venerdì 19 dicembre 2014

Un anno di blogging

Continuiamo con i post di riepilogo annuali, perfetti e innocui in questo periodo di feste, anche per non affaticare i lettori con articoli impegnativi. 

Oggi raccolgo una top ten con alcuni dei post più letti sul mio blog. 

C’è però bisogno di qualche chiarimento prima di darveli in pasto: questi che seguono sono sì tra i post più letti, ma dalla scelta sono esclusi quelli appartenenti alle varie rubriche. 

Niente Record culturali e piatti di cibo legati ai libri: gli articoli di queste rubriche compariranno nei prossimi giorni in liste specifiche. Come faranno parte di liste specifiche anche le curiosità di scrittori celebri e i post legati alle vetrine

Credo in ogni caso di riproporre qualcosa che è andato molto bene nel corso dell’anno. Magari, visto che ci siete date un’occhiata all’oroscopo per vedere se le cose sono andate come da previsione, ma si parla anche di film, di libri, di vizi, di cose belle e di personaggi della storia

A spasso nella storia con Mankind 
I cento film da vedere in vita 
Aggiungi il titolo di un libro al post 
Dieci motivi per smettere di fumare 
Come cambiare il nome delle pagine facebook 
Cinque colonne sonore motivazionali 
Oroscopo 2014 per scrittori e blogger 
Le cose belle del 2013 
Come proteggere i libri dalla polvere 
I dieci libri preferiti da Ulisse

giovedì 18 dicembre 2014

Gente passata sul blog nel 2014

Un anno giunto quasi alla sua conclusione. Il momento di cominciare con i ringraziamenti.  Nell’attesa di ripartire nel 2015 con altri personaggi del mondo culturale italiano e non solo, visto i recenti incontri che ho avuto, approfitto di queste giornate prefestive per ringraziare tutti coloro che quest’anno mi hanno dedicato qualche minuto del loro tempo

Un ringraziamento più che doveroso. Un augurio di trascorrere serenamente le feste e uno splendido anno nuovo. 

Anna da Re e il mondo del Digital PR 
Otro Sitio di Livio Gianola: le impressioni di Adrian Rooymans 
Intervista efficace… mente ad Andrea Giuliodori 
Come diventare un vero blogger: qualche domanda a Dario Vignali 
Ali il nuovo romanzo di Andrea B. Nardi: l’intervista 
Rapinatore per gioco, il ritorno sul blog di Antonio G. D’Errico 
Intervista a Franco Forte: non soltanto Gengis Khan 
Skande rivela come vivere senza lavorare 
In alto con Salvatore Negro 
Intervista a Monica Triglia e al suo L’altra faccia della Terra 
Sul sentiero di guerra con Domenico Rizzi 
Conquistiamo il Paese del Sol Levante con Dario Tonani 
Cinque domande a Gianluca Arrighi con la scusa de L’inganno della memoria 
Luca Tom Bilotta: come avere un bel nome da scrittore 
La Camorra di Mario Perrella raccontata ad Antonio G. D’Errico 
La croce sulle labbra, la scusa per un’intervista a Edoardo Rosati 
Il mondo letterario di Stefano Pastor 
Alessandro Napolitano e il mondo di Electric Sheep Comics 
Intervista a Eraldo Baldini: dal Gotico Rurale a Nevicava sangue 
Il West di Domenico Rizzi

mercoledì 17 dicembre 2014

L'articolo più brutto di sempre

Periodo festivo, post che passano inosservati o quasi. La faccenda durerà, penso, sino al sei, sette gennaio 2015. 

Giusto così. La cosa migliore in questo periodo è rilassarsi e fare solo le cose che divertono, se possibile. 

Di conseguenza penso non sia il caso di buttarsi in post e in articoli impegnativi. Così cominciamo con il pubblicare i post di riepilogo e quei post che dovrebbero servirmi per migliorare il palinsesto del prossimo anno. 

Bene, eccoci all'articolo più brutto di sempre, ma non si tratta di un Record culturale ma soltanto di un’idea spinta a verificare un po’ ciò che i i lettori non desiderano leggere su questo blog

Quello che vi chiedo consiste nel segnalarmi un post o un articolo (o più di uno)  che in passato per un motivo o per l’altro vi hanno urtato o vi hanno dato fastidio o semplicemente li avete trovati inutili e brutti 

Non so magari un post che vi ha fato rimbalzare al volo, senza un motivo cosciente. Qualcosa proprio che avete trovato illeggibile.

Magari un post che per qualche settimana vi ha tenuto lontani dai miei aggiornamenti e vi ha fatto riflettere sulla possibilità di bannare per sempre la mia piattaforma dalle vostre visite. 

Ecco, se avete qualche articolo mio con evidenti lacune da segnalare, questo è il momento giusto per farlo. Non mi interessano i motivi specifici, non siete tenute a porgermi delle scuse e neppure dovete temere la mia suscettibilità. 

Ditemi soltanto che quel tale post non vi è piaciuto e sarò io a impegnarmi per capire il motivo per cui non andava. 

Se invece un simile problema non lo avete mai incontrato mi fate contento ma evidenziate pure questo particolare, sempre in un commento.

martedì 16 dicembre 2014

La letteratura è maschio o femmina?

Ci sono forme d’arte che sembrano essere esclusiva di determinati sessi, penso per esempio a certi campi della musica e della pittura, dove la presenza femminile latita del tutto. 

