mercoledì 20 marzo 2019

Per un blog di qualità

Otium Blog
Sono più che mai convinto che un blog debba essere di qualità. Non deve dare spazio, se non in minima parte - proprio per confermare la regola - a tutto ciò che non porta un valore effettivo - sebbene non immediato - a chi si ritrova a leggere. E questo vale per gli articoli e per i commenti che giungono ad alimentarli. Sono sempre felice quando vengo contattato per il frutto di un lavoro pubblicato magari anni fa e che mi prospetta opportunità di qualche genere. E sono più che mai orgoglioso quando un mio lavoro è di aiuto. Questo deve essere lo spirito di Otium. 

Ho scritto questo articolo un pomeriggio di settimana scorsa, dopo che avevo trascorso qualche decina di minuti a cancellare un bel po' di post, dal mio punto di vista inutili e sciocchi. Tutto è partito dopo essermi incavolato con me stesso per una pubblicazione dei primi tempi di blogging

Mi sono arrabbiato dopo che mi è passato davanti agli occhi un obbrobrio presente su Otium. C'era l'immagine, neppure troppo bella, di un sole, e un augurio di buon ferragosto. Quasi cose da vergognarsi ad averle fatte. Be' l'aspetto incredibile è che il post aveva una ventina di commenti. E non c'era nulla, nulla, nulla di valore. Sembrava un post copiato da uno status di facebook... 

Insomma non voglio più scrivere e pubblicare  cose del genere. Non voglio un blog che sia un doppione di facebook

Da tempo sto rimuginando sull'idea che tutto possa diventare un giorno un lavoro da poter distribuire su carta come un vero libro o come dei veri libri ed è naturale che senta il bisogno di pretendere molto di più da me stesso. 

Questo deve dare anche l'idea del perché ho un'idiosincrasia conclamata ormai per una certa tipologia di blog, posti che non considero neppure dei veri blog ma soltanto delle accozzaglie piene di pettegolezzi e sciocchezze utili solo a perdere tempo e a crearmi  il voltastomaco a causa dei personaggi che li animano. 

Ho sempre visto il blog come un qualcosa in grado di completare l'aurea professionale di una persona, qualsiasi essa sia. Che si tratti di un medico, di un insegnante, di uno scrittore, di un musicista o di un pittore, di quello che volete... 

Ma naturalmente bisogna farsi il mazzo...  

Ora non voglio assolutamente che Otium sia visto da persone alla strega di un luogo in cui si sentano in diritto di dileggiare i contenuti o peggio ancora l'autore. 

Otium non è un bar dove andare a chiacchierare di quello che si vuole e neppure un camion dove gettare l'immondizia: se è questo ciò che cercate avete sbagliato posto. 

Naturalmente, ultima cosa,  non è neppure un posto per bulletti...


"Grazie per la lettura"

10 commenti:

  1. Dipende anche dal gestore, come viene percepito un blog. Quindi puoi stare tranquillo, secondo me ;)

    Moz-

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    1. Forse qualche dubbio mi era frullato nella mente, sulla strada che stavo intraprendendo! Per fortuna ho svoltato in tempo.
      Grazie Moz-

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  2. Mi auguro non ti sia capitato nulla di spiacevole Ferruccio: io mi immagino il blog come una specie di "pensatoio" un luogo dove riporre pensieri di ogni genere per ritrovarli intatti dopo tanto tempo. Nella mente alla consapevolezza del momento non ci stanno troppe cose... Però non ci trovo proprio nulla di male nel farsi gli auguri tra amici e non credo sia proprio ben fatto cancellare i commenti di chi magari ha voluto farti sentire la propria amicizia o affetto. Il blog è un blog, poi ciascuno lo vede e lo fa a modo proprio. L'umiltà a volte ci aiuta anche ad essere indulgenti con noi stessi. Buona serata.

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    1. Sul mio blog le mie proposte sono evidenti. Non credo che un blog sia un posto di "amici", o almeno non sono "amici" quelli che passano per un saluto e mai per un contributo costruttivo
      Grazie Sfinge

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    2. Mai vorrei entrare in polemica con te Ferruccio, ma, vedi, a volte noi scegliamo un autore anche in base alla simpatia che ci ispira il suo personaggio: non a caso libri anche mediocri di personaggi molto noti al grande pubblico magari hanno più successo di piccoli capolavori sconosciuti, che pure mi capita talvolta di leggere sul web. Un saluto è un'offerta di amicizia, quale che sia il contributo critico che può esservi contenuto. Alcune persone hanno difficoltà ad elaborare contenuti che soddisfino le esigenze degli autori, cionondimeno ti offrono la loro presenza o amicizia: snobbarli per carità può essere una scelta, ma non so quanto corretta sul piano umano e quanto indovinata ai fini della propria popolarità. I bulli no per carità: quelli li banniamo, credo tutti, ma per il resto... non so, vedi tu, comunque buon blogging e grazie a te, che trovi argomenti utili alla riflessione.

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    3. Assolutamente Sfinge, nessuna polemica me ne rendo conto. Ho messo "amici" tra virgolette proprio per il valore che ha per me questa parola. La mia risposta è soltanto il frutto di quello che mi hanno dato dieci anni di esperienza con il blog: un ambiente molto falso e arido se preso al servizio di un mero scambio di opinioni casuali e senza un effettivo e reciproco desiderio di conoscenza e di crescita.

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  3. É sicuramente legittimo guardare con sfavore cose scritte in passato che non corrispondono ai criteri usati nel presente, però... le cose leggere a volte fanno compagnia, semplicemente. Senza essere storiche o utili per qualche motivo preciso, danno lo stesso al lettore la percezione del rapporto con il blogger. Secondo me anche questo è un valore, se non si fa diventare la leggerezza una scusa per dire solo delle scemenze. Non mi sembra proprio che tu corra questo rischio!

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    1. Hai preso in pieno. Non bisogna confondere la leggerezza con le scemenze.
      Merci Grazia

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  4. Fai bene
    Alessia

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