domenica 24 giugno 2018

Le cipolle e l'aglio di Plinio il Vecchio

Tra gli alimenti che non mancano mai nella mia cucina ci sono le cipolle e l'aglio. Non considero queste verdure in cima alle mie preferenze alimentari, ma devo ammettere che sono quasi sempre presenti sulla mia tavola. Dopo tutto anche Plinio il Vecchio ne consigliava il consumo e se lo diceva lui c'è da crederci... 

Ho parlato diverse volte di Plinio il Vecchio sul mio blog. Oggi è presente per le cipolle e per l'aglio, ma è domenica e si parla di cibo Io adoro le cipolle. Hemingway mi ha insegnato anche a mangiarle crude in un pezzo di pane. 

Di solito le preferisco bionde, quelle belle cipolle sode e dure rivestite di un velo dorato. Ma apprezzo anche le cipolle rosse di Tropea, per finire allo scalogno che uso per fare insalate. Naturalmente le bionde non mancano mai nei miei soffritti e neppure nella peperonata e ratatouille di verdure. 

A volte, intere, le faccio cuocere imbevute nel vino bianco e poi le uso come contorno per li salsicce alla griglia. Non mancano le cipolle al forno e quelle cotte in insalata con le patate e le carote. Naturalmente le uso anche per i soffritti, che sono alla base di mie molte ricette e non solo per i risotti. 

Ma le cipolle rivestono un peso molto importante, anche perché si tratta di alimento prezioso e salutare, lo diceva anche Plinio il Vecchio, un personaggio già comparso sul mio blog. 

"Cipolle salvatiche non ci sono. Le domestiche con l'odorato e con trar le lagrime rimediano i bagliori, e molto più con la unzione del sugo. Dicesi ancora ch'elle fanno venir sonno, e guariscono le fessure, o piaghe della bocca, mangiate col pane. Guariscono anco i morsi de' cani, bagnate verdi nell' aceto, o secche col melé e col vino, in modo che si sciolgano dopo il terzo giorno. Così sanano ancora le fratture."  
- Plinio il Vecchio 

Con le cipolle, ci va quasi sempre l'aglio, ma a volte funziona anche da solo. Per esempio, il sugo con il pomodoro che preparo per gli spaghetti o per i fusilli non è sugo se non ci metto l'olio extravergine di oliva e uno spicchio d'aglio. 

Ma l'aglio finisce anche nel soffritto e come condimento di certe insalate, ma anche in questo caso Plinio il Vecchio mi viene in soccorso: 

"L'aglio ha gran forza, e grande utilità contra la mutazione dell'acque e de' luoghi. Con l'odore scaccia le serpi e gli scorpioni, e, come dicono alcuni, guarisce i morsi d'ogni bestia, beendosi, o mangiandosi, о ugnendosene; e particolarmente giova alle morici, dato col vino per vomito."
- Plinio il Vecchio 



"Ringrazio tutti per la lettura"

sabato 23 giugno 2018

Album di famiglia

Nino di Mei
Ho creato degli album sulla pagina facebook di Nino di Mei. Per questo motivo ho pensato anche di redigere un post per il blog e usare la vetrina settimanale del sabato per presentarlo. Un po' come se fosse un album di famiglia da sfogliare. Per ora sono cinque album. Ci sono album con disegni in bianco e nero. Album con acquerelli. Un album di ritratti,  un album con tele dipinte a olio e un album con animali in bianco e nero. Forse ne creerò altri. Il titolo me lo hanno suggerito i ricordi. 

Da bambino adoravo guardare le foto che mia madre teneva in una grande scatola nella sua camera da letto. Molte di queste foto erano immagini in bianco e nero risalenti agli anni cinquanta e anche prima. Lì dentro c'erano i miei nonni e molte persone che non ho mai conosciuto. 

Nino di Mei
Luoghi che non avevo mai visto sotto quel punto di vista. Luoghi che esistono solo nelle fotografie e naturalmente in tutti i lavori di Nino di Mei

Studiando e valutando le opere mi si è affollata la mente di ricordi, perché ci sono davvero lavori che ritraggono un tempo scomparso. 

