martedì 19 novembre 2019

La "facilità" d'iscrizione a un social ne annulla il potenziale

Negli anni mi sono fatto l'idea che più un social e semplice e facile nell'iscrizione e meno potenzialità ha per la gente comune. Per esempio non mi sono mai iscritto a Instagram però per qualche strano motivo ho un profilo e ogni tanto scopro che c'è qualcuno che mi segue, ma se provo a farci qualcosa di concreto non ne ricavo nulla. Lo stesso vale per Me.we dove ho creato un account in pochi istanti pochi mesi fa per verificarne le potenzialità. Naturalmente anche gli altri social mi pare si muovano allo stesso modo ma è davvero così? 

Nelle ultime settimane con i post Addio Twitter e Le tasche piene di facebook mi pare di aver fatto capire qual è l'importanza che delego ai social per la mia attività di blogging ma ce n'è uno che per il momento sfugge da una visione negativa.

L'unico social o l'unica piattaforma sociale che al momento sembra darmi qualche soddisfazione è Linkedin. Per ora è la sola piattaforma che sembra immune da profili fake e che esalta e rende visibili gli account in base alla completezza e al valore di ciò che si dice più che da un calcolo di algoritmi o di visibilità imposta. 

Ritengo che su questa piattaforma anche gli algoritmi abbiano una certa importanza, come naturalmente i nomi conosciuti, ma usandolo in modo serio posso affermare che restituiscono un certo riscontro a chiunque se ne serva in modo professionale. 

Non è sempre stata così. 

Neppure con LinkedIn. 

I primi tempi, quattro o cinque anni fa, lo consideravo non molto diverso da facebook e twitter ma studiandolo per bene ho capito il motivo per cui nessuno mi vedeva, e nel giro di pochi anni ho cambiato completamente il mio punto di vista nei suoi riguardi, cosa che mi ha inoltre permesso di fare delle constatazioni generali sugli altri social. 

Ormai mi basta vedere come sono impostati e presentati certi profili per capire sin dove possono arrivare. E se negli ultimi tempi ho ricevuto dei riscontri di carattere pratico lo devo principalmente al fatto che non ho lasciato nulla al caso nel rendere professionale la mia stessa professionalità. 

Linkedin vuole veramente delle persone. Le vuole vere. Non va omesso nulla. Tutto deve essere trasparente. Dal curriculum alle skill. Dall'esperienza, alla formazione sino alle segnalazioni di altri utenti. Ma ovviamente per fare tutto questo e avere un profilo completo in ogni sua parte è richiesto del tempo: e credo sia questo tempo dedicato alla piattaforma a restituirvi il vero valore. 

Insomma diversamente da altri social, su Linkedin non c'è spazio per Pippo, Pluto e Paperino e un'iscrizione fatta al volo, almeno che tu non sia davvero uno dei personaggi della Disney


"Grazie per la lettura"

4 commenti:

  1. Ludovica Bacchi19 novembre 2019 16:00

    Io ti ho scoperto su linkedin e ti seguo quasi sempre. Linkedin è anche l'unica piattaforma sociale che uso. Non ho blog e sono timida nel commentare ma oggi mi sono fatta coraggio

    RispondiElimina
  2. Sono superficiale con Linkedin come con gli altri social, perché non mi decido a dedicare una parte seria del mio tempo ai social; però ho avuto anch'io l'impressione che lì ci sia un po' di sostanza in più.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ci vuole mezza giornata per rendere interessante il profilo su Linkedin e ogni giorno scopro che c'è qualcosa da aggiungere. Grazie Grazia

      Elimina

Questo blog ha i commenti in moderazione.

Info sulla Privacy