domenica 8 dicembre 2019

Spuntino letterario di grandi scrittori

Non penso di essere in gran cuoco, però me la cavo un pochino. A dirla tutta penso di essere. anche se si tratta di paragoni che non stanno in cielo e in terra, migliore come scrittore, ma ho buon gusto pure nel mettere insieme qualcosa in cucina. Preferisco la pasta al riso. E ogni tanto mi vengono dei piatti deliziosi, seppur nella loro semplicità. Un po' come l'altra sera quando ho preparato uno spuntino letterario degno dei grandi scrittori che a volta compaiono sul blog per parlare di cibo... 

Sul mio blog, come immagino sappiate, ci sono diversi scrittori che raccontano la loro passione per i risotti: Casanova, Fogazzaro, D'annunzio, Gadda, Pascoli... Brera

Basta digitare nella casella di ricerca il nome di uno di loro e potete trovare il risotto che preferiscono e come lo preparano. 

Io però vi dico che tendo di più alla pasta. L'ho sempre preferita al risotto ed è anche uno dei primi piatti essenziali che ho imparato a cucinare. La posso fare in diversi modi e posso tranquillamente dire che la vario almeno per dieci volte prima di ripresentarla allo stesso modo e soltanto per pigrizia: in teoria potrei fare cento piatti diversi sempre usando la pasta. 

Insomma oltre al formato della pasta cerco di variare anche il tipo di condimento e a volte non occorre neppure inventare chissà cosa per fare qualcosa di delizioso. 

Certo non sempre escono meraviglie. A volte sbaglio il formato della pasta e il condimento abbinato. A volte sbaglio i tempi di cottura. A volte mi accorgo che manga alla fine l'ingrediente principale. Ma a volte i risultati sono stupefacenti: un po' come i mezzi pennoni trafilati al bronzo risottati con della salsa di pomodoro

Nulla di speciale a prima vista ma vi confesso che neppure in un ristorante mi è capitato di mangiare qualcosa di paragonabile. 

Insomma magari non sarò in grado di fare gli spaghetti all'uovo fritto di Ezra Pound come li voleva lui. Magari non sarò in gradi di cucinare o La pasta al cavolo di Jonathan Franzen come li voleva lui. 

Magari non saranno come Gli spaghetti di Ungaretti o come Gli spaghetti al limone di Dacia Maraini. Non saranno neppure come Gli spaghetti con l'aragosta di Gabriel García Márquez o i Rigatoni con stracotto di James Joyce ma vi giuro che i Pennoni risottati al pomodoro sono risultati straordinari. 

Certo erano soltanto per una persona e magari sono venuto buoni per questo motivo. 

Mi sono preso il tempo per prepararli e non li ho persi d'occhio. Che sia questo il motivo per cui erano così buoni?


"Grazie per la lettura"

8 commenti:

  1. Anch'io preferisco la pasta al riso
    Alessia

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    1. Nel mio caso da sempre Alessia, anche se ultimamente grazia a questi scrittori che suggeriscono ricette ho maggiori aperture...
      Grazie

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  2. Le cure si riflettono nel sapore, questo è certo. I tuoi mezzi pennoni risottati con la salsa di pomodoro mi sembrano ottimi, così a orecchio.

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    1. Molto ha fatto la marca della pasta, lo ammetto
      Grazie Grazia

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  3. " I mezzi pennoni trafilati al bronzo risottati con salsa di pomodoro di Ferruccio Gianola"

    Lo vedi che rientri perfettamente nello spuntino letterario dei grandi scrittori?:)


    In effetti credo che il segreto sia proprio di non perdere d'occhio la cottura ,rigirando la pasta come un risotto...

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    1. Aggiungendo un po' di brodo poco alla volta in una padella antiaderente, sino al raggiungimento della giusta cottura... Sto esagerando, perché hai detto che rientro tra...
      Grazie

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  4. ...i migliori cuochi scrittori:)


    L.

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