lunedì 30 marzo 2015

Il film tratto da un libro con il maggior incasso di sempre al tasso d’inflazione

Questo record culturale fa il paio con quello di lunedì scorso Il film tratto da un libro con il maggior incasso di sempre

In un commento nell’articolo citato avevo annunciato la sorpresa, se così si può definire. 

Il titolo dell’articolo è più o meno simile, ho aggiunto soltanto Al tasso d’inflazione


Si parla del film Via col vento, tratto dall’omonimo romanzo di Margaret Mitchell


Un film che non passa mai di moda visto che negli Stati Uniti viene ancora proiettato occasionalmente da alcune sale cinematografiche. La pellicola tratta dal libro, dal 1939 al 2011, avrebbe incassato globalmente 400.176.459 dollari e correggendo la cifra con il tasso d'inflazione i dollari guadagnati sarebbero ben 3.301.400.000


Un degno record culturale


Rossella O'Hara non era una bellezza; ma raramente gli uomini se ne accorgevano, quando, come i gemelli Tarleton, subivano il suo fascino. Nel suo volto si fondevano in modo troppo evidente i lineamenti delicati della madre - un'aristocratica della Costa, oriunda francese - con quelli rudi del padre, un florido irlandese. Ma era un viso che, col suo mento aguzzo e le mascelle quadrate, non passava inosservato. Gli occhi verde chiaro, senza sfumature nocciola, ombreggiati da ciglie nere e folte, avevano gli angoli volti leggermente all'insù. Le sopracciglia nere e folte piegavano anch'esse verso l'alto, tracciando una strana linea obliqua sulla sua candida pelle di magnolia - quella pelle così apprezzata dalle donne del Mezzogiorno, che la riparano con infinita cura dai raggi ardenti del sole della Georgia mediante cuffie, veli e mezzi guanti. 


Grazie per la lettura.




domenica 29 marzo 2015

Le crocchette al salmone di William Faulkner

Se Ernest Hemingway è il padre della mia ispirazione letteraria, William Faulkner è la madre. Se ho letto tutto Hemingway, Faulkner non è molto lontano. 

Dopotutto lo scrittore di New Albany compare sul mio blog numerose volte e anche lui, come d’altro canto molti altri grandi scrittori di presenza sul mio blog, è sempre al centro della mia ricerca in rete di curiosità a trecentosessanta gradi che ne esaltino la personalità.    

Ecco, ora non so se il fatto che William fosse ghiotto di crocchette al salmone sia degno di nota, ma merita comunque un posto nella mia rubrica dedicata alla cucina. La chicca mi arriva dal sito The Kitchn ed è segnalata dallo scrittore e storico di Faulkner, John T. Edge

Per conto mio devono essere molto buone e meritano un posto in tavola in queste giornate di fine quaresima. 

Tornando invece al mero aspetto letterario di Faulkner, questo che segue è l’incipit del suo romanzo a più portata popolare, lo indovinate? 

Da dietro lo schermo di cespugli che circondava la sorgente, Popeye guardava l'uomo che beveva. Un sentiero appena visibile portava dalla viottola alla sorgente. Popeye guardò l'uomo – un uomo alto e magro, senza cappello, con un paio di vecchi pantaloni di flanella grigia e una giacchetta di tweed sul braccio – venire giù per il sentiero e inginocchiarsi a bere alla sorgente. 
La sorgente scaturiva alle radici di un faggio e fluiva su un fondo sabbioso ondulato a volute. Era i circondata da un folto di canne, rovi, cipressi e eucalipti sul quale, come dal nulla, si posavano chiazze di luce. Da qualche parte, nascosto, segreto e tuttavia vicino, un uccello cantò tre note e tacque. Alla sorgente, l'uomo che beveva teneva il viso accostato alle miriadi di infranti riflessi del suo bere. Quando si tirò su, vide in mezzo ad essi il riflesso scheggiato della paglietta di Popeye, anche se non aveva sentito alcun rumore. 
Vide, che lo fissava di là della sorgente, un uomo minuto, le mani nelle tasche della giacca, una sigaretta che gli pendeva sul mento. Indossava un vestito nero, con una giacca stretta e corta. I pantaloni, rimboccati una volta, erano incrostati di fango sopra le scarpe infangate. Il viso era di uno strano colore esangue, come visto alla luce elettrica; contro il silenzio assolato, con quella paglietta di traverso e i gomiti un po' in fuori, aveva la piatta crudeltà della latta pressata. 

