martedì 11 giugno 2019

Una cosa chiamata Netiquette

Non sono mai entrato in un ufficio senza bussare, anche se c'era la porta aperta e ho sempre aspettato che dall'altra parte qualcuno mi dicesse avanti. Non ricordo di non aver rispettato la fila in qualche ufficio pubblico in cui mi sono trovato ad attendere il mio turno e lo stesso ho fatto con il salumiere al supermercato in coda con il mio numerino. Non ho mai litigato per parcheggiare l'auto. Credo siano esempi di etichetta, magari anche banali, da usare in certi ambienti. A proposito sul web c'è una cosa chiamata Netiquette: la conoscete? 

A volte mi domando se tutti coloro che usano un dispositivo connesso alla rete siano al corrente dell'esistenza della Netiquette e che le regole che caratterizzano tale Netiquette andrebbero usate a priori. 

A volte mi domando se buonsenso, educazione e senso civico non andrebbero usati, un po' come si fa negli altri contesti sociali, anche nel mondo del Web senza tante scorciatoie o scuse. 

A volte penso che non sarebbe neppure difficile seguirne i principi e le regole, forse senza neppure il bisogno di studiarla e sforzarsi troppo, perché molti aspetti della Netiquette sono naturali. 

In realtà qualche dubbio in merito mi sorge. 

Insomma la sensazione che un computer, un tablet, uno smartphone... la sensazione che un qualsiasi dispositivo connesso con la rete sia in grado di far dimenticare certe piccole regole di convivenza civile non me la toglie nessuno dalla testa. 

Almeno, così penso vedendo ciò che accade in larga parte sui social, sui siti e sui blog.  Notando questo qualche dubbio mi assale e lo stesso deduco pensando a certe situazioni che ho vissuto e che ogni tanto vivo in rete. 

Ricordo che anni fa, quando preparavo persone per l'ECDL, c'era la Netiquette tra le prime cose che si andavano a citare e a insegnare. 

In fondo da attuare non c'era nulla di difficile all'infuori di determinante regole suggerite dal buon senso ed ero ben contento che i miei studenti non la prendessero sotto gamba. 

Ecco, vorrei suggerire un po' questo atteggiamento... 

Verificare prima di fare certi passi sul Web se non andiamo contro a queste semplici regolette. Specialmente quando ci sentiamo dei leoni da tastiere, prima di ruggire, diamo un'occhiata alla Netiquette e se è il caso abbassiamo la criniera.


"Grazie per la lettura" 

P. S. - Ci sono talmente tanti contributi in rete che parlano della Netiquette che mi pare superfluo elencarne solo uno. Vi basta cercare la voce in un qualsiasi motore di ricerca e avrete tutte le risposte desiderate.

10 commenti:

  1. Posso dirti che l'ultimo episodio, fra tanti, mi è capitato proprio 5 giorni fa con una fanciulla (almeno lei scrive di aver 18 anni). Io mi altero sul momento e poi lascio scivolare il tutto. Ho imparato a fare questo...
    Spero che il tuo post lo leggano in molti e soprattutto ci riflettano su...
    Buongiorno per tutto il giorno

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  2. Il leone da tastiera si sente protetto dal fatto di essere dietro un monitor (o display di smortofono), quindi ritiene di poter insultare come cani rognosi persone che se le incontrasse faccia a faccia starebbe doverosamente zitto. E sembra la strategia vincente: abbiamo un leone da tastiera che spammando insulti a destra e a sinistra in giro per il web adesso pensa di essere il Ministro del Tutto se non addirittura un dio incarnato, solo perché altri leoni da tastiera come lui lo sostengono a spada tratta.

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  3. Ciao Ferruccio penso che sia una questione di buona educazione, parola ormai desueta evidentemente. Come dici tu basta poco, non so se questo sia un fenomeno solo italiano, perchè vedo nei gruppi di "auotaiuto",americani che seguo su facebook, professionisti, che si aiutano e che mi hanno aiutata, senza avere niente in cambio, mai un litigio, una discussione, solo lavoro. Mi ripeto qui tanta spocchia, tutti sanno tutto, e sparano a zero dove possono. Spero anch'io he ti leggano e in molti! Buona giornata Ferruccio

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  4. Voce di uno che grida nel deserto.
    Sotto i video di youtube ho visto commenti che non hai idea. E' vero che il fatto di non essere fisicamente presenti in una conversazione digitale, dà alle persone la presunzione di poter dire qualunque cosa passi loro per quei 2-3 neuroni senza un minimo di filtro. Però è anche vero che attualmente c'è una rabbia sociale pazzesca. Una parte di questa nasce poi dall'ignoranza: il doversi sentire inferiore a qualcuno perché è un esperto (i "professoroni" come direbbe qualcuno), fa nascere un desiderio di rivalsa che va a sfruttare la democraticità del mezzo, che tende a normalizzare e livellare il tutto a un comune denominatore.
    Democraticità solo apparente: se sei un pirla, resti un pirla anche in rete.

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    1. Credo ci sia molta rabbia purtroppo e molta superficialità nel trattare gli argomenti, ma vale la pena ricordare la buona educazione... i Webeti - per ricordare a anche il tuo post di oggi - si riconoscono, purtroppo "loro" non si riconoscono. Grazie Marco

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  5. Certo la mancanza del contatto visivo-auditivo crea delle storture nei comportamenti e rende possibile dimenticarsi - che cosa curiosa, sui "social"! - che dall'altra parte ci sono persone vere. Chissà, forse con il tempo svilupperemo capacità di interazione online migliori... ma i tempi evolutivi sono lunghi.

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    1. Io la vedo più come Umberto: "la rete ha dato voce a legioni di imbecilli"

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