martedì 18 maggio 2021

Retorica tuttologa

Credo di essere davvero infastidito dalla retorica tuttologa che imperversa nella nostra società. La presunzione di certi personaggi di sapere tutto ha toccato il fondo. Nei programmi televisivi gira gente che crede di sapere tutto di calcio, di politica, di cultura, di economia e ovviamente di sanità. E non si riesce a toglierli di mezzo. Mi piacerebbe domandargli la capitale della Birmania… 

 

Uno dei miei limiti come scrittore consiste nel fatto che non riesco a scrivere di cose che non conosco. Anche se scrivo di fantascienza c’è sempre un fermo contatto con la mia realtà, e non parliamo del disagio che provo nello scrivere di cose legate ad aspetti storici. 

Ho provato una volta a scrivere un racconto che aveva come protagonisti dei legionari romani e mi sono sentito molto ridicolo. Dopo poche righe erano più le domande che mi facevo su di loro rispetto all’andamento del racconto vero e proprio. 

Ovviamente ho sempre lasciato perdere e so benissimo che non sarò mai un Valerio Massimo Manfredi. Non che non sappia nulla di Storia ma non saprei contestualizzarla in un racconto o in un romanzo senza apparire retorico. 

Credo sia anche un mio limite come blogger. Non riesco a scrivere post su cose che non conosco e non immaginate come mi dia fastidio la lettura di post e articoli il cui contenuto dimostra di essere stato scritto da un qualcuno che sa poco o  nulla a proposito di quello che sta trattando. Il tuttologo per eccellenza. 

A volte leggo post inprontati sulla cronaca e mi domando come si possa essere tanto superficiali nell’affrontare argomenti e tematiche che sono sempre in continua evoluzione e soprattutto mi domando come si possa toccare certi argomenti, anche di carattere sociale, senza avere un background adatto e specifico e magari provato sulla propria pelle. 

Una parte della rete, come una parte della televisione e della società e piena di tuttologi. Gente che parla di tutto e si crede di saper tutto ma basta davvero poco per rendersi conto la loro sicumera aleatoria. 

Spesso è sufficiente leggere con attenzione quello che scrivono per capire che non sanno nulla di quello che dicono. 

In questo modo ho conosciuto tuttologi esperti di blogging che non hanno mai aperto un blog e che parlano e commentano, parlano e commentano e scrivono sciocchezze dando lezioni di blogging. 

Ho conosciuto tuttologi esperti di musica che non sanno neppure quante siano le note, senza chiedere loro informazioni più precise sulle chiavi di violino o di basso per dirne una, ma danno lezioni di musica. 

Ho conosciuto esperti di filosofia soltanto perché conoscono una citazione di Kant, esperti di comunicazione solo perché usano i social. Esperti di televisione. Esperti di tennis. Esperti di cinema. Esperti di poesia. Esperti di geopolitica. Esperti di arte perché sanno chi è Banksy. Spesso tutto in un contenitore unico. Insomma esperti di tuttologia. 

 

“Grazie per la lettura” 

 

Immagine - “Studio” di Nino di Mei 

 

14 commenti:

  1. Una buona regola sarebbe quella di non scrivere relativamente a ciò che non si conosce. E, a volte, si dovrebbe ammettere a sé stessi che non c'è niente di male a non avere una opinione relativamente a certi argomenti per mancanza di conoscenza. Io stesso non ho un'opinione relativamente a certi argomenti proprio perché, magari a causa della loro complessità, non ne ho una conoscenza approfondita. Credo non ci sia nulla di male ad ammetterlo.

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    1. Già, bisognerebbe sempre chiedersi se è il cadi di scrivere quel post o altro, ma è una malattia contagiosa che ha preso piede con un certo tipo di costume alimentato dai media in maniera esponenziale. Una volta certi personaggi si fermavano e si rendevano ridicoli al bar.

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  2. Io vi vedo una forte relazione con l’assertività di cui ha scritto qualche giorno fa: da una parte è giusto esprimere ciò che si pensa ma dall’altra senza eccedere nell’errore di illudersi di essere i soli detentori della verità.

    Insomma il tuttologo di per sé non mi sembra un problema: lo può divenire se questi si illude di avere sempre e comunque ragione. In tal caso però basta evitarlo!

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    1. Dice bene: d'altra parte i contenuto del mio blog, come ho già avuto modo di scrivere sono dettati da un filo continuo, forse per farne un libro o forse per chissà cosa.
      Mi spaventa un po' il "peso mediatico" che certi tuttologi riescono ad avere restituendo un valore "falso" a una corretta informazione, per questo andrebbero "combattuti". Grazie a lei Vapore Sodo

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  3. Pensa io come mi sento quando ci sono uomini che dicono cos'è bene per noi donne!
    Tanti anni fa uno scrittore mi disse che stava preparando un libro sugli antichi Romani, forse rimasi perplessa proprio per i motivi che dici tu. Fu un grande successo, ma ancora di più il film che ha ispirato.

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    1. Me ne rendo ben conto e capisco anche che sia più facile pervenire al successo con una certa dose di retorica, anzi magari usandone molta specialmente se dobbiamo scrivere un libro ambientato al tempo di Roma antica. Io c'ho provato e come ho scritto nel post mi sono trovato in grosse difficoltà, non per la storia in se ma per le domande che mi facevano i legionari protagonisti.

      Grazie Sara

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    2. Buonasera e scusate se mi intrometto: Di quale libro e di quale film si trattava, Sara?

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    3. Le pietre della Luna.

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    4. Grazie Sara. Sono stato "amico" di Buticchi su facebook per qualche tempo. Non ho mai letto nulla di suo

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    5. Sicuramente si è preparato.

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  4. Concordo con te, io ho appena iniziato ma credo che questi pseudo esperti abbiano vita breve.

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    1. Insomma, lo penso anch'io, ma dipende molto anche dal ruolo che rivestono.

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  5. Uno dei motivi per cui ti seguo quasi ogni giorno è dato dalla mancanza di retorica nei tuoi post.

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    1. Ci si prova a usarla con il contagocce e solo quando serve davvero

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