mercoledì 28 giugno 2017

Selezione dal Reader's Digest? #TantaRoba

Nino di Mei
Nei giorni scorsi è venuto a trovarmi un gallerista per stimare il valore dei quadri di mio padre (ma di questo vi parlerò in modo specifico a settembre). Ora, in una cassapanca, ho trovato tutta una serie di lavori fatti a china e degli esercizi di disegno, ma anche centinaia di volumetti di Selezione dal Reader's Digest. Non li avete mai letti? 

In un post di qualche anno fa ho avuto modo di parlare della mia esperienza con i volumi di Selezione dal Reader's Digest: una rivista mensile fondata a Milano nel 1948, come versione italiana della rivista statunitense Reader's Digest. Vi confesso che è un qualcosa con cui sono diventato grande. 

In una baita su un alpeggio, a circa un'ora di cammino dal paese, ne ho diverse decine, assieme alle centinaia di albi di Tex Willer, ma vi confesso che è stata una sorpresa trovare tutte quelle copie anche in casa, nella vecchia cassapanca con gli strumenti di lavoro del mio papà (colori a cera, tavolozze, pigmenti, cavalletto, pennelli, scatola con i colori ad olio, colori a tempera, colori a pastello, matite...) 

Da quello che ricordo so che il mio papà c'ha fatto l'abbonamento per decenni. Dopotutto ne ho sempre visto delle copie in giro per le stanze. 

Anche se ho cominciato a metterci il naso solo verso i quattordici, quindici anni. Molti libri, e non solo condensati, tuttavia sono entrati in casa nostra anche tramite questa rivista, ma ciò che più mi ha colpito è l'aspetto della rivista stessa. 

Non so perché ma ricorda un blog. Davvero. Gli articoli sembrano quelli di un blog, pieni di ritmo e di facile lettura. Le rubriche sembrano quelle di un blog. I Test sembrano quelli di un blog. Le stesse pubblicità ricordano quelle di certi blog. 

Insomma, come si direbbe adesso #TantaRoba. Ecco senza saperlo mi sono trovato con tanto materiale e tanti contenuti da leggere. Certo molti di questi contenuti saranno datati e non più attuali, ma l'idea di un bel salto indietro nel tempo e nei ricordi... 

Detto tra noi l'idea di aver trovate una nuova fonte di ispirazione per il blog non me la toglie nessuno e mi piacerebbe sentire il vostro parere al riguardo. 

Magari qualcuno di voi ha la casa piena di volumetti di questa rivista, un po' come me. Magari è già stata spunto di qualche idea per il vostro blog... 

Be' non dovete fare altro che parlare. 

Vi voglio bene. 

Grazie.

martedì 27 giugno 2017

Mai letto Lucio Anneo Seneca?

Con questo post è la quinta volta che Seneca si prende un ruolo da protagonista sul mio blog. Gli articoli che parlano di lui li potete trovare leggendo l'articolo. non a caso ho messo tutti i link agli altri titoli. Ma siccome non ho mai fatto una vera inchiesta al riguardo, ora lo domando: Mai letto Lucio Anneo Seneca? 

Nel Kindle Store di Amazon ci sono più di una decina di eBook di Lucio Anneo Seneca a prezzi economici. Ritengo tuttavia che anche nelle librerie si possano trovare i suoi contributi alla filosofia. 

Detto questo è meglio che vi dica che per me abbiamo a che fare con uno dei massimi filosofi della storia e non avendo mai chiesto, in effetti, sul mio blog, se lo conoscete e se ne avete letto qualche opera, penso sia giunto il momento di farlo... 

Lo trovo attuale, anche se la sua fama e di duemila anni fa

Lo trovo attuale anche se in questo mondo che va di corsa a qualcuno può apparire datato. 

Lo trovo attuale, altrimenti non sarebbe così una fonte di ispirazione per la mia attività di blogging. 

Ma se potete, non abbiate timore a lasciarmi il vostro contributo. Ditemi se lo avete letto e come lo avete conosciuto. Gli aneddoti sono sempre curiosi

Penso che tutti noi ci siamo trovati davanti qualche bella citazione. Una di quelle che sembra essere stata scritta appositamente per la nostra bella faccia. Perfetta per quel momento particolare che la vita ci sta riservando. Ci esaltiamo perché spesso a dirla è un grande autore. Ma il più delle volte non è così: Seneca non ha mai scritto per degli adolescenti viziati
---> Seneca non ha mai scritto per degli adolescenti viziati 

«Devi insistere su certi scrittori e nutrirti di loro, se vuoi ricavarne un profitto spirituale duraturo... Leggi sempre, perciò autori di valore riconosciuto e se di tanto in tanto ti viene in mente di passare ad altri, ritorna poi ai primi.» 
---> Pochi autori ma buoni 

«Ma se sei uomo, ammira chi tenta grandi imprese, anche se fallisce.» 
---> Ammira l'eccellenza 

In fondo al mio post di ieri c'era scritto che oggi avrei presentato I miei cinque filosofi preferiti. Non preoccupatevi non voglio condizionare il vostro il pensiero e fare il maestro. Si tratta solo di una top five di stampo pop che tutti possono fare. I nomi, infatti, non sono sconosciuti. 
---> I miei cinque filosofi preferiti 

Vi voglio bene. 

