mercoledì 20 maggio 2020

C'è del marcio nel Do Ut Des

Certi personaggi più che blogger (perché hanno un blog) sono come i Testimoni di Geova. Passano il loro tempo a commentare blog a destra e a manca - spesso senza leggere e affidandosi solo al titolo del post - con la speranza di vedersi restituire il commento sulla propria piattaforma. Qualcuno lo chiama Do ut des ma per me c’è del marcio. 


Una larga parte dei blogger che hanno passato un po’ del loro tempo a leggere il mio blog, lo ha fatto soltanto perché desiderava vedermi commentare da loro ( a proposito leggendo qualche vecchio post restereste scioccati nel vedere certi nomi tra i commenti). Indipendentemente da quello che scrivevo e da quello che facevo, fingeva di leggermi soltanto per un mero bisogno di aggiungere qualche tassello ai numeri che mostrava. 

Non che sia sbagliato in fondo in fondo, anzi la pratica del Do Ut Des se fatta in modo propositivo e legata al proprio progetto può dare dei validi risultati. La partenza del mio blog, una decina di anni fa, si basava un po’ su questo meccanismo, sebbene fosse fatto in modo più mirato e orientato a una categoria di blog affine al mio. 

Devo purtroppo ammettere, però, che in larga parte, da parte di molti blogger, al momento attuale, viene usata solo per gonfiare numeri e non per delle vere azioni in grado di aiutare se stessi e gli altri. Perciò da anni è una pratica che evito e più passa il tempo meno sono tollerante verso chi se ne serve. 

Mi ricorda davvero il comportamento dei testimoni di Geova che ti suonano alla porta la domenica mattina solo perché hanno trovato il campanello. 

Insomma un qualcosa che evito come la peste e non c’è nulla che mi dia fastidio come rendermi conto di essere stato usato per questi scopi. 

Tendenzialmente sono in grado di riconoscere chi usa un blog limitandosi solo a questa tipologia di interscambio: ci sono tutta una serie di caratteristiche che identificano questa tipologia di blogger. 

Ma devo anche ammettere, tolto i più sfacciati (quelli che ti chiedono espressamente di passare da loro) che in alcuni casi sono stato giocato in pieno da questo meccanismo. 

Non lo sopporto. 

D’altra parte io stesso mi sentirei a disagio se dopo dieci anni di blogging dovessi giustificare il mio lavoro di divulgazione - invece che dagli accessi provenienti dai motori di ricerca o dai backlink di qualità in entrata - dai commenti di qualche blogger cercato “porta a porta” nel mucchio. 

Blogger che magari non legge neppure ciò che ho scritto. 

Insomma penserei di aver fallito da qualche parte. 



“Grazie per la lettura”


24 commenti:

  1. Una pratica davvero insulsa. Io seguo blog da tanti anni, il tuo è tra questi, e non mi sono mai sognato di ricorrere a simili espedienti. A che pro, poi? Anzi, quando commento dopo mesi, oppure per la prima volta, ho sempre paura che si pensi di me che cerco di farmi notare. In alcuni casi ho addirittura evitato di commentare per non generare simili pensieri in un blogger.

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    1. Un sistema da commedianti piuttosto disdicevole
      Grazie Roberto

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  2. Io forse sono ripetiva e me ne scuso, ma io ho cominciato a capire proprio leggendo il tuo blog. Oggi, purtroppo vedo che è ancora in auge questa pratica, ma credo che le persone intelligenti alla fine capiranno, e quelle poco intelligenti spariranno o al massimo faranno gruppetto fra di loro.
    Come già succede d'altronde, soprattutto su questa piattaforma.
    Buona giornata a te. 🤗

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    1. "Gruppetto" tra loro, esatto
      Be' per me è una mancanza di rispetto
      Grazie, buona giornata

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    2. Partendo dalla certezza che il virtuale rispecchia il reale, la mancanza di rispetto è ormai sotto gli occhi di tutti.
      L'importante è, a mio parere, non cadere più in queste "intemperanze" e continuare nei nostri progetti sia virtuali che reali. 🤗

