sabato 25 gennaio 2020

I dipinti sulla parete

Stavo osservando i quadri con i dipinti presenti sulle pareti del soggiorno di casa e mi sono reso conto che non gli ho mai dedicato un articolo specifico. Be’ lasciatemi scrivere che uno spazio lo meritano anche loro…  
Suppongo sia stato mio padre, Nino di Mei, a scegliere quali quadri appendere sulla parete del soggiorno. Anche se non ricordo quando ciò è successo. Io credo di averli sempre visti su quella parete dopo che è stato rimodernato l‘appartamento. 

Si tratta di tre opere a olio su tela, una di grandi dimensioni e due, quella che fanno da spalla, un pochino più piccole. Non so quante volte ho già usato le immagini che le ritraggono in altri miei post, sono sicuro, però, di non averne mai parlato apertamente. 

Credo che l’immagine che ritrae il quadro inserito in testa a questo articolo non sia mai stata pubblicata su altri miei post. Il soggetto - come tanti altri presenti su altre opere - è uno dei maggenghi che circondano il paese in cui sono nato. 

Ho ben in mente anche quale sia e seppur un po’ fuori dai miei itinerari classici (si trova a ovest e io preferisco andare a est con le mie passeggiate) non faccio fatica a visualizzarlo davanti agli occhi. 

È un lavoro molto realistico e suppongo che mio padre si sia recato in quella zona molte volte per non perdersi i particolari. Lo stesso criterio di lavoro, dopotutto, è stato usato pure per gli altri due lavori. 

Il secondo ritrae la zona che, per anni, è stata la mia spiaggia: il posto vicino a casa dove andavo a ritemprarmi quando tornavo dalla città. 

Ma era davvero una spiaggia, prima che il costruire ossessivo di case e strade non lo violentasse, 

Era un luogo che mi serviva per respirare, per stare un poco in mezzo alla natura, camminare sull’erba e annusare l’odore degli animali delle stalle vicine. 

L’ultimo lavoro è l’unico che non riesco a decifrare, Ci sono molte baite isolate nei dintorni del paese e potrei mettere nella tela molte di esse. 


A volte mi basta uscire di casa e addentrarmi un poco nella selva e scorgere un rudere isolato per renderlo un soggetto dimenticato. 

Non lo so. Non so neppure perché mio padre ha scelto questo opere da mettere sulla parete del soggiorno, ma a volte mi dico che magari non p stato neppure lui a fare la scelta. 


“Grazie per la lettura”

6 commenti:

  1. Sono tutti e tre molto suggestivi...ma il terzo ha una luce che ha del mistero...

    I ruderi isolati hanno sempre avuto un attrazione in me ,fortunato se davvero a poco dalla tua casa tu riesci ad avvicinarti ad essi !

    Buona domenica


    L.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Credo però sia un effetto della fotografia, grazie Linda

      Elimina
  2. Li ho visti dal vivo: li amo
    Alessia

    RispondiElimina
  3. Mi piace lo stile di tuo padre. Fortunati, tu e il tuo soggiorno.

    RispondiElimina

Questo blog ha i commenti in moderazione.

Info sulla Privacy