giovedì 24 dicembre 2020

Il lungo inverno freddo

Pochi giorni fa è iniziato l’inverno. Mi attendono i tre mesi più freddi dell’anno se tutto va come devono andare la stagione. Questo aspetto però non mi crea nessun tipo di fastidio. Il fatto che le giornate comincino di nuovo ad essere più lunghe di luce mi caricano e mi tolgono quel senso di apatia che di solito mi accompagna in autunno. 

 

È un lavoro di William Faulkner ad avermi suggerito il titolo di questo post, anche se meteorologicamente non ha nulla da spartire con me. 

Ho preso il titolo scimmiottando quello straordinario racconto che è La lunga estate, inserito nell’opera Il borgo. Certo a molti non dirà nulla o magari senza saperlo assocerà questo titolo più facilmente al film che ne è stato tratto. Il film con Paul Newman: La lunga estate calda

Be’ non so cosa dire riguardo a questo libro, un’opera che ha ispirato pure Garcia Marquez nei suoi Cent’anni di solitudine. Flem, Eula Warner, i primi che mi vengono in mente ma ci sono altri mirabolanti e incredibili personaggi. Ecco da dove arriva Il lungo inverno freddo, banale per dirla tutta. 

Magari avrei dovuto pensare a un altro romanzo, ma nel momento in cui ho abbozzato questo post mi è stato del tutto naturale pensare a Faulkner.  

Incredibile, il freddo e la neve mica esistono nella narrativa Faulkeriana, fatta come è di sudore, calore, afa, paludi, e poi cotone e tanti uomini di colore e servitù di colore e vecchi personaggi pieni sino al midollo di aristocrazia sudista. 

È del tutto fuori luogo un’associazione di questo tipo. 

Lo so, mi piace però pensare che possa trattarsi di un modo per estraniarmi dal freddo. Un modo per non sentirlo,  in maniera metaforica. 

E allora fingerò che, nei prossimi giorni e poi nelle prossime settimane e poi nei prossimi mesi e almeno sino al ritorno della primavera, le temperature non siano vicine allo zero ma siano simili ai luoghi narrati nella narrativa di Faulkner

 Nel prossimo periodo fingerò di non avere addosso un piumino ma di essere in giro soltanto con una polo a maniche corte… 

Magari fingerò pure di non mangiare arance e zuppe caloriche ma al contrario gustare tipici piatti estivi del Golfo un po’ come quelli che piacevano tanto a William Faulkner

Non è escluso che in questo modo, l’inverno, alla fine, non sia poi tanto freddo e lungo. 

 

“Grazie per la lettura” 

 

Immagine - “Nella neve” di Nino di Mei 

 

6 commenti:

  1. Mai letto niente di Faulkner, magari con il 2021

    Buone feste

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    Risposte
    1. Il 2021 sarà l'anno buono per leggerlo.
      Buona feste anche a te e ai tuoi.

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  2. Perdonami non ho ancora letto il post ,ma vorrei lasciarti i miei auguri per questa giornata un po insolita... magari sotto certi aspetti .Però ci siamo e ringraziamo ,nonostante tutto .Ti lascio un abbraccio e tanti auguri !!

    Con stima e affetto ...

    L.

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  3. Ho adorato molto Paul Newman come attore e in quel genere di film e onestamente non sapevo che "la lunga estate "fosse un film tratto dal racconto di William Faulkner.

    Il modo in cui hai stilato anche il post dubito che mi faccia dimenticare di questo scrittore,se non il desiderio di leggerlo un giorno ...

    Buona serata

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