lunedì 25 settembre 2017

Il primo libro scritto in America

Molta gente conosce la storia di Pocahontas. Se così è, molti conosceranno di conseguenza la storia del capitano John Smith. Una storia, prima di tutto, letta sui fumetti e vista anche al cinema da parte mia. Magari non tutti sanno che al capitano John Smith si deve anche il primo libro scritto in America. Un libro dal titolo La vera relazione di ciò che è accaduto in Virginia. Se non è un record questo? 

Molto probabilmente, farei carte false, per poter leggere in italiano, il libro che si prende il Record Culturale odierno. Non so neppure se si trova ancora in giro. 

Su amazon esiste la copia in lingua inglese. 

Certo, però, che la vera storia di Smith, della principessa Pocahontas, dei Powhatan e di altre cose da leggenda che ci hanno trasmesso il cinema e un certo genere di letteratura, mi sa che sono presenti nel libro La vera relazione di ciò che è accaduto in Virginia (A True Relation of Such Occurrences and Accidents of Noate as Hath Hapned in Virginia). 

Un libro pubblicato a Londra nel 1608. 

Posso sbagliarmi. Magari il libro parla di tutt'altro ma il fascino che per me rivestono certe atmosfere e certe epoche storiche mi lasciano senza fiato. 

Sono sempre stato attento verso un certo genere di avventure legate al nuovo mondo. Gli irochesi, gli alqolquini. I primi contatti tra bianchi e nativi americani. Una passione che è andata vanti pari passo con il mondo del west, ma sono imbevuto di queste storie all'inverosimile. 

Perciò quando mi è capitato tra le mani questo record ho fatto un salto di gioia sulla poltrona. Mi sono messi immediatamente alla ricerca in rete di questo leggendario manoscritto. 

Un vero avventuriero il capitano Smith. Aveva combattuto i turchi in Ungheria, dove venne ferito e preso prigioniero. Fu in seguito venduto come schiavo, ma riuscì a fuggire, dopo aver ucciso il suo padrone. si imbarcò per l'America e nel 1607, contribuì a creare Jamestown, la prima colonia inglese del nuovo mondo. 

Smith inviò una lettera alla Virginia Company a Londra in seguito. Nella missiva difendeva la gestione dell'insediamento ed esaltava la nuova terra. 

Così, avvenne che nel 1608, la maggior parte della sua lettera venne pubblicata, con il titolo Una vera relazione di tale avvenimento e gli incidenti di nota come avvenuto in Virginia dopo la prima piantagione di quella colonia

Ed è in questo modo che il capitano John Smith è diventato il primo scrittore americano. 

Vi voglio bene. 

Grazie. 

Fonti: letteratura americana

domenica 24 settembre 2017

La polenta, salsiccia e funghi di David Herbert Lawrence

Non ho mai letto nulla di David Herbert Lawrence. È uno scrittore che conosco per nome e per fama grazie al suo romanzo L'amante di Lady Chatterley. Non ha però mai suscitato il mio interesse e la mia curiosità a dire il vero. Prima di oggi. Da oggi, farò un'eccezione. Da oggi la faccenda cambia. Cambia, da quando ho scoperto che amava la cucina italiana e in particolare La polenta, salsiccia e funghi... 

Da quando la mia mamma ha cominciato a girare per ospedali lo scorso aprile non ho più mangiato polenta e ora che è scomparsa non so quando potrò mangiarla ancora. 

Credo sia per questo che oggi pubblico questo post. 

Di David Herbert Lawrence non ho ben in mente la caratura e la statura letteraria. So che ha scritto L'amante di Lady Chatterley, anche se non ricordo di preciso in che modo, forse la televisione, ho avuto modo di saperlo. 

Non lo ricordo come scrittore scolastico. Non sapevo neppure che avesse la predilezione per questo povero alimento di origine contadina. 

Ma è bastato trovare una fonte che parla di polenta per caricarmi addosso un mare di nostalgia. Non so se a questo scrittore piaceva davvero la polenta con le salsicce e i funghi. Come non so se davvero amasse in maniera esagerata la cucina italiana. 

Ma a me manca la polenta in questo periodo. Per tanti motivi. Lo avrete intuito. Sopratutto perché mi ricorda un periodo che non c'è più e che non tornerà mai più. Mi manca la polenta, perché per due o tre giorni non potevo mangiare altro e perché si combinava in tutti i modi possibili e riempiva non solo lo stomaco. 

