martedì 14 aprile 2020

Nella giungla di twitter

Da qualche mese ho ormai abbandonato un vero uso attivo sui social: servono a ben poco. A parte Linkedin la mia presenza su altre piattaforme è davvero limitata e più che altro è orientata a capirne l’uso a livello sociologico, tuttavia anche con alcune di esse, specialmente con twitter, occorre molta pazienza e molta attenzione. Twitter è davvero una giungla, giungla nel vero senso del termine ed è facile rimanere intrappolato da certe dinamiche. 


Chi mi segue da tempo ed è attento alla tipologia di contenuti che pubblico e alla mia mentalità sa che ho un’ idiosincrasia per i ruffiani e per i leoni da tastiera

Credo siano la parte più marcia della nostra società digitale e vi confesso che se fosse possibile toglierei a questi soggetti la possibilità di usare i social e la rete. 

Ora per quanto riguarda il blog non ho questo problema, o almeno ce l’ho in piccola parte. Con la moderazione dei commenti tengo a bada leoni da tastiera e stalker vari e non mi sono affatto pentito di aver allontanato con il tempo, senza tanti giri di parole e senza nessun rimpianto, ruffiani e parassiti vari che circolavano intorno a Otium

Con i social la faccenda è più delicata. 

A parte linkedin dove in tutti questi anni ho avuto un piccolo problema con una sola persona e su facebook che però ho ormai limitato all’uso delle sole pagine professionali, sono sconcertato dal fenomeno twitter

Twitter è davvero una giungla senza regole e mi domando come si faccia a dar corda a fake per partito preso, come si faccia a dare corda a personaggi senza una vera identità, come si faccia ad aprire un profilo solo per il gusto di scatenare la propria vena polemica e aggressiva, insomma mi domando come si faccia ad avere il coraggio di interagire con quattro webeti

Il fenomeno è davvero curioso. 

Mi sono accorto che molti utenti non leggono neppure i commenti delle varie discussioni ma tutto è improntato soltanto a far parte di uno schieramento. 

O sei di qua o sei di là. 

Non c’è quasi spazio per nessun tipo di dialogo costruttivo e gli hashtag sono quasi sempre orientate a una sorta di discussione tribale e aggressiva. 

Adesso non so se questo era il proposito che aveva in mente all’inizio Jack Dorsey. Ho i miei dubbi, tanto che lo inviterei a fare una sorta di rivoluzione: obbligare tutti gli utenti a rendersi davvero trasparenti. Allora sono sicuro che cambierebbe la manifestazione del proprio coraggio. 


“Grazie per la lettura”

8 commenti:

  1. I ruffiani e i leoni da tastiera danno fastidio pure a me

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  2. I leoni da tastiera sono gentaglia che non esiterei a sbugiardare pubblicamente. E Twitter non l'ho ancora ben capito nemmeno io :)

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    1. più che altro twitter ha preso un deriva che fino a qualche anno fa si coglieva appena, ma questa "zoticoneria" salita alla ribalta negli ultimi anni e ha contagiato anche molti blogger. Grazie

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  3. Buongiorno ,con molto ritardo rispetto alla gradita visita nel mio blog , volevo ringraziare per aver scritto un pensiero . E' incredibilmente triste e difficile dal farsene una ragione la mancanza della mamma ... ma le loro anime vivono sempre nei nostri ricordi. Tornerò a leggere questo interessante blog. Per quanto riguarda Twitter o altri social non li frequento . Buona giornata . Rosy

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  4. Twitter è da tempo diventato un piccolo Facebook. Anche la mia presenza lì è molto limitata. Preferisco ancora Linkedin e Instagram.

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    1. Instagram non l'ho mai usato, benché abbia un profilo che si è creato da solo, con linkedin sono invece stupido dai risultati che ottengo, ma in questo caso ho anche la fortuna di avere spinte di notevole livello

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