mercoledì 24 marzo 2021

La bella esperienza di Google +

Nella primavera di due anni fa google + ha chiuso i battenti per il pubblico. È stata una rete sociale che ho apprezzato molto più di quello che si può pensare, ma non la rimpiango, anche se in alcuni periodi è stata per me quasi fondamentale. Tuttavia non sono mai stato davvero succube di nessuna piattaforma social e la sua dipartita non mi ha sconquassato anche se è stata una bella esperienza. 

 

Avevo creato un profilo Google + appena la piattaforma era stata lanciata nel 2011. Era stato un editore mio amico a inviarmi l’invito per poter iscrivermi e accedere e, forse, per il motivo che molti dei miei interessi sul web erano basati sui servizi di Google, sin dai primi istanti ho sempre guardato e usato Google + con un interesse maggiore rispetto agli altri social del momento. 

Insomma lo avevo preso molto seriamente e ci credevo. D’altronde se fate una ricerca sul mio blog troverete molto articoli che ne parlano anche in maniera entusiastica. 

Ammetto anche che in diverse occasioni mi è stato utile dal punto di vista professionale, magari non come Linkedin, ma di sicuro più di facebook e di twitter

Tuttavia, nonostante una certa soddisfazione nell’utilizzo, ho sempre cercato di mantenere un certo distacco. So per esperienza che in rete un servizio gratuito può sparire sul più bello e quindi è sempre meglio essere preparati a un possibile abbandono. 

Infatti ho iniziato a interagire meno sulla piattaforma di Mountain View, appena mi sono reso conto dei risultati migliori che raccoglievo su linkedin e la dipartita di Google +, un paio di anni fa, devo dire in tutta confidenza che mi ha toccato minimamente. 

In fondo avevo iniziato a staccarmi e forse avevo smesso di crederci e di interagire in modo attivo nel momento in cui era scomparsa l’icona di condivisione sul blog. 

La ricordate no? 

Però non posso negare che il servizio che mi ha fornito nei cinque anni in cui sono stato un utente attivo è stato per molti versi positivo. 

Ho incontrato gente di spessore. Ho trovato delle comunità con le quali interagire è stato molto interessanti. 

Mi ha aiutato nel posizionamento di molti articoli nelle SERP dei motori di ricerca. 

Mi ha gratificato dandomi attestati di valore. Ha aumentato la reputazione del mio blog e della mia attività. Insomma un peccato che abbia deciso di chiudere. 

Ma come scrivevo all’inizio di questo articolo non ci sono rimpianti, in fondo è stata una bella esperienza

 

“Grazie per la lettura” 

 

8 commenti:

  1. Ho vissuto molto male la sparizione di google+: dal giorno della chiusura le visite al mio blog si sono DIMEZZATE, e ci è voluto un sacco per farle risalire. ancora mi brucia.

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    1. A parte i primi anni non mi sono affidato troppo alle piattaforme social e quindi non mi sono mai sentito penalizzato in quanto a visite. Però c'era per esempio l'Authorship che pareva una bella cosa.

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  2. Avevo cominciato a frequentare Google+ fin quasi dall'inizio ed ero riuscito a raccogliere oltre 40.000 follower. A quasi due anni di distanza i miei blog non si sono ancora ripresi dalla perdita anche tenendo conto del fatto che negli ultimi mesi di vita del social molta gente se ne era già andata. Mi manca anche un social dove c'era molta gente e il livello qualitativo era elevato.

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    1. Ricordo che eri molto attivo, e dici bene sul livello qualitativo: nulla a che vedere con facebook, twitter e instagram

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  3. Dell'epoca di G+ ricordo con nostalgia l'esplosione di visualizzazioni che ricevetti sui post del mio blog. Ma credo fosse più per merito di bot che per la reale funzionalità del progetto. Che comunque è stato un esperimento piacevole che non ha avuto il tempo di marcire come FB o Twitter.

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    1. Le visualizzazioni sul profilo erano frutto di un algoritmo più simile alle impressioni che a vere visualizzazioni, bastava un +1 sul proprio post frutto di un profilo con molti follower e queste salivano in maniera esponenziale (l'immagine che ho allegato la dice lunga). Per quanto riguarda le conversioni sui post credo invece che fossero in larga parte reali

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  4. Era più professionale di Twitter e di Facebook, è vero, però non l'ho mai visto come un potenziale concorrente. Non ha avuto la stessa affluenza, perché di fatto scopiazzava alla grande FB.

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    1. Credo sia stato gestito male, grande potenziale e alcune cose che si sposavano a meraviglia con i servizi di google, ma troppa dipendenza da quello che faceva facebook per poter decollare davvero

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