mercoledì 13 marzo 2019

Un paio di libri a settimana

C'è stato un periodo risalente a metà degli anni novanta in cui compravo un paio di libri a settimana. Andavo nella libreria di un amico a Calolziocorte, a pochi passi dalla stazione ferroviaria di quella cittadina. La libreria si chiamava Fahrenheit, se non ricordo male. Non so se esiste ancora, ormai non ci passo più da decenni. A volte andavo anche in centro città a Lecco, ma non mi piaceva perché non era semplice discutere di saggi e di romanzi con i commessi. 

Se dovessi fare una statistica credo che la maggior parte di libri in mio possesso, sono stati acquistati nella prima metà degli anni novanta, dal 'novantadue al 'novantaquattro per essere precisi. Non esagero nel dire che ne acquistavo e naturalmente leggevo almeno un paio a settimana. Ma quando avevo in tasca un po' di soldi potevo anche esagerare e raddoppiare il numero. 

Poi mi sono calmato ma è stato in quegli anni che mi sono riempito la casa con i racconti e  con i  romanzi di Ernest Hemingway, con quelli di William Faulkner e di Francis Scott Fitzgerald... così tanto per citare alcuni autori, i primi che mi vengono in mente. 

Ma se ci penso potrei raccontare un post per quasi ogni libro che possiedo nella mia libreria. Andavo in quella libreria durante la pausa pranzo oppure la sera appena terminato il lavoro. 

Mi orientavo sui tascabili principalmente e quando un titolo non era a disposizione lo ordinavo e non stavo nella pelle per tutto il periodo di attesa: neanche fossi un bambino la notte di Natale. 

Cercavo di prendere tascabili della stessa edizione, anche perché li vedevo sistemati nelle mensole di casa ancora prima di averli tra le mani. 

Il numero maggiore erano Mondadori, come quelli della foto che ho allegato. 

Confesso che in alcuni casi, non ho acquistato subito certi romanzi o certi piccoli saggi a cui ero interessato perché l'edizione disponibile era diversa da quella che avevo in mente (ma questo potrebbe essere il tema di un altro post).   

Sono ancora tutti in casa quei libri e hanno continuato ad aumentare di numero come se fossero vivi. Non ho più fatto acquisti con quei ritmi, anche perché molti mi sono arrivati in regalo. 

A dire il vero, ora come ora, non saprei neppure come muovermi in una libreria. Forse perché sono scomparse quelle piccole di una volta, come quella di cui ho parlato in questo post


"Grazie per la lettura"

17 commenti:

  1. A Reggio Emilia ne è rimasta una sola, bellissima, c'è un commesso gentilissimo, se gli chiedi un consiglio, rimane anche mezz'ora a parlare con te di libri. Purtroppo è quasi sempre vuota. Speriamo che non chiuda! Poi tutti su Amazon? Un saluto Ferruccio

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    1. Belle queste librerie...
      Su amazon ho preso poche cose per ora!
      Grazie Anna

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  2. Dovrò leggere i libri dell'immagine

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  3. Leggendo un po di post nei vari blog qualcuno mi ha fatto notare che anche nei "mercatini" spesso si trovano perle nascoste!

    Tra l'altro deve amare davvero molto Hemingway ,è sempre in cima ai suoi post...

    Buona giornata

    L.



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    1. Magari potrei farlo io un mercatino L.
      Hemingway aveva un modo di vedere le cose molto vero, anche se era permaloso

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  4. Direi il fior fiore delle letture, le tue.
    Aggiungo che ti capisco riguardo alla tua opinione sulle piccole librerie, puoi chiedere alla commessa, puoi dialogare con lei...
    Sono andata a Torino alla Mondadori store (mi sembra che si chiamino così) mi sono spaventata di fronte all'enormità, alla grandezza, e mi sono anche un pò persa perchè non trovavo più l'uscita. Non ci sono più tornata e sono diventata un topo di biblioteca. Abbraccio quotidiano

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    1. anche le biblioteche hanno il loro fascino Anna, ogni tanto mi immagino seduto lì dentro a leggere.

      Grazie

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  5. "Magari potrei farlo io un mercatino L."

    Magari...ed è inclusa la sua propensione a mettere in vendita le sue perle nascoste?

    L.

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  6. Dopo Steinbeck ( che ho adorato ) ed Hemingway, ho voglia prima o poi di esplorare Faulkner e Fitzgerald, accetto volentieri qualsiasi tuo consiglio.

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    1. Adoro Faulkner (anche se lo stile è complesso) e naturalmente Fitzgerald: tutti dovrebbero leggere per il puro piacere letterario Il grande Gatsby

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    2. Il primo che ho letto di Faulkner è Palme Selvagge da lì non mi sono più fermato e ho letto rutto quello che ho trovato. Non è come leggere Hemingway ma ha uno stile che cattura e ipnotizza
      Grazie Pirkaff

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  7. Due a settimana in effetti sono tanti. Complimenti.
    Anche io, nel periodo dei tascabili (sai, quelli a mille lire?) ne ho letti diversi. Non con questa frequenza, però comunque ho scoperto diverse opere...

    Moz-

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    1. Tanti anni fa Moz- ora non più. La maggior parte dei libri adesso li ricevo in regalo e quindi difficilmente mi capita di comprarne, se non qualcuno per cui sono in fissa.
      Grazie

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  8. Una Fahrenheit c'è ancora a Roma, a Campo de' Fiori, piccola e indipendente, e resiste nonostante i grossi distributori facciano il bello ed il cattivo tempo. E muoversi in queste piccole, disordinate ma ricche libreria, rende la ricerca e la lettura, ancora affascinanti..

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