Grazie.

lunedì 26 giugno 2017

Fratelli giallisti da record

Ho cercato e cercato e non sono riuscito a trovare qualcosa del genere in giro per il mondo. E se vi capita qualcosa del genere, fatevi vivi. Nel frattempo, siamo, però, di fronte a un Record Letterario e la mia rubrica del lunedì se ne appropria, grazie anche a Massimo Bencivenga che me lo ha suggerito... 

Questo singolare Record Culturale mi è stato suggerito Massimo Bengivenga. Un blogger che trovate spesso protagonista, con qualche aiuto prezioso, sul mio blog. Ne ho subito approfittato anche in questo caso, ovviamente. 

I fratelli giallisti da record del titolo sono Diana Lama e Diego Lama, vincitori de' Il Premio Tedeschi: premio istituito nel 1980, dedicato alla memoria di Alberto Tedeschi, storico direttore de Il Giallo Mondadori

Il premio è riservato ai romanzi gialli italiani inediti e di solito vengono pubblicati nella collana de Il Giallo Mondadori

I nostri due fratelli l'hanno vinto nel  1995 (Rossi come lei - Vincenzo De Falco, Diana Lama) e nel 2016 (La collera di Napoli - Diego Lama).  

La maggiore, Diana, è laureata in Medicina e Chirurgia all'Università di Napoli degli Studi di Napoli Federico II. 

Di lei si dice che sia una lettrice e collezionista di gialli sin dalla tenera età. Ha fatto il suo esordio nella narrativa gialla con il romanzo Rossi come lei, scritto in coppia con Vincenzo De Falco, romanzo con il quale vinto il Premio Tedeschi da Record. Ha al suo attivo diverse opere letterarie. 

Ha scritto Solo tra ragazze, romanzo tradotto in diverse nazioni dle mondo, oltre a La sirena sotto le alghe. Nel 2013 ha pubblicato L'Anatomista, per i tipi della Newton Compton. Quindi, sempre per Newton Compton, nel 2015, ha pubblicato 27 ossa

Il fratello Diego, di qualche anno più giovane, è laureato in architettura sempre presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. È specializzato in Progettazione Urbana dal 1991. 

Sempre nel 1991 ha pubblicato il libro di disegni Case di china, poi è arrivato Città di china e quindi Cose di china (tutti per Libria). Nel 1994 ha fondato la rivista nazionale di architettura Ventre

Ma non va dimenticato che dal 1999, la sua professione lo ha portato anche ad essere editorialista per l'architettura e l'urbanistica della Campania sul quotidiano Corriere della Sera/Corriere del Mezzogiorno per il quale cura diverse rubriche: La fabbrica delle idee, Le mappe del Corriere, Architetti dimenticati, Storie di cemento, Dieci idee per Napoli e il blog Byte di cemento

Come corrispondente e redattore ha collaborato per le riviste Il Giornale dell'Architettura e d'Architettura. 

Vi voglio bene. 

Grazie.

domenica 25 giugno 2017

Come placare la fame con la letteratura

«La fame è un'ottima disciplina e t'insegna molte cose.» 
Festa mobile - Ernest Hemingway 

Nei suoi primi anni parigini Ernest Hemingway combatteva i morsi della fame recandosi nelle sale del Musée du Luxembourg. Lì, mentre meditava sui suoi racconti e sul suo futuro, trascorreva il tempo a fissare le immagini di cibo. 

Infatti è lo stesso Hemingway a raccontarlo nel libro che ho citato all'inizio. 

Il nobel americano ha scritto che il fissare i dipinti e i quadri di cibo di Cézanne, non solo lo ha aiutato a non mangiare e a sopportare i crampi allo stomaco per la fame, ma ha anche alimentato il suo appetito estetico e culturale. Cosa non da poco! 

Anzi. 

Questo, dopotutto, è un bel modo creativo per combattere la fame. Ora bisogna ammettere che la fame, come quella di Hemingway, è abbastanza difficile da incontrare al giorno d'oggi. Più che altro ci troviamo a fare il contrario. Mangiamo troppo. Dobbiamo affrontare diete per andare al mare. Spesso dobbiamo curaci smettendo di mangiare perché siamo troppo grassi. 

