lunedì 11 gennaio 2021

La parola più cercata in rete nel 2020

Ho scoperto, mentre ricercavo spunti per dell’altro, che, secondo le statistiche di Google Trends, la parola più cercata in rete nel 2020, a livello mondiale, è stata Coronavirus. Confesso che a posteriori è facile immaginarlo visto come ci sta condizionando la vita. Magari questa parola ha ispirato anche dei racconti e dei romanzi di qualche scrittore. Non ne ho idea in tutta onestà. Io non l’ho usata molto e neppure mi pare di averla cercata tramite i motori di ricerca, ma i risultati parlano chiaro e se lo dice Google… 

 

Da quando è esplosa la pandemia alla fine di Febbraio dello scorso anno, una pandemia che purtroppo continua a tormentare le nostre giornate e a colorare con restrizioni e quant’altro il nostro futuro, per le mie ricerche ho sempre scelto covid19

Sul mio blog ho usato principalmente lo stesso termine e molte volte la voce pandemia. 

Adesso, dalle mie ricerche salta fuori che ho usato la parola Coronavirus tre volte sul mio blog. 

Una volta l’ho messa nel titolo di un articolo (La cultura non ci salverò dal coronavirus) e le altre due volte nel testo di altri due post. Insomma questa è la quarta volta se non erro e se non fossi andato a visionare le ricerche di Google Trends bei giorni scorsi, molto probabilmente non l’avrei neppure tirata in ballo, lo dico chiaramente. 

Ovviamente è un termine di uso comune in tutte le parti del mondo a quanto mi pare di vedere e forse è per questo che si spiega il primato. 

Coronavirus è un termine globale ed è naturale, dopo quello che è successo e che continua ad accadere, che sia stato il più cercato dell’anno, a tutte le latitudini, ed è naturale che ci siano miliardi di risultati nelle ricerche sui motori. 

Ma le cose vanno in questo modo. 

Detto questo, il termine mi sembra perfetto per un Record Culturale, magari qualcuno di voi lo troverò pretestuoso ma io sono convinto che non è finita. So convinto che anche che in futuro il termine Coronavirus creerà molta letteratura: sia di genere narrativo sia di stampo saggistico. 

Sui blog e con siti specifici. 

Perciò permettetemi di usarlo. 

Certo la speranza è che poco alla volta il termine perda importanza e che magari molli questo primato durante il 202. 

La speranza è che rimanga a memoria soltanto come storia e narrativa e non abbia più importanza per l’attualità e come ho già scritto per colorare il nostro futuro di obblighi e restrizioni. 

 

“Grazie per la lettura” 

 

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