domenica 1 settembre 2019

La zuppa al pesto di Philip Roth

Leggevo che lo scrittore Philip Roth amava le zuppe. In particolare amava la zuppa al pesto. Non sapevo neppure si cucinasse una simile pietanza. Il pesto l'ho sempre usato come condimento per gli spaghetti e per le trofie. Forse però il pesto di Roth è tutta un'altra cosa. Qualcuno dice che pure la sua narrativa è un'altra cosa. Non lo so... 

Philip Roth diceva che scrivere è angosciante e terribilmente duro e su questo sono d'accordo anch'io. Si dice che Roth facesse affidamento sul suo mondo per creare la sua narrativa, in modo tale che diventasse molto familiare. Secondo le fonti che riporto on fondo familiari erano anche i suoi gusti in cucina, affidati prima a sua madre, poi a sua moglie e infine a uno chef privato. 

Il suo piatto preferito era la zuppa pistou ma i gusti delle voci che scaturiscono dai suoi libri non erano molto dissimili dai gusti dello scrittore in fatto di cibo: zuppa di cavolo, crema di funghi, pappa al pomodoro. Insomma la zuppa era un salvavita per Roth, e forniva a lui un senso di continuità che risaliva all'infanzia... 

Be' ho colto l'assist al volo, quando ho letto il post che mi ha fornito queste fonti. Ho colto l'assist al volo perché anche nella mia infanzia e nella mia giovinezza ci sono le zuppe a farla da padrone. 


Ricordo quella tipica della domenica sera, preparato con il brodo di carne con cui si era cucinato il lesso a mezzogiorno. 

Ricordo queste scodelle di brodo e le fette di pane di segale, un po' rafferme e il grana. Ma ricordo anche le zuppe di verdura che chiedevo alla mia mamma di preparami ogni volta che tornavo dal collegio, come se un piatto simile mi riportasse nel mio mondo. 

Non ho mai letto Roth, ma credo che dopo queste affinità o assonanze un pensierino debba farlo:    

Fu nell'estate del 1998 che il mio vicino Coleman Silk – che prima di andare in pensione, due anni addietro, era stato per una ventina d'anni professore di lettere classiche al vicino Athena College, dove per altri sedici aveva fatto il preside di facoltà – mi confidò che all'età di settantun anni aveva una relazione con una donna delle pulizie trentaquattrenne che lavorava al college. Due volte la settimana questa donna puliva anche l'ufficio postale, una piccola baracca rivestita di scandole grigie che pareva aver protetto una famiglia di braccianti dai venti della Dust Bowl negli anni trenta e che, piantata solinga e derelitta a metà strada tra la pompa di benzina e l'emporio, fa sventolare la bandiera americana all'incrocio delle due strade che caratterizzano il centro commerciale di questa cittadina di montagna. 
Philip Roth - La macchia umana 


"Grazie per la lettura" 

Fonti: 
- Philip Roth: Soupe au Pistou

4 commenti:

  1. Mai letto Roth, e mai sentito nominare questa zuppa
    Alessia

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  2. Adoro le zuppe, confort food!! Proveremo a farle col pesto perché no? Buona Domenica Ferruccio!!

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