lunedì 26 gennaio 2015

Il best seller rifiutato degli editori il maggior numero di volte

Se siete degli scrittori desiderosi di pubblicare con una grossa casa editrice e siete sicuri del valore e della qualità del vostro lavoro non perdete mai la fiducia di fronte ai rifiuti. 

Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta di Robert M. Pirsig prima di essere pubblicato e stato respinto ben 121 volte, tanto da meritarsi - dopo opportune ricerche - il titolo de Il best seller rifiutato degli editori il maggior numero di volte valido per la mia rubrica letteraria. 

La fonte me l’ha offerta Bubble Cow, sito che avevo già citato in precedenza in un mio articolo. 

Tuttavia anche in un altro mio post si leggeva questo particolare: 

"Quella pazienza olimpica che contraddistingue gli adepti, quella ricerca spasmodica della qualità in un qualsiasi gesto presente in dosi massicce pure nel libro che ho citato (in chiave filosofica s’intende), suscita in me, sclerato e impaziente come sono, una curiosità esagerata. Per Robert Pirsig, tuttavia, suppongo che non sia stata soltanto una tematica che gli ha permesso di realizzare un libro iniziatico a cavallo di una motocicletta e della mente. Mi piace pensare, respirando una tale filosofia di vita, che la sicurezza di aver scritto un libro di valore non l’abbia mai scalfito neppure di fronte alle 121 lettere di rifiuto che ricevette, prima che un piccolo editore solitario gli offrisse un anticipo di tremila dollari." 
Zen o non Zen 

Pirsig è di casa anche in un altra occasione: 

"Forse usare un titolo come Cucina Zen è un po’ fuorviante, perché nel libro Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta di Robert M. Pirsig di cerimonie del tè e di cucina relativa a una scuola buddista - visto che si parla di uova e chili - non c’è neanche l’ombra." Cucina Zen con Robert M. Pirsig 

Grazie per la lettura!


domenica 25 gennaio 2015

A pranzo con Omero nell’Odissea

Cinque momenti dedicati al cibo sono presenti anche nell’Odissea. Forse molti di più. 

Omero ha creato la letteratura e non poteva trascurare un aspetto così importante della natura umana. 

Così è il poeta greco che ci porta a pranzo in questa domenica invernale. Omero e il suo eroe Ulisse, già molte volte protagonisti sul mio blog. 

Una semplice top five poetica e appetitosa solamente come un grande poteva creare. 

1 - Peri e melograni, meli e fichi dolci, ulivi rigogliosi, una vigna dai molti grappoli, aiuole di erbaggi di ogni sorta… 

2 - Un otre di nero vino, e un altro di acqua (...) e in un sacco di pelle: e dentro vi metteva per lui cibi cotti, gustosi, in abbondanza… 

3 - Mentore, come ho da muovermi?... mise sopra pane e vino e pietanze, come son soliti mangiarne i re che discendono da Zeus… 

4 - I graticci eran carichi di formaggi, gli stabbi eran pieni di agnelli e capretti... in un recinto i primaticci, in un altro i mezzani, in un altro ancora i più teneri… 

5 - ... circa da un lato e dall'altro, e dentro ci versavo in giro una libagione a tutti i morti: prima una bevanda di latte e miele, poi il dolce vino e poi ancora acqua. 

Buon appetito e grazie della lettura!



sabato 24 gennaio 2015

Anime Robotiche di Claudio Cordella in vetrina

Ritorna in vetrina Edizione Imperiom, questa volta con il saggio di Claudio Cordella, Anime Robotiche – L’evoluzione della psicologia dei protagonisti negli anime robotici

Robot giganteschi ed eroi giovanissimi, ecco uno degli ingredienti più noti dell’animazione made in Japan, un cocktail di successo che continua a mietere tutt’oggi numerosi consensi a livello mondiale. Si tratta di un panorama immutabile o forse qualcosa è cambiato, dai lontani anni ’70 sino a oggi, nella rappresentazione dei piloti di questi titani d’acciaio? 

