lunedì 8 febbraio 2016

Il padre della letteratura inglese

Dopo aver redatto un articolo con Il padre della lingua italiana è stato naturale ampliare il discorso e redigere un post con Il padre della letteratura inglese

Naturalmente, per comprendere appieno l'importanza e la vastità di questo Record letterario non bisogna fermarsi alla mitica terra d'Albione, ma andare oltre, visto che per definire la letteratura inglese, non ci si ferma al Regno Unito, ma ci si aggiunge la letteratura degli Stati Uniti e del resto del Commonwealth. 

Pensavo fosse Shakespeare ma il titolo in questione è consegnato allo scrittore, poeta, cantante, burocrate e diplomatico inglese Geoffrey Chaucer, (nato a Londra nel 1343 circa  e morto a Londra, 25 ottobre 1400).

Benché abbia scritto molte opere importanti, lo scrittore è ricordato in particolare per il suo capolavoro, I racconti di Canterbury. Da questo lavoro incompleto prende il via l'ipotesi di vari studiosi che sostengono che Chaucer sia stato il primo autore ad aver dimostrato la legittimità letteraria in volgare della lingua inglese. 

Quando aprile con le sue dolci pioggie ha penetrato fino alla radice la siccità di marzo, impregnando ogni vena di quell'umore che la virtù di dar ai fiori, quando anche Zeffiro col suo dolce flauto ha rianimato per ogni bosco e ogni brughiera i teneri germogli, e il nuovo sole ha percorso metà del suo cammino in Ariete, e cantando melodiosi gli uccelletti che dormono tutta la notte ad occhi aperti la gente è allora presa dal desiderio di mettersi in pellegrinaggio... 

Vai ai I racconti di Canterbury

Vi voglio bene. 

Grazie.

domenica 7 febbraio 2016

Non sono un uomo dolce

Io non sono un uomo dolce e prima o poi dovevo esternarlo con un post sul mio blog. Ma non fate conclusioni affrettate, niente a che vedere con problematiche romantiche o storie di drammi Shakespeariani

Oggi è domenica e ormai dovreste sapere che la tematica è inerente alla mia rubrica di cucina e la dolcezza in questione ha a che fare non con l'amore e il buon cuore, ma con torte e cose dove lo zucchero abbonda. Forse ho già accennato da qualche parte a questa mia piccola idiosincrasia riguardo ai dolci

Un qualcosa che mi trascino dalla più tenera età che in questi giorni pre-carnevaleschi ha ripreso vigore sentendo l'odore sugli scaffali alimentari delle Chiacchiere: tra i dolci che meno sopporto in assoluto... 

Ma è solo la punta dell'iceberg, perché la lista dei dolci non adatti al mio palato è lunga. 

Delle cosiddette leccornie carnevalesche sapete, ma non ci fermiamo qui. Non amo le colombe pasquali e le uova di cioccolato che le accompagnano. Non amo i pasticcini, i cannoncini e tutte quelle belle cose dolci, incluse le torte alla crema, che ci sono ai compleanni. Non sopporto i pandori. i panettoni e i torroni natalizi. 

Non parliamo della nutella, mai capita. si salva solo la torta di mele, preparata dalla mia mamma, ma questa è un'altra storia che vi ho già raccontato. 

Vi voglio bene. 

Grazie.

sabato 6 febbraio 2016

Le Storie di Livio Gianola

Tra le etichette più presenti sul mio blog, legate a personalità artistiche, c'è Livio Gianola. Ora molta gente mi contatta e mi chiede informazioni più precise. 

Credo sia superfluo per i più ma oggi ripresento le storie più lette che hanno caratterizzato la sua presenza sul mio blog. Perdonatemi la partigianeria. 

Per Cose da domenica pomeriggio oggi segnalo il nuovo eShop on line sul sito del chitarrista Gianola Livio, dove è possibile acquistare e scaricare il libro di Studi ed esercizi per chitarra classica e flamenco. 
Studi ed esercizi per chitarra classica e flamenco 

Non avete mai scritto una voce per Wikipedia? Bene, io l’ho fatto ieri e vi confesso che è stata un’esperienza un po’ caotica ma esaltante. 
Una voce per Wikipedia 

Vetrina settimanale sull’evento in programma il 25 settembre al Het Concertgebouw Amsterdam per Live In Europe con la presentazione ufficiale dell'album Otro Sitio - a palette of latin colors di Gianola Livio
Otro Sitio di Livio Gianola al Concertgebouw 

A inizio autunno il CD Otro Sitio di Livio Gianola è stato presentato in anteprima mondiale nella cornice affascinante del "Koninklijk Concertgebouw" di Amsterdam. 
Otro Sitio di Livio Gianola: le impressioni di Adrian Rooymans 

Tanto per non contraddirmi e per aiutare una giornata contrassegnata da idee flaccide e contraddistinta da sfoghi infiammatori, posto un articolo spudoratamente del tutto personale e naturalmente off topic. L'ho intitolato cose di casa: Livio Gianola.
Cose di casa: Livio Gianola 

Vi voglio bene. 

Grazie.

venerdì 5 febbraio 2016

Cinque opere letterarie che mi hanno appassionato in televisione

Durante le vacanze natalizie hanno trasmesso sui canali Rai le puntate dell'Odissea di Omero, quelle con l'introduzione del poeta Giuseppe Ungaretti tanto per capirci. 