Purtroppo però certe cose fanno parte della vita. Ora non mi è ancora capitata di prepararla. Per il momento non ne ho ancora voglia. Fare la polenta è qualcosa di più di un semplice piatto domenicale. Ci vorrà ancora del tempo, affinché tutto ritorni nella norma. 

La nostra è sostanzialmente un'era tragica, per cui ci rifiutiamo di prenderla sul tragico. Il cataclisma si è ormai abbattuto su di noi, siamo circondati dalle rovine; cominciamo a creare nuovi piccoli centri di vita, a nutrire nuove piccole speranze. È un lavoro alquanto difficile; la strada verso il futuro è tutt'altro che piana, ma noi aggiriamo gli ostacoli o li scavalchiamo. Dobbiamo sopravvivere, per quanti cieli ci siano crollati addosso. 
David Herbert Lawrence - L'amante di Lady Chatterley 

Vi voglio bene. 

Grazie. 

Fonti: Paper And Salt

sabato 23 settembre 2017

La fine della stagione estiva

Nino di Mei
È finita l'estate e come al solito raccolto le vetrine che hanno caratterizzato la stagione estiva. Magari trovate qualcosa che vi è sfuggito. 

I cinque post raccolti in questo articolo hanno portato al mio blog quasi mezzo milione di visitatori. A non tutti vanno a genio e per molti aficionados del mio blog lasciano un po' di sconcerto. Ma perdonatemi, anche in questo caso, alla base c'è un progetto di letteratura, anche se si parla di Serpenti velenosi. 
---> L'erpetologo in vetrina 

Ho un bel numero di post etichettati come problemi di scrittura. Alcuni di questi sono comparsi come inchieste, ma oggi ho pensato di metterne in vetrina altri cinque. Una top five più mirata. 
---> Problemi di scrittura in vetrina 

Non ho mai fatto una pagina statica con le mie storie di libri. Ma sono cinquanta: giocando con le parole ci potrei quasi scrivere un libro. Ecco nella mia vetrina una top five con le più lette. Credo. 
---> Storie di libri in vetrina 

Dopo Hemingway e Faulkner era più che naturale che proponessi il meglio anche di Francis Scott Fitzgerald. Ci sono più di una dozzina di post sul mio blog. Non è detto che dovete leggerli tutti, ma questi cinque assolutamente sì. 
---> In vetrina con Francis Scott Fitzgerald 

Settimana in vetrina dedicata allo scrittore William Faulkner. Lo scrittore e sceneggiatore di New Albany è comparso diverse volte sul mio blog e rimane uno dei miei preferiti e come già successo, in questo mese estivo, ripropongo i suoi cinque post più letti. Si tratta di articoli che quando mi capitano davanti rileggo sempre volentieri, e spero che sia un piacere anche per voi. 
---> In vetrina con William Faulkner 

Non sono un fan di Stephen King, ma bisogna ammettere che ha un ruolo importante nel campo della letteratura. Quasi senza volerlo mi sono trovato a redigere quindici post che parlano di lui. Ecco i cinque che ritengo più importanti. Perfetti per una vetrina di riepilogo estiva. 
---> In vetrina con Stephen King 

Tra le ricerche fisse che arrivano sul blog c'è Ernest Hemingway. Ho sempre tre o quattro visitatori ogni giorno che lo cercano, indipendentemente dal post pubblicato. Come ben sapete ho molti post dedicati allo scrittore della generazione perduta e per questo sabato terribilmente estivo ho pensato di linkarvi i cinque più letti. Insomma in vetrina con Hemingway
---> In vetrina con Hemingway 

Quando agli albori del mio blog iniziai a mettere le prime Curiosità di scrittori celebri mi si aprì un mondo. Capii che con il blog potevo fare un sacco di cose e parlare di tante cose. Oggi ne metto in vetrina cinque per ricordarvi come erano e come sono. 
---> Curiosità in vetrina 

Mi sono accorto che all'interno del mio blog ci sono ben settanta post etichettati con il social network di Mark Zuckerberg. Ho verificato le statistiche sulle visite e vi presento una top five dei cinque post più letti legati a facebook. La mia vetrina settimanale serve anche a questo... 
---> Facebook in vetrina sul mio blog 

A volte si ha quasi la sensazione che si tenda a esagerare. Poi, invece, ci si rende conto che non si fa mai abbastanza. Ecco perché appena ho scoperto di avere un museo in casa ho anche pensato di approfittarne e di metterlo in vetrina. Così accade che... 
---> Un museo in vetrina 

Nel 2016 non ho avuto articoli da centomila visite come negli anni passati, ma ne ho avuti diversi che sono andati oltre i diecimila contatti. Mi ha colpito il fatto che i più letti siano quelli che hanno a che fare con i miei racconti. Li ripropongo nella vetrina settimanale con la speranza di farvi cosa gradita. 
---> Il meglio del 2016 

Vi voglio bene. 

