domenica 24 maggio 2020

Il prodotto magico di Corrado Alvaro

Non conosco come autore lo scrittore Corrado Alvaro, ma ho letto che per lui il formaggio diventa quasi un prodotto magico quando descrive il latte che bolle nei grandi contenitori in rame. La penserete come me immagino: non potevo lasciarmi scappare una magia legata alla cucina letteraria come questa… 


Il formaggio è comparso diverse volte tra i miei articoli etichettati come Spuntino letterario. Vi basta fare un click sul termine "formaggio" della frase precedente per poterli avere tutti in linea. Ma cosa ci volete fare: è più forte di me trovare la maniere di parlarne. 

Da bambino non amavo il formaggio, be’ non amavo il latte più che altro, ma adesso non è sostituibile da nessun alimento e più passa il tempo e più si fa marcata questa predilezione. 

Noto che è un qualcosa che ho in comune con molti scrittori. 

Tra questi c’è anche Corrado Alvaro, in realtà uno scrittore che conosco solo di nome, ma che ha ispirato questo post odierno con la sua definizione di prodotto magico. 

Già il formaggio è davvero un prodotto magico e la mia memoria è piena di momenti magici legati a quel prodotto. 

Ricordo la cantina dove mio padre andava a tagliare i pezzi di grana o la latteria dove mia nonna lo faceva il formaggio. Ma sento ancora il sapore del formaggio preparato in quei grandi contenitori di rame (gli stessi di Corrado Alvaro). 

Ora non so se nel suo romanzo Gente in Aspromonte (l’unico titolo che ricordo) ci sia qualche passaggio che parla del formaggio. Se lo avete letto e ne avete voglia date una risposta a questo mio interrogativo. 


Non è bella la vita dei pastori in Aspromonte, d'inverno, quando i torbidi torrenti corrono al mare, e la terra sembra navigare sulle acque. I pastori stanno nelle case costruite di frasche e di fango, e dormono con gli animali. Vanno in giro coi lunghi cappucci attaccati ad una mantelletta triangolare che protegge le spalle, come si vede talvolta raffigurato qualche dio greco pellegrino e invernale. I torrenti hanno una voce assordante. Sugli spiazzi le caldaie fumano al fuoco, le grandi caldaie nere sulla bianca neve, le grandi caldaie dove si coagula il latte tra il siero verdastro rinforzato d'erbe selvatiche. Tutti intorno coi neri cappucci, coi vestiti di lana nera, animano i monti cupi e gli alberi stecchiti, mentre la quercia verde gonfia le ghiande pei porci neri. 

Corrado Alvaro - Gente in Aspromonte 


“Grazie per la lettura”

6 commenti:

  1. Si può vivere senza formaggio?

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  2. Cibo nutriente e sfizioso, ce ne sono centinaia di tipi. Non ne mangio molto, ma quello che mangio mi dà soddisfazione.

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  3. Adoro il formaggio tanto che devo stare attenta a non abusarne. Però essendo di città non ho esperienza diretta di sapori e profumi, e ancora una volta il racconto viene in aiuto, e alla fine il profumo comincio a sentirlo anch'io...

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