martedì 15 ottobre 2019

Credevo che Cronache Marziane fosse un romanzo

Sin dalla prime volte che ne ho sentito parlare pensavo fosse un'opera con un inizio e una fine. Insomma credevo che Cronache Marziane fosse un romanzo. Non lo so. Pensavo fosse una storia come Fahrenheit 451. Non immaginavo fosse una raccolta di racconti, seppur - a quanto dicono - uniforme e con un tema ben preciso. Ma non si può sapere tutto a priori... 

In più di un'occasione ho manifestato sul mio blog apprezzamento per l'opera dello scrittore americano Ray Bradbury. Non esagero nel dire che è il mio scrittore di fantascienza preferito, anche perché i suoi contenuti travalicano il genere e hanno - per conto mio - più chiavi di lettura. Insomma c'è molto in quello che si legge tra le sue pagine e non mi pare corretto classificarlo come un semplice autore di genere. 

Mi ha anche ispirato molto e credo che certi miei lavori un po' fantastici (Racconto senza titolo), abbiano impresso un po' il suo modo di vedere le cose. Forse perché i suoi 34 racconti li ho letti e riletti più volte e qualche cosa ti rimane dentro, anche se non lo vuoi fare. 

Molti di questi racconti sono per me davvero straordinari, per stile, per eleganza, per contenuto, per quello che trasmettono. Penso all'Estate di Picasso

Naturalmente ho letto anche Fahrenheit 451. Forse addirittura prima dei racconti di cui ho appena fatto un accenno. 

Sono invece al punto di partenza con Cronache Marziane. So che un giorno prenderò questo testo e mi darò da fare per leggerlo. Dopotutto mi è già capitato di leggere qualche racconto di questa opera. Ma ancora non ho capito con cosa avrò a che fare di preciso. Detto in parole povere: sono dei racconti a sé stanti o sono dei racconti che lo fanno apparire più un romanzo con un inizio e una fine? 

Confesso che mi piacerebbe - sempre che siate a conoscenza del libro - avere un vostro parere spassionato. Credo di ricordare un qualcosa alla televisione, forse una serie che aveva preso spunto da questo lavoro di Bradbury, ma vado a tentoni. 

Insomma fatevi avanti... 

Fino a un istante prima era ancora l'inverno dell'Ohio, le porte chiuse, i vetri alle finestre ricoperti di brina, stalattiti di ghiaccio a frangia d'ogni tetto, bimbi che sciavano sui pendii, massaie dondolanti come grandi orsi neri nelle loro pellicce sulle vie gelate. Ray Bradbury - Cronache Marziane 


"Grazie per la lettura" 

P. S. - Non c'è Marte ritratto nell'opera a olio di Nino di Mei che ho inserito nel post, ma quel padre insieme al figlio mi trasmettono un'immagine Bradburyiana.

8 commenti:

  1. Il racconto linkato è bellissimo
    Alessia

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  2. E' vero, sono dei racconti autoconclusivi e legati da un sottilissimo filo temporale, ma sono bellissimi e di una sensibilità unica.
    Ray riesce a toccare qualsiasi tema, da quello orrorifico a quello sociologico.
    E' una fantascienza poetica.
    Comunque io sono di parte visto che Bradbury è probabilmente il mio scrittore preferito.

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  3. Di Bradbury ho letto soltanto Fahrenheit 451 e Zen in the Art of Writing, però tu e i commentatori mi avete fatto venire voglia di leggere il resto.

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  4. Letto diverse volte (mi pare tre), e ce l'ho anche a casa.
    Sì, è un insieme di racconti, ma è qualcosa di più. Una volta in un guest-post ne avevo parlato così:

    La Storia che Emerge dai Racconti
    Un’ulteriore specializzazione dei racconti a tema si può avere quando dall’insieme di racconti emerge anche una storia posta sullo sfondo.
    Esempio: Cronache Marziane di Ray Bradbury, che racconta della colonizzazione umana di Marte e i rapporti con la civiltà indigena. Dal libro emerge che mentre i coloni si adattano al nuovo pianeta, sulla Terra prendono il potere totalitarismi che negano la libertà di pensiero e portano allo scoppio di una guerra micidiale; mentre i marziani vanno estinguendosi, i coloni terrestri su Marte resteranno gli ultimi della razza umana, dove forse riusciranno a costruire un mondo migliore.
    Punti di forza: da un punto di vista tecnico è sicuramente di alto livello riuscire a mostrare una storia senza raccontarla (uno show, don’t tell a livello di un intero libro).

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    Risposte
    1. La scrittura di Bradbury - riferendomi ai 34 racconti - è molto oggettiva e cinematografica, ma anche molto lirica e poetica. Mi piace molto tecnicamente. Grazie Marco

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