Moltissimo” risponde l’autore di questo saggio, secondo cui l’evoluzione del genere robotico giapponese sarebbe sempre stata accompagnata da una diversa rappresentazione della psicologia dei suoi campioni. 

Dalle produzioni leggendarie del passato come Mazinga, Goldrake e Gundam, amate anche da più di una generazione di italiani, fino a miti odierni come Evangelion, possiamo osservare una progressiva umanizzazione dei protagonisti di queste avventure. Al tempo stesso, costoro rappresentano simbolicamente un’umanità che deve maturare, costretta per forza di cose a convivere con un’onnipresente realtà automatizzata. 


Dagli esordi degli anni '70 ai primi anni '80  - La storia dei moderni anime robot inizia negli anni '70 con il fumettista Kiyoshi Nagai, noto a livello planetario con il nome d'arte di Gō Nagai. Le tavole del suo Mazinger Z(Majinga Z), pubblicate dal 1972 al '73, dapprima sulle pagine della rivista Shōnen Jump e in seguito raccolte in cinque volumi, fanno sensazione. Non che prima di allora non si fossero mai visti, nei cartoni animati (anime) e nei fumetti giapponesi (manga), dei robot giganti ma i “robottoni” nagaiani sono assai diversi da tutti i loro predecessori. Il nostro ha una geniale intuizione che risulta essere epocale: immaginare che i piloti di enormi giganti meccanici non comandino più a distanza le loro macchine con dei telecomandi, cosi com'era avvenuto in passato, ma che possano salirvi direttamente a bordo. Una tradizione dal sapore leggendario, analoga a quella che vuole che Walt Disney abbia inventato Mickey Mouse (Topolino) dopo aver scorto un piccolo roditore, racconta di come il disegnatore nipponico, bloccato nel traffico caotico di Tokyo, abbia desiderato che la sua macchina avesse braccia e gambe robotiche. Trasformandosi così in un automa che gli avrebbe consentito di oltrepassare a grandi balzi gli ingorghi metropolitani. 



Claudio Cordella è nato a Milano il 13 luglio del 1974. Si è trasferito a Padova dove si è laureato in Filosofia, con una tesi dedicata all’utopismo di Aldous Huxley, e in seguito in Storia, con un lavoro imperniato sulla regalità femminile in età carolingia. 

Nel 2009 ha conseguito un master in Conservazione, gestione e valorizzazione del patrimonio industriale dopo aver svolto uno studio incentrato su di un canapificio storico; situato a Crocetta del Montello (Treviso), compiuto assieme a Carmelina Amico. Scrive narrativa e saggistica; ha partecipato a diversi progetti antologici e ha collaborato con alcune riviste. È stato il vice direttore del web magazine Fantasy Planet (La Corte Editore). Nel 2012 ha partecipato all’ottavo Congreso Internacional de Molinologia, che si è svolto a Tui (Galizia), con un intervento intitolato Il mulino di Villa Bozza, la conservazione possibile, attraverso un progetto imprenditoriale, dedicato alla storia di un mulino padovano e scritto in collaborazione con Camilla Di Mauro. Recentemente, per LA CASE books, è uscito Fantabiologia

Dai mondi perduti a Prometheus, un saggio di storia della cultura popolare da Jules Verne a Sir Ridley Scott. Con Edizioni Imperium ha pubblicato: collana saggistica L’ultimo secolo di Roma – una storia di possibilità perdute (375-476) Anime Robotiche – l’evoluzione della psicologia dei protagonisti negli anime robotici. Per la collana fantascianza Inanna, Ludosfera, Sarara, Lady Sarara (vers. Inglese)


Per partecipare alla vetrina, ora anche su google plus, seguite le istruzioni su Una settimana su facebook, oppure scrivete a Ferrugianola@hotmail.com 

Grazie per la lettura!




venerdì 23 gennaio 2015

L’amico americano, Luca Tom Bilotta

Lo sapevo che aveva un gran bel nome da scrittore. Ora anche il mercato americano lo vuole. Certo, Luca Tom Bilotta, dopo il viaggio che lo ha condotto negli Usa, lo scorso agosto, per incontrare lo sceneggiatore canadese che trasformerà il suo romanzo d'esordio The Orange Hand nella sceneggiatura di un crime (la serie televisiva sarà trasmessa inizialmente in Canada e Nord America), adesso ha ricevuto anche una mail da Albert Zuckerman, che è interessato a incontrarlo.  

