venerdì 24 maggio 2019

Uno scrittore mai letto

Metto le mani avanti con questa inchiesta, abbiate pazienza. Per me si tratta di uno scrittore mai letto e mi rendo conto come la faccenda non sia semplice da affrontare. Qualcuno però ha paragonato lo scrittore Michel Houellebecq a Louis-Ferdinand Céline e so ben cosa mi è successo leggendo quest'ultimo. Che Houellebecq mi procuri le stesse sensazioni e mi dia gli stessi scossoni intellettuali? 

Pochi giorni fa ho letto in un blog un interessante articolo (lo riporto nelle fonti) sullo scrittore e regista francese Michel Houellebecq. Ne avevo sentito parlare per vie traverse, ma non so per quale motivo non mi sono mai interessato a lui prima di oggi. 

Sull'articolo questo scrittore viene paragonato a Louis-Ferdinand Céline, quest'ultimo dal mio punto di vista uno dei più veri autori del secolo scorso, e ciò la dice lunga sull'impressione e l'interesse che mi possa avere suscitato Houellebecq leggendo quel particolare testo. 

In tutta sincerità non ho mai letto nulla di suo. Il nome non mi è nuovo ma non ho mai letto un suo romanzo e non ho mai curiosato tre le pagine di un suo saggio. Non ho mai trovato neppure il suo nome evidenziato o in mostra presso una libreria in cui sono entrato a cercare libri. 

Certo la frase che riporto in coda a questo articolo, presa da uno dei suoi lavori, mi pare molto significativa e se questa è la potenza e la caratteristica della sua opera mi devo interessare a lui e impossessare dei suoi libri nel più breve tempo possibile. 

Intanto proviamo a verificare se qualcuno tra i miei lettori è in grado di darmi del supporto a sostegno della sua opera, ne sarei davvero grado. 

Insomma se qualcuno a letto uno dei suoi testi e ne vuole parlare magari elencandone i punti di forza che intravedo ben venga. La sensazione che per il momento abbia perso qualcosa non la escludo. Ma è ovvio che con il vostro supporto possa capire o almeno presupporre qualcosa di più preciso legato a questa perdita. 

Non so... 

Provate a parlarne in un commento se ne avete voglia. Magari cambio idea e mi fermo ancora prima di cominciare, limitandomi a questo articolo, ma credo che non sarà facile visto le premesse. 

«La totalità degli animali e la schiacciante maggioranza degli uomini vivono senza mai provare il minimo bisogno di giustificazione. Vivono perché vivono, tutto qua, è così che ragionano; poi immagino che muoiano perché muoiono, e che questo, ai loro occhi, concluda l'analisi.» 
M. Houellebecq - Sottomissione 


"Grazie per la lettura" 

Fonti - Michel Houellebecq

12 commenti:

  1. Io ho letto quattro romanzi di Houellebecq, quindi qualcosina potrei dire ;-)
    Il punto è che non è facile riassumerlo nello spazio di un commento...
    Mettiamola così: in comune con Celine (che invece io non ho letto, pensa un po', conosco solo qualche estratto antologico di sue opere lette quando studiavo letteratura francese all'università) ha il fatto di essere un provocatore. Un provocatore della peggior specie, nel senso che propone come "normali" cose che l'occidente odierno reputa immorali. Ad esempio "Piattaforma" è una vera e propria riabilitazione della prostituzione, dal suo punto di vista ovviamente. Non è l'unico tema affrontato nel romanzo, certo, però gioca un ruolo centrale. Il turismo sessuale in Thailandia viene vissuto e giustificato come un fenomeno assolutamente naturale.
    Il suo romanzo-manifesto però è "Le particelle elementari", dove viene raccontata la parabola esistenziale di due fratellastri, uno dei quali rappresenta un maschio-omega, uno di quelli che la selezione naturale avrebbe "soppresso" nel mondo animale, portando avanti l'idea che la società iperliberista (anche in campo sessuale) crei di fatto "vincenti" e "perdenti" con tutte le conseguenze di frustrazione e senso di inadeguatezza dei cosiddetti "perdenti". Le provocazioni e le scene particolarmente forti, spesso ai limiti del surreale (dal bullismo a scuola a un improbabile villaggio turistico che assomiglia al set di un film pornografico) vengono però raccontate con freddezza, distacco, spesso col tono di un saggio scientifico più che di un romanzo.
    Ti consiglio eventualmente di iniziare proprio da quest'ultimo romanzo che cito, anche perché a mio avviso è il migliore ("Estensione del dominio della lotta" e "La carta e il territorio" li ho letti ma mi hanno coinvolto meno, il tanto famoso "Sottomissione" devo ancora leggerlo perché temo che sia solo una ripetizione di tematiche già affrontate nei romanzi precedenti).
    Ecco, molto succintamente è questo ciò che ti posso dire della mia esperienza come lettore di Houellebecq.

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    1. Sotto certi aspetti, da quello che racconti è molto "Celiniano", anche la frase presa a riferimento in questo mio articolo sembra molto "celiniana" a mia memoria. Quello che scrivi è molto interessante e mi stimola ancora di più l'interesse alla lettura dei suoi libri. Tematiche che sfociano nella provocazione, ma sino a dove? Grazie Ariano.

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    2. Senza spoilerare, ti dico che i suoi romanzi hanno sempre dei finali drammatici, ma riguardano solo il protagonista (tranne in "Le particelle elementari" in cui il surreale finale implica una novità epocale per l'intera umanità... che però in realtà appare più come un espediente narrativo che una reale necessità della trama che, anzi, poteva concludersi benissimo senza l'espediente in questione).
      Diciamo, in poche parole, che la provocazione sta soprattutto nel sostenere che il sistema sociale attuale del mondo occidentale crea dei cittadini insoddisfatti e finirà con l'implodere su se stesso, non solo per motivi economici ma anche per l'incapacità di creare un entroterra spirituale e umanistico adeguato.

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    3. Oh mamma, credo sia in linea con il mio pensiero di fondo. Io vedo la società nelle stesse condizioni, più o meno.
      Grazie ancora Ariano

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    4. Un ultimo, fondamentale avvertimento: i suoi romanzi non sono letture piacevoli. Impegnativi, fanno riflettere, costringono a pensare, descrivono situazioni e concetti sgradevoli, dipingono esseri umani degradati... Insomma, la lettura dei suoi romanzi è sempre un pugno nello stomaco. Nel mio caso si è conclusa con la sensazione che "ne è valsa sicuramente la pena", però non posso garantire che sia così per chiunque...

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    5. Be' anche in questo caso il paragone con Celine ci sta!

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  2. Autore impegnativo
    Alessia

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  3. Mai letto, ma so che, come scritto prima, fondamentalmente si tratta di un provocatore... quasi un nichilista post-moderno. Ultimamente le sue prese di posizione politiche son state molto divisive, il che non è affatto un male, anzi spesso ci lamentiamo dell'immobilismo dei cantori. Ma qui si entra in un discorso complesso: perché io posso amare i romanzi di un Crichton, un Cussler, un Simmons o un Clancy (i nomi non sono citati a caso), ma dissentire dalle loro idee politiche che pure portano avanti nei loro lavori. E viceversa...

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    1. Grazie Massimo, sto ottenendo le risposte che desideravo!

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  4. Io ho letto solo Sottomissione e l'ho trovato uno scritto privo di interesse. Vuoto, distante, forzatamente provocatorio e anche come stile non mi è parso chissà che. Diciamo che la lettura non mi ha invogliato ad esplorare l'autore.

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