domenica 18 aprile 2021

Io, Holden Caulfield e le bistecche del collegio

Quando, leggendo la prima volta Il giovane Holden di Salinger, mi sono capitate davanti le pagine dove il protagonista sedicenne parla delle bistecche che alla Pencey Prep gli mettevano nel piatto il sabato sera, ho subito pensato ai miei tempi a Milano in collegio, quando, nei giorni di festa, capitava pure a me la stessa cosa. 

 

La mia adolescenza è per certi versi simile a quella di Holden, il protagonista del romanzo culto di Salinger, con le giuste proporzioni sia chiaro. Forse perché anch’io ho frequentato un collegio più o meno all’età del rampollo della famiglia Caulfield

Già, perdonatemi la presunzione, ma ci sono molti passi di quel romanzo che suscitano in me ricordi di quel periodo, e non solo per il menù del collegio, potrei scrivere una mezza dozzina di post senza tanta fatica. 

Tuttavia trattandosi di un articolo scritto appositamente per il mio Spuntino letterario, preferisco non divagare descrivendo angosce e solitudini varie, mi limito a soffermarmi sulla bistecca che a volte ci servivano in mensa. 

Un po‘ come Holden, anche per me, la bistecca in mensa era una pacchia. Voleva davvero dire che si trattava di un giorno di festa. Non capitava spesso a dire il vero. Anzi le bistecche in collegio si vedevano di rado. 

Forse una volta al mese, anche se la sola data precisa che mi sento di citare è quella del 31 gennaio, quando si celebrava la festa di Don Bosco. Ovviamente non era un giorno di vacanza, non si andava a casa, ma i Salesiani celebravano in pompa magna la ricorrenza. 

Le ore di lezione erano sostituite da una giornata dedicata al fondatore della congregazione e quindi tolta la mezza giornata occupata da incombenze di carattere religioso, c‘era più tempo poi per giocare a calcio o a calcetto e a biliardino nella sala giochi, senza dimenticare la proiezione del film in serata. 

Era grandioso anche il pranzo, quel giorno. Una vera festa. Perciò per noi convittori in mensa c’erano i tortellini in brodo e la bistecca. 

C’era della gazzosa in tavola al posto della brocca d’acqua di rubinetto (una bottiglia ogni sei ragazzi) e forse c’era pure il dolce. Ma soprattutto c’era la bistecca. Una bistecca di pollo o di tacchino. Al posto dei wurstel o del prosciutto cotto o della salsiccia, c’era la bistecca. 

C’era anche la focaccina per merenda in quelle giornate, ma la bistecca a pranzo era una vera delizia per noi ragazzi. 

Be’ lasciatemi dire che per me sono ricordi che non spariranno mai dalla mia mente e come Salinger ha già fatto, magari anch’io un giorno ci scriverò sopra una vera storia. 

 

“Grazie per la lettura” 

 

Immagine - “Lo studente” di Nino di Mei 

 

6 commenti:

  1. Aspetto dunque che ti metta a scrivere!

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    1. Le idee sono tante, poi non è detto che tutte si materializzino, c'è comunque nella mia produzione un racconto che ha a che fare con il collegio https://www.ferrucciogianola.com/2015/04/racconto-senza-titolo.html

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  2. Ho la tua copia del giovane Holden
    Alessia

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  3. Io invece ho fatto le elementari dalle suore e la mensa lì era pessima. Ma ti davano solo il primo, il secondo dovevi portartelo.
    Penso anche io che sarebbero da scrivere delle memorie sul collegio.

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    1. Le suore solo all'asilo le ho avute. Il collegio per me è stata un'esperienza esaltante. Ricordo quegli anni davvero con piacere.

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