lunedì 24 novembre 2014

La prima biblioteca digitale del mondo

Secondo Wikipedia la prima biblioteca digitale del mondo è quella del Progetto Gutenberg, (noto anche con l'acronimo PG) avviato nel 1971 dall’informatico Michael Hart a Salt Lake City negli Stati Uniti. 

Il Progetto Gutenberg - che prende il nome dall’inventore della stampa a caratteri mobili del XV secolo il tedesco Johannes Gutenberg - è nato con lo scopo preciso di creare una biblioteca costituita da ebook liberamente riproducibili da libri stampati. 

Ora, proprio per questo motivo, i testi disponibili mediante questa biblioteca libera sono per la maggior parte di pubblico dominio, in parte perché non si tratta di libri digitali mai coperti da diritto d'autore o da copyright, e in parte perché decaduti da questi vincoli. 

Sono disponibili anche alcuni testi coperti da copyright ma che hanno ottenuto dagli autori il permesso alla nuova forma di pubblicazione.

Negli ultimi anni il Progetto ha potuto avvalersi dei servizi del web e di Internet e si sostiene che nel luglio 2012 la propria collezione vantasse un numero di oltre 45.000 libri, per la maggior parte in lingua inglese, ma ci sono anche collezioni di libri in tedesco, francese, italiano e portoghese. 

Il progetto PG non si è mai fermato ed è svolto quasi interamente da personale volontario denominato proofreader

Chiunque può diventarlo firmando al sito di Distributed Proofreaders

Un altro Record culturale con protagonista il Progetto Gutenberg, già presente nella mia rubrica con Il primo eBook della storia.

domenica 23 novembre 2014

Io sono Achab e mangio balene

Uno dei libri che più mi fa venir fame è il Moby Dick di Hermann Melville. A parte il fatto che l’incipit di questo libro risulta essere per me uno dei più belli in assoluto ma un altro punto di forza della storia, come già avrete capito - è l’appetito che mi viene ogni volta che ne rileggo certe pagine. 

Mi immedesimo. Sento gli odori e sento i profumi dei piatti. 

Certo è assai probabile che non sia una cucina da gran gourmet, ma l’andar per mare con Achab a caccia di balene permette anche di mangiare e di nutrirsi con  esse. Come al solito ho scelto cinque momenti. Spero siano in grado di stimolare il vostro appetito odierno. 

1 - Invece il vitto fu dei più sostanziosi, non soltanto carne e patate , ma gnocchi! Santo cielo! Gnocchi per cena! Un giovanotto con un cappotto verde diede a questi gnocchi un assalto impressionante. 

2 - Non parleremo qui di ogni particolarità di Queequeq; come evitasse caffè e primi piatti caldi e rivolgesse tutta la sua attenzione alle bistecche sanguinolente. 

3 - Verso mezzanotte quella bistecca fu tagliata e cotta; e alla luc di due lanterne a olio di balena, Stubb si attaccò risolutamente alla cena di capodoglio, stando sulla testa dell’argano, come se quest’ultimo fosse una credenza. 

4 - A lui toccavano gli stinchi del bue in salamoia, a lui la carcassa del pollo. 

5 - “ Cuoco,” disse Stubb portando rapidamente alla bocca un boccone alquanto rossastro, “non pensi che questa bistecca sia un po’ troppo cotta? L’hai battuta troppo. Cuoco è troppo tenera. Non ti ho forse detto che per essere buona una bistecca di balena deve essere dura?...” 

Buon appetito!

sabato 22 novembre 2014

Pixies di Marina Zaoli in vetrina

Ennesima vetrina settimanale dedicata questa volta della nuova fiaba di Marina Zaoli, Pixies edito da Ispired e disponibile da qualche giorno in tutte le librerie digitali nella versione sia e-Book e sia iBook, con delle illustrazioni originali create da Ivan Cavini.

Pixies è l’ultima opera scritta da Marina Zaoli, un’autrice piena di talentosa e molto versatile, conosciuta per aver già pubblicato diversi libri per ragazzi. 

