domenica 9 giugno 2019

La torta al pomodoro di Sylvia Plath

Non ho mai mangiato una torta al pomodoro. Non sapevo neppure esistesse una torta al pomodoro. Non sapevo ovviamente che la poetessa e scrittrice Sylvia Plath fosse una "maestra" nel prepararla. Naturalmente lei ci andava pazza. Si racconta pure che l'impegno per la cucina che per qualche periodo la accompagnò durante la sua vita servì pure a tenere un poco sotto controllo i suoi stati emotivi ballerini causati dal suo disturbo bipolare. Be' a me piace molto il pomodoro, in diverse varianti, ne ho parlato molte volte su Otium e l'ho pure elogiato, ma non l'ho mai provato in una versione dolce... 

Quando ho trovato i riferimenti che parlavano di questa particolare zuppa al pomodoro, in un primo momento ho pensato a qualcosa di salato e, visto la mia passione per i pomodori, qualcosa di gradevole al mio palato. Pensavo si parlasse di una zuppa al pomodoro simile a quella toscana, un piatto secondo me di quelli da provare almeno una volta nella vita. 

Insomma mi ero già abituato all'idea un viaggio a Firenze, di una visita alla città e alla sua arte e di un piatto di pappa al pomodoro in una trattoria tipica, quando leggendo le fonti con attenzione mi accorgevo della "deviazione" dolce della ricetta. 

Una ricetta particolare di una scrittrice segnata nella vita adulta da un forte forma di depressione in contrasto spesso con dei periodi di forte vitalità.   

Si racconta che dopo essersi sposata, Sylvia Plath si dedicò alla cucina sperando di curare la sua depressione. Tra i suoi libri preferiti infatti c'è anche The Joy of Cooking. Spesso preparava cene per gli amici. 

Tuttavia, anche la cucina non poté salvarla. Il suo matrimonio andò in pezzi, si separò da suo marito e con due figli piccoli a casa, la Plath non riuscì a risollevarsi. 

Alla fine non poté continuare e si suicidò infilando la testa nel forno a gas, non prima di aver scritto un'ultima poesia e aver preparato la colazione ai suoi bimbi. 

Be' tornando alla torta al pomodoro non ho idea se ci sia un dolce simile in Italia. Simile insomma a quello che amava la poetessa e scrittrice statunitense. 

Nelle fonti naturalmente trovate come prepararla, seguendo il suo stesso metodo. 

Io purtroppo dubito che mi cimenterò nell'impresa. Non ho mai preparato un dolce in vita mia. Dopotutto sono ben pochi i dolci che apprezzo e uno a base di pomodori non riesco a farmelo entrare nella testa... 


"Grazie per la lettura" 

Fonti: Review of Poet Sylvia Plath's Tomato Soup Cake Recipe

8 commenti:

  1. Mai mangiata!
    Alessia

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  2. Grazie della fonte per la preparazione della torta, anche se visto quanto io sia una cuoca alquanto scarsa, non penso mi cimenterò nella preparazione, ma la passerò a chi è sempre in cerca di ricette nuove! Hai toccato anche il tema della malattia mentale, il bipolarismo, che è una brutta bestia ed è anche ereditario. Grazie Ferruccio e buona Domenica

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  3. Attento che con uno stufato al pomodoro hanno anche tentato di avvelenare Lincoln... almeno su un vecchio numero dell'Ellery Queen’s Mystery Magazine ;-D

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    1. Interessante, be' lo stufato dovrebbe essere un secondo e non un dolce, però!

      Grazie Ivano

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    2. Sì, ma poiché il veleno era appunto il pomodoro, il risultato non dovrebbe cambiare ;-D

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    3. ah be', sotto questo aspetto non cambia per nulla.!

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