martedì 13 luglio 2021

Alla faccia di Churchill

Si racconta che lo storico, militare, giornalista, ministro e Nobel per la letteratura britannico Winston Churchill ebbe a dire che gli italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre. Malgrado le decine di siti autorevoli che citano questo aforisma non si sa se sia veramente una frase sua o sia soltanto uno di qui detti che passano alla storia, ma l’altra notte ho pensato che siano gli inglesi a perdere le partite come se fossero guerre, alla faccia di Churchill. 

 

Se Winston Churchill è responsabile di quell’aforisma che ho citato nel paragrafo iniziale se lo dovrebbe rimangiare e riferirlo più che altro ai suoi compatrioti visto come si sono comportati poche sere fa. 

Insomma non sono tra coloro che considerano il calcio uno sport da femminucce. Lo seguo e ci gioco da quando sono bambino e ancora adesso confesso di essere un po’ una sorta di dottor Jekill e mister Hide mentre guardo i momenti più coinvolgenti di un incontro di calcio. 

La gente deve stare lontano da casa mia mentre gioca l’Inter o la Nazionale, ovviamente se vuole evitare che i bambini imparino certe colorite imprecazioni. 

D’altra parte considero il calcio un sport atipico

Uno sport dove non sempre vince il migliore e dove il gioco leale è più che altro usato a sproposito. 

Nel mondo del calcio ci sono giocatori furbi e giocatori scorretti. C'è di tutto.

Ci sono giocatori esemplari e leali ma anche dei soggetti poco raccomandabili (Benito Lorenzi, detto Veleno strizzava i testicoli dei difensori avversari quando non era visto, ma certi tuffatori e certi provocatori hanno un buon successo pure in questi tempi). 

E forse non vale neppure fare certi nomi. 

Ma tutto deve finire al fischio dell’arbitro e sapere che una partita è soltanto una metafora

Già, per me rimane una partita di calcio, magari metaforica ma non una guerra. Come ho già scritto in un altro post non perdo il sonno nel caso di una sconfitta e non sono neppure tra coloro che salgono in piedi su un tavolo di un bar a cantare e a ballare nel caso di una vittoria. Dopo la vittoria dell’Italia (del tutto meritata) sono andato a dormire come tutte le altre sere e mi sono addormentato a dispetto dei probabili caroselli in strada. 

Naturalmente il comportamento degli inglesi, sia sul campo sia sugli spalti mi ha lasciato perplesso. Sembravano davvero in uno stato di guerra. 

E ho subito pensato all'aforisma di Churchill al momento delle premiazioni. I Reali che scappano e i giocatori inglesi che sembrano dei fanti prigionieri  pieni di disprezzo per il nemico. 

E dei tifosi che dire? 

La pandemia ci ha ha fatto male. 

 

“Grazie per la lettura” 

 

Immagine - “The Roaring Lion” (Pubblico dominio

 

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