giovedì 22 giugno 2017

I miei cinque filosofi preferiti

In fondo al mio post di ieri c'era scritto che oggi avrei presentato I miei cinque filosofi preferiti. Non preoccupatevi non voglio condizionare il vostro il pensiero e fare il maestro. Si tratta solo di una top five di stampo pop che tutti possono fare. I nomi, infatti, non sono sconosciuti. 

I cinque nomi che vi troverete a leggere sono quelli di cinque filosofi che hanno fatto la storia in questo campo di studi. Non sono i soli naturalmente e forse non sono neppure I miei cinque filosofi preferiti, ma sono i primi che mi sono venuti in mente. E sono sicuramente conosciuti da tutti coloro che hanno, per così dire, affrontato, la filosofia, anche a spanne. 

Forse avrei fatto meglio a intitolare il post I cinque filosofi più influenti per me, ma non credo che un simile titolo possa piacere a google. Così mi sono limitato a una scelta più banale e meno originale. 

Eccoli, i nomi che preferisco o che hanno tentato di plagiarmi. 


Platone 

A Platone associo il termine filosofia. Le prime volte che sentivo parlare di filosofia c'era lui. Platone, con Socrate e Aristotele. Ma Platone sembrava il più avanti... Ma ero piccolo e non sapevo neppure cosa significasse il termine filosofia. 


Marco Aurelio Antonino Augusto 

Con Marco Aurelio sapete cosa intendo. Ne ho parlato ieri. Ma sul mio blog è comparso anche altre volte. Un maestro. Un maestro pieno di suggerimenti preziosi. Tra i miei preferiti. Lui, Marco Aurelio e... 


Lucio Anneo Seneca 

Con Marco Aurelio credo sia uno dei filosofi che preferisco. Quando mi capita la possibilità di leggere qualche approfondimento sulla sua opera mi trovo sempre con qualcosa in più. Naturalmente le sue citazioni sono sempre accolte con piacere e sono sempre spunto di ricerca di materiale più composito. In rete si trova molto, ora anche in versione digitale. 


Arthur Schopenhauer 

Il filosofo tedesco mi è capitato davanti in un periodo particolare della mia vita. Mi persi con i suoi Aforismi sulla saggezza nella vita. Non credevo che un filosofo potesse dare così tanta motivazione. Un filosofo e uno scrittore che consiglio a tutti... 


Søren Aabye Kierkegaard 

Il filosofo danese è un'altro personaggio di cui bisogna tenere conto. Solo la citazione che si trova all'inizio della sua pagina su Wikipedia la dice lunga: 


«Non c'è nulla che spaventi di più l'uomo che prendere coscienza dell'immensità di cosa è capace di fare e diventare.» 

Per me un numero uno! 

Vi voglio bene. 

Grazie.

mercoledì 21 giugno 2017

Gli alti e bassi della vita

«La morte, la vita, la fama, l'infamia, il dolore, il piacere, la ricchezza, la povertà, tutto ciò tocca ugualmente a buoni e cattivi, non essendo queste cose né belle né brutte; e, dunque, neppure beni o mali.» 
Marco Aurelio 

Uno dei miei idoli filosofici (se così si può definire, passatemi il termine) è Marco Aurelio. Sì quello de Il gladiatore di Ridley Scott che guarda dall'alto la battaglia contro le tribù barbare. Il padre di Commodo: quel Commodo. L'imperatore, il filosofo, lo scrittore romano interpretato nel film da Richard St. John Harris. Lo ricordate no? Lo avete in mente, vero? 

Ecco, io da anni sono solito leggere in determinati momenti i suoi Pensieri. Avviene tutto per caso. Mi metto lì e sfoglio le sue pagine. Un po' come ascoltare i consigli di una persona che si stima. E vi confesso che ogni volta ci trovo qualche suggerimento che ben si inserisce nel vissuto del momento. 

Un po' come la citazione di oggi che sembra fatta apposta per il periodo che sto attraversando. 

Sì, oggi andiamo un po' sul personale... ma non voglio tediarvi. 

Mai come in questo periodo sto sperimentando emozioni di carattere diverso tutte insieme. Mai come adesso di fronte a cose esaltanti e quasi impensabili soltanto qualche anno fa fanno da contraltare situazioni che non vorremmo mai affrontare. 

