lunedì 24 agosto 2020

Il primo romanzo a fumetti italiano

Arte Nino di Mei
È assai probabile che sul mio blog, tra i Record culturali, c'è già qualcosa di simile, ma La rivolta dei racchi di Guido Buzzelli mi è finita davanti agli occhi per caso nelle scorse settimane. Ora leggendo tra le righe ho scoperto che, a detta delle fonti, si tratta de' Il primo romanzo italiano a fumetti. Un Record Culturale: detto, fatto! 


Cominciamo con lo scrivere che La rivolta dei racchi si tratta di un lavoro a fumetti creato da Guido Buzzelli: uno dei mostri sacri del fumetto italiano. La storia fu pubblicata nel 1967 su Lucca Comics Almanacco in occasione del Salone Internazionale dei Comics. Ma non ebbe successo per qualche anno, ha avuto una storia piuttosto travagliata. 

All’inizio passò quasi inosservato e il vero exploit del romanzo a fumetti si ebbe qualche anno dopo grazie all'intervento del fumettista francese Georges Wolinski. Lo notò in una bancarella a Napoli, ne rimase colpito e in seguito lo fece pubblicare in una rivista francese nel 1970 decretando il successo di Buzzelli anche in quella nazione.

Ora, risulta essere, secondo le fonti che trovate in fondo all’articolo e come ho già segnalato nel paragrafo iniziale, il primo romanzo a fumetti italiano. 

Ovviamente, perdonatemi, non so nulla a l riguardo. I fumetti per me sono gli albi di Tex Willer, un po' di episodi di Zagor e qualcosa di Mister No ambientato in Brasile. Al limite ci sono quei vecchi fumetti di Super Eroica con episodi legati alla seconda guerra mondiale non sempre frutto della finzione, ma non credo che si possano definire romanzi, anche se ho provato a scrivere delle storie partendo dai fumetti di Tex

Insomma il genere stesso di storia che La rivolta dei racchi porta avanti non mi ispira più di tanto, ma mi sento in dovere di dedicargli un posto come primatista di un mio Record culturale visto che sembra più che meritato. 

Certo se lo conoscete vi invito a lasciare un vostro parere in merito. A me piacerebbe poter raccontare qualcosa in più ma non ho molte frecce nella’arco per poterlo fare. 

D’altronde la stessa rubrica dei record culturali si presta alle segnalazioni più che a veri approfondimenti. Ma come ho detto, se volete farli voi, non dovete fare altro che approfittare dei form dei commenti. 

Magari qualcuno di voi, anche solo per caso, ne ha in casa una copia. 



“Grazie per la lettura” 


Fonti: 

- Buzzelli, l'inventore dimenticato della graphic novel

- Guido Buzzelli - La rivolta dei racchi

13 commenti:

  1. Di Tex ne ho letti a bizzeffe, il signore di cui parli non lo conosco

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    1. Tex è Tex, Buzzelli è la prima volta che lo sento anch'io

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  2. Non so che dire, credo che però bisognerebbe considerare che il termine "romanzo" per indicare una storia a fumetti era già stato utilizzato anche prima. Almeno per quanto riguarda Diabolik, sono sicuro che sugli albi compariva (forse compare tuttora) la dicitura "romanzo completo", anche se si tratta di fumetti. É anche vero che Diabolik è comparso nelle edicole agli inizi degli anni '60, quindi parliamo di due pubblicazioni comunque molto vicine fra loro a livello cronologico.

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    1. Mi sono fatto questa domanda quando ho scritto questo articolo: quale sarà il criterio che lo stabilisce? Avrei dovuto girarla nel post.

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  3. Come "romanzo a fumetti" si intende una storia a fumetti non appartenente a cicli o a serie, quindi una storia indipendente, fatta e finita e pensata per essere letta in maniera autonoma. Come, appunto, un romanzo: la differenza che passa tra un film e un telefilm. Per questioni di marketing a volte passa l'idea che questa differenza riguardi un discorso qualitativo, ma è ovviamente sciocco. Di contro, per esempio in Italia, certi tipi di fumetti hanno spazio solo in un ambito di "graphic novel", penso alle autobiografie, ai fumetti più intimisti, che magari in un contesto di serie come Tex o Diabolik o Topolino hanno meno senso.

    La rivolta dei racchi nel dettaglio è ancora attualissima ad anni di distanza ed è uno dei capolavori del fumetto italiano. Buzzelli è un autore sottostimato per le sue qualità. Piccola nota a margine, visto che si parla di Tex, il primo Texone fu proprio disegnato da Buzzelli, anzi in un certo senso si può dire che la collana sia nata proprio perché Bonelli desiderava vedere Buzzelli all'opera sul ranger.

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    1. Grazie mille Ettore, un prezioso contributo. Sono un divoratore di fumetti e magari anche esperto di Tex, ma non so nulla di graphic novel. Mi sembrava carino segnalarlo come Record culturale nella mia rubrica. Hai chiarito il significato

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    2. A disposizione! :) Quando si parla di fumetti mi si invita a nozze.

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    3. Ti segnalo in separato commento questo pezzo dal mio sito, scritto da Ned Bajalika, sul fumetto in questione, visto che non sono sicuro che la cosa possa far "piacere", sentiti libero di non pubblicarlo se viola le regole di casa :)

      https://www.lospaziobianco.it/guido-buzzelli-la-rivolta-dei-racchi/

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    4. Figurati, va benissimo, grazie

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    5. Anzi, se permetti, Ettore, lo aggiungo nelle fonti

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    6. (perdono, ho sbagliato a scrivere il cognome di Ned, che è Bajalica e non Bajalika)

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    7. Ho appena letto la biografia, non lo conoscevo
      Grazie ancora: un lavoro davvero prezioso

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