Il proprietario della Writers House ha deciso di metterlo sotto contratto per il suo prossimo libro, un thriller ambientato nel mondo del jazz anni'30. Un progetto ambizioso che Tom sta realizzando in collaborazione con il maestro jazz Alex Fabiani che ha ideato la colonna sonora della storia lavorando in sinergia con la struttura narrativa del romanzo. 

Un’occasione ghiotta per risentire l’amico scrittore. 


Dimmi Luca: quando parti per l’America? 

“Fra pochissimi giorni, precisamente il 31 gennaio, volo a New York: non vedo l’ora.” 


Come ci si sente a essere sotto contratto con un editore americano, riesci ancora a camminare a livello del suolo? 

“Cerco di non pensarci, anche se di strada devo ancora percorrerne! Diciamo che mi sono concentrato totalmente sul nuovo romanzo, cercando d’incanalare l’adrenalina nella composizione. Ovvio che per ottenere un eventuale successo sul mercato letterario americano bisognerà avere un prodotto di livello superiore alla mia prima opera d’esordio. Volo a New York proprio per questo, per capire se la prima stesura del romanzo è adeguata.”  

Hai avuto modo di parlare con Albert Zuckerman, cosa l’ha colpito delle tua qualità di scrittore? 

“Questo bisognerebbe chiederlo a lui. A parte gli scherzi, forse lo stile asciutto e giornalistico che accompagna la mia scrittura. Questo permette di essere più traducibile in lingua inglese rispetto a molti altri - sicuramente più meritevoli - autori italiani. Oppure semplicemente l’ardore nel credere che i sogni prima o poi possano veramente avverarsi. Alla fine tutto è nato da una semplice mail.” 


A che punto sei con il nuovo romanzo? 

“Prima bozza conclusa, correzioni primarie fatte: per fortuna, altrimenti non sarei riuscito a partire per gli Usa. Il libro diciamo che è pronto, adesso si tratta di rifinirlo per renderlo ancora più adeguato al mercato.” 



E con la lingua: lo scrivi anche in inglese o ti farai aiutare da un traduttore? 

“Scrivo sempre in italiano, poi si procede alla traduzione. Non riesco a pensare in inglese, forse un giorno ci riuscirò. Ora mi viene più immediato scrivere in italiano e poi tradurlo.” 


Dal punto di vista editoriale hai notato delle differenze tra il mercato americano e quello italiano, o è ancora prematuro? 

“E’ ancora prematuro. Forse fra qualche mese potrò risponderti a questa domanda. Intanto posso dirti che c’è molta più meritocrazia nel sistema.” 


Nella precedente intervista avevi confessato che Ken Follett è il tuo scrittore ispiratore. Ora che lo hai conosciuto puoi dirmi cosa ti ha detto? 

“E’ una persona splendida e non lo dico per reverenza. Molto spesso quando hai l’opportunità di conoscere dei personaggi di caratura nazionale o internazionale, rischi di scontrarti con il loro essere poco cordiale e alla mano. Mi è successo spesso. Invece è una persona normalissima, un uomo elegante e di alta classe. Quanto a quello che ci siamo detti non posso svelarlo, perdonatemi… Sono segreti del mestiere! Comunque sia averlo incontrato, non da normale fan bensì da autore, è stata una soddisfazione enorme.” 


