domenica 10 marzo 2019

Sur le pont d'Avignon... con Petrarca

Tra i miei ricordi di bambino c'è una canzoncina in lingua francese. Una delle prime di cui ho imparato il testo: Sur le pont d'Avignon. Non so come l'ho appresa e in che contesto, ma non l'ho più dimenticata. Qualche anno fa ci sono andato ad Avignone. O meglio ci sono passato. In un bel pomeriggio assolato, sono andato sul ponte incriminato (rima casuale). Dentro di me ho cantato quella canzoncina, mentre osservavo lo scorrere del Rodano e pensavo a Petrarca che da quelle parti era di casa... 

Tra i personaggi più illustri della cultura di Avignone c'è Francesco Petrarca: eminenza della nostra letteratura e tra i massimi responsabili della nostra educazione e formazione umanistica di base. Fu un uomo del suo tempo, adorato da religiosi e nobili di quel periodo. Visse per qualche anno e a varie riprese ad Avignone, dove prestava servizio presso la curia e il Palazzo dei Papi doveva essergli familiare. 

Purtroppo non è mai stato in cima ai miei gusti letterari, sebbene ogni tanto ci sia qualche aneddoto che me lo porta davanti agli occhi e sul blog. 

Un po' come oggi, in questa domenica di tardo inverno. 

Nel De vita solitaria c'è un lungo passo in cui discorre - tanto per restare nell'ottica della mia domenica orientata alla cucina letteraria - de' Il pranzo dell’uomo indaffarato e quello dell’uomo solitario. Forse leggendo qualche brano di queste pagine in lingua latina è facile anche risalire a quello che poteva essere il cibo preferito del canonico Francesco

Certo mi sarebbe piaciuto trovare qualche passo preciso, magari da aggiungere e magari utile a contrastare quello che fu il mio umile e povero pasto in quella città. 

Sono passati molti da anni da allora, ma ricordo benissimo che mi accontentai di una frittata e di una semplice insalata verde in un piccolo locale a una cinquantina di metri dalla piazza con il Palazzo dei Papi

Forse ci capitai in un orario atipico, un po' troppo tardi per il pranzo e troppo presto per la cena. O forse l'aspetto gotico e religioso colpì anche il sottoscritto. Non lo so. Certamente Avignone rimane una città, un po' come altre che ho visitato - in cui devo ritornare. 

Magari soltanto per trovare un posto migliore dove pranzare, ma capite che questa è una scusa. Avignone può essere, per fascino, per storia e per tante altre cose, il punto di partenza di un racconto o di un romanzo. Magari partendo da un aspetto legato alla vita stessa di Francesco Petrarca


"Grazie per la lettura"

10 commenti:

  1. Io non ci sono mai stata, ma da come la descrivi sembra un luogo suggestivo. Comunque è primavera Ferruccio: il clima ormai è decisamente primaverile. Buona domenica.

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  2. Città bellissima, ci sono stata due volte, e non sapevo di Petrarca. Dovresti tornarci Ferruccio, anche perchè di solito in Francia si mangia bene! Buona Domenica

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    1. Città davvero fantastica... Ci tornerò Anna
      Buona domenica

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  3. Ricordo bene anch'io questa canzoncina, ma non sono mai stato ad Avignone

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  4. La canzone la ricordavo anch'ìo da bambino. Invece che Petrarca fosse di casa ad Avignone lo ignoravo proprio.

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    1. Noto che è una hit questa canzoncina. La faccenda del Petrarca non so come l'ho scoperta...

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  5. Ti lascio questa frase di Petrarca che a me, appassionata di letture, piace molto. Spero anche a te...
    "Interrogo i libri e mi rispondono. E parlano e cantano per me. Alcuni mi portano il riso sulle labbra o la consolazione nel cuore. Altri mi insegnano a conoscere me stesso e mi ricordano che i giorni corrono veloci e che la vita fugge via."
    Non sono mai andata ad Avignone però chissà, e poi a me piace la frittata e l'insalata verde.
    Abbraccio siempre

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    1. Frase molto significativa Anna di Maria. Avignone è una città davvero graziosa e trasuda "storia".

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