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    3. Ovviamente, la mia è una critica verso un certo costume usato da alcuni in rete. Ne parlo anche perché chi si avvicina al mio blog la prima volta si fa un'opinione ben chiara doi cosa voglio. Grazie

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  3. Buongiorno Ferruccio, personalmente commento molto poco negli altri blog, e se commento non è di certo per avere un riscontro,per l'appunto il "do ut des". A maggior ragione penso anche che Google e i suoi algoritmi non siano scemi. Per cui se mi va commento un post, e basta. Tutto il resto secondo me è fatica sprecata! Un abbraccio

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  4. Ogni forma di ipocrisia da fastidio, ti capisco

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  5. Mi ha fatto riflettere molto il commento di Roberto ,la paura che si possa pensare che il proprio commento possa essere frainteso come modo per farsi notare ,addirittura penalizzando la propria naturale spontaneità.

    Il punto è che non vengono presi in considerazione i conseguenti "danni" che possono provocare alcuni atteggiamenti sbagliati, soprattutto perché spesso rimangono inespressi.

    Una buona giornata a te e ai tuoi lettori...


    L.



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    1. Chi commenta in modo sensato è una domanda che si fa. A volte mi sono trovati commenti di blogger che non hanno nulla a che fare con me e quando sono andato sui loro blog mi sono trovato in imbarazzo magari anche solo per restituire per educazione un commento

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  6. Anche a me danno fastidio queste pratiche che trovo tra l'altro tristissime. A che pro poi fare tanti numeri se non corrispondono a veri lettori? Sì, c'è del marcio.

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    1. ecco "pratiche tristissime" dici bene
      Grazie Maria Teresa

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  7. Ciao, bel blog. Se ti va, passa da me :D

    Io, per fortuna raramente, trovo invece commenti ben fatti, ma chiaramente spam, che non approvo.
    Qualche volta qualcuno ha commentato come date, chiedendomi di passare a leggere il suo blog. Non credo che queste persone siano poi ripassate da me a commentare.

    I commenti sono spontanei, solo così funzionano. Io visito sempre i siti di chi commenta per la prima volta, per esempio.

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    1. I commenti che leggo sul tuo blog sono sempre in linea con il post che scrivi. Forse hai anche il vantaggio di usare una piattaforma come wordpress che tiene lontano gli spammoni di "blogger". Ci devo passare al più presto anch'io. Grazie Daniele.

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  8. Il "do ut des" cammina sul confine tra pratica umana normale e pratica squallida. Ogni persona lo interpreta a modo suo. Per me non è un problema se non tutti i commentatori hanno letto per intero il mio post; lo faccio anch'io, in particolare quando il post è lungo e lo leggo più per simpatia verso il blogger che per interesse vero e proprio per l'argomento del giorno. Se però c'è una vera e propria finzione, è triste, per chi finge prima che per chi ne è oggetto.

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    1. Io cerco di commentare quando mi sento di aggiungere qualcosa al post, non mi sento in dovere di farlo sempre. Poi ci sono blogger che leggo più di altri per tanti motivi, in ogni caso visito e cerco di conoscere sempre chi mi commenta la prima volta, ma non mi sento di essere in obbligo verso qualcuno che tratta tematiche che non mi toccano. Grazie Grazia

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  9. Uno scambio "senza amore" per i contenuti altrui non dura. Lo scambio deve essere estetico non teleologico, altrimenti si passa altrove, e poi altrove ancora.

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    1. Esatto: "dimmi chi ti commenta e ti dirò che blog hai"
      potrebbe essere il titolo di un prossimo post
      Grazie Massimo

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  10. La similitudine con i testimoni di Geova la trovo azzeccatissima e concordo con tutto ciò che hai detto 😉
    Ciao Ferruccio buona giornata!

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    1. Commentare qualsiasi blog mi capiti davanti con lo scopo di portare qualcuno sul mio, non mi pare una bel modo per essere credibile.
      grazie Marina

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