martedì 7 maggio 2019

Addio al sassofono

Pochi mesi fa ho dato a un mio amico il sassofono soprano. Non lo suonavo da anni e non avevo senso tenerlo lì ad arrugginire. Mi è spiaciuto o forse no. Ancora non lo so! Non sono mai stato un bravo musicista, ma un po' di nostalgia resta: ecco il perché di questo post di addio al sassofono

Nel racconto che trovate alla fine di questo articolo si parla di un Piffero magico, quello che non sono mai riuscito a suonare e soprannome che mi venne dato in collegio, alle superiori, dai miei compagni. 

Sono sempre stato un musicista mediocre purtroppo. Forse perché ho sempre privilegiato la scrittura o forse perché la timidezza non mi ha aiutato quando sarebbe stato il caso (rendevo la metà di fronte al pubblico). 

O forse molto più semplicemente e sinceramente perché mi sono sempre sentito schiacciato dal talento di mio fratello. Non lo so. La musica è sempre stata importante per me, ma non ci siamo mai capiti... 

Il primo strumento che ho imparato a suonare è stato il flauto dolce alle elementare. Ero bravo, decisamente molto bravo e prima ancora di iniziare le scuole medie sono entrato nella banda musicale del paese. 

Ero poco più che un mingherlino e dopo qualche mese passato a studiare solfeggi e ciò che era necessario, mi fu dato in mano un sassofono soprano

Non me la cavai male per un paio di anni, ma quando iniziai a frequentare le scuole superiori a Milano la faccenda cambiò. 

Iniziai a interessarmi alle ragazze e strimpellare la chitarra faceva più scena che suonare un sassofono, così poco alla volta lasciai la banda - nonostante il fatto che in collegio mi fosse stato affibbiato il soprannome di Piffero Magico - anche perché il cappello da portare durante i servizi non andava d'accordo con il ciuffo dei miei capelli. 

Il sassofono mi servì durante il periodo della leva militare. Nei dieci mesi passati Roma suonai il sassofono contralto e i timpani. 

Poi a vare riprese ho suonato il basso elettrico e anche il sassofono tenore. Finché a un certo punto me lo sono comprato un sassofono, riprendendo la tonalità del primo: un sassofono soprano in si bemolle

Ma non è servito a farmi decollare come musicista,  ma sappia che in fondo gli ho voluto bene. Dopotutto è stato la fonte di ispirazione del racconto che ho aggiunto. Racconto molto biografico, credo. 

Io e mio cugino entrammo nella banda musicale del paese insieme. Dovevo avere dieci anni allora. Ci presentammo in sede una sera durante le vacanze di Natale. Lo ricordo bene perché nell’atrio c’erano un presepe grande come la Minitalia e una pila di panettoni destinata ai musicanti... 
Ferruccio Gianola - Di nuovo il piffero magico 


"Grazie per la lettura"

6 commenti:

  1. Bene, ne ho approfittato per leggere il racconto, bello!
    Alessia

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  2. Ciao Ferruccio, mi hai fatto venire in mente il mio pianoforte, vertcale, che ho sempre detestato! Grande insistenza dei miei genitori, che non si davano pace che la figlia fosse negata per quel tipo di strumento! Al pomeriggio non volevo andare al conservatorio ma a giocare! Il pianoforte l'ho lasciato a Padova,però negli anni a venire la passione per le musica è aumentata, ed oggi non potrei vivere senza! Grazie e buona serata!

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    1. a me invece il pianoforte sarebbe piaciuto. Mio padre suonava la fisarmonica e il clarinetto e da piccolino - purtroppo - li consideravo strumenti antichi!
      Grazie anna

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  3. È bello sapersi separare dagli oggetti guardandoli con affetto. C'è chi non si vuole separare da niente di suo, ma non ama né dà valore a niente.

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