mercoledì 26 novembre 2014

Ho scoperto che la signora in giallo scrive davvero

Non so cosa ne pensate, ma piaccia o meno una delle serie televisive più famose e probabilmente più viste di sempre è La signora in giallo

Nel mio caso specifico mi sono visto passare davanti agli occhi i suoi episodi centinaia di volte, a qualsiasi orario e su diversi canali televisivi: anche in Spagna sono riuscito a vederne alcuni. 

In ogni caso, anche se non siete degli appassionati del genere, dubito che non sappiate chi sia Jessica Beatrice Fletcher, il personaggio protagonista della serie Murder, She Wrote, interpretato dall'attrice Angela Lansbury. 

La signora Fletcher è una brillante insegnante statunitense di inglese, divenuta all’improvviso una bestsellerista di libri gialli, che sembra avere un particolare legame (qualcuno dice che porti sfiga) con gli omicidi e altre nefandezze. 

Tuttavia grazie al suo acuto spirito d'osservazione e la sua esperienza sull'argomento, quasi sempre riesce a risolvere casi di omicidio veri e propri in cui trova implicata. 

Ora però veniamo al vero punto del post, ma Jessica Fletcher, ovvero La signora in giallo i libri li ha scritti davvero? E qualcuno li ha letti? 


Andando a fare una ricerca ho scoperto che nella sua lunga carriera la simpatica scrittrice - grazie alla mano dello scrittore ghost writer Donald Bein, autore di ben 115 libri - ha portato a termine ben ventotto romanzi, molti dei quali danno titolo ad alcuni episodi della serie. 

Il più "famoso" è considerato Il cadavere ballò a mezzanotte

Non ne ho mai letto uno e non so neppure se riuscirò a leggerne un giorno e preferisco non aggiungere altro - a parte la citazione di Marco Malvaldi - prima che l’influsso della signora trascini anche me in qualche intrigo, ma il vostro contributo è sempre ben accetto e non abbiate timore a scriverlo in un commento. 

Due omicidi in due estati di fila in una frazione da cinquemila anime. Va a finire che si diventerà come il paese della Signora in Giallo. Sì, quella che vive in un paesucolo da tremila persone dove ogni giorno ne ammazzano una, poi ogni tanto la invitano da qualche parte a passare il week-end e tonfa! ammazzano qualcuno anche lì. Ma possibile che non si siano ancora accorti che la vecchia signora porta merda? Cosa la invitano a fare in campagna?

martedì 25 novembre 2014

Anna da Re e il mondo del Digital PR

Interagisco con Anna da Re - sociologa, copywriter, blogger, twittatrice - ormai da diverso tempo. Mi segnala sempre eventi e novità letterarie con puntualità facendomi sentire un privilegiato. 

Confesso di essere un po’ invidioso per il ruolo che riveste presso una casa editrice come Mondadori

La curiosità mi ha spinto a porgerle qualche domanda in merito alla sua professione e sul rapporto che con i blog e con i libri. 


Benvenuta Anna, vado subito al sodo, mi dici cosa fa un Digital PR

Una digital PR fa le Public Relation online. Nel caso dei libri, li fa conoscere e promuove presso i blogger, la stampa online, le istituzioni e le associazioni della rete, con lo scopo di farne parlare, farli recensire, diffondere e ovviamente vendere! Gli interlocutori cambiano a seconda della tipologia di libro, e l’integrazione con i social network è parte integrante del lavoro. 


Che competenze deve avere per esprimere al meglio la sua professionalità? 

I libri hanno grande bisogno di essere raccontati, e quindi è importante saper scrivere in un modo efficace e interessante. Bisogna conoscere bene il mondo della rete, ed essere presenti in quel mondo. 

All’inizio mi sembrava difficile poter essere sia me stessa che la digital PR di un grande editore, poi mi sono accorta che invece proprio la fluidità della rete rende il compito possibile e soddisfacente. 

E poi, come in tutti i lavori di PR, bisogna credere nel potere delle relazioni e nell’importanza del networking, e costruire pazientemente dei buoni rapporti. Pare che le donne in questo siano più brave, ma io tendo a pensare che sia piuttosto una questione di allenamento. Come tutti i lavori, si impara. 


