lunedì 12 aprile 2021

A proposito di Copyright

Ho sempre guardato di malocchio chi copia e chi usa contenuti altrui in rete per farsi bello. Credo sia una delle cose più spregevoli che si possano fare. Copyright o no, ci vuole rispetto e deferenza per il lavoro altrui. D’altronde già con lo Statuto di Anna del 1709, documento considerato l’origine della legge sul copyright e voce che aggiunge un tassello ai miei Record culturali, si cercava di tutelare gli autori e impedire certe brutte abitudini. 

 

Mi dà fastidio quando viene usato qualcosa di mio in rete senza che mi venga segnalato. Mi dà ancora più fastidio quando questo mio lavoro è usato in maniera spudorata e senza nessuna rielaborazione personale. 

Più di una volta sono stato costretto a intervenire e lamentare questa forma di abuso. Credo, però, sia un vizio brutto da superare. 

È terribile rendersi conto di come ci sia ancora della gente superficiale e parassitaria che usa il lavoro altri per farsi bella, senza nessuna forma di deferenza e in modo vergognoso. 

Pochi giorni fa per esempio mi è capitato di trovare dei racconti pubblicati, con una chiara violazione del copyright, su un blog anonimo e insignificante. 

Volevo quasi intervenire e manifestare il mio disappunto, ma mi sono trattenuto quando ho visto la complicità e il lassismo che c’era nei commenti lasciati da altri lettori. Insomma ciò che mi ha indispettito è che nessuno tra i commentatori ha sollevato il problema, come se tutto fosse lecito, come se in rete tutto fosse di tutti. 

Conosco gente che è stata danneggiata da questa brutta pratica e non ha nulla a che vedere con il fatto che un lavoro sia gratuito o sia a pagamento e magari soggetto a copyright. 

Pubblicare materiale che non è di nostra proprietà è comunque una nefandezza e un torto verso il vero autore, indipendentemente dallo scopo che c‘è a monte. 

Ora questo post doveva servire soltanto come un’aggiunta ai miei tasselli dei Record culturali. 

Doveva servirmi a segnalare lo Statuto di Anna (con un lungo titolo originale: "An Act for the Encouragement of Learning, by vesting the Copies of Printed Books in the Authors or purchasers of such Copies, during the Times therein mentioned"), un documento promulgato nel 1709 e che è entrato in vigore il 10 aprile 1710. 

Ne ho approfittato per colpire chi usa la rete senza nessuna etica, ma non dimentico di aggiungere che il documento citato è generalmente considerato il primo statuto completo sul copyright (il nome ovviamente è preso dalla regina Anna di Gran Bretagna, visto che fu promulgato durante il suo regno). 

Adesso è nei miei Record culturali, ma spero serva pure a far capire qualcosa - anche solo come messaggio subliminale - a chi è solito rubare e sfruttare in rete il lavoro altrui. 

 

“Grazie per la lettura” 

 

Immagine - “Pubblico dominio” 

 

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