giovedì 1 aprile 2021

Nascondere i fumetti di Tex Willer

Avete presente i tipi che nascondono i giornali pornografici nella copia di un quotidiano? Be’ io non l’ho fatto con Playboy e con riviste del genere, ma mi sono comportato allo stesso modo con gli albi di Tex Willer, allora quasi mi vergognavo che qualcuno mi vedesse acquistarli. 

 

Da bambino leggere un albo a fumetti di Tex Willer era un’impresa di quelle toste. Costavano troppo per un bambino di sette otto anni. Per fortuna ogni tanto c’era qualche ragazzo più avanti con l’età che me li prestava. Ma ricordo di non averne comprati molti, anche se avrei voluto farmi la collezione sin da subito. 

Le paghette che ricevevo mi davano la possibilità di comprarne due o tre all’anno, nei mesi estivi. 

In seguito però mi sono rifatto e adesso sono in possesso di centinaia di albi di Tex Willer. 

Non ho la collezione completa ma quasi. Ne ho riempito una parete di una baita. 

Da una decina di anni in verità ho smesso di comperarli a ogni uscita, ma credo che negli anni novanta e nella prima decade del duemila non abbia saltato un nuovo numero, senza escludere le ristampe, i Texoni e gli Almanacchi del West. 

A volte ne prendevo uno o due a settimana. 

Ora devo confessare che, i primi tempi, quasi mi vergognavo nel farmi vedere che a una certa età leggevo ancora gli albi con le gesta del ranger bonelliano. Non so il motivo. 

Se ci penso adesso mi rendo conto di quanto fossi stupido e ridicolo allora con quell‘atteggiamento, ma per un paio di anni li acquistai presso rivendite del tutto anonime e fuori dai miei giri consueti e facevo ben attenzione a farmi trovare in giro con un Tex Willer sottobraccio, quasi fosse una vergogna. 

Insomma per un consulente informatico, abituato a girare in giacca e cravatta, forse, era un po’ paradossale. Meglio comprare riviste professionali, magari legate al campo di attività, che leggere le gesta di Tex e dei suoi pards

Non lo so era la mia convinzione e per un po’ è stato un mio limite. Per fortuna a un certo punto ho superato questa specie di handicap psicologico. 

Non c’è da nulla da vergognarsi nel leggere Tex Willer, neppure adesso. Anzi con quello che si trova in giro forse bisogna vantarsi di leggere un buon Tex. E ora non mi importa un fico secco di chi mi può vedere con un albo di Tex Willer in mano. 

 

“Grazie per la lettura” 

 

Immagine - “Cavalli selvaggi” di Nino di Mei 

 

7 commenti:

  1. Da ragazzino andavo di Tex pure io, ma non li ho mai nascosti

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  2. Anch'io inizialmente nascondevo i miei fumetti Marvel quando li compravo in edicola.
    Credevo che i miei amici mi giudicassero e mi consideravo un po' inferiore perché loro quegli spicci magari li spendevano in alcool e sigarette, ma mi sono reso conto ad un certo punto che come spendevo i miei soldi era affar mio e dopo un po' ho smesso di preoccuparmene, ed a dirla tutta nemmeno loro hanno mai giudicato i miei acquisti cartacei.

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    1. Per me è durata qualche anno. A dire il vero nessuno mi aveva mai criticato, era una mia opinione dovuta a chissà che cosa: forse da bambino qualcuno mi aveva ripreso per il fatto che leggevo Tex e fumetti e inconsciamente mi era rimasto qualcosa. Scelta saggia e perfetta la tua.

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  3. Come ti dissi tempo fa, al mio paese la cartoleria è anche edicola. E siccome io compro diversi fumetti, un po' mi vergogno data l'età, e visto che diversi miei amici coevi non lo fanno più, e allora cerco di entrare quando non c'è nessuno, o credo non ci sia nessuno. Qualche volta vedo le facce strane degli altri avventori quando vedono che pago un fumetto e una rivista "Seria", perché per molti i fumetti non sono roba seria, non nei paesini del sud dell'Italia.

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    1. Ti capisco... sul fatto di considerare i fumetti una cosa poco seria ci sarebbe da scrivere un romanzo

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