Il mio blog parla in larga parte di libri, ora mi piacerebbe riprendere un attimo un meme che circolava tempo qualche mese fa su facebook dove, dopo aver scelto dieci libri fondamentali, bisognava taggare un po’ di gente. Mi dici, senza taggare nessuno, i dieci libri che ritieni siano stati fondamentali per la tua formazione? 

“Volentieri, li inserisco in ordine cronologico e di crescita “personale e letteraria”. Considerate che spazio molto fra i generi, quindi non preoccupatevi! 
1) Il giornalino di Gian Burrasca (Primo libro letto integralmente in vita) 
2) La Tregua di Primo Levi 
3) Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust 
4) I promessi Sposi (scoperti al liceo e riletti integralmente dopo l’università) 
5) Lo scudo di Talos di Valerio Massimo Manfredi 
6) Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia 
7) Il Club Dumas di Arturo Pérez-Reverte 
8) La cruna dell’ago di Ken Follett 
9) I pilastri della Terra di Ken Follett 
10) Infine direi, in decima posizione, “Il Suggeritore” di Donato Carrisi. Pure lui un autore che stimo e che ho conosciuto personalmente. Un’altra persona umilissima e dalle grandi doti.” 


Una domanda, non proprio, da fare a una scrittore, ma che ritengo molto importante per quanto riguarda il brand che può rappresentare. Tu hai una pagina facebook, ecco: mi dici come ti rapporti con i canali dei social media? 


“Personalmente la ritengo un’ottima vetrina divulgativa, lo considero più che altro un mezzo per raccontare il mio lavoro giorno dopo giorno ai lettori e a chi mi segue. La pagina Facebook (LucaTomBilotta) è cresciuta moltissimo in questo anno di pari passo con il mio sito internet ufficiale (www.lucatombilotta.net). Ma rispetto a quest’ultimo, i social network permettono di dare un’idea più umana e meno formale di quello che sono. Un ragazzo normalissimo.” 


Come ti vedi tra dieci anni? 

“Più forte di oggi e più sicuro delle mie possibilità. Nel bene e nel male, intendo dire. Perché fra dieci anni saprò realmente se la scrittura ha fatto parte o meno (e se continuerà a farne parte) della mia vita. Se veramente questa si può definire la mia professione definitiva. In caso contrario sarò comunque una persona felice, perché avrò provato fino alla fine a raggiungere i miei sogni e obiettivi. Poi, ovviamente, mi auguro di costruire una famiglia con la persona che amo e di essere felicemente sposato con figli. ” 


Ti ringrazio e ti chiedo una ultimissima cosa: esiste il sogno americano

“No, non esiste così come viene inteso normalmente in Italia. Esiste l’opportunità americana, ma per coglierla bisogna avere le doti necessarie, sgomitare e sudare. Solo sapendo cogliere “l’opportunità americana” si ottiene, presumo, “il sogno americano”. Ma per quest’ultimo non saprei ancora darti una risposta. Appena lo vivrò, vi farò sapere!”

Grazie per la lettura!

giovedì 22 gennaio 2015

Cinque errori per avere visite che un blogger commette

Ci sono cose che un blogger se vuol qualificarsi deve evitare. Per farsi conoscere deve affidarsi alle condivisioni spontanee dei suoi contenuti e alla qualità del suo lavoro. 

Se si lavora seriamente poco alla volta i risultati arrivano senza essere gonfiati. Naturalmente fuori nella blogosfera le tentazioni  che promuovono strategie utili a far crescere a dismisura le visite al blog esistono. 

Qualcuna l’ho pure sperimentata e vi garantisco che non portato a niente. Ne segnalo cinque. State attenti, sono da evitare e fanno incavolare quando si scopre qualcuno che se ne serve! 

