martedì 15 giugno 2021

Termini ed espressioni comuni che non digerisco

Ci sono termini ed espressioni comuni che non riesco più a tollerare. Troppe volte gli uni e le altre sono usati e usate a sproposito. Nell’articolo ne cito cinque: quelle che per me sono tra i termini più abusati, oltre a una espressione che non digerisco. 

 

Resilienza - Il mio post del 2016 Cos’è la resilienza, grazie al buon posizionamento sui motori di ricerca, continua a portarmi visite e lettori ogni giorno. Mi fa piacere, ma il mio era un post inchiesta. Quando lo scrissi non era neppure un termine abusato come adesso. Un termine che avevo conosciuto grazie a un programma di simulazione economico aziendale che facevo usare a scuola alla fine degli anni novanta e per molto tempo ho pensato che fosse confinato a esso. Certo che quando attendi davanti a uno sportello della posta e senti una persona dire che ci vuole molta resilienza nel fare la coda e aspettare il proprio turno ti cadono le braccia. 

Eccellenza - Credo che il termine l’eccellenza sia ancora più abusato di quello precedente. Ormai è tutta un’eccellenza. C’è una società che ci ha trasformati in schiavi ma siamo un’eccellenza anche solo per alzare un cartone. Un po’ di misura. L’eccellenza non è alla portata di tutti e non dovrebbe essere associata a tutti quello che ci piace in mnaiera soggettiva. 

Maestro - Ogni volta che scompare un artista si parla di un maestro. Anche in questo caso avrei molto da dire, anche perché ne ho conosciuto ben pochi di veri maestri. Ci sono i maestri. Ma non deve essere una voce di comodo utile solo a riempirci la bocca. Diamo del Maestro a chi è davvero un Maestro. 

Assolutamente sì - Un po’ colpa delle televisione. La maggior parte degli influencer che si vedono sulle schermo abusano parecchio di questa espressione. Un po’ colpa dei doppiaggi dei film di lingua inglese. Lo capisco, però a me non piace. Basta assolutamente e credo che anche La Crusca sia d’accordo con me. 

Sostenibilità - Ogni volta che faccio la spesa mi accorgo che tra cartoni, sacchetti, confezioni varie butto un terzo di quello che acquisto e mi si parla di sostenibilità. Compro un telefono o un computer e dopo un paio di anni sono entrambi sorpassati e li devo sostituire e mi si parla di sostenibilità. Non trovi un parcheggio libero e sulla strada ci sono sempre delle auto nuove e la mia è vecchia e la devo sostituire anche poi mi si parla di sostenibilità. Ogni giorni c’è qualcuno che scava, qualcuno che costruisce… e mi si parla di sostenibilità. 

 

“Grazie per la lettura” 

 

4 commenti:

  1. Resilienza, per altro, è anche una parola brutta da sentire. Sono d'accordo, l'utilizzo abbondante di certi termini, spesso pronunciati solo per farsi belli e senza avere idea di cosa rappresentino davvero, è solo un modo per svuotarli.

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  2. Più che "assolutamente sì" io non digerisco "assolutamente" come risposta affermativa, quando l'avverbio significa "in modo assoluto".
    Resilienza non l'ho mai sopportata.

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    1. Un termine che non uso affatto assolutamente: ti capisco molto bene

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