Grazie della lettura e buon appetito!

sabato 28 marzo 2015

Master Class di chitarra flamenco in Italia del Maestro Livio Gianola

La vetrina di questa settimana è dedicata alla prima Master Class che terrà in Italia il Maestro Livio Gianola, rivolta al perfezionamento della chitarra flamenco.  




Le lezioni, con un numero massimo di 12 allievi effettivi, si svolgeranno presso la sede dell'Associazione Bandistica Musicale Vivace: Centro Vivace via Papa Giovanni XXIII 10 | Ponteranica (BG), nelle giornate di sabato 16 maggio e domenica 17 maggio 2015, dalle ore: 11.00-13.00 e 15.00-19.00. 

Per i partecipanti è richiesto almeno un livello intermedio di padronanza dello strumento (5° anno di conservatorio vecchio ordinamento). Possibilità di partecipare come allievi uditori. Preiscrizione obbligatoria non rimborsabile entro il 30 aprile 2015. 

Per informazioni su costi e modalità di prenotazione: 
Associazione Bandistica Musicale Vivace: bandavivace@gmail.com 
www.bandavivace.com 
www.liviogianolaliveconcerts.com 

La Master Class sarà preceduta nella serata di venerdì 15 maggio alle ore 21 da un concento nella formazione di Livio Gianola Trio: con Livio Gianola alla chitarra 8 corde, Stefano Lanza al flauto traverso e Francesco Perrotta alle percussioni.

L’evento su facebook.    


Per partecipare alla vetrina, ora anche su google plus, seguite le istruzioni su Una settimana su facebook, oppure scrivete a Ferrugianola@hotmail.com 

Grazie per la lettura!



venerdì 27 marzo 2015

Sognare di vendere il nome del dominio del mio blog

Credo che questo periodo di notti ricche di sogni sia alla fine. Potrei sbagliarmi ma, il cambiamento dell’ora, da settimana prossima influirà parecchio sul mio metabolismo e sulla mia attività onirica. 

Nell’avvicinarsi al cambio fatidico tuttavia i sogni continuano a manifestarsi con frequenza e, dopo aver sognato di vendere felicità, sono stato di nuovo protagonista di una fantasia dalle connotazioni commerciali. 

Questa volta il protagonista della nottata è stato il mio blog, o più specificatamente il nome del dominio del mio blog. Cose che lasciano secco. 

In poche parole sulla porta di casa mi sono trovato di fronte un paio broker di una start up dedicata alle aste di vendita di domini per il web e con mio enorme stupore mi sono accorto che il mio Otium era sulla lista dei nomi da acquistare e distribuire sul mercato, perché molto appetibile. 

Sono rimasto lì. Ma da quello che ho scoperto c’è un mercato enorme nella vendita dei domini e pare sia un business particolarmente fecondo, specialmente all’estero, ma da qualche tempo anche in Italia il fenomeno è presente. 

I motivi per cui sono risaliti al mio nome e cognome mi sono alquanto difficili da intuire ma i due broker sapevano tutto. Erano pronti a fare carte false perché a quanto pareva che il mio blog  possedeva un dominio ben posizionato nei motori di ricerca con molte chiavi di ricerca (come poi mi hanno dimostrato in pratica) e a detta dei due esperti aveva questi cinque punti di forza: 

1 - FerruccioGianola.com è un dominio di primo livello 

2 - Ferrucciogianola.com è un nome chiaro ed esplicito, senza trattini e caratteri particolari nel mezzo 

3 - Ferrucciogianola.com ha un traffico di 1000 utenti unici giornalieri

4 - FerruccioGianola.com è un dominio di sole due parole 

5 - FerruccioGianola.com ha solo google rank 3 ma è ben posizionato in Alexa Rank 

Alla fine ho venduto il tutto per un vitalizio perpetuo, ma poi mi sono svegliato.  
Be’, in ogni caso, se il sogno si dovesse avverare venderò il blog. Ma i soldi devono essere davvero tanti, perché c’è dentro tanto della mia vita. 

Per voi lettori spero solo che una mattina non ci si presenti su Otium al posto delle mie nefandezze pseudo letterarie qualche donnina nuda (per voi uomini) o qualche maschietto in costume adamitico (per voi donnine). Almeno io spero così, ma magari è quello che desiderate. 

Grazie per la lettura!

giovedì 26 marzo 2015

Come evitare di finire nello spam con la posta elettronica

Un articolo di Riccardo Scandellari sulla corretta gestione della posta elettronica dal titolo Il Personal Branding inizia dalla e-mailmi ha spinto a redigere questo articolo, riprendendo in parte un discorso già iniziato a febbraio dell’anno scorso con L’importanza della posta elettronica

Purtroppo vedo che le cose non cambiano. Nei miei diversi indirizzi di posta elettronica continuano ad arrivare molti messaggi con le richieste più disparate. Molte di queste pretese finiscono direttamente nello spam, altre però, forse troppe, filtrano lo stesso. 