E forse è questo il motivo che mi ha spinto a creare degli album in grado di distinguere gli stili, le tecniche e le ispirazioni alla base di questi lavori di mio padre. 

Così in un album di acquerelli si può rivedere la periferia della mia infanzia, quella con i prati appena fuori casa, con le case vecchie e i fienili. Con la mulattiera che a volte ti portava i serpenti sulla porta di casa. 

Oppure la casa misteriosa vicina al vecchio campo di calcio sterrato, il campo dove ogni dieci minuti il pallone finiva nel torrente. E poi ci sono i maggenghi in acquerello e mi sembra quasi di sentire ancore l'odore del fieno alto che non aspettava altro che essere tagliato. 

Nino di Mei
Poi ci sono i disegni in bianco e nero e i ritratti di chissà quali personaggi. Tele a olio con volti e visi che sembrano emozionarsi mentre ti guardano. 

O forse sono io che mi emoziono. Sempre su tela c'è un album con lavori che ritraggono paesaggi con le fattorie e con i panni stessi.  

E per c'è l'album con gli animali, un album ancora in bianco e nero. Pecore, capre, cavalli, mucche e tori. Un album che dire work in progress è niente. Ma forse sono tutti album work in progress

Perché l'arte non si ferma mai


"Ringrazio tutti per la lettura"

venerdì 22 giugno 2018

Scrivere di notte

Nino di Mei 
Un paio di settimane fa mi sono messo a scrivere di notte. La notte tra il sabato e la domenica. Non soffro d'insonnia, ma mi sono svegliato alla due e non so per quale motivo faticavo a riprendere sonno, così mi sono alzato, ho acceso il computer e mi sono messo a scrivere. Non per molto. Soltanto per circa un'ora in uno stato di beata meraviglia. Il tempo necessario per ricordarmi di tornare a dormire. 

Ricordo di aver passato ben poche notti insonni e la maggior parte di queste perse nei meandri della giovinezza. Sarà successo a tanti ragazzi. Però ogni tanto mi capita, raramente, di svegliarmi e di rimanere sveglio più del solito. 

In questo casi ho i miei metodi per non innervosirmi, penso ai nomi scientifici dei serpenti, oppure passo in rassegna il nome originale che identifica le tribù indiane

Metodi che hanno sempre funzionato, ma sono capace di inventare sempre qualcosa. Una delle ultime volte in cui è accaduto di svegliarmi in piena notte, mi sono alzato e mi sono messo a scrivere un post

Questo post in blu

Scrivere di notte non è come scrivere di giorno. Ve lo garantisco. Le sensazioni sono diverse. Se non si è svegli e insonni per qualche grave problema è un po' come vivere in un'altra realtà. I rumori e le impressioni sono percepiti in modo diverso, non offuscati dalla realtà soggettiva e umorale del giorno. Tutto è ovattato e confinato in quell'ostante. Non c'è passato e non c'è futuro a scrivere di notte, se capite quello che intendo dire. 

Scrivere di notte è un po' come essere dei pittori impressionisti: invece che su una tela tra i colori a olio, le impressioni finiscono su carta. Scrivere di notte permette di staccarsi completamente, seppur sembra paradossale, dalle miserie del mondo. 


Scrivere di notte amplifica le intuizioni e non si ha bisogno di ispirazioni. Se certe cose di notte a prima vista possono apparire drammatiche, scrivendole perdono tutto il loro peso e il loro impatto. Di notte si sente il proprio respiro e il proprio battito cardiaco. Si scrive e si respira a ritmo. Di notte gli odori sono diversi e i sogni sono molto più vicini alla realtà. 


Di notte basta la luce riflessa del monitor per vedere i tasti e per non perdere la concentrazione. Di notte le ombre sono diverse e rimangono sempre uguali. Di notte i colori sono diversi e non cambiano. Di notte i fantasmi non fanno paura e i demoni non esistono.




