mercoledì 11 settembre 2019

Inchieste ai confini del mare

Forse un giorno andrò a comprare un romanzo di Patrick O'Brian, autore che deve il suo successo grazie ai venti romanzi che hanno come protagonisti un capitano della Royal Navy di nome Jack Aubrey e il suo inseparabile medico di bordo e compagno di viaggio Stephen Maturin. Insomma, romanzi che sono delle vere inchieste ai confini del mare. 

Mia madre, negli ultimi anni della sua vita, so che apprezzava due film in particolare. Quando li trasmettevano in televisione stava ben attenta a non perderli. Certo non erano i soli, ma aveva una predilezione per L'ultimo dei Mohicani del 1992 diretto da Michael Mann (quello con Daniel Day-Lewis nei panni di Nathaniel "Occhio di Falco") e sopratutto Master & Commander - Sfida ai confini del mare di Peter Weir. Difficilmente si addormentava quando li proponevano in televisione. 

Con il secondo era addirittura impossibile vederla dormire perché doveva sentire la parte finale quando i due protagonisti della storia facevano quel siparietto musicale servendosi della musica di Luigi Boccherini (La Musica Notturna Delle Strade di Madrid). 

Be' meglio che vi dica la verità. Per dirla chiaramente questo post è nato pensando più che a un mio interesse nei confronto dell'autore, scrittore che in ogni caso andrò prima o poi ad approfondire, al fatto che sono due anni esatti che mia madre è deceduta. 

Perciò abbiate pazienza se questa inchiesta ai confini del mare è suscitata dal suo ricordo e più che altro sia dedicato a lei

Tuttavia siete liberi di dire la vostra riguardo all'autore, se lo conoscete. 

«Passa parola per il comandante Aubrey! Passa parola per il comandante Aubrey!» gridarono voci in sequenza sul ponte della nave ammiraglia. Voci dapprima fioche e soffocate lontano a poppa, poi sempre più forti e distinte man mano che il richiamo si allontanava dal cassero e risaliva il passavanti fino al castello, dove il comandante Aubrey, in piedi a dritta accanto alla carronata da trentadue libbre di dritta, contemplava la galera purpurea dell'imperatore del Marocco al largo del Jumper's Bastion stagliarsi contro l'imponente Rocca di Gibilterra grigia e rossastra, mentre il signor Blake, in giorni lontani gracile membro del suo alloggio degli allievi ma ormai un ufficiale alto e robusto, massiccio quasi quanto il suo comandante di un tempo, gli spiegava l'affusto di sua invenzione, un affusto che avrebbe dovuto consentire alle carronata di raddoppiare la rapidità di fuoco senza tema di ribaltamento, tiri due volte più lunghi e di una precisione estrema: un'invenzione, insomma, che avrebbe virtualmente posto fine alla guerra. 
Patrick O'Brian - Ai confini del mare 


"Grazie per la lettura"

6 commenti:

  1. L'autore non l'ho mai letto, ma i film li conosco bene! Due bellissimi film, tua mamma aveva ragione ad amarli, li ho visti anch'io piu' volte, sempre belli! Il film preferito di mia mamma, questi non ha fatto in tempo a vederli, era "Matrimonio all'italiana" con la Loren e Mastroianni, un film vecchio ma sempre secondo me bellissimo! Un caro saluto Ferruccio, fai bene a ricordare chi non c'è piu'!

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  2. Certe date non si dimenticano: bella dedica
    Alessia

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  3. Non ho letto nulla di questo scrittore...ma non si può leggere tutto quello che è stato scritto.

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