domenica 24 maggio 2015

Il mio piatto salva blogger e scrittori: tagliolini al pomodoro

In un futuro quando parleranno di me e di quel gran scrittore e blogger che ero se ne diranno di ogni. 

Nel bene e nel male, ovvio. Ci sarà chi farà pettegolezzi sul sottoscritto e chi invece mi mitizzerà. Qualcuno mi avrà in gloria, qualcun altro mi disprezzerà. 

Magari, un giorno, ci sarà un blogger, o uno scrittore o un qualcuno che in un futuro farà le veci di ciò che sto facendo adesso e magari si divertirà a redigere settimanalmente una rubrica di cucina e in questa rubrica di cucina - che chiamerà cucina letteraria - si divertirà a raccogliere e a segnalare aneddoti legati al mondo dei libri e della cultura in generale e alla preferenze in fatto di cibo degli scrittori stessi e magari si metter in testa di citare o segnalare qualcosa riguardante il sottoscritto. 

Ora per evitare che vengano messe in giro bugie sul mio conto metto le mani avanti e segnalo qual è Il mio piatto salva blogger e scrittori. Certo non posso dire che sia il mio preferito. L’ho detto qui quale sia il preferito: Un piatto di gnocchi come Ismael.

C’è però un piatto che non mi faccio quasi mai mancare. Semplice e che mi permette quasi sempre di fare una bella figura anche nel caso ci siano ospiti. Ho sempre da parte una confezione di tagliolini o taglierini di pasta all’uovo. A volte fresca a volte secca ma sempre all’uovo. 

Ha il vantaggio di cuocere in pochissimi minuti e di non perdere mai la cottura. Inoltre io trovo che ha un gusto davvero particolare al palato. Può essere condita in un milione di modi ma quando sono da solo e voglio godermi qualche momento di buona tavola e ho poco tempo sono solito condirla con dei pomodorini ciliegino che metto, dopo averli puliti e tagliati in quattro parti, in un piccolo pentolino con un filo d’olio extra vergine di oliva. Non li spappolo. Li faccio solo scaldare, finché un po’ di succo si amalgama con l’olio. Una spruzzata di grana e il gioco è fatto. 

Buon appetito! 

Grazie!

sabato 23 maggio 2015

Il Giro d’Italia in vetrina

Questa settimana la vetrina è di nuovo dedicata a un mio lavoro. Dopo qualche anno ripresento un vecchio racconto che mi ha dato diverse soddisfazioni. Un racconto che ritorna con prepotenza anche perché richiamato da un filo conduttore in voga in questo momento: Il Giro d’Italia. 

Anche in questo caso si tratta di una satira. Satira terribilmente attuale, vedendo ciò che è accaduto negli ultimi anni durante lo svolgimento di eventi sportivi, basta pensare alla maratona di Boston. Naturalmente è tutto frutto di invenzione, anche se l’ambientazione è frutto di esperienze provate. Non c’è nulla di vero. Non esistono fratelli gemelli.  Tutto è inventato.


Per poterlo leggere ho caricato il file Lo sport è l’oppio del popolo su due piattaforme di condivisione diverse. Lo potete leggere su GoogleDrive, oppure si DropBox, sempre in formato PDF. Sono le due piattaforme che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze anche nel sondaggio che ho svolto qualche settimana fa. Un motivo in più per valutarne la comodità 


-→ Lo sport è l’oppio del popolo - GoogleDrive 

-→ Lo sport è l’oppio del popolo - DropBox 

Per partecipare alla vetrina, ora anche su google plus, seguite le istruzioni su Una settimana su facebook, oppure scrivete a Ferrugianola@hotmail.com.


Grazie per la lettura!


venerdì 22 maggio 2015

#Cookielaw: il terrore corre in rete

Mancano solo una decina di giorni all’entrata in vigore delle normativa Internet: Garante privacy, no ai cookie per profilazione senza consenso e confesso che le informazioni e le notizie che circolano in merito alla faccenda sono sempre più contrastanti. 

Ho intitolato il post #Cookielaw: il terrore corre in rete ma credo di non aver esagerato affatto. Se da una parte ci sono webmaster e colleghi blogger assolutamente tranquilli e per nulla preoccupati delle normativa, da un’altra sento voci, e non poche, piuttosto allarmate. 

Da alcuni ho colto pure l’idea di un ridimensionamento quando non si sonda pure l’ipotesi vera e propria di abbandonare l’attività di blogging. Dopotutto leggendo articoli come questo: Cookies, il 2 giugno in vigore le nuove norme. Federprivacy: "Il 67% dei siti italiani non è pronto", uno si domanda davvero se non sia il caso di mettersi le mani tra i capelli o invocare qualche santo. 

Ora se da un lato una normativa più precisa sull’uso dei cookie offre certe garanzie non è difficile fare un po’ di demagogia e pensare che poco alla volta, i piani alti del sistema, stiano cercando di rendere la vita online sempre più difficile, visto che ormai la tecnologia permette a tutti, volendo, di farsi sentire e di farsi vedere (una tesi che mi trova completamente in accordo con Daniele Imperi). 


Speriamo non sia così. 

Nel frattempo, strabuzzando gli occhi e guardando a destra e sinistra, qualche idea più precisa me la sono fatta. 

Ho levato di torno alcuni gadget che non mi davano certezze, anche perché ormai hanno fatto il loro tempo in termini di plus alla piattaforma ed entro domenica prossima provvederò a mettere tutto in ordine se davvero quello che ho al momento attivo non basta.

