sabato 5 settembre 2020

Autunno nell'aria

Pian delle Betulle
Qualche anno fa facevo più distinzioni con le stagioni. C'erano quelle che amavo più del solito e quelle che non sopportavo, ma con il passare del tempo mi sono reso conto che adesso le apprezzo tutte. Mi piace il gelo dell'inverno, il verde della primavera, il caldo torrido dell'estate e l'autunno nell'aria preannunciato dagli ultimi temporali estivi e dalle prime frescure. 


Dalle mie parti, in questi primi giorni di settembre, alle otto di sera ormai è buio. I calzoni corti sono ritornati ripiegati nell'armadio e una leggera frescura, dovuta a qualche fitta pioggia, ha sostituito l'afa estiva in camera da letto. 

Probabilmente con il covid19 non ci sarà il consueto raduno degli Alpini al Pian delle Betulle: evento che nel mio essere segna un po’ la chiusura di tutte le feste estive, anche se ormai sono decenni che non ho più occasione di farci una visita. 

Be' senza entrare troppo nei ricordi devo dire che una volta non mi piaceva questo periodo, mi deprimeva e mi faceva già pensare insistentemente all’estate dell’anno successivo: come se ci fosse di bello solo quella stagione. 


Faedo
Adesso mi è del tutto indifferente. Adesso non ci sono più differenze tra le stagioni, per me. Non sono tutte uguali visto che ognuna ha i suoi pregi e i suoi difetti ma le apprezzo tutte. 

Ovviamente, oggi, per la vetrina settimanale, dopo aver dedicato degli artistici alla primavera e all’estate non potevano mancare delle opere che ritraggono dei momenti autunnali, considerando i colori. 

L'acquerello che ho messo in testa al post, ritrae la Chiesa della Madonna degli Alpini al Pian delle Betulle. Dalle mie parti credo sia conosciuta da tutti e non si trova molto lontano da casa mia, siccome posso arrivarci tranquillamente a piedi nel giro di un paio di ore. 

Quella chiesa riveste molta importanza e fu costruita e consacrata nel 1959. Furono i superstiti di un gruppo di alpini del Battaglione "Morbegno" a volerla, in seguito a un voto fatto nel gennaio 1941 in Albania


Luogo imprecisato
Le altre due opere sono invece delle tele a olio. Una ritrae il maggengo di Faedo. La tela è piuttosto datata e non credo che oggi uscirebbe allo stesso modo. 

È cambiato molto quel posto. 

Tuttavia, il sottoscritto, ricorda addirittura i sassi presenti sulla carrareccia che l’attraversano.  

L’altra opera invece ritrae un luogo che al momento mi sfugge. Non riesco a decifrarlo, anche se molto probabilmente ci sono passato decine e decina di volte. 

Chissà quante volte i miei piedi hanno calpestato quel sentiero. 



“Grazie per la lettura” 


Tutte le opere presenti sono di Nino di Mei.

8 commenti:

  1. Sempre delle opere deliziose

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  2. Questa combinazione opere d'arte di Nino di Mei e racconti/ riflessioni, ormai consolidata nel blog, mi piace dal primo post in cui è stata proposta (mi sembra di avertelo fatto presente, a suo tempo) e ogni volta conferma le buone impressioni iniziali.

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  3. Scorgo belle connessioni in questo genere di post ed è interessante anche come il trascorrere del tempo ci faccia rivalutare e apprezzare tutte le stagioni.

    Buona serata


    L.

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  4. Anche a me le stagioni piacciono tutte. In particolare mi piace avere il tempo per notare i piccoli cambiamenti quotidiani che conducono da una stagione all'altra.

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    Risposte
    1. Una volta le cose erano diverse ma adesso le apprezzo tutte

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