domenica 14 aprile 2019

Il pane di Virginia Woolf

In un post in lingua inglese (la fonte che trovate in fondo all'articolo) leggevo che la scrittrice britannica Virginia Woolf si preparava il pane in casa da sola. Era lei a impastarlo e a metterlo in forno. Confesso che pure al sottoscritto piacerebbe imparare. Non lo so. Saper preparare il pane mi sembra un aspetto che dà ancora più valore a un essere umano. Non credo di dire eresie... 

Non ho mai letto La signora Dalloway, Gita al faro e Orlando di Virginia Woolf. Avevo preso Le onde, un bel po' di anni fa, attirato più dalla sperimentazione del testo che da un reale interesse per il libro. 

Una scrittrice complessa e difficile l'autrice e attivista britannica, ma oggi è protagonista del mio post dedicato allo Spuntino letterario, per quella sua passione - almeno così riportano le fonti - di prepararsi il pane in casa. 

Vi confesso che pure io, da anni, ho in mente di apprendere come preparare il pane. Ho un forte desiderio di provare a farlo. 

Per ora ho imparato a fare le piadine e le focacce, am presto mi darò anche al pane. Forse perché in internet, basta poco, per trovare guide e quant'altro utile a mettere in forno un impasto di farina buono per il pane. O forse perché per prepararsi il pane da soli, in casa, bisogna vedere il mondo in un altra ottica. 

Sono cresciuto dando la massima importanza al pane. Sono cresciuto in uno di qui posti dove il pane non è mai stato buttato. Sono cresciuto in mezzo a detti dedicati al pane. E un giorno non molto lontano sarò anch'io in grado di prepararlo come faceva la Woolf. Quel giorno vi inviterò a pranzo. 

Nel frattempo vi lascio all'incipit di... 

Era una domenica pomeriggio d'ottobre e come molte altre giovani signore della sua classe sociale Katharine Hilbery stava servendo il tè. Questo compito impegnava forse un quinto della sua intelligenza, mentre con la parte rimanente aveva già superato il breve spazio di tempo che separava il lunedì mattina da quel momento alquanto scialbo e col pensiero girava intorno alle cose che normalmente si fanno volentieri alla luce del giorno. Ma anche se rimaneva silenziosa, era chiaramente padrona di una situazione ben conosciuta e propensa a lasciar che essa seguisse per la seicentesima volta il solito corso, senza impegnare nessuna delle sue facoltà mentali inattive. 
Virginia Woolf - Notte e giorno 


"Grazie per la lettura" 

Fonti - Virginia Woolf: Cottage Loaf

8 commenti:

  1. Una magia il pane!

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  2. "Quel giorno vi inviterò a pranzo"
    Allora io verrò, portando il pane fatto da me e magari anche qualche dolcetto...
    Di Virginia Woolf credo di aver letto praticamente tutto, una vecchia femminista come me non poteva non leggere Virginia Woolf.
    Buona domenica

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    1. Ok molto bene, Maria. Ci parlerai anche di Virginia Woolf, grazie

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  3. Sono cresciuto con un nonno fornaio, quindi ti lascio immaginare :)

    Moz-

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  4. Io so come si prepara il pane: è lo stesso impasto della pizza, ma richiede un forno capiente ed abbastanza potente. Ti scriverò un tutorial in uno dei prossimi post. Promesso! :-D

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    1. Grazie Clara, diciamo che è un qualcosa che devo solo mettere in pratica!

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