giovedì 24 luglio 2014

Il Monello e L’intrepido: riviste che non ci sono più

Da anni erano sparite dalla mia memoria. Colpa dei tempi. Neppure sapevo che, per un motivo o per l’altro, avessero cessato la loro pubblicazione. 

Poi, per qualche strana e inaspettata ragione, te le sogni di notte e il giorno dopo decidi di farci un post. 

Per molte estati - sì, le compravo solo durante l’estate - Il Monello e L’Intrepido sono state le mie riviste cult. Le compravo, ci nascondevo all’interno qualche album di Tex Willer per non farmi vedere da qualche ragazzina che li leggevo ancora ed ero a posto per tutta la settimana. Riviste che non ci sono più. Purtroppo. 

Avevo una predilezione per Il Monello, perché aveva una propensione culturale maggiore rispetto all’Intrepido, rivista rivolta principalmente allo sport. 

Il Monello invece marciava con articoli di carattere musicale. Pubblicava le classifiche dei dischi più venduti e facevi la tua sporca figura in giro sapendo la hit del momento, e poi in copertina c’era sempre l’immagine di un attrice del momento in voga o di qualche tosto gruppo musicale… mi capite, no? 

Ma le apprezzavo entrambe, per via dei fumetti di ogni genere che ospitava: dal thriller alla storia d’amore, dai western alla avventure fantascientifiche e molto altro ancora. 

Quando non c’era una dovevo trovare l’altra. E non si potevano buttare via. Guai a farle sparire. Si potevano sempre leggere anche l’anno seguente. Come minimo c’ho vissuto dieci anni e un provare ora un po’ di nostalgia a pensarci diventa più che naturale. 

Ma la vita è così. I tempi cambiano e le mode con loro. 

O sbaglio, non ditemi che non le conoscete?

mercoledì 23 luglio 2014

E voi #pinnate con pinterest?

Le recensioni, approfittando del fatto che c'è l'immagine della copertina dei libri o dei DVD perciò sono articoli che vanno bene per un social orientato alle immagini come Pinterest.” 

Questo è il testo del commento ricevuto in risposta che, Massimo Luciani, mi ha lasciato ieri in uno status sulla pagina facebook, dove chiedevo la domanda posta nel titolo: Voi #pinnate con Pinterest

Già, Pinterest, fondato nel 2010 da Evan Sharp, Ben Silbermann e Paul Sciarra dedicato alla condivisione di fotografie, video e immagini, - dopo facebook, google+, Linkedin, twitter e quelli abbandonati - è l’ultima frontiera social che ho scoperto. 

L’ho adottata da qualche mese, ma per il momento sto soltanto facendo pratica. Ho il mio bel profilo, ho già qualche amico e ogni tanto mi trovo qualche cuore sui miei pin. Per il momento tuttavia non ho ancora capito che servizio e che vantaggi trarne. 

Uso la piattaforma in maniera automatica condividendo i singoli post giornalieri direttamente dal blog. 

Un solo click… e al resto ci pensa il web. 

Be’ questa è la mia situazione. 

So, però, che non è così per tutti, vedo pin di gente che conosco scorrermi davanti agli occhi, così vorrei sentire il vostro parere. Magari un suggerimento come mi ha lasciato Massimo.

martedì 22 luglio 2014

L’Oasi's Music Bar di Ferruccio Gianola

Un blog serve anche a raccontare storie e oggi ve ne racconto una particolare. Una storia che ha come protagonisti il mio nome e il mio cognomeDunque dovete sapere che a tal riguardo l’associazione non è affatto comune. 

Certo ci sono molti Ferruccio al mondo. Molti di loro sono famosi. Calciatori, giornalisti…  C’è addirittura un capo palestra dei Pokemon con questo nome. 

Ci sono pure molte persone che portano il cognome GianolaLa popolazione del mio paese d’origine è coperto da almeno il venti per cento da questo cognome. E tanto per #sapevatelo vi dirò che il cognome Gianola è l’equivalente del Ganesha indiano

Ma l’insieme Ferruccio Gianola è unico. Insomma credevo fosse unico… 
Non lo è. C’è un altro Ferruccio Gianola ed io l’ho conosciuto. 

Tutto ha avuto inizio un paio di settimane fa quando su facebook sono stato contattato da Rosa, una deliziosa e gentilissima persona, grande amica del mio omonimo, che mi ha messo al corrente di questa curiosa assonanza. 

Così appena ho potuto sono andato a trovare Ferruccio nel suo Oasi's Music Bar, locale che gestisce con i suoi famigliari nella Pescarenico Manzoniana, o molto più semplicemente a Lecco, in via dei pescatori 35. 


Ferruccio Gianola - Cippo
Cippo era dietro il banco. È stato un motivo di orgoglio stringergli la mano. Mi ha presentato i suoi familiari e mi ha mostrato divertito l’immagine scaricata dal mio blog che tiene sul banco. 

Ha rivelato chi ero agli avventori presenti in quel momento nel locale. 

Bene, sono fiero di avere lo stesso nome e cognome di una persona che a pelle mi ha fatto un’impressione molto positiva.  Non siamo riusciti a capire se c'è qualche parentela che ci lega, ma si può sempre approfondire, perché tornerò a trovarlo.

Non c'è altro, ma prima di chiudere e lasciarvi a ciò che disse Manzoni di Pescarenico nel suo capolavoro I promessi spassi, lasciatemi fare questa uscita, anche se può sembrare retorica e dozzinale. 

Queste cose sembrano piccolezze ma non è così. Spesso in cose che sembrano insignificanti c’è la nostra stessa esistenza, e tutti dovrebbero impararlo. 

