lunedì 27 luglio 2020

L'inventore della tastiera qwerty

Christopher Sholes è stato un inventore statunitense: è lui, l'inventore della tastiera qwerty, record culturale associato a questo post. Il tutto è accaduto nel 1873. Ovviamente, grazie al suo brevetto, Sholes è considerato anche tra i padri della macchina da scrivere. 


Negli anni novanta lavoravo nel campo della computer grafica. Mi occupavo di sistemi CAD. Ricordo che c'era sempre qualche particolare tecnico da usare quando si installava una nuova stazione di lavoro presso qualche cliente, sopratutto bisognava ricordarsi di configurare correttamente il tipo di tastiera in uso. 

La mancanza sui layout di caratteri accentati tipici del nostro alfabeto non era semplice da digerire quando ci si trovava una tastiera americana e bisognava ricordarlo nei file di configurazione. 

Detto questo però non mi sono mai fatto delle domande sul modello qwerty usato per le tastiere, sia delle macchine da scrivere sia dai computer attuali. 

Certo non avrei mai pensato che l'origine e la nascita di questo standard andasse indietro di quasi centocinquant'anni. 

Ora per chi non lo sapesse, qwerty è il più comune schema per tastiere alfanumeriche

È utilizzato nella maggior parte delle tastiere per computer e anche per le tastiere delle macchine per scrivere. Il nome deriva molto semplicemente dalla disposizione delle lettere nei primi sei tasti della riga superiore della tastiera (Q W E R T Y). 

Ovviamente lo schema è utilizzato anche nella maggior parte delle tastiere alfanumeriche italiane. 

Lo standard fu brevettato nel lontano 1864 da Christopher Sholes e venduto alla Remington and Sons nel 1873 durante la presidenza di Ulysses S. Grant, e da allora cominciò a comparire sulle macchine per scrivere. 

Be' è incredibile calcolare e mettere insieme tutte le cose che sono state scritte da allora con quello standard: romanzi, saggi, testi educativi e chissà che altro ancora. 

Sopratutto penso a quanti scrittori si sono potuti permettere da allora di scrivere un racconto o un romanzo. Forse, molti di loro, non lo avrebbero fatto senza una macchina da scrivere e molto più semplicemente quanti scrittori in meno ci sarebbero adesso senza le tastiere dei computer. 

Be’ senza le tastiere e senza le macchine da scrivere, molto probabilmente, qualcuno avrebbe inventato un altro dispositivo. 

Io ogni caso io ne sono un poco succube e sono contento di aver aggiunto un altro tassello ai miei record culturali. Vi piaccia o meno credo sia un qualcosa che non poteva essere trascurato. 



"Grazie per la lettura" 


Fonti: 

- Christopher Sholes

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