giovedì 18 marzo 2021

Lo spartito di Ciao mare

Tra i primi brani che ho imparato a suonare con il sassofono c’è Ciao Mare di Raoul Casadei. Ero poco più di un bambino allora e avevo lo spartito in casa. Insomma, magari non ho ballato e non ho cantato quel valzer, ma l’ho suonato. Ecco cosa mi ha ricordato la morte recente del re del liscio. 

 

Se ci penso un poco, ci sono tanti piccoli e grandi aneddoti musicali nella mia vita e basta un niente per riportarli alla memoria. 

Per esempio non ho mai scritto sul blog che ho suonato la chitarra sul palco del Teatro Smeraldo a Milano, in un balletto basato sulla Carmen di Bizet contaminato dal flamenco. 

Non ho scritto da nessuna parte che ho fatto una serata in un locale della Val d’Intelvi suonando il basso con uno dei vecchi componenti del gruppo progressivo italiano de’ Il biglietto per l’Inferno

Credo invece di aver scritto in Pata negra che grazie al coreografo e ballerino Antonio Canales ho avuto l’onore di provare a suonare nella Cueva de El Candela a Madrid, locale storico e di fama mondiale, con i maggiori chitarristi di flamenco spagnoli di quel periodo. 

Però non ho mai scritto da nessuna parte che una sera a Milano, a casa di una amica, ho accompagnato il canto di una ragazza del tutto all’oscuro di chi fosse realmente e che poche settimane dopo avrei visto in televisione sul palco di Sanremo

Ho scritto molto invece dei momenti legati alla banda musicale del mio paese, con le prime stecche e i primi assolo

Magari ho scritto anche qualcosa riguardo ai momenti musicali con il gruppo creato in collegio a Milano

Forse in qualche racconto o in qualche post c’è il ritmo che davo con i timpani agli allievi sottufficiali in una caserma a Roma e il tempo passato in sala musica provando tutti gli strumenti possibili. 

Non ho mai scritto nulla però di Ciao mare e della fisarmonica di mio padre. 

Già perché poi andando molto indietro nel tempo, c’è lui che suona la fisarmonica e che mi invita a suonare, leggendo la musica sullo spartito comprato un’estate a Cesenatico: un luogo dove Raoul Casadei, la cui morte mi ha ricordato queste cose, era già una specie di leggenda. 

Insomma ci vuole davvero niente per collegare un triste fatto di cronaca a ricordi in grado di suscitare un mare di commozione e malinconia

Non lo so. Non ho mai controllato. Forse quello spartito di Ciao mare si trova ancora nel mobiletto che contiene la fisarmonica. Un mobiletto che non apro da decenni e una fisarmonica che ha più suonato soltanto un volta dopo la morte di mio padre. 

Forse è giunto il momento di riaprirlo. 

 

“Grazie per la lettura” 

 

Immagine - “Alba sul mare” di Nino di Mei 

 

2 commenti:

  1. Potresti scrivere un romanzo

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    1. Mi sono ricordato di altri aneddoti musicali proprio da ieri a oggi, magari un giorno ci scrivo un altro post... Per il romanzo? Boh

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