Grazie.

venerdì 22 settembre 2017

Dalla Russia con amore

Ho scelto un titolo Fleminghiano oggi, Dalla Russia con amore. Manca lo zero zero sette, ma rende subito l'idea di dove voglio arrivare, senza essere obbligati a fare troppo la spia. Un altro post frutto di una certa ispirazione venuta a galla in questi giorni. Dopo gli scrittori ispanoamericani è la volta degli scrittori i russi. L'ennesima Top Five. 


1 - Lev Nikolàevič Tolstòj 

Considero Tolstòj il più grande scrittore russo. Non ho letto tutta la sua produzione bibliografica, ma ciò che ho avuto la fortuna di incamerare dai suoi scritti basta e avanza. Si tratta di un autore che per qualche motivo fa soggezione ma è fuori discussione. È un autore che va letto assolutamente. Non aspettate che qualcuno vi inviti a farlo. 


2 - Fëdor Michajlovič Dostoevskij 

Il primo scrittore russo che ricordo di aver letto per scelta è Dostoevskij. Memorie del sottosuolo. Uno scrittore di cui ho parlato anche in maniera specifica sul mio blog in altri articoli. Lo trovo un pelino sotto Tolstòj, ma proprio appena appena, Proprio perché devo scrivere qualcosa e uno dei due deve stare sopra all'altro. 


3 - Anton Pavlovič Čechov 

I racconti di Čechov dovrebbero essere letti e studiati da tutti coloro che vogliono fare gli scrittori. Non ho idea di quanto ne ho letti. Ti danno l'idea di quanto ci sia ancora da scrivere. Forza scrittori, prendetelo a esempio il medico. 


4 - Ivan Sergeevič Turgenev

Forse se non ci fosse Hemingway non lo avrei neppure preso in considerazione. Ma Jack Barnes in Fiesta (Il sole sorge ancora) ne sembrava trarre molto giovamento e così anche il sottoscritto si è messo a leggere i suoi racconti. È un gradino sotto i precedenti, per conto mio, ma è pure lui un autore notevole e di spessore, quasi quanto i precedenti. 


5 - Boris Leonidovič Pasternak 

Ho letto solo il libro di cui ho aggiunto l'incipit. Credo sappiate di che si tratta. Altri libri di questo autore non li conosco, purtroppo. 

Andavano e sempre camminando cantavano eterna memoria, e a ogni pausa era come se lo scalpiccio, i cavalli, le folate di vento seguitassero quel canto. I passanti facevano largo al corteo, contavano le corone, si segnavano. I curiosi, mescolandosi alla fila, chiedevano: "Chi è il morto?" La risposta era: "Živago." "Ah! allora si capisce." "Ma non lui. La moglie." "È lo stesso. Dio l'abbia in gloria. Gran bel funerale." 


A voi la parola! 

Vi voglio bene. 

Grazie.

giovedì 21 settembre 2017

Tremila post

All'improvviso mi sono accorto di aver superato i Tremila post pubblicati. Tremila post pubblicati in otto anni di blogging. Post che mi hanno portato quattro milioni di visitatori e lettori in otto anni. Circa mezzo milione ogni anno. Qualcosa in più di mille visitatori ogni giorno. Lettori a cui ho cercato di non fare mancare mai un post. Otto anni fa mica pensavo di fare tutto questo. Lo dico sul serio. Non immaginavo che il blog sarebbe decollato come un boeing a pieno carico... 

Non era nelle previsioni un post del genere. Non c'ho fatto caso, preso come sono, in questi giorni, da problematiche ben più gravi di carattere personale, ma è bastato che mi scappasse l'occhio per notare che i post pubblicati sul mio blog hanno superato il numero di tremila articoli e pensare di redigere qualcosa in merito. Anche se sembra un po' autocelebrativo. 

