venerdì 19 giugno 2020

Quale futuro?

Premana
Abito in un paese di montagna ed è facile a volte sentirsi considerati dei cittadini di serie B. Certi giorni non c'è il segnale del telefono, in altri giorni manca la connessione a Internet. Il brutto tempo fa sparire il segnale del digitale terrestre, quando qualche altra problematica non elimina di colpo interi pacchetti Mux. Certo sono tutte situazioni che non cambiano la vita ma... 


Quando ero molto piccolo pensavo al 2020 come a un futuro da favola. Eravamo appena stati sulla Luna e non era un qualcosa di incredibile pensare che presto saremmo stati anche su Marte e che sarebbero sorte metropoli fantascientifiche sul pianeta rosso. 

Pensavo che le auto sarebbero state molto diverse da quelle che si trovavano per strada allora, si sarebbero guidate da sole e sarebbero state in grado di volare. 

Pensavo che nel 2020 tutti avremmo potuto girare il mondo e magari toccare qualche pianeta, senza problemi e in pace con chiunque. Immaginavo che al mattino, come accadeva in una certa fantascienza di allora, avremmo potuto fare esami in casa e ricavare una diagnosi della nostra salute senza fare lunghe code presso un gabinetto ospedaliero. 

Pensavo che certe malattie sarebbero state ridicole. Pensavo che gli uomini non sarebbero diventati calvi e che i denti si sarebbero curati senza patire. 

A dire il vero temevo le pasticche che avrebbero sostituito le lasagne e i panini con il salame, ma credo fossero il solo aspetto negativo nel futuro che vedevo. 

Pensavo che tutti avrebbero fatto il lavoro dei sogni. Che certi lavori sarebbero stati eseguiti da robot e che avremmo avuto tanto tempo libero per fare ciò che ci veniva meglio. 

Pensavo che saremmo stati felici e che non ci fosse povertà. 

Pensavo a questo futuro, poi di colpo qualcosa è stato spento. 

Si è spento brutalmente e non so quando. 

Non vedo niente adesso di quel futuro ipotetico. 

Certo ci sono alcune cose sulla carta, ma nulla di reale e alla portata di tutti. 

Ovviamente il telefono che non funziona, internet che perde la connessione, la televisione che non va, sono esempi banali, sono piccole cose e sono soltanto la punta dell’iceberg di quei disservizi che minano la nostra società, ma è evidente che se con le sciocchezze siamo trattati con indifferenza con molte probabilità nelle faccende veramente importanti siamo trattati peggio. 

Non so la sensazione che il futuro da me prospettato abbia preso una piega di tutt’altro ordine e non abbia nulla da spartire con i viaggi su Marte e le macchine volanti non me lo leva dalla testa nessuno. 


“Grazie per la lettura”

6 commenti:

  1. Bellissimo post Ferruccio, diciamo che questi disservizi come dici tu, sono solo la punta del famoso iceberg. Il fatto è che non va proprio niente, o perlomeno poco cose. Invece che semplificarci la vita ce l'hanno complicata. Call centre che non rispondono, app che non vanno, pagine di password. Non lo so per me è un periodo molto complicato. Rimpiango la Sip, brutta cara e cattiva, ma aveva un ufficio con delle persone "umane". Scusa per lo sfogo, un abbraccio

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    1. Ti capisco molto bene Anna, il tuo punto di vista è quello che mi ha ispirato il post. Forza
      E grazie

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  2. Meno male che le lasagne e il salame sono rimasti!
    (non accusarmi di superficialità; quasi la metà degli scaffali della mia libreria preferita ospitano volumi sulla cucina, sui vini et similia)

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    1. Nessun problema, ho anch'io una rubrica dedicata alla cucina
      Grazie

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  3. Disservizi che succedono anche in città, io avevo una connessione telefono che prima mi funzionava e adesso devo uscire di casa perché mi dà copertura bassa e fluttuante. Disguidi possibili solo sulle frasi scritte, nella pratica sa tutto di impersonale... Che cosa pensino di andare a fare poi su Marte, non mi è chiaro. Grazie per la condivisione: non siamo né robot e soprattutto non siamo soli.

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