Ed è proprio Marco Aurelio che ti fa capire che non c'è differenza. Ogni cosa deve essere vissuta e affrontata con il meglio delle nostre qualità. Tutte. Qualità morali, qualità fisiche, qualità etiche... 

E tutto senza farsi troppo coinvolgere. 


Se il successo arriva ben venga e se è la tragedia facciamo buon viso a cattiva sorte

Tutto deve servire per farci crescere e tutto quello che ci capita serve per farci crescere. Sia l'esaltazione di un successo o sia un qualcosa che non si augura a nessuno. 

Come istruisce Marco Aurelio non istruisce nessuno o quasi... 

Ma intanto i Pensieri del filosofo fanno bene. Vi metto l'incipit, ma in rete li trovate liberamente da molte fonti. 

Mio nonno Annio Vero mi è stato esempio di affabilità e mitezza. Mio padre, di modestia e fermezza virile. Mia madre, di pietà religiosa e liberalità. E debbo al mio bisnonno paterno di non aver frequentato le scuole pubbliche, avendo avuto in casa buoni maestri. 

Vi voglio bene. 

Grazie. 

PS. Domani ci sarà un post dal titolo I miei cinque filosofi preferiti. Vi aspetto, non perdetelo!

martedì 20 giugno 2017

Mai letto Alan D. Altieri?

Sgomento ha lasciato la scomparsa improvvisa dello scrittore milanese Alan D. Altieri (Sergio Altieri). Senza dubbio uno dei più stimati e apprezzati autori italiani "contemporanei". Non lo conoscevo personalmente ma volevo contattarlo proprio in questo periodo per proporgli un passaggio sul mio blog la prossima estate: era il Nome in cima alla lista delle mie prossime interviste... 

Non so che peso avrà tra qualche anno la figura di Alan D. Altieri nel panorama culturale italiano. Il suo nome è ricorrente da anni e da quando mi sono inserito in certi ambienti la sua presenza si fa sentire, eccome. 

Così, a partire già da qualche anno, era maturato dentro di me il desiderio di contattarlo per potergli fare un'intervista. 

Volevo intervistarlo per chiedergli qualcosa riguardo al connettivismo (ho un'antologia curata da lui stesso in casa). 

Volevo chiedergli cosa ne pensava di Valerio Evangelisti, visto che qualche critico in passato lo ha un po' associato allo scrittore bolognese per alcuni suoi lavori (Trilogia di Magdeburg). 

Volevo che fosse lui stesso a dirmi con quale suo lavoro bisognava addentrarsi nella sua arte letteraria per ampliare anche il discorso legato alle mie inchieste. Volevo chiedergli quale fosse il suo lavoro preferito. 

Volevo chiedergli se aveva qualche rituale quando scriveva, un po' come la zampa di coniglio di Ernest Hemingway o la tutta da meccanico di Gabriel García Márquez. Volevo chiedergli qualche aneddoto sul mondo dell'editoria italiana... 

Volevo chiedergli tante cose... 

Purtroppo non ne ho avuto il tempo

Quindi queste domande le rivolgo a voi. Le rivolgo a chi ha avuto la fortuna di incontrarlo. Le rivolgo a chi ha avuto la fortuna di frequentarlo. A chi ha avuto la possibilità magari di lavorarci insieme. Le rivolgo a chi è appassionato della sua narrativa. Ai suoi fan. Queste domande le rivolgo a chi lo vuole anche solo ricordare... 

Ecco: sarà come se davvero gli avessi fatto un'intervista

Emerse dalle tenebre. 
Memento e incubo. 
Un uomo in un mantello colore delle ombre, su un cavallo da guerra colore dell'acciaio. Un viandante. Nient'altro che un viandante in nero. Avanzò lungo la strada flagellata dalla pioggia del Giorno dei Morti. Superò i relitti di case sventrate, invase da erbacce sibilanti nel vento. L'aria era opaca, miasmatica. Vapori lividi si levavano dal lastrico di pietre, disperdendosi contro nubi simili ad antracite liquefatta. Nessuna luce arrivava sulla terra. Forse la luce aveva semplicemente cessato di esistere. 

