mercoledì 3 aprile 2019

Gli aspetti fastidiosi nella "vita" con un blog

Ci sono degli aspetti fastidiosi nella vita con un blog, che in questi ultimi mesi mi hanno infastidito più del solito. Nulla tale da impedirmi di proseguire nel mandare avanti i miei progetti ma sufficienti per farmi fare delle valutazioni sul modo di procedere e sopratutto con chi interagire nel prossimo futuro. Ho classificato e analizzato cinque punti in questo articolo. Forse ce ne sono altri. Non lo so, a me questi danno veramente fastidio... 

Gli unfollower di twitter 
Come social network, per il mio blog, uso facebook, linkedin, twitter, pochissimo Instagram e Pinterest, e da qualche settimana MeWe. Naturalmente hanno tutti i loro alti e bassi, ma potete stare certi che il primo che abbandonerò è twitter. Non immaginate come mi dia fastidio chi ti segue e il giorno dopo smette di seguirti. Non vanno neppure a vedere i tuoi contenuti. L'esaltazione dell'ipocrisia. E non immaginate l'idiosincrasia che ho per chi ripete questo giochetto più volte. Li blocco. 

I commenti do ut des 
Simili agli unfollower di twitter. Negli ultimi anni sul blog ce ne sono una marea di soggetti che commentano - spesso a caso - i tuoi contenuti solo con la prospettiva che tu faccia lo stesso sulla loro piattaforma. Ma certi blog sono delle accozzaglie di pettegolezzi e null'altro. Gente che starebbe meglio su facebook a cazzeggiare, invece di far perdere tempo e consumare bit e byte con questo loro ignobile modo di fare. 

I tuttologi 
Terribili i tuttologi. Quando si fanno avanti e prendono un po' di confidenza: "Mi casa diventa su casa". Sanno tutto e la fanno da padroni. E quasi sempre ciò che presuppongono di sapere è il contrario di ciò che dici tu. Spesso è gente senza arte ne parte: molto arrogante, pedante e sopratutto dal fare stizzoso. A volte per farli sparire devi usare la forza.

I clan (da non confondere con le nicchie) 
Quando capito in certi blog dove si scambiano lodi gratuite tra blogger, ribatto al volo. Magari sono pieni di commenti per sciocchezze, ma sono sempre gli stessi personaggi. A volte penso che siano più i commenti, dei lettori unici stessi di quella piattaforma. Lo capisci perché magari esaltano un articolo del tutto inutile e vanno avanti con decine di commenti botta e risposta carichi di banalità. Se non fai parte del clan e ti capita di commentare capisci subito che il tuo commento è un caso isolato, un po' come essere a una festa dove non sei stato invitato. Tipici sono quei blog dove ogni tre per due c'è  un premio vattelapesca del tipo: "ti ho dato il premio perché ritengo che il tuo blog sia una ventata di novità etc... etc..." e dall'altra parte non c'è nulla. 

La dispensa di banalità 
Capita a tutti i blogger di postare degli articoli inutili. Capita a tutti di sbagliare completamente il post, me ne rendo conto, ma deve essere un'eccezione, non la norma. 

"Grazie per la lettura"

15 commenti:

  1. Per ora, fortunatamente, ritengo più fastidiosi gli aspetti di una vita "senza" blog.. ;) ..forse per questo non seguo twitter, commento anche chi non ricambia perché mi piace quel blog, faccio il tuttologo dove sento di potermelo permettere, non appartengo a nessun clan, e - banalmente - appaio con nome e cognome e tutte le magagne della mia vita.

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    1. Franco ho messo "vita" perché sono tutte cose interconnesse e "fastidiose" perché sono come la polvere. Non credo che facebook sia migliore di twitter è solo più "falso". Però ci vuole responsabilità a usare certi strumenti. Tutti qui. Ma non facciamo per favore più la distinzione tra vita reale e vita virtuale.

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  2. Concordo in toto. Ma ho capito ultimamente una cosa: che non si può combattere contro i mulini a vento. Quindi vado anche io avanti con i miei progetti, giusti o sbagliati che siano, scegliendo chi commentare, chi leggere, chi scartare. In fondo nella vita reale si ha lo stesso comportamento. Abbraccio siempre. PS sono Anna di Maria, sono tornata al mio nick originale, mi piace di più.

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    1. Esatto si tratta di scegliere le persone giuste.
      Grazie Anna

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  3. Mi pare di capire che ce l'hai con gli aspetti superficiali delle rete

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  4. Ciao ferruccio, mal comune mezzo gaudio? Sono d'accordo su tutto, perdi il follower per un emoticon sbagliato! Anche nei blog di viaggi i commenti sono il piu' delle volte stucchevoli! Esempio si parla di Abu simbel ma la foto in copertina è del tempio di Hatshepsut. Commenti: bellissimo! Per carità,poi come dici tu sbagliamo tutti! Si non è facile barcamenarsi in questa giungla, comunque andiamo avanti! Proverò anch'io Mewe! Un caro saluto

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    1. Capisco eccome. La superficialità che naviga su queste sponde è davvero fastidiosa...
      Grazie Anna

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  5. Purtroppo l'attività di blogger ha un lato oscuro che in rete magari si nota più che nel mondo fisico perché commenti e stupidaggini assortite rimangono visibili. Secondo me l'unica è cercare di evitare questi elementi tossici imparando a riconoscerne la "puzza" perché altrimenti davvero si perde un sacco di tempo e ci si rovina l'umore.

    Ti ho inviato la richiesta di contatto su MeWe visto che da poco ho creato un profilo anche lì.

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    1. Ho visto Massimo e ho accettato, grazie. Per quanto riguarda questo post dici bene, gli elementi tossici è meglio lasciarli nel loro brodo. In effetti ho imparato a conoscerli da tempo, ma a volte nascono dinamiche che non ti aspetti. L'ultimo perdio mi ha davvero scioccato. Ma forse erano aspetti necessari che venissero alla luce.

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    2. A volte ci sono i "volpini" vestiti da agnelli che eludono la tua attenzione ma alla fine si rivelano. Certo, sono una rottura di scatole!

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  6. Twitter ha stufato anche me da tempo, è diventato un Facebook in miniatura. E sto pensando di cancellare il mio account da Twitter.
    A me succede su Instagram che mi seguono e poi spariscono.
    Gli altri problemi non credo mi siano capitati.

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    1. Instagram e lì, ma posso dire che non lo uso...
      Grazie Daniele

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  7. Anch'io detesto lo stile Twitter e lo sto pian piano mollando. Facebook per ora mi sta servendo. Su Linkedin purtroppo non riesco a decidermi a partire, più che altro per mancanza di tempo...

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