giovedì 8 aprile 2021

La prima canzone che ho imparato...

La prima canzone che ho imparato credo sia stata Vecchio scarpone di Gino Latilla, successo sanremese del 1953. Ho ben pochi dubbi al riguardo. L’ho imparata talmente bene che ancora adesso la ricordo a memoria. Potrei cantarla in qualsiasi momento e difficilmente scorderei le parole del testo. Potrei scriverci anche un racconto attorno: anzi penso di averlo già fatto seppur in maniera indiretta. 

 

Ci sono cose che una volta apprese non si dimenticano più, anche se non se ne conosce il motivo. Si possono mettere da parte, poi basta un piccolo input e un lampo per riportarle alla memoria e ti ricapitano davanti agli occhi. Fanno parte della propria vita come il battito del cuore e il respiro

Potrei sbagliami ma credo che qualcuno mi cantava Vecchio scarpone, un successo sanremese dei primi anni cinquanta, prima ancora che fossi in grado di parlare o di camminare. Sembra un’esagerazione ma ne sono quasi sicuro. La mia memoria mi porta davvero molto indietro nel tempo. 

Magari era qualcuno che me la cantava come nenia per farmi addormentare. Forse era qualche tata che mi teneva compagnia mentre la mia mamma non c’era o magari era qualche signore che sentivo canticchiare su al’alpeggio, mentre mi facevo il riposino in mezzo a un prato avvolto in una coperta. 

Magari era stato mio padre insegnarmela. Può darsi anche che sia stato lui. Non lo escludo. Magari nel momento stesso in cui disegnava il lavoro che usato come immagine in questo post o magari la suonava con la fisarmonica dopo cena o la domenica pomeriggio. 

Be’ non è una canzone alla moda. Questo lo so. 

Non so neppure che significato inconscio rivesta nella mia vita e neppure non so che significato abbia nella storia della canzone italiana

Non so neppure perché abbia deciso di redigerci un post in tema a dire il vero. 

Colpa della primavera? 

Non so cosa mi ha preso, se devo essere sincero. 

Forse più che della primavera è colpa del quadro che vedo tutte le volte che percorro il corridoio di casa. 

Forse è un qualcosa di melanconico che ogni tanto mi assale senza che io sia in grado di capirne il significato. Qualcosa di malinconico che ha a che fare con una canzone. 

Boh, forse dipende dal fatto che scrivo e ogni piccolo dettaglio che si manifesta nei miei pensieri diventa fonte di ispirazione

 

“Grazie per la lettura” 

 

Immagine - “Scarpe vecchie” di Nino di Mei 

 

2 commenti:

  1. Non ho presente la canzone, ma il disegno è meraviglioso

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    1. Be' grazie mille, la canzone si trova anche su youtube

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