venerdì 6 novembre 2020

La missione di un social

Ho inserito come immagine in questo post uno screenshot del mio profilo Instagram. Uso quella piattaforma una volta ogni due giorni ma mi serve per postare soltanto immagine artistiche. Niente altro. Instagram lo vedo solo come una account utile al mio mondo legato all’arte. Ma ogni social dovrebbe essere usato per un motivo specifico, perché ogni social ha la sua missione. 

 

Diffido dei social media manager che usano twitter per postare immagini di Instagram e diffido ancora di più della loro professionalità quando scopro che non hanno un profilo su linkedin

Diffido di chi usa twitter, facebook, instagram, youtube come se fosse un unico calderone e per fare tutto quello che passa per la testa. 

Diffido di chi spaccia professionalità varie sui social e non si serve dell’unico vero social di tipo professionale: linkedin, il solo che dà visibilità grazie alle competenze e alla completezza del profilo (non si può bleffare). 

Insomma potrei andare avanti e raccontare della mia diffidenza verso l’uso più o meno mirato sui vari social. Però per farla sembrare più facile vi dico come me ne servo io. 

Facebook e twitter sono senza ombra di dubbio i social che più ho usato e quelli che meno mi hanno dato, e negli ultimi anni, come ho raccontato pure in altri post, ho mollato un po’ la presa.  

Facebook lo uso principalmente per gestire le mie pagine, il profilo ormai ha quasi del tutto esaurito la carica che aveva i primi tempi. 

Basta piatti di cibo, basta sciocchezze e interazione mediocre, uso il profilo per condividere i post delle pagine, ben consapevole del fatto che alla piattaforma non importi nulla di tutto ciò, specialmente se ciò che viene postato porta fuori dalla piattaforma stessa. 

Uso ancora qualche gruppo, ma per avere risultati, anche in questo caso, il gruppo deve essere mirato e non generico, come deve essere mirato e non generico il post pubblicato. 

Per fortuna l’esperienza di facebook e twitter mi hanno impedito di prendere sottogamba gli altri social. 

Con Instagram non avrò numeri spaventosi ma le pubblicazioni, ben pilotate dagli hashtag danno luogo a interazioni che sono per la quasi totalità portate avanti da profili legati al mondo dell’arte. 

Di Linkedin ho già detto come la completezza di tutti i quadri del profilo possa aiutare a ottenere riscontri. 

Anche  Youtube, dove gestisco un paio di canali, continua a fare il suo ottimo servizio, ma anche in questo caso le pubblicazioni sono mirate e ben indirizzate. 

Insomma usare un social come passatempo non fa male a nessuno, ma se da esso si vuole ottenere qualcosa di più specifico bisogna fare delle scelte ben precise. Le mission non possono essere lasciate al caso. Mai. 

 

“Grazie per la lettura” 

 

3 commenti:

  1. Mi piacciono i tuoi post su linkedin e ormai non me ne perdo uno, per il resto non ho altri social ma sono d'accordo con te che ogni posto deve parlare nella maniera giusta

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    1. Ogni voce ha la sua autorevolezza se usata nel luogo adatto, vero!

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    2. Dimenticavo: se usata nel modo adatto e nel luogo adatto

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