giovedì 3 ottobre 2019

La prima volta di Clive Cussler

Credo di ricordare che il film Sahara del 2005 - film diretto da Breck Eisner, con Matthew McConaughey e Penélope Cruz - inizia con lo scontro, sulle rive di un fiume, tra una corazzata sudista e i soldati dell'esercito nordista. Mi impressionò la prima volta che vidi quella scena e nonostante non fui esaltato dal resto del film, provai a cercare il libro da cui era tratto. Ora non so se nei titoli di coda avevo letto che fosse frutto della fantasia di Clive Cussler, ma credo sia stata la prima volta che ne ho sentito parlare... 

Nei giorni seguenti andai a cercare il libro ovviamente e purtroppo non lo trovai. Quello che era presente dello scrittore americano non mi incuriosì a sufficienza per spingermi a comprare qualcosa e lasciai perdere. In seguito non mi sono più interessato alla sua opera. 

Ogni tanto però ne sento parlare. 

Spesso nei commenti sul mio blog compare il suo nome, segno che non è sicuramente un autore da scartare, perciò capirete il motivo per cui oggi ve ne parlò. In realtà ve ne parlo anche perché poche sere fa mi sono trovato a fare delle letture sulla guerra di secessione americana e il fatto di trovarmi sotto il naso le corazzate mi ha fatto ripensare a quel lavoro di Cussler

Ecco non credo di aver altro da dire. 

So che Cussler ha scritto molti romanzi. So che è considerato un maestro del thriller tecnologico. So che si tratta di un best sellerista di primo piano. E sono al corrente del fatto che i suoi personaggi non siano per nulla inferiori agli Indiana Jones o ai James Bond, ma, nonostante tutti questi pregi, continuo a tenermi distante dalla sua opera. 

Perciò mi sembra naturale chiedere a voi un punto di vista e come al solito vi invito a farlo senza nessun timore di sorta. Un semplice commento con un vostro parere riguardo a questo autore Auronan. Io concludo inserendo l'incipit del romanzo che ha dato il via a questo post... 

Sembrava galleggiare sopra la nebbia spettrale della sera come un mostro minaccioso che sorgesse dal limo primordiale. La sagoma bassa spiccava nera e lugubre contro lo sfondo degli alberi della riva. Come fantasmi, immagini indistinte d'uomini si muovevano sui ponti sotto l'inquietante chiarore giallo delle lanterne, mentre rivoli di umidità scorrevano lungo le fiancate grigie e cadevano nella corrente torpida del fiume James. 
Clive Cussler - Sahara 


"Grazie per la lettura" 

Fonti: 
- Aurora (Illinois)

6 commenti:

  1. Eccomi!
    Sono andato a contare: ne ho 19 di Cussler, ma... non ho mai letto Sahara. In realtà Sahara non sarebbe dovuto restare isolato, come film, ma, nonostante il cast, il botteghino e la presa di distanza di Clive dalla trasposizione (cosa peraltro abbastanza comune tra gli scrittori) abortì il progetto di portare sul piccolo schermo Dirk Pitt. Ultimamente lo leggo di meno, e da una ventina d'anni si fa aiutare da qualche altro scrittore: uno in particolare ha aiutato anche Clancy e Rollins. I libri migliori sono i primi, nei quali riusciva a stare meglio sul pezzo tanto delle geopolitica, in qualche caso anticipando di qualche anno rivolte politiche e ascese di nazioni sullo scacchiere mondiale. In lui è sempre molto presente l'elemento nautico e aeronautico. La sua posizione politica è repubblica e traspare nelle sue opere, con Pitt che è un eroe buono che esporta il meglio degli Usa nel mondo non dimenticando mai la torta di mele. Molto azzeccati anche alcuni comprimari. Cosa non va? Kurt Austin e Joe Zavala, seppur diversi fisicamente da Pitt e Giordino, riecheggiano troppo "gli originali". La serie Oregon è invece più simile a un procedural (sia pure che non ha nulla a che fare con il poliziesco) nel senso che è la SQUADRA e non il singolo a fare da protagonista. I coniugi Fargo non mi hanno preso, e Isaac Bell è pure lui seduttore, ricco e pieno di risorse come Pitt e Austin. C'è da dire che le avventure scorrono. Da un punto di vista più "letterario", dire che è meno tecnico di Clancy o Crichton (ma è difficile essere più documentati dei due) ma batte Follett e Smith su questo campo. Cede però, agli stessi Follett e Smith rispettivamente sull'intreccio spionistico, sulle descrizioni (eccezion fatta per quelle marine) e sulla geopolitica. L'italiano che a parer mio più si avvicina, per darti una idea, alle storie di Cussler, è Marco Buticchi, che è più rigoroso dal punto di vista storico. Scusa la lunghezza...

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    1. "Scusa la lunghezza?" Ho pensato a te scrivendo questo post. Le tue aggiunte sono proprio quello di cui avevo bisogno. Grazie a te Massimo

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  2. Credo proprio di averlo letto, Sahara. Un bel po’ di anni fa. Assieme ad alcuni altri di Cussler.
    Ma non ricordo i titoli.
    Quello che ricordo bene dei suoi romanzi è che sono avvincenti e a volte istruttivi.
    Ricordo anche che i personaggi sono sempre gli stessi.
    E che in ogni romanzo include sempre un personaggio minore che ha il suo nome.
    Ma ogni libro che ho letto mi ha deluso, perché sconfinava sempre in avventure improbabili, alla Indiana Jones. E questo non mi piaceva.
    Un po’ come Dan Brown...
    Ho smesso di leggerlo per questo.

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    1. Grazie Danila... Ne terrò conto

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    2. Sì, ma la comparsa a nome Cussler non c'è sempre ma solo in credo 6-7 romanzi.

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    3. Be' un aspetto curioso, non mi è mai passato nella testa di usare il mio vero nome per un mio racconto o per un mio romanzo.

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