Quali sono le differenze sostanziali, se ci sono, tra la promozione Online è quella tradizionale

Nel caso dei libri la promozione online ha meno vincoli. Come sai i giornali hanno un rapporto molto competitivo tra loro e quindi il tema dell’esclusiva è importante, così come la tempestività: devi lavorare su un libro ben prima che esca. 

Il mondo dei blogger, e anche delle testate online, non ha vincoli di spazio, è più elastico sui tempi, è più easy nei rapporti. In compenso è più difficile da valutare: capire quanta influenza ha un blogger o un twittatore non è cosa facile, di blog ne nascono penso almeno uno al secondo, altri muoiono o si trasformano, e insomma è difficile tenergli dietro. 


Ok, ti occupi di promozione On line, ma visto che lavori per una grossa casa editrice hai qualche aneddoto da raccontare: tipo l’incontro con uno scrittore best sellerista, cose del genere? 

Che domanda difficile! Ti posso dire che ho organizzato diversi incontri tra piccoli gruppi di blogger e autori: Paolo Giordano, Margaret Mazzantini, David Grossman, Pierre Lemaitre, Zadie Smith. Proprio di quest’ultima mi era stato detto che era una persona un po’ spigolosa, che si poteva spazientire facilmente e insomma di stare attenta: ci siamo raccolti in una saletta di un hotel, eravamo in 5, e si è creata un’atmosfera così magica e bella che non finivamo più di chiacchierare… non sai mai come sono le cose prima di farle, nella vita!  

Tu sei anche coautrice del blog Ciabattine, di che progetto si tratta? 


Ciabattine è un blog a tre, l’abbiamo chiamato “il punto di vista DA Milano” perché Milano sta al centro del blog come delle nostre vite. Ci piace trovare il bello e il buono, a Milano che da molti è vista come una città brutta dove si lavora soltanto, e in generale nella vita. E’ un luogo in cui raccontare, esprimere opinioni, dialogare. Abbiamo tre punti di vista diversi e questo ci arricchisce. E’ un blog ancora piccolo ma abbiamo ricevuto tanti complimenti, e ne siamo fieri. 


Il mio blog si occupa molto di libri. Sicuramente sarai stata taggata su facebook visto che per qualche tempo è circolata un catena o meme in cui si chiedeva i dieci libri che più hanno influenzato la crescita personale. Ora non devi taggare nessuno, però ti chiedo lo stesso dieci titoli. 

Va bene. Premetto che sono stata molto fortunata perché in casa mia si leggeva molto: mio padre adorava i libri e aveva una bella biblioteca fornita, a cui avevo libero accesso fin da piccola. Vado sull’onda della memoria, quindi potrebbero anche non essere i libri che mi hanno influenzato di più quanto quelli che mi sono rimasti più impressi. 

Il maestro e Margherita, Michail Bulgakov 
Possessione, Antonia Byatt 
Foto di gruppo con signora, Heinrich Boll 
Bibi. Una bambina del nord, Michaelis Karin 
Guerra e pace, Lev Tolstoj 
Delitto e castigo, Fedor Dostoevskj 
Nana, Emile Zola 
Viaggio al termine della notte, Celine 
La bastarda, Violette Leduc 
Le favole di Esopo 


Bene, non ti chiedo altro Anna, ti ringrazio di nuovo per il tempo che mi hai dedicato e ti lascio alla mia ultima e solita domanda telepatica, ormai un must delle mie interviste, hai carta bianca per la risposta. 

Ho visto la tua ultima intervista e ho pensato oh, la musica. La musica mi manca, perché libri e social e lavoro assorbono un sacco di tempo. Lo so che si può ascoltare la musica dal computer, e sono abbonata a Spotify, ma ho nostalgia dei concerti di musica da camera, quartetti d’archi, violino e pianoforte, violoncello… Urge un abbonamento al Conservatorio!

lunedì 24 novembre 2014

La prima biblioteca digitale del mondo

Secondo Wikipedia la prima biblioteca digitale del mondo è quella del Progetto Gutenberg, (noto anche con l'acronimo PG) avviato nel 1971 dall’informatico Michael Hart a Salt Lake City negli Stati Uniti. 

