venerdì 13 dicembre 2019

Il quarantaseiesimo capitolo de' Il male tra gli ontani

Arte - Nino di Mei
Venerdì 13 dicembre 2019, sono arrivato all'ultimo capitolo - il quarantaseiesimo - del romanzo Il male tra gli ontani. Un'altro progetto portato a termine dal punto di vista del blog e che ora sarà il punto di partenza di altri obiettivi. Naturalmente anche questa volta, come sempre ho fatto con le altre puntate, ho inserito in fondo al seguente articolo il link per accedere al post di vetrina con tutti i capitoli pubblicati sino a questo momento. Vi ricordo che questa storia è frutto della mia fantasia. Tutto è frutto di invenzione, soltanto pura invenzione. Ogni riferimento a cose, a persone, a luoghi sono del tutto casuali e fittizi. 


----- Quarantaseiesimo Capitolo ----- 

Dario fu portato in codice rosso all’ospedale Manzoni di Lecco. Quando lo caricammo sulla barella nei pressi dello stagno respirava ma aveva gli occhi chiusi. Gli misero sul viso la maschera d’ossigeno e aiutai gli uomini del soccorso a trasportarlo sino al luogo adatto all’imbracatura con le funi dell’elicottero. Sarei voluto andare con loro ma non mi fu concesso. Dario non riprese mai davvero conoscenza e morì alle dieci e quaranta di quella stessa sera. 

Fu Paolo a comunicarmelo. Ricevetti un suo messaggio verso la mezzanotte. C’era scritto “è morto”, nient’altro. Poco dopo mi chiamò per dirmi di aspettarlo, l’indomani, alla baita. Sarebbe arrivato con gli uomini della forestale. Avrebbero pensato loro al rettile ma non mi disse quando sarebbero giunti di preciso. 

Non so cosa provai quando restai solo al buio dentro quella baita. Mi sentivo deluso e avvilito. Adesso avevo sistemato il sacco con dentro il serpente sotto il tavolo. Si muoveva. Mi chiesi perché avevo permesso che accadesse tutto questo. Ero amareggiato e distrutto. 

Non mangiai nulla e non me la sentii di andare a dormire. Non avevo fame e neppure sonno. O forse avevo fame e sonno ma immaginavo che non sarebbe servito a nulla placare l’uno o l’altro. 

Verso la una di notte chiamai al telefono Loredana un paio di volte ma non rispose. Le mandai dei messaggi ma non rispose. Dopo un po’ anche il telefono dava il segnale di spento. 

Avrei voluto vederla. Avrei voluto abbracciarla. Avrei voluto farle sentire che le ero vicino. Provai a pensare a come potesse sentirsi nel pronto soccorso a piangere un morto, ma non riuscii a pensare in modo lucido. 

Paolo arrivò il mattino verso le nove. Con lui c’erano degli uomini del corpo forestale giunti apposta da Milano. Non li avevo mai visti. Uno degli agenti aveva un contenitore ermetico e altri strumenti che conoscevo bene. 

«Quando fanno il funerale?» chiesi a Paolo. 

«Non si sa ancora. La salma è ancora in ospedale.» 

«Lo chiederò a Loredana.» 

Mi prese in disparte, in modo che gli agenti non potessero sentire. «Forse è meglio se non ti fai vedere» disse. 

«Non capisco.» 

«Non credo voglia vederti.» 

«Perché non dovrebbe volermi vedere?» 

«Mi spiace Manuel, non eri lì, ieri sera, mentre Dario moriva. Non voglio dirti quello che ha detto su di te Loredana.» 

«Non capisco proprio!» 

«Non so che dirti. Ti accompagno in paese a prendere le tue cose, ma ti consiglio di andartene al più presto. Temo che Loredana ti odi e penso ci sia diversa gente che non voglia più vederti da queste parti.» 

Non ricordo molto altro di quella strana giornata. Feci le cose in automatico. Non ricordo come infilai il serpente marrone nel contenitore. Non ricordo se corsi dei rischi o se li feci correre agli agenti presenti. Forse eseguii soltanto dei gesti meccanici. Gli agenti furono freddi e scostanti, molto professionali e di poche parole. 

