venerdì 22 maggio 2020

In quarantena con Le mille e una notte

In questo periodo di quarantena mi sono trovato a rileggere i racconti di Le mille è una notte. Ci voleva una pandemia per ricordarmi di avere in casa questa raccolta particolare. L’ho riletta con piacere. 


Non ricordo quando ho acquistato Le mille e una notte. Ce l’ho in due volumi e molto probabilmente li ho presi assieme. Non ricordo neppure cosa mi spinse a farlo anche se mi pare che alcuni autori che ero solito leggere in quel periodo ne parlavano con meraviglia. 

Non so se conoscete la storia che muove i racconti di Le mille e una notte

Tutto ruota attorno Shahrazād, figlia maggiore del gran visir, decide di offrirsi volontariamente come sposa al sovrano persiano Shahriyār, siccome ha studiato un piano per placare l'ira dell'uomo. 

Il sovrano, infatti, è stato tradito da una delle sue mogli e lui uccide le sue spose al termine della prima notte di nozze. 

Così la bellissima e geniale ragazza, per far cessare la strage di donne e per non essere lei stessa uccisa, attua il suo piano con l'aiuto della sorella. Ogni sera, la donna, racconta al re una storia, rimandando il finale al giorno dopo. 

Naturalmente la faccenda va avanti così per "mille e una notte", si incontra Simbad il marinaio e Alibabà con i suoi ladroni, e poi Aladino e lampada e alla fine il re, si innamora della ragazza e le risparmia la vita. 

Ecco, non so perché mi sono ricordato di questi due volumi di racconti e non so perché sono andati a riprenderli, ma nella storia di Shahrazād ci trovo molta assonanza alla quarantena appena vissuta.  

Un libro quasi telefonato che inizia in questo modo: 


Le cronache dei Sassanidi, antichi re di Persia, i quali avevano esteso il loro impero nelle Indie, nelle grandi e piccole isole che dipendono da esse, e molto più oltre, di là dal Gange fino alla Cina, riportano che c'era una volta un re di quella potente dinastia che era il miglior principe dei suoi tempi. Tanto egli si faceva amare dai propri sudditi, per la sua saggezza e la sua prudenza, quanto si era reso temibile ai popoli vicini, per la fama del suo valore e la reputazione delle sue truppe bellicose e ben disciplinate. Aveva due figli: il maggiore, di nome Shahriar, degno erede di suo padre, ne possedeva tutte le virtù; il più giovane, di nome Shahzenan, non valeva meno del fratello. 

- Le mille e una notte 



 “Grazie per la lettura”

4 commenti:

  1. Conosco qualche personaggio citato, ma non ho mai letto questi racconti

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  2. Anche io le ho in 2 volumi, della Newton & Compton, che facevano parte se non sbaglio di una collana allegata ai quotidiani locali. Magari è la stessa edizione... e prima o poi dovrò rileggerle anche io! ;)

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