"Ringrazio tutti per la lettura"

giovedì 21 giugno 2018

Aprite le finestre e cambiate l'aria

Nino di Mei
Dalle domande che mi fanno ho il sospetto che molte persone che incontro e con le quali interagisco, per i motivi più svariati, vedono e giudicano la mia vita come se fosse uguale alla loro. Molte si stupiscono perché ad aprile non so ancora (o non ho ancora pensato) dove andare in vacanza, perché non mi importa nulla del sabato sera e di conseguenza perché considero il lunedì mattina un giorno come un altro. Purtroppo ho la netta sensazione che non riescano a vedere un mondo con un'ottica diversa dalle loro convinzioni, spesso mai analizzate. A loro mi sento solo di rispondere: aprite le finestre e cambiate l'aria

Non sono un asociale, ma non sono sicuramente il tipo di persona che ha come obiettivo primario della propria esistenza quello di andare a cena il sabato sera, quello di indebitarsi per una macchina di grido, di fare le vacanze al mare per poterlo mostrare in giro e sopratutto non mi importa un cavolo di tirare alla pensione. 

Non fraintendetemi, non sono affatto cose che non contano nella vita, anzi, ma per conto mio non devono essere visti come obiettivi e come motivo di discussione ma solo come un corollario, utile a vivere meglio. 

Forse dipenderà dal fatto che ogni mattina, quando apro gli occhi, mi rendo conto di essere talmente tanto piccolo che non posso non sperare di crescere e imparare qualcosa e sopratutto di fare qualcosa che ancora non ho fatto. 

Perciò non posso vivere in apnea seguendo delle direttive che magari non tollero soltanto per non sentirmi solo o per far piacere a qualcuno o per far parte di un gruppo o di una cricca. 

Ora il sospetto che la massa sia come ho descritto nella frase precedente non me lo toglie nessuno. O almeno questo e ciò che mi pare di vedere e di cogliere. 

Insomma aprite le finestre e cambiate l'aria. Aprite le finestra ma non guardate in basso, in strada. Aprite le finestre e guardate verso l'orizzonte e fatelo ogni mattina. 

Siate gentili con chi interagite, ma non fatevi influenzare su cose che in effetti non "contano" nulla. Non aspettate che sia sera per fare veramente qualcosa di vostro. Qualcosa di unicamente vostro, qualcosa che volete voi. Fatelo subito e fatelo prima di farvi assorbire dalle miserie di tutti i giorni. 

Aprite le finestre, cambiate l'aria e guardate il più lontano possibile e vedrete che il sabato sera, le vacanze al mare e tutto ciò che ci rende purtroppo parte della massa svanirà come nebbia al sole e mostrerà finalmente il suo lato sereno. 



"Ringrazio tutti per la lettura"

mercoledì 20 giugno 2018

L'aspetto più bello dei mondiali di calcio

Nino di Mei
È finito il primo turno dei gironi di qualificazione del campionato mondiale di calcio ed eccomi qui a metterci il becco, ma non temete non voglio fare lezioni di tattica alla Sacchi o parlare dei dribbling di Cristiano Ronaldo, di Messi o di Neymar. Non voglio neppure addentrarmi nel campo dei pettegolezzi e del gossip per mettermi a discorrere del look che caratterizza i vari giocatori. Siccome non sono riuscito a preparare un post mondiale con i libri e gli scrittori - come vorrebbe Otium - vado a fare una classifica finale di quello che per me è L'aspetto più bello dei mondiali di calcio... 

A dire il vero mi sarebbe piaciuto fare un mondiale con scrittori e libri. Davvero. 

In questo primo turno per esempio avremmo assistito a una sfida tra lo scrittore giapponese Mishima e il colombiano Garcia Marquez. Oppure avremmo potuto vedere uno scontro tra lo spagnolo Manuel Vázquez Montalbán e il portoghese José Saramago. Tra l'egiziano Mafuz e l'uruguaiano Mario Benedetti

Avremmo visto lo svizzero Jean-Jacques Rousseau sfidare il brasiliano Amado e chissà quanti altri ancora. 

Tanto per non uscire dal seminato, provate a pensare ai nomi che si possono prendere in considerazione. Insomma avrei potuto giocare un poco, facendo poi i sondaggi sul blog, giorno dopo giorno, sfida dopo sfida, partita dopo partita, sino alla finale. Purtroppo non sono riuscito a pensarci in tempo. 