Incipit: Magdeburg – L'eretico 

Vi voglio bene. 

Grazie.

lunedì 19 giugno 2017

Il diario più venduto al mondo

Non so se tutti lo hanno letto. Non credo. Però, tra le persone che conosco, dubito che ci sia qualcuno che non abbia mai sentito nominare il Diario di Anna Frank: Il diario più venduto al mondo... 

Ci sono molti Diari nel mondo della letteratura. Molti li conosciamo. Sono diari La tregua di Primo Levi, Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, Buonanotte, Signor Lenin di Tiziano Terzani, Il diario fittizio di Eva, la prima donna di Mark Twain, Il diario del ladro di Jean Genet e si potrebbe andare avanti a lungo. Insomma, ci sono tanti diari, come vedete. 

Tra questi diari, però, nessuno ha raggiunto le vendite de Il diario di Anna Frank: un libro, tradotto in oltre 60 lingue e venduto in più di 30 milioni di copie dalla sua pubblicazione, avvenuta grazie al padre Otto Frank, ad Amsterdam nel 1947. 

Un libro importante e un titolo che si prende, in questo modo, il Record Culturale di questo lunedì. 

Be' sappiamo il valore storico e umano di questo diario. Se non abbiamo letto direttamente le pagine, ci è capitato davanti come immagini di qualche film. 

Oppure ne abbiamo sentito parlare in qualche documentario. Ho dei seri dubbi sul fatto che qualcuno possa essere ignorante in materia. Molto probabilmente vi avrà emozionato in qualche situazione. Molto probabilmente vi avrà fatto arrabbiare. 

Dunque, non credo sia il caso di mettermi a fare una recensione sul testo (a parte che non è da me) e via di seguito. Sarei ridicolo e fuori luogo. In rete e sui testi vi sarà facile recuperare tutto quello che vi necessità al riguardo. 

Certo se volete scrivere o lasciare un contributo specifico in merito potete farlo, ne sarà ben lieto. 

Da parte mia sapete che il mio compito e solo quello di fare un catalogo con tutti questi particolari Record Culturali che mi auguro continuino a essere di vostro interesse e siano in qualche modo stimolo alla lettura ed all'approfondimento. 

Un libro che l'UNESCO nel 2009 inserito nell'Elenco delle Memorie del mondo

Venerdì 12 giugno ero già sveglia alle sei: si capisce, era il mio compleanno! Ma alle sei non mi era consentito d'alzarmi, e così dovetti frenare la mia curiosità fino alle sei e tre quarti. Allora non potei più tenermi e andai in camera da pranzo, dove Moortje, il gatto, mi diede il benvenuto strusciandomi addosso la testolina. 

Vi voglio bene. 

Grazie. 

Fonti: Best Seller

domenica 18 giugno 2017

Colazione da... Truman Capote con tiramisù

Ho letto soltanto L'arpa d'erba di Truman Capote. Non mi è piaciuto particolarmente, ma sono curioso di leggere Colazione da Tiffany. Dopotutto questo post è nato dopo che davanti agli occhi mi sono passate le immagini del film.  
Stamattina, per la mia rubrica domenicale dedicata alla cucina letteraria, si parla di colazione da... Truman Capote con tiramisù

Si parla di prima colazione. 

Dopotutto, le fonti parlano chiaro, e benché l'autore di Colazione da Tiffany e a A sangue freddo amasse le patate al forno con i frutti di mare, andava particolarmente matto per i dolci. 

Truman Capote, oltre a essere un bravo scrittore e sceneggiatore, in realtà era anche un cuoco capace. Gli piaceva cucinare e non era l'ultimo arrivato. 

Si racconta che avesse imparato a cucinare come uno che dopo essersi stabilito in Sicilia. Era particolarmente appassionato e ci sapeva fare con i dessert

Si divertiva a preparare e a friggere i biscotti e a fare torte, forse per poter soddisfare le sue voglie di zucchero. Ma Truman Capote adorava un particolare un unico dolce. 

Una sorta di dolce con biscotti coperti da crema al cioccolato e ripiena di lamponi freschi. 

