venerdì 26 marzo 2021

Tutto il mondo è paese

Ogni tanto la rete non funziona. Insomma ti alzi una mattina è non è possibile connettersi. Mi dico che è colpa del posto dove abito, poi scopro che anche a Milano accade tutto questo e anche in certe parti della terra, quella ricca e prospera e avanzata, non ne sono immuni. Già, tutto il mondo è paese a quanto sembra. 

 

A causa della pandemia ogni tanto faccio delle lezioni e mi incontro online con altre persone per consulenze legate alle mie attività, ma non esco dal territorio italiano. 

Ogni tanto a me succede di non riuscire a collegarmi per la lezione, a volte per colpa della mia linea a volte per colpa della linea del mio interlocutore. 

Sul momento me le prendo con il nostro governo e con le società che gestiscono i servivi di questo tipo, ma so di sbagliare. 

Anche mio fratello Livio dà lezioni. Anche lui a causa della pandemia. Dà lezioni di chitarra in tutto il mondo con skype. Ha allievi tedeschi, olandesi, russi e anche due americani. 

Mi sono accorto però che anche con lui queste cose capitano di frequente e spesso le connessioni sono ballerine non solo a Dusseldorf o ad Amsterdam ma anche con chi sta oltreoceano. 

Ecco il punto. 

Ho sempre visto l’America all’avanguardia della tecnologia, sin dai primi tempi che ho iniziato a lavorare nel campo dell’informatica. Alla fine degli anni ottanta la maggior parte dei marchi che trattavo e la maggior parte delle aziende con l quali avevo rapporti di lavoro erano americane. 

Insomma mi ha lasciato un po’ interdetto scoprire che le connessioni, anche a Chicago e a Spokane, hanno gli stessi problemi del mio piccolo paese di montagna e molto più di frequente di quello che si potrebbe immaginare. Faccio quasi fatica ad ammetterlo a me stesso a dirla tutta ma confesso che questi aspetti mi fanno sentire tuttavia meno isolato. 

Già, tutto il mondo è paese varrebbe la pena di dire. Forse questa pandemia ci sta rendendo uguali a tutte le latitudini e a tutte le longitudini. 

Forse i miei problemi sono gli stessi di chi vive da tutt’altra parte. 

Certo è ben misera come consolazione ma la prossima volta che non ci sarà connessione per un problema tecnico mi farò una grassa risata, sapendo che anche sul pack del Mar Artico un pescatore Inuit si trova magari nella mia stessa condizione. 

 

“Grazie per la lettura” 

 

Immagine - “Piccolo mondo antico” di Nino di Mei 

 

4 commenti:

  1. Per il momento la rete non mi serve per lavorare e quindi sono molto tollerante, quando non funziona non la uso

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  2. Da qualche parte ho sentito che in ampie zone degli Stati Uniti la situazione è anche peggiore che da noi. Ma non ho dati per confermare. Comunque la connessione ballerina è uno dei tanti motivi di frustrazione sui quali non possiamo intervenire.

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    1. Mio fratello ha rinviato due lezioni il mese scorso per problemi che c'erano a Chicago...

      Senza dubbio è motivo di frustrazione, nelle ultime settimane va abbastanza bene, ma da metà gennaio a metà febbraio per me è stato un calvario.

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