Pensavo a Dario ogni tanto. Pensavo a Loredana, più di frequente. Mi domandai perché era accaduto tutto questo e soprattutto come avevo permesso che accadesse tutto questo. Cercai ci comprendere il motivo per cui non volesse vedermi, ma non fu facile. 

Be’ non mi resi conto più tardi di scendere a valle e non ricordo di aver salutato gli agenti quando salirono sulla loro jeep. Ero come un automa. Non gli chiesi neppure che fine avrebbe fatto il serpente. Non mi importava nulla. Mi aveva creato abbastanza guai. 

Una volta in paese mi recai in albergo. Preparai le mie cose in camera e prima di scendere da basso chiamai l’officina dove avevo l’auto in riparazione. Avrebbero fatto il possibile per farmela trovare pronta in serata. 

Poco dopo andai a pagare la signora. La trovai al posto di sempre. Mi abbracciò e pianse e disse che sarei sempre stato il benvenuto nella sua pensione. Non mi chiese il motivo per cui andavo via in fretta e furia. Forse le davo la sensazione di uno che scappava ma non mi fece domande imbarazzanti. Credo immaginasse qualcosa ma fu deliziosa e delicata nell’evitare di darmi tormento. 

Andai in piazza alla fermata della corriera. C’era un bus che mi avrebbe portato e Lecco, in partenza da lì a poco. Feci quattro calcoli sul tempo che avrei impiegato e capii che sarei riuscito ad arrivarci prima che l’officina chiudesse. 

Presi il biglietto di viaggio in vendita presso un caffè sulla piazza, e salii sulla corriera in attesa. L’autista indossava una camicia azzurra, aveva gli occhiali da sole ed era senza cappello. Gli mostrai il biglietto e lui ne strappò un angolo. Sorrise e annuì con un cenno del capo. 

Sistemai il bagaglio e sedetti a metà della vettura, vicino al finestrino. Potevo vedere i boschi del parco, oltre la valle, sull’altro lato della montagna. Li osservai per qualche minuto, poi abbassai il telo sul finestrino per non continuare a ricordare. 

La corriera partì dieci minuti dopo. 

Ero l’unico passeggero. 


--------------- 


--------------- 

"Grazie per la lettura" 

Il male tra gli ontani in vetrina (tutti i capitoli pubblicati)

8 commenti:

  1. Un finale triste,ma il lieto fine non me l'aspettavo, cosa avrà detto Loredana a Dario, e perchè non vuole piu' vedere Manuel, non lo sapremo mai, ci lasci alla nostra immaginazione. Un romanzo molto bello e avvincente che mi ha coinvolta sin dall'inizio. Grazie Ferruccio di averlo scritto e per avercelo proposto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te Anna per la pazienza con cui mi hai seguito

      Elimina
  2. Finisce malamente questa storia però confesso che sono dalla parte di Manuel e disapprovo il comportamento di Loredana, come donna.
    Adesso mi vado a cliccare i link degli episodi, me li scarico e me li leggo in tranquillità, se il mio scaricare non ti crea problemi. Se così fosse dimmelo senza problemi alcuni. Abbraccio e complimenti ancora.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Scarica pure senza problemi e grazie per il supporto Farfalla Legger@

      Elimina
  3. Ti faccio i complimenti... Ora me lo rileggo tutto da capo, dall'inizio alla fine.

    RispondiElimina
  4. Beh non saprei che dire o forse sto tentando di dire qualcosa adesso:)

    Come se tu avessi avuto la capacità di stimolore riflessione e immaginazione nei lettori con un bel pizzico di aspettativa negli eventi ,eventi che tra un capitolo e l'altro hanno saputo creare quello stato di suspense fino alla fine!

    Dà quasi la sensazione che possa esserci un eventuale continuità attraverso un secondo romanzo...le aspettative a volte sono difficili da gestire quando qualcosa piace!Vuole essere un complimento ma anche una sana osservazione...

    Grazie e Buonaserata


    L.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non so cosa succederà. Al momento non c'è nessuna seconda parte. Ma tra qualche anno potrebbe magari succedere. Grazie Linda, buona serata a te

      Elimina

Questo blog ha i commenti in moderazione.

Info sulla Privacy