domenica 20 dicembre 2020

I dolci più amati dagli scrittori

Non amo particolarmente i dolci ma sul mio blog se ne è parlato spesso. La colpa non è mia tuttavia ma è degli scrittori che invadono i miei spazi con i loro spuntini letterari. Adesso sono indeciso tra panettone e pandoro e magari lo è pure qualcuno di voi. Ecco il perché di questo articolo con i dolci più amati dagli scrittori, magari sono fonte di ispirazione per il pranzo delle festività… 

 

Sul mio blog con gli articoli Il pandoro di Plinio il Vecchio e Il pan del Toni di Ludovico il Moro potete scoprire come sono nati questi due dolci tipicamente natalizi, magari si tratta soltanto di leggende ma sono dei gustosi spuntini letterari da rileggere. 

Dopotutto non bisogna neppure imparare a farli, visto che in un qualsiasi supermercato, in questi periodi, li trovate a tonnellate e in tutte le forme. 

Però io non è che ci vada troppo matto, anzi. Io se dovessi scegliere quale dolce vorrei per Natale, non avrei duibbi e andrei sulla torta di mele. 

Magari una torta di mele con il gusto e la fragranza come quella che preparava mia madre. Ma dubito di poter essere in grado di farla proprio in quel modo. Non è escluso che non ci provi anche se sono molto scettico sul risultato finale. 

Adesso potrei cimentarmi pure in alcuni dei dolci che hanno suggerito a più riprese i grandi scrittori sul mio blog. 

Comincio con I muffin al cioccolato di Margaret Atwood, dolci poco italiani a dire il vero ma che sono presenti in versioni più industrializzate, a volte, nella mia prima colazione. 

Non è così per La torta rovesciata all’ananas di Kipling, ho mangiato talmente poche volte l’ananas che neppure mi viene in mente di provare un simile dolce. 

La stessa cosa posso dire sia de’ La torta al pomodoro di Sylvia Plath e de’ La torta al formaggio di Stephen King, a tutta prima dolci di matrice troppo anglosassone, ma posso sbagliare. 

Diverso è il suggerimento presente nella Colazione da Truman Capote con il tiramisù, un dolce apprezzassimo da mio padre e un pochino anche dal sottoscritto. 

Il dolce di Natale di George Orwell non mi stuzzica, ma Orwell rimase sempre Orwell

L’ultimo dolce a essere citato ha a che fare con le Le palle di Mozart, dolci che danno il titolo a un mio racconto. Ora con la chiusura causa virus non sarà semplice salire sino a Salisburgo a fare una scorta, credo però che non sia difficile trovarli in un supermercato. 

 

“Grazie per la lettura” 

 

4 commenti:

  1. Vado sul classico panettone a Natale, bella carrellata di post

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Magari riesco a preparare una torta di mele, mi piacerebbe.
      Grazie

      Elimina
  2. Be' io ho sempre preferito il pandoro di marca, in testa Bauli e Melegatti, ma ultimamente mi convincono certi panettoni d'autore con amarene o marrons glacés, e prima o poi vorrei provare quello al pistacchio, il tutto rigorosamente artigianale.

    Indagherò sul pandoro di Plinio e sul pan di Ludovico, per amor di storia. Anglosassoni... no!

    Buona torta di mele e Buon Natale!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Patrizia, io non conosco tutti i gusti che ruotano attorno ai panettoni

      Buone Feste

      Elimina

Questo blog ha i commenti in moderazione.

Info sulla Privacy