Be' vi confesso che le ho guardate con lo stesso stupore con cui le avevo viste, in bianco e nero, da piccolo. 

Ora sono bastati questi semplici ricordi di ragazzino per stimolarmi a redigere un post dal titolo Cinque opere letterarie che mi hanno appassionato in televisione. Ce ne solo altre di opere, non posso negarlo, ma le cinque che evidenzio mi hanno emozionato in maniera esorbitante e forse anche aiutato a crescere... 

1 - Odissea 
Per me rimane una delle cose più belle che abbia mai visto in televisione. La voce di Polifemo continua ancora adesso a rimbombarmi nelle orecchie e sento pure l'odore dei maiali di Circe. Tutte le altre cose legate all'Odissea viste in seguito su altri canali non sono niente. 

2 - Pinocchio 
Ho sempre amato Pinocchio. Ne ho parlato altre volte sul mio blog. Adoro in maniera spropositata anche la versione sceneggiata con Manfredi, De Sica, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia e tutti gli altri. Una pietra miliare della mia televisione. 

3 - La freccia nera 
Subito dopo l'Odissea viene La freccia nera. Ero piccolissimo ma ero un pochino innamorato di Loretta Goggi. Cercate di capirmi, come si poteva non amarla e come non si può non amare Stevenson

4 - I racconti di padre Brown 
Per l'età che avevo, per l'educazione che avevo ricevuto e per tutta una serie di altri motivi allora non perdevo una puntata. Non ho mai letti i racconti di Gilbert Keith Chesterton da cui erano tratti gli episodi, ma sono molto curioso si poterli leggere, ma non so se ci sono in giro. 

5 - E le stelle stanno a guardare 
Non ho letto il libro, ma vedendo lo sceneggiato in televisione ho pianto. Piangevano tutti in casa. Certo mi piacerebbe avere tra le mani quel romanzo per vedere che emozioni è in grado di suscitare adesso. 

Vi voglio bene. 

Grazie!

giovedì 4 febbraio 2016

Lo scritto più difficile della mia vita

Qualche notte fa ho sognato che rifacevo gli esami di maturità. Non ricordo ora il sogno nel dettaglio, escluso un banco, qualche foglio di protocollo a righe, un vocabolario d'italiano e alcuni soggetti che dovevano essere i miei compagni, in realtà diversi da quelli che erano allora. 

Non ricordo neppure come è finito il sogno, ma se la storia è andata come andò alla maturità deve essere stata una faticaccia. 

Nel post Abbasso scrivere i temi ho raccontato un po' come è stata la mia esperienza con i temi durante la mia carriera scolastica ma non vi ho mai detto che il tema della mia maturità è stato Lo scritto più difficile della mia vita

In seguito ho scritto racconti. romanzi, articoli per testate prestigiose, ma mai ho provato quella sensazione d'ansia e di paura di non riuscire a comunicare quello che volevo come in quel giugno così lontano. 

Non so: si diceva che un buon tema sarebbe stato un buon pass per la promozione e, nonostante le mie velleità da scrittore già presenti, ancora non mi venivano come volevo. Oppure c'era qualcosa d'altro. Sta di fatto che non dimenticherò mai quel giorno e forse non suderò mai sopra un testo come accadde quella volta. 

Vi voglio bene. 

Grazie.

mercoledì 3 febbraio 2016

L'ignoranza chiama ignoranza

Viviamo in un epoca dominata dalla cultura trasmessa da un nugolo di notiziari usa e getta, da una miriade di talk show patetici e fuorvianti, da social dove sembra trionfare il pensiero senza valore di un qualsiasi personaggio volgare e stupido e da troppi sotto quiz televisivi in cui far sfoggio d'ignoranza sembra essere un pregio, come se fosse un segno distintivo di intelligenza camuffarlo con un atteggiamento ironico. 

Ora non dico che bisogna vergognarsi della propria ignoranza e tenerla nascosta. A volte bisogna essere umili e ammettere le proprie lacune, primo passo per superarle, e io stesso non mi sottraggo a questa regola. 

Detto questo però devo dire che c'è un limite a tutto. 

Ecco, di solito sono tollerante di fronte all'ignoranza manifesta, ben sapendo che l'ignoranza chiama ignoranza

Se non sono interpellato direttamente evito di fare sfoggio del mio sapere, oppure di correggere chi sbaglia e di alimentare polemiche magari su quel determinato argomento su cui sono casualmente afferrato. 

Mi limito ad ascoltare e a eludere il discorso quando sfocia nel ridicolo e nel banale e non è supportato da una vera conoscenza del problema o del fatto. 

Ma non sopporto la superficialità delle persone ignoranti, specialmente quando prendono di mira il sapere o il lavoro e l'impegno di qualcuno in maniera grossolana, soltanto perché non costa nulla, spesso rivoltandosi contro e accusare addirittura loro di ignoranza.  

Bisognerebbe multare l'esuberanza, quando non è ottusità, delle persone ignoranti e dovrebbe essere proibito ridere della propria ignoranza. 

Se il nostro mondo è quasi giunto alla frutta è sopratutto, come direbbe  Vittorio Sgarbi, colpa  di queste capre. 

Vi voglio bene. 

Grazie.