Il Progetto Gutenberg - che prende il nome dall’inventore della stampa a caratteri mobili del XV secolo il tedesco Johannes Gutenberg - è nato con lo scopo preciso di creare una biblioteca costituita da ebook liberamente riproducibili da libri stampati. 

Ora, proprio per questo motivo, i testi disponibili mediante questa biblioteca libera sono per la maggior parte di pubblico dominio, in parte perché non si tratta di libri digitali mai coperti da diritto d'autore o da copyright, e in parte perché decaduti da questi vincoli. 

Sono disponibili anche alcuni testi coperti da copyright ma che hanno ottenuto dagli autori il permesso alla nuova forma di pubblicazione.

Negli ultimi anni il Progetto ha potuto avvalersi dei servizi del web e di Internet e si sostiene che nel luglio 2012 la propria collezione vantasse un numero di oltre 45.000 libri, per la maggior parte in lingua inglese, ma ci sono anche collezioni di libri in tedesco, francese, italiano e portoghese. 

Il progetto PG non si è mai fermato ed è svolto quasi interamente da personale volontario denominato proofreader

Chiunque può diventarlo firmando al sito di Distributed Proofreaders

Un altro Record culturale con protagonista il Progetto Gutenberg, già presente nella mia rubrica con Il primo eBook della storia.

domenica 23 novembre 2014

Io sono Achab e mangio balene

Uno dei libri che più mi fa venir fame è il Moby Dick di Hermann Melville. A parte il fatto che l’incipit di questo libro risulta essere per me uno dei più belli in assoluto ma un altro punto di forza della storia, come già avrete capito - è l’appetito che mi viene ogni volta che ne rileggo certe pagine. 

Mi immedesimo. Sento gli odori e sento i profumi dei piatti. 

Certo è assai probabile che non sia una cucina da gran gourmet, ma l’andar per mare con Achab a caccia di balene permette anche di mangiare e di nutrirsi con  esse. Come al solito ho scelto cinque momenti. Spero siano in grado di stimolare il vostro appetito odierno. 

1 - Invece il vitto fu dei più sostanziosi, non soltanto carne e patate , ma gnocchi! Santo cielo! Gnocchi per cena! Un giovanotto con un cappotto verde diede a questi gnocchi un assalto impressionante. 

2 - Non parleremo qui di ogni particolarità di Queequeq; come evitasse caffè e primi piatti caldi e rivolgesse tutta la sua attenzione alle bistecche sanguinolente. 

3 - Verso mezzanotte quella bistecca fu tagliata e cotta; e alla luc di due lanterne a olio di balena, Stubb si attaccò risolutamente alla cena di capodoglio, stando sulla testa dell’argano, come se quest’ultimo fosse una credenza. 

4 - A lui toccavano gli stinchi del bue in salamoia, a lui la carcassa del pollo. 

5 - “ Cuoco,” disse Stubb portando rapidamente alla bocca un boccone alquanto rossastro, “non pensi che questa bistecca sia un po’ troppo cotta? L’hai battuta troppo. Cuoco è troppo tenera. Non ti ho forse detto che per essere buona una bistecca di balena deve essere dura?...” 

Buon appetito!

sabato 22 novembre 2014

Pixies di Marina Zaoli in vetrina

Ennesima vetrina settimanale dedicata questa volta della nuova fiaba di Marina Zaoli, Pixies edito da Ispired e disponibile da qualche giorno in tutte le librerie digitali nella versione sia e-Book e sia iBook, con delle illustrazioni originali create da Ivan Cavini.

Pixies è l’ultima opera scritta da Marina Zaoli, un’autrice piena di talentosa e molto versatile, conosciuta per aver già pubblicato diversi libri per ragazzi. 

Pixies è una stupenda fiaba e riesce a coinvolgere e ad assorbire il lettore in una storia fantastica, dove amicizia e fiducia fungono da chiave del racconto. 

L’autrice lega perfettamente il mondo del reale a quello del fantastico e permetto così ai protagonisti del libro, che sono apparentemente distanti fra loro, di coesistere in maniera armoniosa ed in totale sinergia. 

