lunedì 22 luglio 2019

Il blogging giusto

A volte mi domando se sto facendo del blogging nel modo giusto. Magari scrivo post con la convinzione di ottenere determinati riscontri e invece succede l'effetto contrario. A volte accade completamente l'opposto. Tuttavia sono più che mai sicuro che la strada che seguo è giusta. I miei contenuti ricalcano ciò che faccio e ciò che amo. Appaio come sono. Ciò che dico e come lo dico è trasparente e in linea con i miei valori. Ci trovate qualcosa di sbagliato in questo? 

Tra le cose che meno amo del blogging c'è una certa ipocrisia che ruota attorno a varie community. La cogli da come si mandano avanti certe tematiche e da come si sviluppa l'interazione tra i vari blog che ne fanno parte. 

Blog e blogger che parlano della stessa cosa soltanto per sentirsi parte di una determinata famiglia e che spesso non escono da qual determinato nucleo. Blog e blogger che non mi appaiono per niente veri, insomma. Blog e blogger che dal mio punto di vista fanno un blogging per nulla in linea con ciò che io considero importante e che ho riportato nel paragrafo in corsivo. 

So che è del tutto naturale, nella fase iniziale, cercare ispirazioni da chi è partito prima di noi e da chi magari parla delle cose che pure noi amiamo. Trovo sia naturale seguirne le tracce e spingerci a cercare collaborazioni e amicizie con chi ipoteticamente la vede come noi, ma con il passare del tempo creare un proprio stile e imporre anche nei contenuti la propria personalità deve essere qualcosa in più di un fenomeno passeggero: indipendentemente da ciò che abbiamo in cambio. 

Adesso, essere educati e rispettosi del lavoro altrui deve essere una caratteristica di un blogger e di chiunque abbia un'attività on line ma questo non ci deve spingere a lasciare commenti faziosi e ipocriti in piattaforme che non ci identificano solo perché siamo spinti dal desiderio di farci notare. 

Come non ci deve spingere a subire condizionamenti da nicchie e quant'altro solo perché ci illudiamo di avere una voce in capitolo. Non ho dubbi sul fatto che un simile modo di mostrarsi porti a un'aridità di contenuti e a un vuoto di idee che a lungo andare ci faranno abbandonare ciò che ci ha spronato a  partire.   

Il novanta per cento dei blog con cui mi sono trovato a interagire è sparito e non pubblica più. Mi spiace, ma credo che ciò sia accaduto soltanto perché non è stato fatto del blogging giusto, o sbaglio? 


"Grazie per la lettura"

14 commenti:

  1. Mah, scrivere degli stessi argomenti già presenti in molti altri blog significa partire già con un sacco di concorrenti e rischiare di creare una sorta di fotocopia. Probabilmente molti blogger perdono motivazioni dopo un po' e abbandonano.

    Secondo me ogni blogger deve trovare il proprio modo di fare blogging perché è l'unico modo per far sentire veramente la propria voce.

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    1. Far sentire la propria voce in maniera personale, esatto Massimo, grazie

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  2. I blog nascono e muoiono per varie ragioni. Alcune volte è per il motivo che citi: non è stato fatto il blogging nel modo giusto. Altre è perché il blogger ha magari perso interesse.
    Bisogna trovare la propria strada e la propria voce, e si potrà andare avanti per anni.

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    1. Sì Daniele, le ragioni sono diverse: ho citato quella che io ritengo più lampante o quella che io noto come più difettosa.

      Grazie

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  3. Più che blogging mi sa che racconti un aspetto tipico di tutto ciò che viviamo oggi

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  4. Da lettrice di blog ,sto notando sempre più che alcune persone/blogger li utilizzano e li indirizzano con tutte le caratteristiche di un profilo facebook...e credo che vadano a finire un po in quella sorta di "cimitero" su cui ci hai fatto un post.

    L.

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    1. Lo so, è un qualcosa che fa male questa deriva. Molti però non lo capiscono, pensano di fare del sano blogging...
      Grazie Linda

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  5. Per continuare è necessario continuare a scrivere delle proprie passioni, o almeno provarci.

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  6. Credo che i blog spariscano anche perché chi li ha creati non aveva idea dell'impegno necessario a tenerli in piedi degnamente. La tendenza a cercare una "famiglia" può essere un limite, ma è anche un lato che amo del blogging.

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    1. Basta che siano "famiglie" per bene :-D
      In questo caso sono d'accordo anch'io.

      Fare i brillanti a tutti i costi no. Grazie Grazia

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  7. E se ti dicessi che è l'unico blog che leggo il tuo?
    Alessia

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