Ma tremila post sono tremila post. Tanti, pochi, non lo so! 

Il blog ha otto anni. E in questi otto anni sono passati qualcosa come quattro milioni di lettori. Mezzo milione ogni anno, in media. Qualcosa in più di mille lettori ogni giorno. Alcuni di questi lettori sono scappati la prima volta che mi hanno letto, altri dopo avermi letto una volta non mi hanno mai più abbandonato e sono ancora qui. 

In realtà il primo post è del 2009, ma sino alla primavera del 2010 non c'è stato un vero stato di blogging. Poi una volta preso il vis non mi sono più fermato. E non mi fermo se non mi fermano. Statene certi. 

Malgrado si sente parlare di crisi del blog e malgrado molti blogger che conosco abbiano chiuso non mi è mai passato nella testa l'ipotesi di chiudere e puntare su altri strumenti. Posso sbagliarmi ma sono più che mai convinto che la parola scritta continuerà ad avere il suo peso e a determinare il vero valore delle cose. 

Otium continuerà a esserci, incurante delle mode e delle necessità tecnologiche. 

Occorrerà magari migliorare l'aspetto di PR. Occorrerà avere ancora più cura per i propri contenuti pubblicati, ma non voglio pensare a un addio. 

Molti di voi sanno come sono i miei progetti e anche se il raggio di azione nel prossimo periodo investirà in maniera più pesante altri aspetti artistici, legati alla musica e alla pittura, non mancherò di tenere sempre a mente lo spirito e lo stile che hanno caratterizzato questi primi tremila post. 

Vi voglio bene. 

Grazie.

mercoledì 20 settembre 2017

Letture Ispanoamericane: i miei scrittori preferiti

Terzo post consecutivo che ha a che fare con le letture Ispanoamericane, ma è meglio battere il ferro finché è caldo. Si dice così no? Perciò abbiate pazienza se oggi vi presento una top five con alcuni scrittori sudamericani di lingua spagnola. Che siano i miei scrittori preferiti preferiti


Antonio Skármeta 

Ho letto un solo libro di Antonio Skármeta, Il postino di Neruda. Libro che lessi dopo aver visto il film che ne è stato tratto, quello con Troisi nella parte del postino. Il libro mi piacque ancora più del film, se devo dirla tutta. Purtroppo, l'autore, per qualche strano motivo, è finito nel dimenticatoio. Magari... 


Osvaldo Soriano 

Il primo a parlarmi di questo scrittore è stato mio fratello. Una sera ne esaltò le doti letterarie citandomi alcuni passi presi da un suo libro sul mondo del calcio. Qualche mese dopo andai a recuperare proprio quel libro di racconti: Fútbol. Storie di calcio. Una folgorazione. Ho recuperato un fretta e furia altri suoi lavori e sono contento di averlo fatto. Un autore da prendere seriamente. 


Luis Sepúlveda 

Patagonia express. Appunti dal sud del mondo è il primo libro che ho letto di Luis Sepúlveda. Lo lessi, a metà degli anni novanta, sull'onda emotiva creata dalla lettura di In Patagonia di Bruce Chatwin. Poi in seguito ho letto altro suo materiale. 


Gabriel José de la Concordia García Márquez 

Uno dei primi incipit che ho imparato a memoria è quello che dà inizio a Cent'anni di solitudine. Un libro che quando lo lessi mi folgorò. Allora mi lessi tutto il possibili di García Márquez e provai anche a scrivere una storia ispirandomi a quel romanzo. Un romanzo mai dimenticato Cent'anni di solitudine, anche se ora lo vedo con un occhio diverso. Un libro notevole ma forse sopravvalutato da una certa corrente politica. Márquez, comunque è Márquez


Jorge Francisco Isidoro Luis Borges Acevedo 

Borges è, per me, uno degli scrittori più grandi di sempre. Non fa parte di nessuna delle mie top ten. E credo di non averne mai esaltato le doti anche se ne ho parlato molte volte sul mio blog. Ho diversi suoi libri in casa. Racconti. Raccolte di racconti. Poesie. Saggi. Un abbozzo di biografia scritto in maniera magistrale. Basta lui per mettere la letteratura ipanoamerica tra le mie preferite. 



Ce ne sono altri, ma ho pensato di fermarmi a cinque. Anche perché mi permette di redigere anche altre top five riguardo ad altre nazionalità. 

Vi voglio bene. 

Grazie.