Magari preparerò qualcosa d'altro più avanti, quando ci saranno gli scontri a eliminazione diretta. Non è esclusa la possibilità di vedere in un post undici scrittori di una nazione che ne sfidano undici di un'altra. 

Provate a immaginare una Russia letteraria contro una Germania: con Lev Tolstoj ala e Fëdor Dostoevskij regista, contro un Mann in porta, Hesse terzino e Goethe a giostrare sulla fascia. Affascinante, no? 

Purtroppo per ora sono solo idee, ma siccome io adoro anche la musica e siccome non mi sono perso nessuno degli inni delle nazioni presenti, ho pensato di prendere in considerazione questo aspetto. 

Mi sono fatto una ipotetica classifica elencando i primi quattro inni nazionali che preferisco, naturalmente dal punto di vista musicale visto che non tollero di molti la retorica contenuta nel testo. 

Magari potrei indovinare addirittura il risultato finale del mondiale

1 - Portogallo 
2 - Russia 
3 - Brasile 
4 - Inghilterra 

Se non li avete sentiti, provate ad ascoltarli. Se invece avete già fatto pure voi una ipotetica quaterna di inni favoriti, inseriteli in un commento. Potrebbe essere un modo per fare delle previsioni sull'esito finale. 

Dopotutto l'assenza dell'Italia ci libera dall'essere campanilisti. 



"Ringrazio tutti per la lettura"

martedì 19 giugno 2018

Mi chiamo Valerio Massimo Manfredi

Nino di Mei
Vi devo dire che Il titolo di questo articolo si è scritto da solo: "Mi chiamo Valerio Massimo Manfredi e sono uno scrittore". Non ho pensato neanche un minuto a usarlo. In effetti cosa ci può essere di meglio per svolgere un'inchiesta sullo scrittore e divulgatore emiliano se non in questo modo? 

Mi pare di avere in mente due titoli inerenti alla produzione dello scrittore Valerio Massimo Manfredi: L'armata perduta e L'ultima legione

Il primo titolo credo sia legato al battage pubblicitario promosso, qualche tempo fa, sui canali televisivi. Il secondo titolo invece è legato alla visione del film L'ultima legione

Ecco ora credo sia il secondo romanzo citato ad aver suggerito il titolo del post, anche se è evidente il richiamo a un altro film, ben più famoso e mitico. 

Purtroppo, il punto dolente, consiste nel fatto che non ho mai letto nessun lavoro di Valerio Massimo Manfredi. Non mi è mai capitato, benché la tipologia dei suoi romanzi incontri i miei favori. Insomma è facile trovare nella libreria di casa mia romanzi storici che hanno come protagonisti centurioni, legionari o addirittura opliti di epoche più antiche. 

In realtà vi devo confessare per qualche periodo di tempo ho anche cercato i libri di Manfredi, ma mi sono sempre sfuggiti tra le mani. Nessuno me ne ha mai regalato una copia e men che meno ne ho vinte copie in giro. Perciò, abbiate pazienza se non ho molto da dire in merito. 

Credo che non bisogna farsi neppure troppe idee per come mi è apparso il film tratto da un suo romanzo. 

Perciò lascio a voi la parola. Se lo avete letto e qualche libro vi è piaciuto in maniera particolare segnalatelo. Se il suo stile di scrittura vi piace segnalatelo. Se mi sono perso qualcosa fatemelo sapere. Lo spazio come al solito lo avete. A proposito... 

Dertona, campo della Legione Nova Invicta, 
Anno Domini 476, ab Urbe condita 1229. 
La luce cominciò a penetrare la nube che copriva la valle, e i cipressi si ersero d'un tratto come sentinelle sul crinale dei colli. Un'ombra curva sotto un fascio di sterpi apparve al limitare di un campo di stoppie e subito si dileguò come un sogno. Il canto di un gallo risuonò in quel momento da un casolare lontano annunciando un giorno grigio e livido, poi si spense come se la nebbia lo avesse inghiottito. Solo voci d'uomini attraversavano la bruma. 
Valerio Massimo Manfredi - L'ultima legione 



"Ringrazio tutti per la lettura" 

P.S. - Non sapevo che immagine allegare, poi mi sono ricordato di questi legionari su tela.