Non avere paura! Impara a sentire col cuore, oltre che vedere con gli occhi. Gli occhi servono per guardare, per capire cosa c’è intorno, per controllare la situazione esterna: sono importantissimi, ma sui sentimenti possono ingannare! Il cuore mai! 


Marina Zaoli è nata a Forlì. Ha vissuto molti anni a Bologna ed attualmente vive a Rimini. Ha conseguito la laurea in medicina e chirurgia con una specializzazione in psicologia medica ed attualmente esercita la professione di psichiatra e psicoterapeuta. Ha collaborato per la parte psicologica ad alcune pubblicazioni scientifiche. 

Scrive per l’infanzia e l’adolescenza e alcuni suoi testi sono adottati nelle scuole, tiene corsi di aggiornamento agli insegnanti sullo sviluppo fisiologico della psiche del bambino per una crescita sana e armonica della personalità infantile. 

Ha partecipato a rubriche radiofoniche e televisive. Si è occupata in particolare dello studio di miti e fiabe, tenendo su questo argomento seminari universitari, su cui sono state svolte tesi di laurea. 

Svolge attività di volontariato per la prevenzione del disagio giovanile, delle tossicodipendenze e per l’attuazione di corretti stili di vita. Alcuni suoi progetti in questo settore (contro il fumo di sigaretta, contro i disordini alimentari, contro l’eccessivo consumo di alcool) sono stati adottati a livello nazionale. 


Per partecipare alla vetrina, ora anche su Google+, seguite le regole e le direttive richieste al post: Una settimana su facebook, oppure scrivete un messaggio a ferrugianola@hotmail.com




venerdì 21 novembre 2014

Centomila Euro per sparire dal web per sempre

Nei giorni scorsi sono stato contattato da una società (di cui non posso fare il nome e citarla, per motivi legati alla privacy almeno sino a  quando il progetto non sarà reso pubblico) che sta svolgendo un’indagine sul mondo della rete e in particolare quello dei blogger e dei  social network

Il mio profilo è stato selezionato perché ha una notevole influenza nella blogosfera visto che, secondo loro, tra blog, pubblicazioni, vari account (facebook, twitter, linkedin, google plus) e score klout e tutti gli altri pseudo social di cui mi servo pare generi impressioni (in poche parole possa essere visto teoricamente) per circa ventimila persone al giorno, seicentomila al mese. Sette milioni di persone all’anno, più o meno. 

Numeri da capogiro… 

Ma in realtà da capogiro c’è il discorso che mi è stato fatto. La società mi offre centomila euro distribuiti in cinque anni affinché - per scopi scientifici, sociologici... - io sparisca per sempre dal web

Tutti gli account devono essere disattivati. Il blog deve essere chiuso. Tutto quello che parla del sottoscritto sul web deve essere rimosso ed eliminato. Immagini, video, articoli… Non dovrò restare nulla di me sulla rete e per il resto della mia vita non dovrò più servirmi di nessun spazio digitale. 

Non potrò più neppure usare un numero di telefono ormai interconnesso al pari di un computer. 


Di elettronico mi saranno consentite solo le cose minime ed essenziali, come la carta d’identità, il passaporto e la patente di guida, un conto corrente bancario o postale (ad esclusione di bancomat e carte di credito) e la tessera sanitaria. Tutto il resto deve sparire

Vi confesso che non so cosa fare. Da una parte del progetto mi attrae, ma devo anche considerare che le mie attività sono tutte improntante e legate in maniera indissolubile con la rete tanto che una simile proposta allo stesso tempo mi sconvolge e inoltre il fatto di passare il resto delle vita con la sensazione di essere monitorato da gente che controlla che non finisca in rete non è delle più allettanti. 

Certo in quattro anni potrei cercare di reinventarmi una vita, dedicarmi a cose mai prese in considerazione. 

Ma non so… forse centomila euro sono pochini. 

Per questo ho deciso di pubblicare questo articolo e chiedervi aiuto. Mettetevi nei miei panni, se succedesse a voi cosa fareste


* Questo post è frutto della fantasia ed è stato ispirato da un articolo di Francesco Musolino, pubblicato su Minima&Moralia, riguardo al romanzo di Dave Eggers, Il Cerchio edito da Mondadori.