venerdì 24 aprile 2020

La gerla della mia mamma

Olio su tela Nino di Mei
Ieri sono rimasto senza connessione internet per mezza giornata. Uno dei soliti disservizi del provider. Un provider che è celere e non sbaglia un colpo solo nell’addebitarti la fattura con il bimestre successivo da saldare o un sollecito di pagamento quando c’è un disguido, ma che è sempre elusivo quando c’è un problema tecnico. Non so, la faccenda mi ha ricordato la mia mamma che quando si rompeva il televisore lo metteva in una gerla e non aspettava il tecnico, portava il televisore direttamente da lui. Dovrei imparare a farlo anch’io. 


Quando ero piccolino e si rompeva il televisore non era mica come adesso. Non c’era il telefono e neppure  internet. Quando sullo schermo non appariva altro che un grigiore a palline c’era la mamma che si dava da fare e trovava subito la soluzione. 

Ricordo che metteva l’apparecchio in una gerla, si caricava la gerla sulle spalle e lo portava presso un negozio che si occupava della riparazione, percorrendo con il peso sulle spalle le viottole del centro storico del paese. 

Ci voleva sempre una settimana per metterlo a posto (quando andava bene) e noi bambini passavamo quasi tutti i giorni a controllare se la nostra televisione era pronta. 

Certo non si viveva di televisione come adesso. D’estate non si sapeva quasi dell’esistenza, ma nelle lunghe e fredde giornate d’inverno ci si era un po’ abituati alla sua compagnia. 

Di solito il guasto era dovuto a un fusibile o a una valvola e quando tutto ritornava al suo posto, si poteva di nuovo vedere La tv dei ragazzi e Carosello prima di andare a dormire. 

Il segnale della televisione c’era sempre. I canali erano pochi ma si vedevano sempre. Non come adesso che con la tecnologia migliorata scompaiono ogni volta che c’è un temporale o una fitta nevicata. 

Insomma la tecnologia era più semplice e c’era sempre la mamma, pronta a sistemare il tutto pur di non vederci senza televisione. 

Aspettava che mio padre staccasse il cavo dell’antenna e l’alimentazione e poi via con il carico nella sua gerla. 

Be’ ho ripensato a questo ieri, mentre la connessione non andava. Ho scritto questo post quasi pensando che è un peccato non poterlo fare adesso con le connessioni internet. 

È un vero peccato non poter presentarsi negli uffici del provider quando c’è un problema. 

Adesso è più il tempo che impieghi e sprechi a cercare di metterti in contatto prima ancora di capire che tipo di problema ci sia. 



“Grazie per la lettura”

9 commenti:

  1. E chissà che questo post ...che la situazione che stiamo vivendo non insegni proprio a capire che si possono riparare le cose ,le *situazioni e che il "buttare" non è sinonimo di evoluzione per nulla !


    L.



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  2. Se pensi poi che adesso con la quarantena siamo tutti connessi, la connessione è anche più lenta. Ma noi non molliamo, un poco come faceva la tua mamma. Non mollava e si prendeva la gerla sulle spalle con la Tv e la portava a riparare.
    Vero che non molliamo ma chissà se riflettiamo sul fatto che una volta si stava meglio senza tanta TV , senza tanta tecnologia?
    Abbraccio virtuale
    PS E' sempre un piacere leggerti, non manca giorno che non faccia un salto sul tuo blog. Non prenderla come una piaggeria, è la pura verità. Cosa che ho imparato a dire ultimamente anche se sono consapevole che mi porterà qualche problemino nei rapporti virtuali. :D

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    1. Non hai nessun motivo di adularmi, perciò mi fa molto piacere questo tuo commento vero.

      Se penso a una volta, devo rivedere e rivalutare tutti i libri di storia. Forse mille anni fa non eravamo barbari come adesso

      Un abbraccio a te e grazie

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  3. L'immagine di tua madre con il televisore nella gerla è davvero grandiosa.

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    1. Non è mia madre, si tratta di una semplice contadina, ma mi sembrava l'ideale da associare al post
      Grazie Grazia

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    2. Intendevo l'immagine mentale che avevi fatto nascere raccontando di tua madre, ma anche il dipinto è molto bello.

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    3. oh mamma che stupido sono, pardon
      Grazie

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    4. Ma no! Si poteva intendere nei due modi.

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