Di solito io sono molto attento nell’uso della posta, non trascuro nessun dettaglio quando interpello per qualche motivo qualcuno e, perdonatemi, desidero sia fatto lo stesso con me. Ora i sistemi per contattarmi sono parecchi. Trovate un mio account in quasi tutti i social esistenti e non si parla di fake. Sulla pagina Chi sono ci sono diverse informazioni che possono venirvi utili. Basta che mi trattiate come una persona e io sono a vostra disposizione. 

Però non mi dovete inserire in una Mailing List e mandarmi tutto quello che vi pare o peggio ancora trattare i miei indirizzi come se fossero stati trovati nel sacco della rumenta

Ho deciso perciò di fare un po’ di pulizia. Ora se non mi conoscete e volete entrare in contatto con me e scrivermi ed evitare di finire nello spam con la posta elettronica, seguite queste due semplici regole:   

Oggetto 
Mettete sempre l’oggetto della vostra missiva. È una cosa da niente, ma chi legge sa subito di cosa si tratta ed io è la prima cosa che leggo. Non pensate che tutti lo facciano, nei giorni scorsi ho ricevuto quattro messaggi senza oggetto. Ora tutto quello che arriva senza oggetto non verrà più letto e cestinato al volo.

Un’intestazione personalizzata 
Leggere il corpo di un messaggio di posta con una intestazione dove ci si sente presenti fa piacere. Nulla di complicato: “Ciao Ferruccio”, “Buongiorno Ferruccio”, nulla di complicato, ma fatemi avvertire la sensazione che sapete almeno chi sono. Sappiate che non leggo più nulla di automatico e di non personalizzato, neppure se mi arriva dal Presidente del Consiglio. 

Grazie per l’attenzione e per la lettura!

mercoledì 25 marzo 2015

K - Nel mare del tempo, intervista a Elisabetta Cametti

Katherine Sinclaire è una donna in carriera, intensa e vera, nata dalla vivida fantasia della scrittrice Elisabetta Cametti: ora questo personaggio passionale, dopo le avventure vissute in “K - I guardiani della storia”, risultato nella top ten dei libri più venduti del Corriere della Sera, è anche l’eroina di questo nuovo romanzo “K - Nel mare del tempo, pubblicato a settembre dell’anno scorso dalla casa editrice Giunti - già tra i 10 libri più apprezzati del 2014 secondo un sondaggio di Panorama

È proprio di questi giorni anche la partecipazione dell’autrice alla manifestazione internazionale Cortinametraggio come unica donna finalista, dove, di questo ultimo romanzo, ha presentato il booktrailer. Una location ideale per una piccola intervista: 


Ciao Elisabetta, com’è Cortina? 

Un luogo magico. Sono cresciuta sulle Alpi e l’atmosfera che si respira in montagna mi affascina sempre. 


A parte le battute, chi è Katherine Sinclaire e cosa combina in K- Nel mare del tempo

Katherine è una donna intensa, vera. Una donna che vive di momenti: non guarda mai al passato, non carica il futuro di troppe attese e cerca di dare un senso al presente. Qualsiasi cosa succeda, non smette mai di sognare… perché il tempo dedicato a costruire i sogni ha la forza di rendere possibile l’impossibile. 


Katherine ha lavorato per anni in una casa editrice e in K I guardiani della storia si è trovata coinvolta in un terribile intrigo archeologico dove ha rischiato di perdere la vita. 
K Nel mare del tempo si svolge un anno dopo. Katherine non si è arresa e ha ricominciato a costruire il proprio futuro partendo dalla passione per la scrittura. Durante la presentazione del suo primo romanzo, un uomo si spara di fronte a lei dopo averle lanciato un anello antico con incisi due nomi. Tormentata da una catena di omicidi e da cinque libri enigmatici, Katherine sarà di nuovo risucchiata in una caccia al tesoro sanguinaria che la metterà sulle tracce di Angelica, una donna misteriosa vissuta nel Medioevo. Seguendo i dipinti che la ritraggono, Katherine finirà nei cunicoli battuti dagli eretici in fuga e scoprirà l’esistenza di un tempio sotterraneo creato da uno stratega per proteggere un manufatto antico, testimonianza di uno dei più straordinari segreti della storia. 
In un tumultuoso viaggio dalla Bretagna, la terra delle maree, ai nascondigli prealpini di Fra Dolcino, Katherine capirà di essere legata ad Angelica da un filo invisibile ma fortissimo… più forte del destino che sta per guidarla verso una scelta da cui non c’è ritorno. 


