sabato 27 aprile 2019

Amici, amici e poi ti negano il like

Da un paio di anni non uso più facebook come facevo i primi tempi, quando mi divertiva e quando l'interazione tra utenti era sincera e spassionata. Insomma a parte qualche condivisione automatica dei post mi sono un po' scocciato di quello che si legge e delle dinamiche che lo muovono e naturalmente sono giunto alla conclusione che la piattaforma ha fatto il suo tempo (anche perché altri social vanno assolutamente meglio e hanno dei veri riscontri pratici). Penso di non essere il solo a essermi stancato e sono più che mai convinto che sia finita la pacchia per Zuckerberg e compagnia. Situazione perfetta per fare esperimenti. Ecco perché compare un post dal titolo: amici, amici ma poi ti negano il like... 

Nel 2015 ero arrivato ad avere più di cinquemila Amici su facebook (profilo non pagina). C'erano giorni in cui mi arrivavano anche centinaia di richieste e chissà perché ero convinto che fossero utili. Accettavo, accettavo tutto. 

Non capivo che era - nel mio caso e per le mie aspettative - l'inizio del declino. Infatti nel giro di pochi mesi cominciai a ragionare. Cominciai a rendermi conto che qualcosa non quadrava. 

E cominciai allora a rimuovere la mia presenza nei gruppi in cui ero inserito senza saperlo e in quelli in cui non avevo nessun tipo di interesse a starci. 

Poi cominciai a rimuovere le amicizie, specialmente quelle che non lo sono affatto e iniziai a non accettarne altre se non dietro precisi parametri. 

Continuerò a farlo, rimuoverò chi non e amico e continuerò ad accettarne di nuovi solo se rispondono ai miei parametri, e se un giorno non resterà più nessuno... 

Intanto, questo tipo di confronto che ho con la piattaforma di facebook, mi sta permettendo di fare degli esperimenti. Esperimenti che fino a qualche anno fa avrei considerato nocivi, ma che allo stato dell'arte mi stanno invece mostrando le cose in un'ottica molto più lucida e veritiera. 

Un esperimento l'ho appena concluso o è in via di conclusione con una pagina facebook che gestisco. Ho provato a mandare un invito a tutti gli amici che ancora non avevano visto quella particolare pagina (Nino di Mei) e mi sono messo in attesa. 

Non so cosa mi aspettassi di preciso. 

Certo non mi aspettavo che fosse solo un misero cinque per cento a rispondere in maniera positiva e disinteressata. Un cinque per cento composto per la quasi totalità da gente interessata dopotutto alla tematica, considerando i profili da cui è giunta la risposta positiva. 

Magari è prematuro. Magari l'aver fatto l'esperimento in un periodo di vacanza ha il suo peso. Magari molti profili daranno il like alla pagina quando torneranno sui social, un volta rientrati dalla vacanze. Non lo so. Nel frattempo cercare di capire una certa psicologia umana da come si usano i social è sicuramente interessante. 


"Grazie per la lettura"

P. S. - Mi pare che ultimamente facebook presenti molte falle.  I gruppi non sempre sono accessibili.  Le funzioni non sempre svolgono il loro compito, per non parlare dei down che ogni tanto assaliscono la piattaforma.

10 commenti:

  1. Non uso facebook, sono salva
    Alessia

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  2. Ho scoperto che Facebook serve principalmente ad una cosa fondamentale: farti ricordare i compleanni (che ti interessa ricordare) ;)

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  3. Facebook non serve a molto per noi blogger: di fatto non porta traffico, quanto agli amici... mah... So di essere out topic Ferruccio, ma sto scrivendo un post per il quale vorrei inserire un link al tuo blog: posso?

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    1. Io ormai facebook lo uso solo per convogliare traffico, e purtroppo e la piattaforma stessa che boicotta.

      Per il link certo che puoi . Grazie

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  4. Facebook è insoddisfacente sotto molti aspetti, ma io ci ho messo del mio a usarlo male, riempiendo i miei account di amicizie accettate a tappeto. Adesso mi domando cosa farne, e come riportare tutto a una dimensione sensata. Per fortuna con il tempo si impara.

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  5. Le dinamiche che denunci non sono solo di facebook, ma sono più generali. Non darei la colpa a facebook in quanto tale (non sto spezzando una lancia in suo favore, io personalmente lo odio e godrò se un giorno chiudesse), quanto piuttosto alla gestione da parte degli utenti. Poi si può aggiungere che è una cloaca e che la gente ha difficoltà a distinguere la realtà da ciò che viene spacciata per essa, ma qui si va fuori tema...
    Tornando al discorso: un esempio capitatomi poco tempo fa.
    Tizia-che-non-conosco mi lascia un commento sul blog e, visto che c'è, si aggiunge ai miei follower. Le rispondo in maniera esaustiva (alcune cose del suo commento non mi trovavano d'accordo, altre non mi sono piaciute e gliel'ho detto, in maniera garbata). La cosa è finita lì, non ha proseguito la conversazione, nè si è più fatta risentire su altri post. Io non ho preso a seguirla. Dopo qualche tempo è tornata per togliersi dai miei follower.
    Ciò che non comprendo è l'ultimo passaggio. Perché ci si era messa? E mi ha tolto il following perché non ho preso a seguirla, per una sorta di ripicca? E comunque non è che lei seguisse me. Ma poi come se far parte degli iscritti comportasse un qualcosa.
    Davvero, non riesco a comprendere le dinamiche e i passaggi mentali che ti portano a questo. Comincio a credere che alcuni su internet si comportino a cazzo. E questo mi spaventa, considerando che questa gente ha diritto di voto e si muove anche al di fuori della rete. Schizofrenia psicosociale.

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  6. Sulla parte finale sono più che mai d'accordo. Molta gente crede che internet sia una cosa propria: è successo anche a me con il blog, però con il blog non transigo. Facebook lo posso usare come esperimento sociale, il blog no. Sul blog se uno mi fa girare le scatole e non usa una certa etichetta non gliele mando a dire. Non ho più blogroll e ho tolto follower perché sono cose da "social" e sono cose per conto mio ridicole. Grazie davvero Marco

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