettonico che, partito dalla rivoluzione scientifica e tecnologica, ha attraversato la fase dell’esplosione mediatica del ‘900, poi quella della prima rivoluzione informatica per approdare a Internet e al World Wide Web. Interi continenti culturali si sono spostati dalle loro sedi, e poiché il movimento è tuttora in corso, nessuno può avere idea di come e quando si arresterà. Da dieci anni tengo il corso di Teoria e tecniche dei nuovi media all’università di Milano Bicocca. In tutto questo periodo sono stato costretto a rivedere completamente il materiale didattico da un anno all’altro: solo dieci anni fa il termine Web 2.0 non era ancora stato inventato, e il concetto di Enterprise 2.0 non ha più di otto anni di vita. Per capire la portata del fenomeno, si può provare a immaginarsi su una scala di tempo maggiore di quella delle nostre esistenze. Facciamo finta che sia mezzanotte e che la scrittura sia stata inventata a mezzogiorno. Le scritture alfabetiche sono apparse alle sei e venti del pomeriggio; la stampa a caratteri mobili ha dovuto aspettare le ventidue e quarantacinque e il World Wide Web esiste da pochi secondi. Tutto l’impressionante sviluppo dei media moderni (telegrafo, radio, televisione) è avvenuto soltanto nell’ultima mezz’ora. 



Piero Schiavo Campo, laureato in fisica, si è occupato di astrofisica per cinque anni presso il Laboratorio di Radioastronomia di Bologna. 

Nel 1981 è passato al software, lavorando per diverse aziende milanesi prima come dipendente e poi come libero professionista. 

Dal 2004 tiene il corso di Teoria e tecniche dei nuovi media per il corso di laurea in Comunicazione e Psicologia presso l’università di Milano Bicocca. 

Ha scritto diversi saggi, tra cui la parte relativa all’astrofisica e alla cosmologia del libro Ceriani, Sangiorgio, Schiavo Campo, Modelli e realtà, Marietti Scuola

Nel campo della narrativa, ha vinto il premio Urania Mondadori 2012 con il romanzo L’uomo a un grado kelvin (Urania 1600). 


Per partecipare alla vetrina, ora anche su google plus, seguite le istruzioni su Una settimana su facebook, oppure scrivete a Ferrugianola@hotmail.com 

Grazie per la lettura!



venerdì 27 febbraio 2015

Un grazie ai clienti #Amazon

Ci sono dei meccanismi che sembrano talmente naturali che uno non ci pensa mai. È il caso degli acquisti che vengono fatti tramite la mia affiliazione Amazon. 

Il mio blog collabora con l'azienda di commercio elettronico statunitense dal 2011 e vi devo confessare che, seppure in maniera incostante, riesce ad avere qualche introito tramite le provvigioni acquisite mediante le vendite. 

Ciò che però mi stupisce e mi ha spinto a pubblicare questo post è dovuto al fatto che la maggior parte delle acquisti fatti tramite il mio account io non so neppure da chi provengano. 

Infatti, pochissime persone mi hanno contattato avvisandomi di aver fatto un acquisto un libro o un prodotto elettronico o altro servendosi del servizio offerto dal mio blog o dal mio account. 

Mi sembra perciò doveroso dedicare il post ai clienti e a coloro che mi hanno dato fiducia accedendo al portale mediante il mio codice di affiliazione e che hanno fatto acquisti nel passato e anche a coloro che lo faranno nel futuro lasciandomi all’oscuro sino a quando una Email di Amazon mi avvisa.

Mi piacerebbe, e non lo dico solo per fare piacere, stringere la mano a ognuno di voi, ma siccome non lo posso fare spero sia sufficiente un grazie!




giovedì 26 febbraio 2015

Il capolavoro più brutto da leggere

Credo sia capitato a tutti di leggere un libro considerato un capolavoro - e sì, ammettere che sia davvero un capolavoro per contenuti o per valore culturale e magari altre motivazioni - ma trovarlo molto faticoso  e brutto in quanto a stile e scrittura usata, tanto da farti dire che, se al giorno d’oggi, dovesse finire d’oggi in mano a certi editor, o, peggio, tra le grinfie di certi appassionati di forum letterari, non ne sarebbe apprezzato neppure l’incipit e difficilmente verrebbe pubblicato. 