Un qualcosa che ricorda una versione più leggera del tiramisù. Ecco ora non vorrei mettere il dito nella piaga, ma il tiramisù, nella versione originale, è anche uno dei pochi dolci che posso assaporare anch'io! 

Mi sento sempre attratto dai posti dove sono vissuto, le case e i loro dintorni. Per esempio, nella Settantesima Est c'è un edificio di pietra grigia dove, al principio della guerra, ho avuto il mio primo appartamento newyorchese. Era una stanza sola affollata di mobili di scarto, un divano e alcune poltrone paffute, ricoperte di quel particolare velluto rosso e pruriginoso che ricolleghiamo alle giornate d'afa in treno. Le pareti erano a stucco, di un colore che ricordava uno sputo tabaccoso. Dappertutto, perfino in bagno, c'erano stampe di rovine romane, molto vecchie e tempestate di puntolini scuri. L'unica finestra dava sulla scala di sicurezza. Ma, anche così, mi si rialzava il morale ogni volta che mi sentivo in tasca la chiave del mio appartamento; per triste che fosse, era un posto mio, il primo, e lì c'erano i miei libri, i barattoli pieni di matite da temperare, tutto quello che mi occorreva (o così almeno pensavo) per diventare lo scrittore che volevo diventare. 

Vi voglio bene. 

Grazie. 

Fonti: Menu for a Moveable Feast: 10 Famous Authors and Their Favorite Foods & Recipes  

sabato 17 giugno 2017

Il meglio delle mie inchieste letterarie

Il primo post dedicato alle inchieste letterarie è stato pubblicato nel marzo del 2012. Penso che qualche articolo mi sia sfuggito e non sia stato etichettato nel modo corretto. Nel frattempo però ho fatto una verifica ed è nata una top five per la mia vetrina settimanale. Se avete qualche suggerimento o qualche inchiesta letteraria da proporre fatevi avanti... 

Oggi è la volta di un post partecipativo. Un post molto semplice ma chiedo il vostro aiuto. Dovete scrivere in un commento, magari sul post del blog stesso, il primo libro che vi viene in mente. Una cosa Zen. Non concentratevi ma lasciate che nella vostra testa compaia un titolo e segnalatelo. Senza preoccuparvi di fare colpo o meno. 
---> Il primo libro che ti salta in mente 

Negli ultimi anni quando mi capita di parlare di letteratura con qualcuno, sento spesso citare il nome di Tiziano Terzani. Non ho mia avuto modo di approfondire la sua opera. Ho visto alcuni video in rete. Ho letto qualche spezzone di opere sue. Ho ascoltato i pareri positivi di varie persone, ma non sono in grado di classificarlo. 
---> Il mondo migliore di Tiziano Terzani 

Nel classificare in un articolo la top ten dei miei scrittori preferiti, utilizzando un criterio molto soggettivo, ho lasciato fuori Henry Miller. Ne è nato un divertente battibecco virtuale con Alessandro Manzetti - Deus ex machina del blog Mezzotints - che tanto per affondare il coltello nella piaga ha realizzato anche l’immagine che ho usato per l’articolo (grazie). 
---> Mai letto Henry Miller? 

Sino a ieri non ero a conoscenza del fatto che Rambo non fosse altro che un personaggio della fantasia creato dallo scrittore canadese David Morrell. Nel mio immaginario è sempre stato rivestito da un Silvester Stallone, eroe della mia giovinezza. Poi mi è bastato leggere sulla home di uno status dell’amico e scrittore Cristian Leonardi, alcune frasi tratte dal romanzo e questo suo commento: 
---> Il Primo sangue di Rambo 

Eccomi al punto, come segnalato qualche giorno fa, e vedrete che presto vi troverete anche Luis Borges. Dunque Paulo CoelhoPaulo Coelho appartiene alla schiera di scrittori pericolosi da leggere a una certa età, se si prendono troppo sul serio. Alla categoria appartengono anche Fabio Volo, Susanna Tamaro, e sotto certi aspetti Hermann Hesse e Voltaire - dal mio punto di vista, ovvio. 
---> Mai letto Paulo Coelho? 

Vi voglio bene. 

Grazie.