Pixies è una stupenda fiaba e riesce a coinvolgere e ad assorbire il lettore in una storia fantastica, dove amicizia e fiducia fungono da chiave del racconto. 

L’autrice lega perfettamente il mondo del reale a quello del fantastico e permetto così ai protagonisti del libro, che sono apparentemente distanti fra loro, di coesistere in maniera armoniosa ed in totale sinergia. 

Non avere paura! Impara a sentire col cuore, oltre che vedere con gli occhi. Gli occhi servono per guardare, per capire cosa c’è intorno, per controllare la situazione esterna: sono importantissimi, ma sui sentimenti possono ingannare! Il cuore mai! 


Marina Zaoli è nata a Forlì. Ha vissuto molti anni a Bologna ed attualmente vive a Rimini. Ha conseguito la laurea in medicina e chirurgia con una specializzazione in psicologia medica ed attualmente esercita la professione di psichiatra e psicoterapeuta. Ha collaborato per la parte psicologica ad alcune pubblicazioni scientifiche. 

Scrive per l’infanzia e l’adolescenza e alcuni suoi testi sono adottati nelle scuole, tiene corsi di aggiornamento agli insegnanti sullo sviluppo fisiologico della psiche del bambino per una crescita sana e armonica della personalità infantile. 

Ha partecipato a rubriche radiofoniche e televisive. Si è occupata in particolare dello studio di miti e fiabe, tenendo su questo argomento seminari universitari, su cui sono state svolte tesi di laurea. 

Svolge attività di volontariato per la prevenzione del disagio giovanile, delle tossicodipendenze e per l’attuazione di corretti stili di vita. Alcuni suoi progetti in questo settore (contro il fumo di sigaretta, contro i disordini alimentari, contro l’eccessivo consumo di alcool) sono stati adottati a livello nazionale. 


Per partecipare alla vetrina, ora anche su Google+, seguite le regole e le direttive richieste al post: Una settimana su facebook, oppure scrivete un messaggio a ferrugianola@hotmail.com




venerdì 21 novembre 2014

Centomila Euro per sparire dal web per sempre

Nei giorni scorsi sono stato contattato da una società (di cui non posso fare il nome e citarla, per motivi legati alla privacy almeno sino a  quando il progetto non sarà reso pubblico) che sta svolgendo un’indagine sul mondo della rete e in particolare quello dei blogger e dei  social network

Il mio profilo è stato selezionato perché ha una notevole influenza nella blogosfera visto che, secondo loro, tra blog, pubblicazioni, vari account (facebook, twitter, linkedin, google plus) e score klout e tutti gli altri pseudo social di cui mi servo pare generi impressioni (in poche parole possa essere visto teoricamente) per circa ventimila persone al giorno, seicentomila al mese. Sette milioni di persone all’anno, più o meno. 

Numeri da capogiro… 

Ma in realtà da capogiro c’è il discorso che mi è stato fatto. La società mi offre centomila euro distribuiti in cinque anni affinché - per scopi scientifici, sociologici... - io sparisca per sempre dal web

Tutti gli account devono essere disattivati. Il blog deve essere chiuso. Tutto quello che parla del sottoscritto sul web deve essere rimosso ed eliminato. Immagini, video, articoli… Non dovrò restare nulla di me sulla rete e per il resto della mia vita non dovrò più servirmi di nessun spazio digitale. 

Non potrò più neppure usare un numero di telefono ormai interconnesso al pari di un computer. 


Di elettronico mi saranno consentite solo le cose minime ed essenziali, come la carta d’identità, il passaporto e la patente di guida, un conto corrente bancario o postale (ad esclusione di bancomat e carte di credito) e la tessera sanitaria. Tutto il resto deve sparire

Vi confesso che non so cosa fare. Da una parte del progetto mi attrae, ma devo anche considerare che le mie attività sono tutte improntante e legate in maniera indissolubile con la rete tanto che una simile proposta allo stesso tempo mi sconvolge e inoltre il fatto di passare il resto delle vita con la sensazione di essere monitorato da gente che controlla che non finisca in rete non è delle più allettanti. 

