martedì 4 agosto 2020

L'arte non ha sesso

Arte Nino di Mei
L'altro giorno mi è capitato di leggere una notizia in cui si parlava di quote rosa al museo. Capite subito cosa significa, credo non ci sia bisogno di ulteriori spiegazioni e capite subito che il sottoscritto non è affatto d'accordo su questo tipo di ripartizione. Ora tutti gli esseri umani sono giuridicamente uguali ma l'arte non ha sesso e certe iniziative la mortificano invece di elevarla. 


Ho sempre pensato che l'eccellenza artistica nasca da speculazioni di tipo filosofico. Solo in questo modo riconosco gli artisti: siano essi pittori, scultori, musicisti o scrittori, donne o uomini che siano. Non ci posso fare nulla: li ho sempre visti in questa ottica. 

Ciò significa che l’arte non è alla portata di tutti, sopratutto perché a molti non interessa per davvero confinata spesso a fenomeno di costume e quindi dozzinale e di poco valore, utile solo a darsi un’aria snob. 

Di conseguenza trovo intollerabile qualsiasi ingerenza che si va a costituire per imporre qualcuno per meri dettami di carattere politico. Insomma, spero di non essere frainteso, ma trovo di scarso valore artistico imporre delle quote rosa in un museo, come troverei di scarso valore artistico qualsiasi altra forma di imposizione e ingerenza.  

L'arte nella sua essenza dovrebbe essere meritocratica - o almeno io l’ho sempre considerata meritocratica -.e quindi non dovrebbe prestarsi a certi giochetti. 

Le opere, se sono valide, dovrebbero essere esposte indipendentemente da chi le ha realizzate, uomo o donna che sia. Vecchio o giovane che sia. 

Lo so, è abbastanza semplice cadere in luoghi comuni con un simile post, specialmente se un post del genere si legge con sufficienza e con le fette di salame sugli occhi. 

Ma l’arte è grande. 

E più è grande, più si distacca dalle misere operazione di marketing tanto d moda in un periodo come questo. 

Si distacca pensando ai sacrifici che hanno caratterizzato la vita di un Van Gogh o quella di un Ferdinand Celine. Non vi sarà difficile essere d'accordo con me condiscenda quello che è una certa storia culturale e artistica. 

Devo dire che io trovo intollerabile anche l'appoggio politico con cui sono esaltati certi artisti contemporanei e il sistema con il quale i social manipolano i valori. 

Ovviamente non amo certe correnti e lobby che fanno il bello e il cattivo tempo in base alle loro necessità.  

Ma questo non ha nulla a che fare con l'arte o con quella che è l'eccellenza artistica. 



"Grazie per la lettura"

6 commenti:

  1. Purtroppo il valore delle opere d'arte, che è già in parte soggettivo, diventa aria quando ci sono interessi a spingere e tirare. Le quote rosa comunque non mi piacciono, anche se mi rendo conto che le donne sono portatrici di una sensibilità diversa da quella maschile, perciò sarebbe una ricchezza che entrambe le sensibilità fossero equamente rappresentate. Non so quale mezzo mi sarebbe gradito a tale scopo. Forse non esiste.

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    1. Tempo fa, Daniele Imperi, sul suo blog, pubblicò degli incipit scritti dai lettori in maniera anonima, bisognava indovinare se si trattava di donne o uomini. L'arte dovrebbe essere presentata in maniera anonima, senza spinte di nessun genere. Ma non funziona a questo modo. Fai un concorso letterario e devi avere una tessera politica o fare parte di una cricca, lo stesso vale se hai un concerto da proporre. La qualità non la guardia più nessuno, per questo non tollero iniziative come quella che ho citato. Grazie

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  2. Appena è possibile mi porti in una galleria d'arte. Poi ci scrivi un racconto
    Alessia

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  3. Con l'arte il discorso è complicato. Io ribadisco fermamente che la maggior parte delle persone è cieca dinanzi all'arte (tranne, in qualche caso, l'arte che esprime) e pertanto l'arte ha bisogno di medium, ossia del combinato disposto di galleristi, critici, professori che ci devono dire che ciò che vediamo è arte. Anche se non lo è. Ci sono esperimenti in tal senso, come il barbone fake che suona in una stazione e, nonostante sia un musicista di vaglia, riceve meno "mance" del suo competitor vero barbone e musicista dilettante. Concordo in toto sulla asessualità dell'arte, quale che sia. C'è il caso dello scrittore che mandava opere di Bukowski ai concorsi e venivano sommamente ignorate. Insomma, verrebbe da dire... "Non è arte nostra". Ciao ciao

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    1. Vedo che la pensiamo allo stesso modo
      Grazie Massimo

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