sabato 3 agosto 2019

Alpi Orobie in vetrina

Nino di Mei
Molti dei miei lavori narrativi sono ambientati sulle Alpi Orobie: Alpi Orobie Occidentali per la precisione. Forse perché diventa più facile scrivere in modo preciso se il posto lo si conosce. Ho pure molte opere d'arte con le Alpi Orobie sullo sfondo: forse perché sono lì davanti agli occhi e sono facili da ritrarre. Oggi, alcune di queste opere, sono in vetrina

Ho sempre fatto molta fatica a scrivere e raccontare di cose che non conosco e non apprezzo molto la scrittura e le storie di chi non vive la narrativa sulla propria pelle. Sono dell'idea che la narrativa e la scrittura migliore ha sempre qualcosa di biografico. Solo così può essere vera e non cadere nella facile retorica e nei luoghi comuni. 

Ecco il motivo per cui nei miei racconti e nei miei romanzi non ci si discosta molto dai luoghi dove sono nato e vissuto. Non ci si discosta molto dai luoghi che ho frequentato. Non ci si discosta molto dai posti dove ho lavorato. Non potevano mancare le Alpi Orobie, naturalmente. 


Nino di Mei
Se in un romanzo come Noi siamo senza Dio sono un ipotetico paradiso per ricchi e sono solo uno sfondo pieno di illusioni per i ragazzi che si muovono nel romanzo e vivono nei bassifondi di Milano, ne' Il male tra gli ontani c'è addirittura un parco creato appositamente e molti capitoli della storia si sviluppano tra le radure e tra i boschi che si trovano sui pendii di quelle montagne. 

Vale lo stesso per molti racconti, racconti che non è neppure il caso di citare, ma credo sia quasi banale dirlo. 

Le alpi Orobie non mancano neppure nell'arte di mio padre. E forse sono presenti per lo stesso motivo per cui sono presenti nella mia narrativa. Inventare sulle cose che si conoscono vuol dire comprendere in pieno un determinato mondo. Non si imbroglia. Non si prende in giro nessuno. Non ci si presenta per qualcosa che non si è. 

Non si può fingere nello stendere determinati colori a olio su una cappelletta votiva ai piedi di un sentiero che si inerpica verso le selle alpine se non si è quasi toccato con mano. 


Nino di Mei
Non si può imbrogliare nel ritrarre una donna con un bambino se alle sue spalle c'è una montagna che sovrasta metaforicamente l'esistenza se non ci si è seduti sugli stessi scalini. 

Non si può immaginare e dipingere un sentiero che si snoda tra le baite di un maggengo se non si sono davvero visti i colori che la montagna assume in autunno... 

Be' ho inserito solo tre lavori a olio in questo post, ma sono tantissimi i quadri che ritraggono le Orobie. 

Quadri e disegni di ogni genere. Le radici comuni dell'arte e della letteratura nel mio caso specifico. 


"Grazie per la lettura"

6 commenti:

  1. Allora vedi il Bernina... 😂 Bellissime montagne che ebbi la fortuna di godere tanti anni fa, quando ero giovane e bella.
    Concordo con il tuo pensiero che ogni scrittore mette nelle sue opere qualcosa di autobiografico. E a proposito di opere tue, non c'è una pagina con tutti i links, dove io posso tranquillamente trovarle? Qui c'è tanto da leggere che mi perdo, abbi pazienza ho una certa età... Grazie per le indicazioni.

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    1. Anna di Maria sì, salendo sulle cime che sovrastano il paese si vede il Bernina e anche il Monte Rosa nella giornate più chiare e luminose.
      Trovi tutti i racconti che ho sul blog nella pagina statica Otium projet. Ciao e grazie

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  2. Ops ho dimenticato, i dipinti di tuo padre sono molto belli. Perché non fai qualche mostra?

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    1. Ci sto pensando da un paio di anni... Work in Progress
      Grazie

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  3. I quadri sono splendidi
    Alessia

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