Quanto c’è di te in lei? 

In Katherine le mie esperienze si fondono con le mie aspirazioni. Katherine è la parte di me che non vede ostacoli, che non si preoccupa delle conseguenze. La mia voce amplificata all’ennesima potenza per urlare i valori in cui credo. 
Entrambe viaggiamo con due bagagli. Quello delle esperienze, che contiene la vita fino a qui vissuta: i traguardi raggiunti ma anche gli sbagli fatti, i momenti da ricordare così come le difficoltà che vorremmo lasciarci alle spalle. E quello dei sogni. Tutte e due lottiamo per fare in modo che il bagaglio dei sogni sia sempre il più grande. 


Cosa ti aspetti dai lettori con questo sequel

Che si lascino coinvolgere dalla trama e seguano Katherine dentro gli eventi, amando, soffrendo e lottando insieme a lei. 


La tua è una storia particolare: da donna manager dell'editoria a scrittrice, come si mettono d’accordo le due cose? 

Amo il mio lavoro e non potrei fare a meno di scrivere. Cerco di dedicare a entrambe le cose tempo qualitativo e non lascio che una prevarichi sull’altra. 
Il lavoro mi impegna durante il giorno, ma è un forte stimolo alla creatività: mi porta a conoscere persone, visitare posti, vivere gli attimi e sperimentare nuove emozioni. La scrittura appartiene alla notte… il silenzio della sera aiuta la concentrazione. 


Quale pensi sia il tuo punto di forza come scrittrice e quale ritieni (se c’è) sia il tuo punto debole? 

Su questo tema l’unica risposta che vale è quella del lettore. 
Posso dire che mi diverte scrivere trame complesse, ricche di personaggi le cui storie si intrecciano, di misteri che mentre si dipanano conducono a nuovi enigmi, di cambi di rotta inaspettati. E mi piace pensare che i miei non siano semplici thriller, ma romanzi che bruciano di emozioni. 
Per quanto riguarda i punti deboli, ce ne sono sempre tanti. Ma li considero una sfida a migliorare. 


Isabel Allende accende una candela: tu hai dei rituali quando scrivi? 

Una tavoletta di cioccolato fondente può essere considerata un rituale? ☺ 
A parte gli scherzi, per concentrarmi ho bisogno di serenità: scrivo sul divano, con la mia cagnolina Tremilla acciambellata sulle gambe. 


Il momento migliore per scrivere? 

La notte: l’idea di “creare” mentre il resto del mondo dorme mi dà grande energia. 



Libri di carta o eBook? 

Entrambi. Lavoro nell’editoria da quasi vent’anni e si può dire che il profumo della carta stampata mi scorra nelle vene. Però apprezzo molto anche gli eBook: puoi viaggiare con centinaia di libri senza sentirne il peso. 


Non ti chiedo il tuo scrittore o la tua scrittrice preferita. Voglio di più. Tempo fa su facebook circolava una catena in cui ci si taggava chiedendo i dieci libri che più hanno influenzato la crescita personale. Ora non devi taggare nessuno, ma te la senti di citare dieci titoli? 

Mia madre mi ha trasmesso l’amore per la lettura. Leggo da quando ero piccola e non ho una preferenza di genere. Le mie letture “di evasione” sono dettate dallo stato d’animo e inizio sempre un nuovo libro prima di finire quello in corso. Ho molti libri nel cuore ed è difficile fare una classifica, perché identifico ognuno di essi con una sensazione, un momento particolare, un pensiero. Tutti rappresentano una crescita e da ogni libro ho imparato qualcosa, nel bene e nel male. Come sosteneva Plinio il Vecchio: “Non c’è libro tanto cattivo che in qualche sua parte non possa giovare”. 


Bene, non ti chiedo altro Elisabetta, ti ringrazio tantissimo per il tempo che mi hai dedicato e ti saluto lasciandoti alle prese con la mia solita domanda telepatica, ormai un must delle mie interviste, vedi tu cosa rispondere. 

Ho in mente la trama del terzo romanzo della serie K: Katherine scoprirà la verità sconvolgente che ha portato Angelica al rogo e si batterà per dare un senso al suo sacrificio. Ma in questo momento sto scrivendo un nuovo thriller, ad alta tensione e dal ritmo molto accelerato. La protagonista sarà ancora donna e sempre con una K nel nome. 

Grazie per l’intervista: davvero interessante! ☺

Grazie per la lettura!