giovedì 11 giugno 2020

Non scrivo da mesi

Nino di Mei
L'ultimo racconto che ho pubblicato sul blog, La furia dei tori (trovate l'incipit e il link per leggerlo, in fondo a questo articolo), risale alla fine di ottobre dell'anno scorso ed è anche l'ultimo che ho scritto. Non c'è altro da dire: non scrivo da mesi, riferendomi alla pura narrativa e ho la sensazione che per qualche tempo ancora non riuscirò a combinare nulla di buono. 


Scrivo tutti i giorni e mi piace dire che non soffro di blocchi dello scrittore e neppure sono terrorizzato davanti a un foglio bianco. Ogni giorno devo inventare qualcosa e invento qualcosa, tuttavia non scrivo più delle pagine di un romanzo o anche solo un semplice racconto da un bel po' di tempo. 

C'è qualcosa che non mi quadra e tutto il casino che il Covid19 ha creato mi ha tarpato le ali e tolto un po’ di creatività. Mi manca la concentrazione e la voglia di immedesimarmi in una nuova storia se devo dirla tutta. 

È da un po’ di tempo che avverto questo disagio e temo che ci vorranno ancora delle settimane se non dei mesi prima che ne possa venir fuori. Non riesco a mettere empatia, non riesco a lasciar correre la fantasia e neppure riesco a suscitare emozioni in quello che scrivo: sono cose essenziali per potermi dedicare in modo completo a una storia di pura finzione. 

Mi pare di essere un automa e mi pare di riuscire a scrivere solo in modo meccanico. 

Certo non sono più nella condizione di qualche mese fa. Marzo e aprile sono stati terribili per poter davvero scrivere, ma mi rendo conto di non essere ancora uscito da questa sorta di apatia. 

Non riesco neppure a inventarmi qualche status a beneficio dei social

Non ci provo neppure a inventare qualcosa di nuovo e spero che questo post possa in qualche modo aiutarmi e darmi una spinta. Capire che c’è un problema e accettarlo è dopotutto il primo passo per risolverlo


Quando in paese giungeva il camion con i tori, i bambini smettevano di giocare a pallone e di andare in bicicletta. Uno degli addetti al macello gli ordinava di sloggiare dalla piazza e di tornarsene a casa, ma loro restavano sempre nei paraggi a curiosare di nascosto. Non era semplice farli andare via. Per i bambini era sempre emozionante e da pelle d’oca lo scarico... 

Ferruccio Gianola - La furia dei tori 



"Grazie per la lettura"

12 commenti:

  1. Se Atene piange Sparta non ride! Mi è venuta così Ferruccio, ma questo virus ci sta cambiando. Tanta gente mi dice che si sente piu' stanca adesso di quando era in lockdown, e lo stesso vale per me. Siamo stati travolti da un ciclone, e poi dati su dati molte volte incomprensibili. Penso che tutto questo non aiuti la creatività, e la concentrazione. In questo momento sto seguendo Raffaele Morelli, che mi sembra un faro nella nebbia, che spero si dissolva presto! Un abbraccio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un abbraccio a te Anna, siamo ancora lontani dalla normalità
      Grazie

      Elimina
  2. Degli status puoi fregartene.
    Io invece ho scritto più di prima, anche se all'inizio dell'emergenza, forse per la novità e l'incertezza, ero nella tua situazione.
    Quindi adesso basta, mettiti a scrivere ché dobbiamo diventare scrittori famosi :D

    RispondiElimina
  3. Come ti capisco, tu non ne hai l'idea. Non scrivo certamente (meglio che io non combini guai😂) ma il disagio lo provo come te, per non parlare della stanchezza appena alzata, per non dire della malinconia che mi prende durante la giornata.
    Come vedi sei in buona compagnia. Ma con il tempo ne usciremo, vero Ferruccio? Dimmi di sì.
    🤗🤗🤗

    RispondiElimina
  4. Non fare il lavativo
    Alessia

    RispondiElimina
  5. A volte per me funziona mettermi a scrivere anche se mi sembra di non riuscire a produrre niente di buono. Una volta ho iniziato scrivendo che non riuscivo a scrivere e perché, come se ne parlassi con un amico, per poi continuare con la storia che nel frattempo mi era venuta in mente. La mente è strana, il cuore anche. Ti auguro un periodo di sana ispirazione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Temo sia più stato d'animo, come se non servisse scrivere, più che mancanza d'isoirazione

      Elimina
  6. Ciao Ferruccio, molti di noi vegetano. Ma non è il tuo caso. Io sto galleggiando spinto non so dove da una strana corrente. Tu, caro amico, germogli il tuo essere umano in modo consapevole. Tempo, è questione di tempo :)

    RispondiElimina

Questo blog ha i commenti in moderazione.

Info sulla Privacy