A volte qualche patologia ci costringe a fare del scelte sul cibo. In poche parole non è semplice mettersi nei panni di Hemingway! Per fortuna non sono un ingordo. Ormai mangio solo il necessario. Non sono un boiardo che vive di abbuffate di ogni genere. 

Così anche se magari non soffro la fame, la fame vera, sia chiaro, non esagero con il cibo e ho sempre appetito. Allora, mi sono reso conto che anch'io usavo e uso dei trucchi come Hemingway

In collegio per esempio, per placare l'appetito, visto che bisognava sempre stare a determinati orari, quando scrivevo, magari in un momento in cui avevo particolarmente  fame, era abbastanza verosimile che nella mia narrativa e nella mia  letteratura ci fosse finito qualche pietanza e cose d genere. D'altronde basta leggere i due racconti che seguono per capirlo: 

Quasi non ti sembra vero. Vedi che afferra un coltellaccio e capisci subito che ce l’ha con te. Ti chiedi il motivo. Non hai mai fatto del male a nessuno e ti sembra ingiusto. Ma non puoi muoverti e sai che lui presto lo farà. Sebbene al momento esiti. D’altronde, dopo la prima occhiata che ti ha lanciato, sembra che adesso pensi a qualcosa d’altro. Appare indeciso. Si sposta da una parte all’altra inquieto, con questo coltello in mano. Ma non ti devi fidare di persone come lui. Sai che è un uomo subdolo. Senza pietà. E la paura l’avverti. 
---> Non sarà la mia fine 

Tra noi c’era sempre chi propendeva per un altro posto. Non riuscivamo mai a metterci d’accordo. Se per caso uno proponeva il bianco, l’altro suggeriva il nero. Se uno consigliava un rifugio in montagna, potete essere sicuri che un altro avrebbe indicato, subito dopo, un localino in riva al mare. Potevamo discutere per ore e ore prima di decidere. E quasi mai trovavamo la soluzione. Neanche a pagare. 
---> Un posto da gourmet 

Vi voglio bene. 

Grazie.

Fonte: Writer Food From A To Z  

sabato 24 giugno 2017

Una primavera di sorprese

La primavera è finita e per la mia vetrina è stata piena di sorprese, anche perché ho capito che è un'ottima rubrica per riproporre i miei articoli! Di seguito c'è tutto quello che è comparso nelle giornate di sabato negli scorsi mesi primaverili. 

Il primo post dedicato alle inchieste letterarie è stato pubblicato nel marzo del 2012. Penso che qualche articolo mi sia sfuggito e non sia stato etichettato nel modo corretto. Nel frattempo però ho fatto una verifica ed è nata una top five per la mia vetrina settimanale. Se avete qualche suggerimento o qualche inchiesta letteraria da proporre fatevi avanti... 
---> Il meglio delle mie inchieste letterarie 

Immagino che se dovessi riscriverle oggi le farei ancora meglio, ma non mi lamento visto il successo che hanno ottenuto negli anni questi dieci Top Ten letterarie pubblicate sul mio blog. Sono davvero affascinati e ricche di stimoli. Magari, visto che sono di qualche anno fa, non le avete viste. Cosa c'è di meglio, dunque, di una riproposta nella mia vetrina settimanale? 
---> Le migliori Top Ten letterarie del mio blog 

Le interviste suscitano sempre un interesse particolare sul mio blog. Vi confesso che non è semplice pianificarle e quindi a volte non si riesce a essere tempestivi. Ma dall'altra parte ci sono sempre autori e persone la cui generosità non fa difetto. Ora nel 2016 un doveroso ringraziamento devo farlo a Elisabetta Cametti, Glenn Cooper, Fabrizio Borgio e Giulia Madonna. Le loro risposte restano come un geroglifico. 
---> Gente passata sul blog nel 2016 

Non ho ancora parlato di Solo a poniente (Traveling West) di Livio Gianola sul blog. L'album è uscito alla fine dell'autunno dello scorso anno, pubblicato anche stavolta per l'etichetta olandese Amstel Records e prodotto da Live in Europe. La registrazione è stata eseguita come di consueto al Power Sound Studio di Amsterdam. Oggi se ne parla con un semplice post vetrina, qualcosa in più di un comunicato stampa! 
---> Solo a poniente (Traveling West) di Livio Gianola 

Nei giorni scorsi sono stato contattato dai responsabili di una Galleria d'Arte del centro Italia, per un certo interesse attorno alle opere e ai quadri realizzati dal mio papà. Nei prossimi giorni incontrerò un consulente per una stima precisa e per una valutazione artistica vera e propria delle tele. Nel frattempo... 
---> Arte di casa in vetrina 