A qualcuno può strappare  un sorriso una simile storia, qualcuno la può leggere con facile ironia, ma ora il mio nome e cognome, non appartengono solo a me, hanno ancora più valore e li porterò con più trasporto e amor proprio. 




È Pescarenico una terricciola, sulla riva sinistra dell'Adda, o vogliam dire del lago, poco discosto dal ponte: un gruppetto di case, abitate la più parte da pescatori, e addobbate qua e là di tramagli e di reti tese ad asciugare.  

A. Manzoni 

lunedì 21 luglio 2014

Record culturali o Primati letterari, siamo a duecento

Tutto è partito con il post Il libro più caro del mondo, quasi quattro anni fa, esattamente il 20 settembre 2010

Pensavo di andare incontro a un sacco di problemi, problemi che mi avrebbero costretto a fermarmi dopo appena qualche mese di lavoro e invece siamo ancora qui a inventare record culturali

Record culturali, così si chiama la pagina statica e non più primati letterari, lasciati solo all'etichetta con la quale avevo inaugurato la rubrica: titolo della pagina che ho cambiato visto che molte volte la voce avevo suscitato di ironia tra i lettori. 

Nel frattempo, però non mi sono fermato. 

200 post realizzati e redatti andando in giro sul web e sui libri a spulciare informazioni di ogni tipo. A volte curiose, a volte dozzinali (sono il primo a dirlo) ma portate avanti sempre con lo spirito indagatore di chi vuole suggerire un qualcosa che potrebbe altrimenti sfuggire. 

Abbiamo toccato molte cose, libri, fumetti, riviste e best seller, abbiamo citato Harry Potter e i film tratti dai libri di Stephen King. Abbiamo citato lo scrittore più veloce a scrivere e quello con più pseudonimi. 

Abbiamo parlato del romanzo più lungo di sempre e del ragazzino più giovane a essere pubblicato e di molte altre cose. 

Ma forse è superfluo scriverlo, li ricorderete se siete soliti visitare il mio blog. 

Purtroppo non sono ancora riuscito ad arrivare in porto con il progetto di un libro che possa raccogliere tutte queste cose. Le motivazioni che mi hanno frenato sono diverse, anche se sostanzialmente alla base c’è ancora la mancanza di un’idea originale utile a legarli tutti. 

Un’idea che mi verrà, mai fare fretta alla cose. 

Intanto vado a vanti, anche se oggi mi sono preso una piccola pausa.

domenica 20 luglio 2014

L’intervista a un piatto di gnocchi, il top della mia cucina letteraria

Non so dove siete. Non so se siete in vacanza o vi state solamente prendendo una domenica di riposo. 

L’importante è che stiate bene. 

Nel frattempo il mio blog non riposa o almeno finge di non riposare e si mette in mente di fare una top ten con gli articoli migliori dedicati alla cucina letteraria. Sono rimasto di stucco nel rileggerli notando che molti questo post hanno superato le migliaia di visite

Certo in alcuni casi sono articoli già indicizzati da qualche anno, mentre gli ultimi della lista sono presente sul web da pochi mesi. Non immaginavo però che un’intervista ironica a un piatto di gnocchi avesse avuto così tante visite (o letture). Sarà perché scrivo bene o perché piacciono gli gnocchi? 

Una bella questione, intanto con una lettura dei vari post di questa Top Ten potreste trovare anche un’idea per il pranzo di oggi. 

Cari gnocchi, fuori il rospo 
Il pangrattato sugli spaghetti 
Venerdì pesce 
Cinque alimenti di cui non posso fare a meno 
Cinque cibi che non ho mai mangiato 
Cinque storie che mi mettono appetito 
Top five con il pranzo della domenica 
Cinque blog che mi fanno venire fame 
Mangiamo su Le Vie dei Canti con Bruce Chatwin 
La coppia Terence Hill e Bud Spencer: a pranzo con loro 

Buon appetito!

sabato 19 luglio 2014

Otro Sitio di Livio Gianola al Concertgebouw

Vetrina settimanale sull’evento in programma il 25 settembre al Het Concertgebouw Amsterdam per Live In Europe con la presentazione ufficiale dell'album Otro Sitio - a palette of latin colors di Gianola Livio.    

Livio Gianola è considerato un padrone assoluto della chitarra 8 corde, oltre a essere un compositore di talento. Nella sua carriera ha lavorato  con il grandissimo Antonio Canales, per il Ballet National de España e ultimamente con  Cecilia Gómez, nel suo omaggio alla messicana Chavela Vargas

La musica di Livio Gianola è caratterizzata da ricche linee melodiche e da un particolare suono caldo e profondo. Il Maestro è un perfetto esempio di un musicista che usa la sua eccezionale tecnica esclusivamente come espressione musicale. 

A proposito dell'album Otro Sitio un critico ha scritto: 

"Questa chitarra è un ottimo modo per raccontare una storia vera (...). Le sue strizzatine d'occhio ad altri grandi chitarristi sono giustificate dalle carte messe sul tavolo: i paragoni con i migliori chitarristi flamenco - Vicente Amigo, Manolo Sanlúcar e Paco de Lucía - non sono fuori luogo.

Nella realizzazione dell’album Livio Gianola si è avvalso della collaborazione dei seguenti artisti: 

Stefano Lanza (flauto) 
Flaviano Braga (bandoneon) 
Ntjam Rosie (voce) 
Arlia de Ruiter (violino) 
Aram Kersbergen (basso) 
Bart Fermie (percussioni) 


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