Certo in quattro anni potrei cercare di reinventarmi una vita, dedicarmi a cose mai prese in considerazione. 

Ma non so… forse centomila euro sono pochini. 

Per questo ho deciso di pubblicare questo articolo e chiedervi aiuto. Mettetevi nei miei panni, se succedesse a voi cosa fareste


* Questo post è frutto della fantasia ed è stato ispirato da un articolo di Francesco Musolino, pubblicato su Minima&Moralia, riguardo al romanzo di Dave Eggers, Il Cerchio edito da Mondadori.



giovedì 20 novembre 2014

Il precario equilibrio dei post personali

Una decina di giorni fa ho pubblicato un post dove elencavo Cinque tipi di articoli da non pubblicare sui blog

In linea di massima, in risposta a esso, ho ricevuto riscontri positivi notando che più o meno siamo tutti dalla stessa parte. Ho anche però verificato, da parte mia, una mancanza di approfondimento dovuta alla tipologia del post stesso. 

Mancanza di approfondimento che a partire da questo articolo cercherò di colmare riprendendo, se è il caso, uno alla volta i punti segnalati in quell’articolo di partenza. La prima spinta me la dà Alessio, Web Master di La Tela Nera: 

Condivido molto la scelta sui post "lamentosi" e quello sulle recensioni (se dedicate a opere di italiani, la maggior parte dei quali è incapace di gestire l'essere criticati negativamente). La penso diversamente su quelli relativi a storie personali: se la storia è interessante e tratta temi/situazioni condivisibili dai tuoi lettori perché non farne un post? Anzi, secondo me sono proprio questi quelli che ti differenziano e personalizzano rispetto ad altri, e ti aiutano a stringere un rapporto più umano/reale con i tuoi lettori. 

Naturalmente sono d’accordo con Alessio. La penso esattamente allo stesso modo. Alla fine se uno ci pensa gli articoli di un blog sono quasi sempre o, forse, sempre frutto di spunti, riflessioni e storie personali. Che si parli di libri, di musica, di social network o di pinco pallino a farla da padrone sono sempre le esperienze che ci hanno formato. 

Ma proprio per questo credo ci sia un sottile equilibro che va curato e gestito nel migliore dei modi per evitare di pubblicare contenuti che possono urtare la sensibilità dei lettori. 

Da una parte ci sono gli articoli che partendo da una posizione personale sono in grado di dare al lettore del valore aggiunto, dall’altra ce ne sono invece altri che per imperizia o superficialità possono apparire come egoistici ed essere molto deleteri. 

Purtroppo mi rendo conto di quanto sia difficile riuscire a stare in equilibro perfetto sulla corda suscitando magari ammirazione e plauso e quando invece il capitombolo è subito lì dopo il primo passo. 

Per concludere posso dire che cercherò di evitare al massimo post personali autocelebrativi e forse, molto più semplicemente, ora che ci penso, sono proprio questi ultimi quelli a cui mi riferivo quando dieci giorni fa ho parlato di post personali da evitare.

mercoledì 19 novembre 2014

Otro Sitio di Livio Gianola: le impressioni di Adrian Rooymans

A inizio autunno il CD Otro Sitio di Livio Gianola è stato presentato in anteprima mondiale nella cornice affascinante del "Koninklijk Concertgebouw" di Amsterdam

Ora, a pochi mesi di distanza, ci sarà la presentazione anche per i fan e gli appassionati italiani,  con un concerto basato sui brani del nuovo album. 

Ad accompagnare il Maestro della chitarra otto corde saranno gli stessi musicisti protagonisti della serata olandese: la cantante Ntjam Rosie, il bassista Aram Kersbergen, il percussionista Bart Fermie, la violinista Arlia de Ruiter, Flaviano Braga al bandoneon e Stefano Lanza al flauto. 

