lunedì 7 giugno 2021

Un blog non morirà mai

L’immagine che ho inserito in questo post è presa dal mio blog e risale al novembre del 2011. Secondo i calcoli e le statistiche di Wikio, il mio blog, allora, era al quindicesimo posto tra le piattaforme letterarie più influenti in Italia. Facevo circa duecento lettori unici ogni giorno. Già allora c’era chi diceva che i blog erano morti. Ora di lettori unici ne faccio cinque volte di più. Ecco perché sono convinto che il blog non morirà mai. 

 

Ogni volta che capito su un post in cui celebrano, in qualche modo, i funerali dei blog, mi incavolo. 

È un qualcosa che non sopporto e che non tollero per niente, visto che solitamente sono frutto di pareri personali fatti senza nessun tipo di analisi tecnica. 

Insomma da quando ho aperto il blog ogni anno è la solita solfa. 

Una volta sono morti per il calo di commenti (sigh), un’altra volta per lo strapotere dei vlog, una volta per facebook, un’altra volta sono uccisi da Instagram e via di questo passo. 

Be’ io non vedo tutto questo cimitero di blog. 

I veri blog e i veri blogger, quelli che mi hanno insegnato qualcosa o che per qualche motivo ho preso a ispirazione sono ancora vivi e vegeti e sprizzano salute da tutti i pori e ogni giorno ho bisogno di sempre più tempo per andare a leggerli.

E non mi stanco mai.

D’altra parte nascono migliaia di blog ogni giorno, (molti di più di quelli che vengono chiusi e abbandonati) e si stima che al mondo ce ne siano più di mezzo miliardo. 

Il fatto è che mantenere in vita un blog è faticoso e non è alla portata di tutti. I contenuti devono essere scritti perché devono restituire un certo valore e non solo perché il blog me lo permette. 

È evidente che un blog ha le ore contate se viene usato soltanto e solo per scrivere sciocchezze e sostituire un social network

È chiaro che un blog ha le ore contate se li peso dalle visualizzazioni e non dal numero degli utenti. 

È chiaro che i blog hanno le ore contate se li valuto dai commenti che ricevo o peggio ancora dai like e dalle condivisioni che ottengono sui social. 

Non ci sono social (troppo dipendenti dai capricci degli algoritmi) in grado di restituire le conversioni che può portare un blog se portato avanti con impegno. 

Ovviamente dobbiamo usare dagli strumenti di monitoraggio validi e non affidarci allo stato d’animo momentaneo. 

Insomma, cerchiamo di capirci, non mi importa un fico secco se questo post, oggi, sarà letto da pochi lettori. 

Tra un mese, magari due, questo post sarà in cima ai motori di ricerca e suffragherà ciò che scrivo adesso: un blog non morirà mai

 

“Grazie per la lettura” 

 

Fonti: 

- 73 Statistiche Sul Blogging Che Devi Assolutamente Conoscere 

- Quanti blog esistono nel mondo 

- I blog non sono morti a causa dei social networks 

 

6 commenti:

  1. Mea culpa! Io sono tra quelli che pensano che i blog sono morti, lo ammetto. Morti forse è esagerato, diciamo vecchi arnesi informatici che non si fila più nessuno. Mi hai fatto ricredere.
    Gestisco il mio blog dal 2006 e ho passato periodi in cui ho avuto un certo successo. Poi la cosa è andata scemando, anche a causa della mia perdita di entusiasmo generata dalla mia pigrizia (preferisco di gran lunga leggere libri che scrivere).
    Oggi "sopravvivo" con un centinaio circa di visualizzazioni per ogni post, numeri ridicoli rispetto agli anni dello splendore. Ma va bene così, d'altra parte non è che m'impegni più di tanto per tenerlo vivo o dedichi ad esso grosse attenzioni, diciamo che lo considero un divertissement, per cui non posso pretendere più di tanto.

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    1. Nei post che ho linkato come *fonti di approfondimento, si dice che circa l'ottanta per cento di ciò che è più letto in rete proviene da blog.

      Se faccio un controllo delle query che mi mettono al primi posti delle SERP e le incrocio con i competitor anche in questo caso mi trovo blog.

      Il guaio è che crediamo troppo alle mode e spesso ci facciamo condizionare. La realtà è ben diversa.

      La stessa piattaforma blogger, che non copre più del cinque per cento del mondo legato al blogging, è stata riscritta l'anno scorso per adeguarsi a nuovi sistemi operativi ed essere più performante.
      Grazie Andrea

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  2. Sì, ogni tanto spuntano necrologi sui blog, secondo me perché certi non hanno di che scrivere. E poi non è assurdo scrivere che i blog sono morti... in un blog?

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  3. Soprattutto mi pare che al momento non ci siano alternative a un blog se si vogliono esprimere delle riflessioni scritte di media complessità: sui sociali è assurdo fare un tentativo del genere perché fra algoritmi, invecchiamento quasi istantaneo dei commenti (già poche ore dopo anche il pensiero più interessante è già sepolto da una valanga di meme e simili) e mancanza di una struttura/archivio (dove ritrovare il materiale scritto in passato) sarebbe tempo perso. E infatti pochissimi lo fanno: è fatica sprecata…

    Certo i blog potranno avere degli alti e bassi in base alla moda del momento ma in mancanza di alternative non mi pare corrano il rischio di sparire.

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    1. Esattamente Vapore Sodo, non ci sono alternative e se saliamo di livello con la complessità e ancora più impossibile farne a meno.
      Grazie

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