Grazie e stay tuned!

giovedì 21 maggio 2015

Gli #americani sono forti… con la narrativa

Il post di oggi non ha a che fare con una vera e propria statistica. Sono andato a spanne a fare il conto, se conto si può chiamare, ma in ogni caso Gli #americani sono forti… con la narrativa, in casa mia. 

Già, suppongo che la maggior parte dei libri di narrativa in mio possesso siano di autori di lingua anglosassone, con una netta predominanza degli scrittori americani. Ernest Hemingway, William Faulkner, Francis Scott Fitzgerald, Jay McInerney, Cormac McCarthy, John Fante, Stephen King, John Steinbeck, John Dos Passos, Henry Miller, Joe. R. Lansdale, Sherwood Anderson, Ezra Pound, Hermann Melville, Raymond Carver, Chuck Palahniuk, Bret Easton Ellis… 

Ecco, soltanto con i titoli di questi autori citati supero abbondantemente il centinaio di romanzi e raccolte di racconti in mio possesso e sono la minima parte degli autori americani che ho in libreria. 

Tutto è cominciato con i rappresentanti della Lost Generation, e da lì il passo da una corrente letteraria a un’altra quasi sempre senza uscire dal territorio americano mi ha riempito gli scaffali e gli armadi poco nostrani. 

Nomi nostrani che si trovano al secondo posto in virtù degli omaggi che da qualche anno a questa a parte ricevo settimanalmente. 

Poi ci sono gli inglesi, i tedeschi, i russi , i francesi, qualche spagnolo, tre giapponesi. I sudamericani, gli austriaci, gli svizzeri… e chissà chi altro. 

Magari nel prossimo futuro, vado alla ricerca di qualche libro particolare, scritto da qualche autore di un paese semisconosciuto. Perché no! Intanto prende devi questo post all’Alberto Sordi

Grazie!

mercoledì 20 maggio 2015

Libri di scuola. RIP

Non ho mai avuto grossi problemi a scuola. Alle scuole elementari e alle medie inferiori ero bravissimo. Andavo bene in tutte le materie. 

Solo nelle applicazioni tecniche non ero a mio agio, ma cercavo di fare del mio meglio anche in quel campo. Per tre quinti è andata così anche alle superiori. Dico tre quinti poiché gli ultimi due anni le ho frequentate al serale come studente lavoratore e dopo otto ore di lavoro la voglia di studiare non era poi così tanta. 

Ricordi scolastici

Ora vi devo confessare che questo post frutto di ricordi scolastici è dovuto al fatto che l’altro giorno mi sono ritrovato in solaio a curiosare tra i vecchi libri e ho constatato con mia grande meraviglia di non aver più sottomano neanche un testo che ho usato allora. 

La cosa incredibile consiste nel fatto che di alcuni di loro possiedo ancora un’immagine visiva stampata davanti agli occhi come se ci avessi studiato appena ieri e non esagero nel dire che sono rimasto sbalestrato nel non trovarli più. Ricordo ancora dove li ho sottolineati in matita per apprendere i concetti in modo migliore… 

Ora sono molto geloso dei miei libri, anche dei libri di scuola e mi domando che fine possano aver fatto le antologie con i racconti di Cechov. Chissà dove sono i libri di lingua inglese dove ho imparato un po’ di parole essenziali utili a muovermi per il mondo. 

Ma soprattutto vorrei rivedere i vecchi libri di geografia, di storia e di scienze e constatare magari che sono più attuali di quelli odierni. Ma probabilmente sono morti e sepolti. 

RIP!

Grazie!

martedì 19 maggio 2015

Conoscete #FerruccioGianola?

Tra le cose che mi piacciono e che trovo interessante delle persone, dopo un po’ che le conosco, e dopo un po’ che loro hanno conosciuto le mie passioni e il mio stile di vita, c’è il desiderio che hanno di consigliarmi la lettura di un determinato libro, romanzo o saggio che sia. Avete capito cosa intendo, vero? 

Sapete quelle persone che un giorno, mentre magari state parlando di sport o do vacanze o di cibolibri e di romanzi, tutto a un tratto vi dicono: “Sai una cosa? Secondo me, tu dovresti leggere…”. E via con un titolo. “Sembra scritto apposta per te. Leggilo, non resterai deluso.” 

Ecco più o meno una cosa del genere. 

Ora, naturalmente, da cosa nasce cosa e da cosa è nata l’idea di questo post. Insomma sono curioso di sapere se Conoscete #FerruccioGianola (mi sono anche creato un hashtag in tutta megalomania).

Naturalmente, molti di voi non mi hanno mai conosciuto fisicamente. Me ne rendo conto. Tuttavia frequentate e leggete il mio da così tanto tempo che non faccio fatica a pensare che vi siate fatti un’opinione ben precisa del sottoscritto

Così ho pensato di redigere questo post giochino - lo potete fare anche voi sulle vostre piattaforme pensando a voi stessi - e ho deciso di chiedere se c’è un libro che mi consigliereste assolutamente di leggere in base alle idee che vi siete fatti su di me. Non abbiate nessun timore nel citare un titolo. Magari ci azzeccate in pieno. Possibilmente evitate di citare libri di Hemingway e quegli altri titoli, di cui siete a conoscenza, da me più che apprezzati. 

Sono convinto che ne possono uscire delle belle. 

Grazie!