Il concerto si terrà il 15 dicembre 2014, presso La Sala Piatti in Città Alta a Bergamo
Si tratta di un concerto di alta classe mondiale che Adrian Rooymans - produttore artistico, talent scout e uno degli artefici di questo progetto artistico insieme a Henk Schepers per Live in Europe - ci anticipa rispondendo a qualche domanda. 


Benvenuto sul mio blog Adrian, una domanda a bruciapelo. Cosa dobbiamo attenderci dal concerto che si terrà in Sala Piatti


Un bagno caldo di pura e deliziosa musica latina, tutte composizioni originali di Livio Gianola. Un meraviglioso mix di ritmi mediterranei e latino-americani che partono dal flamenco per toccare temi simili al samba. Il tutto immerso nell’unica e inimitabile miscela italiana di Livio

Un concerto dove le immense capacità musicali e tecniche di Livio saranno accompagnate da un cast internazionale di musicisti. 


Cosa hai pensato la prima volta che hai sentito la musica di Livio e come e quando è successo? 

Circa due anni fa l'amministratore delegato del Concertgebouw di Amsterdam - anche lui un eccellente chitarrista - mi ha chiesto di mettermi alla ricerca di un nuovo giovane chitarrista di flamenco di classe mondiale. 

Ne ho trovato due particolarmente dotati e abbastanza sconosciuti, ma purtroppo mi è stato impossibile portare avanti il discorso con loro, soffocato da richieste irrealistiche e poco professionali e da un comportamento da star. 

Ho deciso di rinunciare, ma allo stesso tempo stavo dando un'occhiata ad alcuni suggerimenti colti su YouTubeLa mia attenzione è stata attirata da qualcosa di molto insolito: un nome italiano, una chitarra a 8 corde, e un tema di flamenco: Tarantas

Sapevo del violão, popolare in Brasile, che ha 7 corde. La combinazione di una 8-corde con il flamenco però mi ha colpito come qualcosa di strano e impossibile. Anche se non avevo fiducia ho deciso di guardare il video, seguendo la regola "non si sa mai". 

Ero perplesso: ho sentito una vera e originale Tarantas eseguita con tanta profondità da togliere il fiato. Ho deciso di chiedere il parere di diversi amici nel panorama musicale, nonché il parere di Henk Schepers, amministratore delegato di Live In Europe

Tutti erano d'accordo: qualità eccezionale, anche se nessuno era in grado di spiegarsi come mai Livio, non essendo un giovane, non avesse ancora una grande reputazione internazionale. Ma non c’era nessuna vera ragione per non contattarlo. 
Il resto è storia. 



Di paragoni riguardo al talento artistico di Livio se ne sentono parecchi, te la senti dall’alto della tua esperienza di dire la tua? 

È una di quelle cose che la gente fa automaticamente ogni volta che si imbatte in qualcosa di non visto o sentito prima: che cosa mi ricorda? 

Penso che tutti questi confronti portano a nulla se non a un degrado dell'artista in questione. Niente di peggio che essere pubblicizzato con un “non si discute questo è il nuovo Paco de Lucia!”. Ce ne sono in giro più di 50 con addosso questa sfortunata stigma. 

Naturalmente è inevitabile essere influenzati da veri maestri, ma per diventare unici si deve sviluppare il proprio stile, la propria musica.  Livio è riuscito in questa ricerca ed è già considerato un vero, autentico maestro dagli addetti ai lavori. 
Compone e suona la sua musica come nessun altro al mondo... 


Che cosa risalta maggiormente durante l’ascolto di Otro Sitio

In poche parole: una musica sorprendente, originale, autentica, calda, con un grande feeling melodico. 


Flamenco e non solo, nell’album infatti c’è un sottotitolo: A Palette Of Latin Colors. Non è facile “catalogare” la musica di Livio. Tu dove la collocheresti? 

Semplicemente qui: "Livio Gianola" (perché è unico!). 


A questo proposito come mai un olandese da sempre è così coinvolto dal mondo musicale latino? 

