martedì 18 febbraio 2020

Non mi piace il Carnevale

Ora come ora, la prima cosa che mi viene in mente se penso al Carnevale e il racconto lungo con il quale fece il suo esordio letterario lo scrittore brasiliano Jorge Amado nei primi decenni del secolo scorso. Se volete sapere il titolo basta andare alla fine di questo post e trovate l’incipit. Poi viene il brano musicale Il Carnevale di Venezia e infine il Carnevale di Viareggio con la sua sfavillante sfilata. Ma detto tra noi a me non piace il Carnevale. Non mi è mai piaciuto…  


Se non avessi visto i dolci tipici carnevaleschi (le chiacchiere) sul banco del panificio dove sono solito servirmi, neppure saprei che siamo nel periodo del Carnevale. Per me ha tanti riferimenti culturali, a partire dal delizioso romanzo d’esordio di Jorge Amado

Certo so quali sono alcune delle maschere classiche della tradizione: Arlecchino (mi ha suggerito la tela di Nino di Mei aggiunta al post), Pantalone, Pulcinella, Balanzone, Meo Patacca, Gianduia… 

Ma non sono mai stato folgorato e attratto in modo particolare dalla festa del Carnevale

Ho partecipato a ben poche feste in maschera e se devo essere sincero non ho mai perso la testa nel cercare di essere invitato. Nelle mia mente ci sono soltanto tre o quattro situazioni, vissute e sperimentate anche perché non avevo altra scelta. 

Certo ho un racconto davvero particolare legato al Carnevale (La sorte singolare del signor Rossi), ma se vi capita di leggerlo vi renderete conto di come per me risulta essere una pura satira verso le feste in maschera in generale o per meglio dire tutto quello che ci assomiglia. 

Non ho scritto altro e a parte in quella occasione non ho mai avuto particolari ispirazioni verso il Carnevale. 

Non conosco il motivo di questa specie di idiosincrasia. Non so perché non trovi nessun interesse per un periodo festivo che al contrario sembra coinvolgere molte persone. 

Forse proprio perché siamo talmente fasulli e costretti a vivere mascherati che un vero carnevale in maschera mi sembra una presa in giro e poco più di una pagliacciata. 

Certo se fossi nato in Brasile, come Amado, magari la vedrei in un altro modo, ma intanto… 


«Fra l'azzurro del cielo e il verde del mare, la nave, verdegialla, ostenta i colori nazionali. Le tre del pomeriggio. Aria immobile. Caldo. In coperta, tra francesi, inglesi, argentini e yankees c'è tutto il Brasile (Evoè, carnevale!)» 

Jorge Amado - Il paese del carnevale



 "Grazie per la lettura"

12 commenti:

  1. Siamo uguali Ferruccio, odio il carnevale, sin da bambina, quando mi mettevano il costume da damina. A Rio non ci sono mai stata, credo però che preferirei vederlo senza il carnevale. Un saluto

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    1. Anch'io a Rio ci andrei per molti altri motivi
      Grazie Anna

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  2. Mi è capitato un paio di volte di vedere il carnevale di Venezia e mi è sembrato molto suggestivo: il carnevale per quanto mi riguarda è spettacolo.

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    1. Naturalmente, la mia è solo una posizione soggettiva

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  3. Non mi è mai piaciuto il carnevale, nemmeno da bambina, quando venivo abbigliata con grande cura a prescindere dal mio interesse. Ho anche un rapporto pessimo con le maschere che coprono il viso e con la folla, quindi si può dire che per me il carnevale sia un'occasione non solo da ignorare (come già faccio), ma da rifuggire.

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  4. A me piaceva da bambino. Le feste in maschera da adulto proprio no, invece.
    Tuttavia è una festa nostrana e preferisco vedere i bambini mascherati a carnevale e non ragazzi e adulti mascherati ad Halloween, che non ci riguarda per niente.

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    1. I bambini mascherati li capisco e per quanto riguarda Halloween lo vedo ancora peggio del Carnevale, anzi non lo vedo per niente, Grazie Daniele

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  5. Non ricordo quanti anni avevo, un poco più che bambina, ma andai con i miei genitori a Ivrea al suo carnevale. Lanciavano arance a tutta forza e ricordo che beccarono in pieno un signore che assisteva allo "spettacolo". C'era un odore di frutta, non si poteva camminare per le strade perchè si scivolava, gente ferita. Un'esperienza orrenda e da quel giorno non ho più voluto saperne del carnevale. Per non parlare poi dello spreco... Ciao Ferruccio una buona serata.

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    1. Alcune cose sono delle vere esagerazioni, ti capisco.
      grazie e buona serata a te

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  6. Non saprei istintivamente potrei subito dire che non mi piace per gli eccessi,ma ho visto la gioia nei bambini vestendosi per un giorno come la protagonista o il protagonista di un racconto...una Biancaneve o un Peter pan che va ad incontrare altri protagonisti.Ha di certo un origine culturale il carnevale che oggi è stata completamente ribaltata dalla nostra società credo .

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    1. Da fanciulli certe cose si vivono in un altro modo.
      Grazie

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