martedì 21 luglio 2020

Oggi sarebbe stato il compleanno di Hemingway

La prima volta che ho letto un libro di Ernest Hemingway, mi sono chiesto:"Ah, si può scrivere in questo modo?". Una domanda che potrebbe essere l’incipit per il saggio che ho già approntato da tempo. La risposta a questa domanda è: “certo, si può scrivere a quel modo” e oggi, che di Hemingway sarebbe stato il giorno del suo compleanno (nacque il 21 luglio 1899 a Oak Park), sono ancora qui a leggerlo e a parlare di lui. 


Il primo romanzo che mi sono preso in casa di Hemingway è stato Fiesta. Prima di allora non avevo mai letto nulla, neppure a scuola. Sapevo chi era Hemingway, ma conoscevo i titoli dei suoi libri più dai film che da una lettura delle pagine vera e propria. 

Be’ fu una folgorazione (inconscia) quel romanzo. Mi capitò qualcosa che non mi sarei aspettato. Non per la storia in sé, ma per lo stile di scrittura. Man mano che leggevo le pagine mi chiedevo cosa avesse di speciale lo scrittore americano, ma non riuscivo a smettere di leggere. 

Ero come ipnotizzato. Non c'era retorica nella sua scrittura, non c'erano barocchismi, non c'erano, a prima vista, virtuosismi stilistici, era il contrario di quello che mi aspettavo da un romanziere che aveva vinto un Nobel. Scriveva di cose normali in maniera normale, senza gonfiarle: con tutta la verità possibile. 

Be' nel giro di pochi mesi mi portai in casa tutta la sua produzione tradotta in italiano e quella domanda: "Ah, si può scrivere in questo modo?" me la sono posta molte altre volte ed è assai probabile che l'incipit del saggio In viaggio con Hemingway prenderà spunto da questa domanda. 

Dopotutto quasi tutti i suoi racconti e quasi tutti i suoi romanzi rispondono a quella domanda. A parte qualche passo elegiaco frutto più che altro dello status raggiunto come scrittore c’è sempre quella scrittura limpida e semplice a farla da padrone in maniera oggettiva.  
Ecco. 

Mi piace ricordarlo in questo modo oggi. Sarebbe stato il suo 121 compleanno. Parlò di lui tutti gli anni e credo di non avergli mai dedicato tra i miei numerosi post che lo hanno protagonista un articolo del genere. Provate a dargli una lettura o una visitina. 

Ce ne sono per tutti i gusti, ne sono certo. Per averli sottomano non dovete fare altro che cliccare su questa etichetta: "Ernest Hemingway”. 

Non resterete delusi. 

Io non scrivo altro mi limito a fare gli auguri e a condividerli sui miei canali: 


#BuoncompleannoErnestHemingway 



"Grazie per la lettura"

4 commenti:

  1. auguri al mio omonimo

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  2. È bello che tu gli dia voce ...sembra davvero che lui viva anche attraverso il tuo blog... genere di bellezze che si fondono!


    L.

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