Ho sempre desiderato essere un musicista, ma mio padre non mi ha mai appoggiato. Era stato un musicista e conosceva le lotte che si possono affrontare svolgendo una simile professione. 

Quando avevo sedici anni mio fratello è tornato dal viaggio per mare che lo aveva condotto anche in Argentina. Mi ha portato un album di un artista del tutto sconosciuto in Olanda: Eduardo Falu. Il suo modo di suonare la chitarra mi ha fatto venir voglia di  suonarla sperando di riuscire un giorno a suonarla come lui e essere bravo come lui. 

Ma è stato 12 anni dopo che ho cominciato a fare il vero salto di qualità con il marketing della chitarra. Ero amico di Paco Peña, John Williams, e di altri maestri, e loro mi hanno dato l'ultima spinta di cui avevo bisogno. 

Più tardi ho studiato flamenco e musica latina americana e sono diventato un compositore e un chitarrista concertista. Ho trovato un bambino di 11 anni, Vicente Amigo e ho iniziato ad aiutarlo: si è rivelato "un bel successo"
Quindi, come vedete, fin dall'inizio il naturale interesse per la musica latina già c'era. 



Tornando al CD, c’è un brano che ami in particolare dell’album Otro Sitio
Che ricordiamolo è stato registrato al Power Sound Studio di Amsterdam di Paul Pouwer.


Non proprio... perché dipende dallo stato d'animo del giorno e dall'impulso del momento. Non si può paragonare la vivace Apucarana con la tensione emotiva di Melopea, o la melodica 'Hacia Ti'  con l'impressione di sogno che ti lascia addosso il suono purissimo di Temple del Amstel. 


In una parola come definiresti Otro Sitio o più precisamente la musica di Livio

It’s Livio Gianola all over! (non occorre traduzione) 


Adrian: ti andrebbe di parlare un po’ di quando suonavi la chitarra? 

Ferruccio: quanto tempo abbiamo?
Sarò felice di rispondere a questa domanda per esteso la prossima volta... 
Spero capirete. 


Bene, Adrian non ti chiedo altro, ti ringrazio di nuovo per il tempo che mi hai dedicato e ti saluto lasciandoti alle prese con la mia solita domanda telepatica, ormai un must delle mie interviste, hai carta bianca nel rispondere. 

Immagino un grande futuro per LivioC'è oggi una sempre maggiore necessità di  vera musica dopo tanto tempo di rumore, e rumore e ancora rumore che l'ha fatta diventare totalmente insopportabile e dannosa. 
O come mi dico a volte: non ho nulla contro un tocco di romanticismo, né contro la vera emozione. 

Traduzione Massy Biagio




*******


"Otro Sitio" Livio Gianola: impression of Adrian Rooymans

In early fall the world premiere presentation concert of Livio Gianola’s CD "Otro Sitio" took place at the “Koninklijk Concertgebouw” in Amsterdam. A few months later the presentation concert will be given for the Italian fans. All music is based on the new album. 

The Maestro of the 8-string Guitar will be accompanied by the same musicians who played with Maestro Gianola in the Netherlands: singer Ntjam Rosie, bassist Aram Kersbergen, percussionist Bart Fermie, violinist Arlia de Ruiter, Flaviano Braga on bandoneon and Stefano Lanza on flute. 

The concert will be given on December 15th, 2014, at La Sala Piatti in the Città Alta in BergamoIt will be an absolute world class concert, to which Adrian Rooymans - artistic producer, talent scout and one of the architects of this art project together with Henk Schepers from Live in Europe - anticipates us by answering a few questions. 


Welcome to my blog Adrian, just a question. What should we expect from the concert to be held in Sala Piatti? 

A warm bath of pure and beautiful latin music, all original compositions by Livio Gianola. It’s a wonderful mix of Mediterranean and Latin American rythms from flamenco to samba-like themes. 

All this bathed in Livio’s unique, inimitable Italian sauce. Livio’s immense musical and technical abilities will be accompanied by an international cast of top musicians. 


What did you think the first time you heard the music of Livio and how and when did that happen? 