Non così sembra essere per la letteratura. 

È però bastato un articolo pubblicato riguarda all’attività letteraria di Isabel Allende per costringermi a fare delle riflessioni anche in questo campo, riflessioni suscitate da questo mio commento:

Vedendo i commenti io ho solo pensato che, benché la narrativa sia universale, tocchi temi affini in alcuni al sesso femminile e altri al mondo maschile 

Veniamo al dunque: la letteratura è maschio o femmina? O forse faccio meglio a dire: la narrativa maschile e femminile sono uguali o muovono corde differenti nei lettori? 

Se prendiamo in esame La top ten dei miei scrittori preferiti, dove la presenza femminile risulta assente - diventa lampante che il sottoscritto tende a favorire un determinato tipo di narrativa. Ma c’è davvero una differenza sostanziale da come scrive un uomo da come scrive una donna. 

È ovvio che non sto sollevando una polemica sulla qualità della scrittura vera e proprio ma intendo parlare dei temi e dei messaggi che si vogliono comunicare, visto il modo in cui poi si può affascinare o abbindolare il lettore. Non riesco a immaginare un Moby Dick scritto da una donna per esempio. 

Come sarebbe improponibile una Giovane Holden o una Werther travolta dai dolori, sempre usciti dalla penna di una donna. Nello stesso tempo confesso di essere rimasto affascinato da un romanzo come La mia Africa di Karen Blixen

Ma vorrei che da questo post - senza scadere in luoghi comuni - escano dei contributi in grado di offrire un’analisi se non proprio dettagliata utili per approfondire ulteriormente la faccenda. 

Insomma datemi una mano.

lunedì 15 dicembre 2014

La più grande biografia mai scritta in un unico libro: quella su Sai Baba

Avete mai sentito parlare di Sathya Sai Baba

Immagino di sì. Io ne avevo sentito parlare. 

Ma molte cose le ho scoperte grazie alla ricerche che ho fatto dopo che mi è stato segnalato che su di lui è stata scritta la più monumentale biografia di sempre mai scritta. 

Tra le cose che più mi hanno colpito c’è quella riguardo allo slogan Love all, Serve all (Aiuta sempre, non ferire mai) che caratterizza le attività filantropiche dell’Hard Rock Cafè. 

Si dice sia stato ispirato dalle parole di Sai Baba, di cui Isaac Tigrett, uno dei fondatori della catena, era devoto. 

Adesso non so se nella biografica è scritto questa particolarità ma la ritengo sia assai probabile,  visto che la monumentale opera sul celebre religioso e predicatore indiano scomparso nell’aprile del 2011 - rilegata in un unico libro - consta di ben 32 volumi, scritti tra il 1996 1 il 2007 da A.V. S. Raju

Nonostante la frenetica attività di costruttore che ha contraddistinto 45 anni della sua vita, Raju ha pure trovato il tempo di dedicarsi alle attività letterarie, culturali e sociali e ha guadagnato un grande nome come scrittore. 

È stato membro di numerose associazioni sociali e letterarie in Andhra Pradesh. Ha scritto più di 10.000 poesie su vari argomenti. 

A.V.S. Raju dice anche che continuerà a scrivere e ad aggiunger contenuti alla biografia. 

Un altro record culturale servito e certificato dai Guinness dei Primati.


domenica 14 dicembre 2014

Con Cormac McCarthy anche il cibo sa di poesia

Uno dei libri più belli che ho letto negli ultimi anni è Cavalli Selvaggi di Cormac McCarthy. Ne ho parlato diverse volte in altri articoli del mio blog. 

È il primo volume della cosiddetta Trilogia della frontiera e forse anche il più emblematico ed evocativo. 

Un ottimo regalo da fare a qualche appassionato di letteratura in questi giorni di festa. Nel romanzo ricordavo la presenza di momenti dedicati al cibo e come al solito ho creato una top five

Anche il cibo con Cormac McCarthy sa di poesia

1 - Lei aprì il forno, tirò fuori una teglia di panini appena fatti, ne mise uno in un piatto, glielo portò insieme al coltello per il burro e tornò alla cucina sfiorandogli la nuca con la mano. 

2 - Comprarono affettati, formaggio, una pagnotta, un barattolo di maionese; una scatola di cracker, una dozzina di scatolette di wurstel, dodici bustine di koolaid, un trancio di bacon, qualche scatola di fagioli; due chili di farina di mais e una bottiglia di salsa piccante. 

3 - Come in un picnic aprirono a terra la pezza di tela in cui la donna aveva avvolto il cibo e, appoggiati indietro ai gomiti e con le gambe incrociate in avanti, spiluccarono le quesadillas, i tacos e i bizcochos all’ombra degli alberi, masticando pigramente e osservando i cavalli. 

4 - John Grady si avvicinò e prese in tasca il proprio coltello. I fichi d’India, ancora freddi per la notte, tinsero le loro dita di rosso. Li pelarono, li mangiarono, sputando i semi durissimi e cominciarono a togliersi le spine dalle dita. 

5 - John Grady, che era l’unico cliente, appoggiò il fucile al muro, ordinò huevos revueltos e una tazza di cioccolata, aspettò che la roba arrivasse e si mise a mangiare con calma. Trovò il cibo saporito, bevve la cioccolata alla cannella, ne ordinò un’altra e mangiò una tortillas arrotolata guardando i cavalli fermi nella piazza al di là della strada. 

Buon appetito!