Ho già scritto da qualche parte che tra i miei progetti c'è la possibilità di scrivere un viaggio immaginario con Ernest Hemingway. Un viaggio immaginario per modo di dire visto che si tratterebbe di ripercorrere, in un ipotetico giro del mondo, i luoghi dalla sua vita. Si partirebbe da Oak Park (luogo della sua nascita) e si arriverebbe a Ketchum (cittadina dove si trova sepolto). Nel mezzo tutto il resto magari approfondendo e romanzando spunti, come questi cinque, presi dai 63 articoli che ho dedicato al nobel americano: 
---> Un viaggio immaginario con Ernest Hemingway 

Ho chiamato questo post Problemini di scrittura perché temo di aver già usato un titolo del genere in passato, tanto per avere un'idea dei problemi con la scrittura che affronto. Così ho raccolto cinque articoli tra i più letti della categoria analizzati in questi anni. Spero siano di vostro gradimento: io li trovo molto interessanti... 
---> Problemini di scrittura 

Dopo qualche tempo ripropongo, grazie alla vetrina settimanale, le mie top 100. Non le ho ancora completate e spero do poterlo fare con il vostro aiuto magari nei prossimi giorni. Magari non le avete mai viste. Si parla di libri, di dischi e di film. Date un'occhiata ai titoli presenti nei commenti e se volete aggiungete il vostro. Purtroppo per nessuna delle tre categorie ho raggiunto il numero che mi ero prefissato. Ma c'è tempo. Molto tempo ancora! 
---> Le mie Top 100 in vetrina 

Cambiare o non cambiare il blog, questo è il problema. Se sia più nobile per un blogger cambiare lo sfondo o il design ho lasciare tutto come sta al momento... 
---> Cambiare o non cambiare il blog 

Poco più di un anno fa ho inaugurato una rubrica dal nome Impariamo da un blog. In poco più di dodici mesi ho redatto oltre cinquanta a articoli. Ben pochi sono passati inosservati, segno che sono piaciuto. ho pensato di mettere in vetrina il meglio. 
---> Il meglio di impariamo da un blog 

Tra le pagine statiche ho notato che ha un particolare successo Viva la vida. Un raccoglitore di contenuti che spesso vanno oltre l'aspetto letterario e puramente culturale. Cosa c’è scritto? Dovete solo sfogliare la pagina statica per capirlo. 
---> Viva la vida 

Vi voglio bene. 

Grazie

venerdì 23 giugno 2017

Litigare per soldi

La maggior parte dei miei litigi che ci crediate o meno sono stati provocati e dovuti ai soldi. Triste eh? Ora, non pensate che sia avido o che viva pensando solo a questo. Al contrario. Però mi sono solo accorto che tutto quello costruito e vissuto in funzione dei soldi alla fine scoppia e fa litigare. In poche parole coltivate altre virtù e non vivete per loro. 

Lo so che un post del genere sembra carico di retorica e niente altro. Dopotutto se mi è possibile non litigo quasi più. 

Figurarsi per i soldi! Ma facendo autocritica e pensando magari a certe persone che ho perso di vista e a situazioni sperimentate in passato mi sono accorto che molte volte tutto è finito male a causa dei soldi, del denaro e della loro influenza. 

Non si tratta di avidità. Molte volte un dissapore o un'altra problematica sembra nascere da tutt'altra cosa, ma se analizziamo vero il contesto tutto nasce da lì, dal vil denaro. A chi non è capitato di trovarsi a fare un lavoro e rendersi conto che quel lavoro viene svolto solo per il mero interesso economico. 

Così ci si trova a farlo controvoglia e alla fine è facilissimo litigare con qualcuno che si accorge di questo disinteresse. A chi non è capitato di guadagnare qualche soldino con la scrittura. 

Magari un racconto scritto particolarmente bene e trovarsi così a scrivere in maniera automatica solo per il gusto di mettere da parte qualcosa in più e accorgersi che la nostra creatività va a farsi friggere e che il vero valore risiede da un'altra parte, ma intanto ci siamo guastati amicizie e collaborazioni, solo per qualche spicciolo! 

Sì, forse sono casi estremi e molto banali

Forse non è così. 

Dopotutto i soldi sono importanti e tutti noi ne siamo ben coscienti. Ma il denaro ha valore solo quando riusciamo a creare valore con esso e a fare del bene. Il denaro ostentato non vale nulla ed è purtroppo sintomo di povertà... 

Non ha valore il denaro che frutta solo avidità, serve solo per litigare. I soldi devono far crescere quello che abbiamo intorno. I soldi ci devono far crescere eticamente e moralmente. I soldi vanno visti con distacco non come ossessione. Solo in questo modo possiamo capirne davvero il valore. 

Ma a parte i discorsi etici e filosofici, non ditemi che non avete mai litigato per denaro

Se non è mai successo ditemi come fate. 

Vi voglio bene. 

Grazie.