Autosurf 
Una delle pratiche peggiori che un blogger possa fare. Ci sono molti siti che propongono l’autosurf. In poche parole vi servirete di un circuito in cui i vari iscritti con tempi prestabiliti visiteranno il vostro blog, mentre nel frattempo il vostro blog farà altrettanto. Ho smesso di leggere blog che dal mio punto di vista fanno uso di autosurf visto che sono facilmente identificabili se hanno un contatore visite visibile. Una pratica fine a se stessa e assolutamente deleteria. Spesso i blog che si incontrano non hanno nulla in comune. 
Da evitare! 

Acquisto visite 
Che senso ha comprare visite? Che senso ha ricevere traffico dalla Cina e dal Vietnam? Soldi buttati via. Le offerte mi arrivano giornalmente, sia per il blog sia per il like alle pagine. Qualche tempo fa Facebook mi ha regalato un coupon per poter fare della promozione per la mia pagina. Ho ricevuto molti like ma anche in questo caso si trattava di gente non attiva e del tutto ininfluente per i miei scopi, e sono anche convinto che i fan che ogni tanto si staccano facciano parte di questa promozione. Sono spese che sconsiglio vivamente

Scambio link 
Ho una pagina statica dove sono inseriti i blog amici. Più che blog farei meglio a dire che, la maggior parte di loro, sono amici sul serio ed è per questo che si trovano citati, sono lì da quando ho iniziato la mia avventura. In realtà di scambi link non ne faccio, come non impinguerò quella pagina. I blog che sono solito leggere non hanno bisogno di essere segnati da qualche parte per far sì che li visiti.  Poi ricordate che google li vede in malo modo.

Tempestare con richieste e inviti 
Blogger e amministratori di pagine che ti chiedono scambi di cortesia, inviti a contest e altro, molte volte senza neppure aver visitato il tuo sito o aver visto la tua pagina. Richieste di scambio in coda a un commento di un proprio articolo e pretese di essere visitati. Tollero poco questi meccanismi, dopotutto non è con l’insistenza che si avvicinano i lettori, anzi! 

Iscrizioni a siti e portali bluff 
Non faccio nomi ma chi sta leggendo immagino sappia benissimo di cosa parlo. Ci sono siti che vi promettono chissà quale successo sul web. Ce ne sono una miriade. Vi regalano medaglie, attestati di qualità e chissà che altro. Attenzione, non vi regalano una visita e il vantaggio è solo inverso, oltre ad appesantire in maniera spropositata le vostre pagine con i loro banner. Di solito quando apro un blog nuovo e la prima cosa che mi appare sono gli inviti e le iscrizioni a siti del genere scappo e non mi affaccio mai più. 
Via da questi siti! 

Grazie per la lettura!

mercoledì 21 gennaio 2015

La pagina Media Kit

Dal anni è presente sul mio blog una pagina statica chiamata Chi sono

Vi dico subito che si tratta di una pagina statica già vista e visitata più di 10.000 volte (considerando tuttavia la vecchia voce). 

Sono dell'idea di sostituirla con la voce Media Kit. Su molti blog si trova una bella spiegazione di cosa sia e a cosa possa servire: vi linko a esempio il post Media Kit: cosa è, a cosa serve, gli esempi da seguire, pubblicato su My Social Web di Riccardo Esposito

Nel mio caso la pagina Chi sono contiene una piccola biografia e un link (about.me/ferrucciogianola) che permette di richiamare e avere sottomano subito tutte le informazioni che mi riguardano, oltre agli accessi e ai collegamenti dei social più importanti a cui sono iscritto. 

Si tratta in poche parole della mia pagina di presentazione, pagina che ritengo essenziale per chiunque si occupi di blogging ed è anche per questo che ho pensato di scrivere un post apposito che la richiami. 

Adesso non è escluso che nei prossimi giorni venga cambiata radicalmente alla luce di alcune situazioni in atto e proprio per questo ho citato la voce Media Kit. Intanto ho attivato la funzionalità per poterla commentare in modo da poterne trarre qualche vantaggio reciproco. Ora non aspetta altro che la vostra visita. 

Grazie in anticipo per i contributi che mi darete e per la lettura!