Non so, penso a certi splendidi e affascinanti mattoni di qualche secolo fa principalmente, senza fare nome e titoli precisi, ma fanno parte di questa lista anche volumi importanti e best seller del tempo odierno. 

Dopotutto sono più che mai convinto che un titolo appartenente a questa categoria di opera sia uscita fuori anche dalla vostra mente nel momento stesso in cui avete letto le prime righe di questo post

Ora come si è ben capito non voglio sapere qual è il libro più brutto che avete letto, forse l’ho chiesto in un altro contesto. 

Prendendo in considerazione il pensiero di Ernest Hemingway riguardo a Fëdor Dostoevskij: 

Come può un uomo scrivere così male, così spaventosamente male, e comunicarti delle sensazioni così profonde? 

Voglio sapere invece un libro che vi ha appassionato, emozionato, riempito di sensazioni positive ma che non vi abbia per niente preso dal punto di vista dello stile e delle scrittura vera e propria. 

Facile no? Fuori i second… il titolo.

Grazie per la lettura!

mercoledì 25 febbraio 2015

Caro blogger, sei solo un vigliacco

Pubblicare post che hanno a che fare con i commenti anonimi giunti in risposta ai miei articoli non è una novità sul mio blog, Ne ho parlato in Ritorno alla moderazione dei commenti e anche in Come lottare contro i commenti spam

Ne ho parlato anche in un altro articolo, forse più adatto e in linea con il post di oggi, purtroppo è stato etichettato male e non sono ancora riuscito a ritrovarlo. 

Oggi ritorno a sollevare il discorso dopo aver ricevuto domenica questo scritto anonimo

Caro blogger, sei solo un vigliacco, non hai neppure il coraggio di pubblicare i commenti che ti contestano, complimenti 

Dunque i commenti che ricevo non sono sempre favorevoli e trovo sia un fatto del tutto naturale. A quale blogger non accade? 

E non sempre, penso io, si tratta di troll o simili (come quello appena mostrato). 

In alcuni casi si tratta di commenti dettati da motivazioni accettabili e meritevoli di apparire nei form degli articoli incriminati, ma quando sono inviati senza una via riconducibile al vero autore, capite subito che non si può pubblicare. 

E non ha nulla a che fare con l’essere un vigliacco

Le esperienze e le interazioni avute in questi ultimi anni di blogging mi consentono ora di reagire e superare con una certa freddezza agli attacchi gratuiti che mi giungono e non ci tengo a mettere le mani in un vespaio. 

Questo è solo un invito, rivolto a chi è solito commentare, senza mostrare la faccia, a farlo apertamente. Con un nome ben riconducibile non ho nessun problemi a pubblicare ciò che scritto in un commento, visto che in questo caso ci si assume la paternità di quello che si dice. 

Grazie per la lettura!

martedì 24 febbraio 2015

Come impaginare un romanzo

L’immagine che ho inserito in questo post e la pagina numero tre del romanzo di cui ho già parlato sul blog e che ho appena terminato di scrivere: Il gatto che sognava di essere un delfino.   

Così si presenta con l’anteprima di stampa

Adesso sto completando la revisione adesso e non è ancora il momento di mettere una sinossi e parlare specificatamente del lavoro vero e proprio, ma voglio approfittare dell’articolo per chiarirmi, con il vostro aiuto, alcuni dubbi a livelli estetico, se così posso dire. Più precisamente voglio chiedere quali sono le regole per Come impaginare un romanzo.   

L'ho digitato con il programma Word e ho impaginato il tutto cercando di rispettare delle regole editoriali, scrivendo sopra una pagina di formato A5, per circa 60 colonne per ognuna delle 32 righe del foglio interessato, in modo da far stare per ogni pagina i cosiddetti milleottocento caratteri tipici di una cartella dattiloscritta

Ho messo il rientro per ogni inizio paragrafo, tranne il primo di ogni capitolo e mi spono servito delle caporali per i dialoghi. Il tipo di carattere che ho usato è il Garamond per un altezza 12.

Vi confesso che il risultato appare molto professionale e mi dà un bel po’ di aiuto in fase di revisione, ma sto usando dei parametri corretti

Voglio sentire il vostro parere in merito, ovvio, sempre meglio ascoltare più voci. 

Grazie per la lettura e per i contributi.