Almost two years ago the managing director of the Concertgebouw in Amsterdam – who is an excellent guitarist himself – asked me to be on the lookout for a new young world class flamenco guitarist. 

I found two quite unknown exceptionally gifted ones, but sadly I was completely turned off by their unrealistic demands and unprofessional star type behavior. I decided to give up, and at the same time I was glancing over some YouTube suggestions. 

My attention was drawn to something quite unusual: an Italian name, an 8-string guitar, and a flamenco theme: Tarantas

I knew of the violão, popular in Brazil, which has 7 strings. The combination of 8-strings with flamenco struck me as weird or impossible. Although I did not trust it I decided to look at the video, following the rule “you never know”.  I was perplexed: I heard a true and original ‘tarantas’ with so much extra depth that it really took my breath away! 

I decided to ask for the opinion of friends in the music scene as well as the opinion of Henk Schepers, managing director of Live In Europe artist management organization. They all agreed: exceptional quality, though nobody understood why Livio, not being a ‘youngster’ did not yet have a great international star reputation. But reasons enough to contact him. 
The rest is history. 


The music of Maestro Livio has been compared, several times, with that of other artists, what is your opinion? 

It’s one of those things that people automatically do when they come across something not seen or heard before: what does it remind me of? 

I think that all these comparisons lead to nothing except a degradation of the artist in question. Nothing worse than being advertised as “whithout question the new Paco de Lucia!” There must be already some 50 or more walking around with that unfortunate stigma. 

Of course it is inevitable to be influenced by the true masters, but to become one yourself you have to develop your own style, your own music. Livio succeeded in this quest and is already considered a true, authentic master by the insiders. 
He composes and plays his music like no one else in the world... 



What is the first feature that you have pointed out, listening to the songs of "Otro Sitio"? 

In one go: surprising, original, authentic, warm, with an extra great feeling for accessible melodies. 


Flamenco is part of Livio’s musical inspiration, but not only that. In fact, the album has a subtitle: A Palette Of Latin Colors. It is not easy to "categorize" the music of Livio. You where would you place it? 

Simply this: “Livio Gianola” (because it is unique!). 


In this regard, how come a Dutchman has always been so involved in the Latin music world? 

I always wanted to be a musician, but my father never supported the idea. He had been a musician and knew about the struggles that you may have to face. 

On my 16th my brother came back from sea voyage that also took him to Argentina. He brought me an album by somebody totally unknown in Holland: Eduardo Falú. His guitar playing made me wanting to one day at least play like him or as good as him. 

But it was 12 years later that I made the switch from marketing communications to the guitar. I was friends with Paco Peña, John Williams, and other masters, and they gave me the last push I needed. 

I later studied flamenco and latin American music and became a concert guitarist and composer. I found an 11 year old Vicente Amigo and started to coach him, which turned out to be ‘quite a success’. 
So as you see, from the beginning the natural interest for the latin aspect was there all the time. 


Speaking of the CD: is there a song you love in particular from the album Otro Sitio? (Let us remember that it was recorded at “Power Sound Studio” in Amsterdam by Paul Pouwer). 

Not really…. because it depends on the mood of the day and the spur of the moment. And one cannot compare the lively ‘Apucarana’ with the intensely emotional ‘Melopea’ or the melodic ‘Hacia Ti’ with the dreamy pure sound impression of ‘Temple del Amstel’. 


In a word, how would you define Otro Sitio or more specifically the music of Livio

It’s Livio Gianola all over




Adrian: do you want to talk to us, when you played the guitar? 

Ferruccio: how much time have we got? 
I’ll be glad to answer to this question in extenso the next time…. 
I hope you will understand. 


Well, Adrian, I thank you for the time that you gave me, and I salute you leaving a space for your remarks, which I call "the telepathic question". 

I envisage a great future for LivioThere is nowadays an ever greater need for true music after ages of noise, more noise, and so much more noise that it becomes totally unbearable and damaging. 
Or as I sometimes say: I have nothing against a touch of romanticism, nor against true emotion.